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Gli U.S.A. hanno già costruito dischi volanti ? -Space.

Chissà se avremo mai la conferma da parte dei maggiori governi mondiali che i tanti avvistamenti di oggetti volanti non identificati, che in più di un caso sembrano aver rischiato di causare una collisione con aerei civili, sono effettivamente velivoli alieni che da anni visitano regolarmente la Terra. Di certo, però, alcuni dei dischi volanti che hanno solcato i cieli del nostro pianeta erano prototipi di velivoli militari.

Negli anni Cinquanta, ad esempio, come reso noto alcuni anni fa dall’Aeronautical Systems Division dell’Usaf (RG 342 – Records of United States Air Force Commands, Activities and Organizations) in particolare con la desecretazione del documento intitolato “Project 1794, Final Development Summary Report”, l’aeronautica militare americana affidò alla canadese Avro Aircraft Limited la realizzazione di un prototipo di velivolo ad atterraggio e decollo verticale (Vtol) che avrebbe dovuto raggiungere una velocità superiore a Mach 2, una quota massima di oltre 100.000 metri e una portata operativa di oltre 1.000 miglia nautiche.

Avrocar

Avrocar

Il progettista John Carver Meadows “Jack” Frost, del gruppo Progetti Speciali di Avro si mise all’opera e realizzò l’Avrocar, la cui sagoma ricordava precisamente quella di un disco volante e che utilizzava 3 turbine jet per sollevarsi da terra. In verità Frost aveva già proposto il suo “disco volante” al governo canadese nel 1952, ma dopo un anno di lavoro e la realizzazione di un mock-up in legno il Canada tagliò i fondi per il progetto (all’epoca noto come “Progetto Y”), che nel 1953 destò l’interesse dell’Usaf.

Nacque così il “Progetto Y-2” o “Progetto 1974”, che però non raggiunge risultati soddisfacenti, convincendo Frost a riprogettare il tutto dando vita, nel 1956, al VZ-9-AV Avrocar, che avrebbe dovuto essere un prototipo per lo sviluppo del Weapon System 606A per l’Usaf. Dopo non poche vicissitudini, soprattutto di natura finanziaria, il velivolo riuscì finalmente ad effettuare test di volo tra il 1959 e il 1961 collezionando in tutto 75 ore di volo, facendo tuttavia emergere una serie di difetti che portarono alla definitiva cancellazione del progetto nel 1961.

Chance Vought V173

Chance Vought V-173

Si noti che un destino simile aveva già colpito, negli anni Quaranta, il Chance Vought V-173 (e la sua versione definitiva XF5U), prototipi di aeri STOL (a decollo e atterraggio corti) con ali discoidali destinati alla marina militare americana che effettuarono test di volo nel 1942, ma il cui progetto venne definitivamente abbandonato nel 1947. E’ possibile vederne un esemplare, restaurato ottimamente, nel Museo del Volo di Dallas, in Texas.

Chance Vought V-173B

Altri possibili “dischi volanti” terrestri potrebbero nascondersi tuttora tra i “black project” statunitensi, magari presso l’Area 51? Sì, almeno secondo quanto sostiene da tempo Robert “Bob” Lazar, imprenditore statunitense che ha dichiarato di aver lavorato in passato presso l’area S-4 del Nevada Test Site, adiacente all’Area 51, per cinque mesi a partire dal dicembre 1998. Secondo Lazard l’area s-4 sarebbe un complesso sotterraneo dove l’aviazione militare americana avrebbe studiato almeno 9 Ufo, apparentemente di origine aliena.
Il problema è che Lazard non ha mai offerto prove concrete delle sue dichiarazioni e che ha mostrato scarse competenze fisiche e ingegneristiche, che sarebbero invece state richieste per poter svolgere i test a cui ha affermato di aver preso parte.

Più credibili sembrano essere le dichiarazioni, risalenti al 1967, dell’ex pilota della marina militare americana e scrittore d’aviazione Jack D. Pickett e del suo socio d’affari Harold Baker, che dopo aver visitato la base aerea MacDill di Tampa, in Florida, riferirono di aver visto quattro aerei X de-commissionati, tutti di forma discoidale, del diametro dai 20 ai 108 piedi (ossia dai 6,1 ai 30,5 metri circa). Questi quattro aerei sono stati variamente rappresentati da alcuni artisti e hanno anche dato origine a un modellino in plastica prodotto nel 2006 dalla Fantastic Plastic Models. E’ possibile trovare le immagini qui.  Sul web girano alcuni fotomontaggi in cui questo modellino viene confuso (ad arte?) per un aereo vero. Può darsi che sia effettivamente esistito, come sostiene Pickett, ma non è con la foto di un modellino che lo si potrà provare.

 Fonti reperite in rete.

L’astronauta dell’estuario di Solway – Nis.

Ils2  caso delI’astronauta dell’estuario del Solway, conosciuto anche come il Solway Spaceman, si riferisce ad una fotografia scattata nel maggio del 1964 dal pompiere  Jim Templeton.
Questa foto è stata scattata in un piccolo paese,Burgh Marsh, sul Solway Firthin Cumbria, in Inghilterra.
Il sig. Templeton sosteneva che nella foto scattata a sua figlia, compare sullo sfondo una figura che indossa una tuta spaziale. Il punto è  che ha sempre sostenuto che detta figura, non compariva nel momento in cui scattò le immagini.
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Unici testimoni presenti quel giorno, furono una coppia di  signore che erano all’interno di una macchina in fondo alla palude.
In una lettera indirizzata al Daily Mail, nel 2002, Templeton dichiarò: “Ho scattato tre foto a mia figlia Elisabetta in una posa simile ed sono rimasto scioccato quando solo nell’immagine centrale sembrava ritrarre sullo sondo, dietro a mia figlia quello che sembrava un astronauta. ”. insistendo sul fatto che lui non si era reso conto di quella “presenza” fino a quando non furono sviluppati i negativi, ed anche gli analisti della Kodak confermarono l’autenticità della fotografia, offendo addirittura un premio in denaro per chi riuscisse a smentirne l’autenticità.
Premio che non è ancora stato riscosso.     

Durante un’altra dichiarazione di Templeton ai giornali affermava: “Ho portato la foto alla polizia di Carlisle, che dopo averla esaminata, hanno dichiarato che non c’era nulla di sospetto in quell’immagine”.L'ufo di Solway
Il giornale locale, Cumberland News, prese la notizia ed in poche ore questa storia di diffuse a livello mondiale.
Una cosa curiosa riguarda quello che è accaduto nei giorni successivi la pubblicazione delle foto da parte della stampa.  

Templeton sostenne che ricevette la visita da parte di due individui che sostenevano essere incaricati del governo britannico. Questi si fecero accompagnare sul luogo dov’erano state scattate le foto, ma, quando Templeton spiegò ai due che non aveva visto la figura al momento dello scatto, i due si arrabbiarono e si allontanarono lasciandolo ritornare a casa a piedi.
L’immagine non è certamente un falso, e anche lo stesso autore è rimasto perplesso come chiunque altro di come questa strana figura che compare sullo sfondo.

 

Ovviamente come pre tutti  i misteri degni di nota, molte persone si sono presate per dare una spiegazione plausibile.

Una di queste, prodotta da Franciscus Blog, dice quanto segue:

Cercando in internet, ho trovato questa interessantissima foto scattata il medesimo giorno, che ritrae la bimba e sua madre:

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E’ stato sufficiente ruotare,tagliare e modificare alcuni parametri delle due foto per ottenere questa visuale:

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foto a sinistra : il presunto “alieno astronauta” si trova di spalle perchè il sole illumina maggiormente le due scapole ( i colori sono invertiti); è possibile notare 2 puntini lungo la colonna vertebrale.Inoltre, tra le spalle ed il braccio destro, è visibile una linea obliqua.

foto a destra : la moglie di Templeton presenta i medesimi due puntini, ha un piccolo scialle sul collo, e le maniche non sono presenti, ma il vestito è  tagliato sull’ avanbraccio in maniera  obliqua,  esattamente inclinato come la linea della prima foto.

Qualcuno potrebbe obbiettare che le dimensioni sono differenti e che il presunto astronauta sia molto più grande: giusto, ma semplicemtne si può superare questo problema facendo un confronto mediante 2 rapporti. In questa maniera si ottengono numeri adimensionali, senza unità di misura, quindi indipendenti dalla scala di grandezza.

Nello specifico ho considerato i seguenti rapporti :

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Facendo una rapida misurazione si ottiene che A/B = C/D

quindi di conseguenza

astronauta di Solway = Moglie di Templeton

N.B. Le frecce sono messe indicativamente, le misurazioni sono state fatte accuratamente.

Mistero risolto.”.

 

Può essere una possibile spiegazione? Lascio a voi che leggete, ed alla vostra curiosità l’onere di cercare quella che secondo voi è la verità.

fonti:
http://realtorchwood.tumblr.com
http://www.ufonetwork.it
http://www.cumberlandnews.co.uk
http://franciscusblog.altervista.org/solway-spaceman-mistero-risolto/?doing_wp_cron=1424971698.2792251110076904296875

Fenomeno UFO: macchinazione diabolica -H.M.

Un punto di vista diverso dalle solite “credenze”

“La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati” (2 Tessalonicesi 2,9-10)

La potenza creatrice di Dio è libera, illimitata e certamente superiore alla razionalità umana. Non è perciò possibile escludere o non accettare l’eventualità che possano esistere altre forme di vita nell’universo alle quali, come a noi, Dio ha posto delle regole e dei limiti.
La nostra attenzione si focalizzerà solo sui fenomeni “terrestri” e “spirituali” legati alle presunte manifestazioni aliene e a ciò che esse comportano.

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Il fenomeno UFO è infatti sempre più diffuso, se ne parla in TV, nei giornali, ed internet è letteralmente invaso di siti che riportano episodi di presunti avvistamenti, foto, filmati e testimonianze.
La casistica ha assunto veramente dimensioni impressionanti e sempre più persone si chiedono che cosa si celi dietro a questo tipo di fenomeni, se siano veri o se siano solo il frutto fantasioso della nostra parte razionale che scambia comuni oggetti (aerei, palloni aerostatici, sonde, ecc.) per oggetti volanti non identificati.
Alcuni sostengono addirittura la tesi per cui i governi dei vari stati mantengano la segretezza sugli extraterrestri per non spaventare la popolazione, ma che in realtà sappiano perfettamente cosa si nasconde dietro alla cortina di mistero.
Nel frattempo dilagano le sette e gli pseudo-mistici che rivelano di essere stati contattati dagli alieni o di avere con essi colloqui frequenti, i cosiddetti “contattisti”.
A ciò si aggiunge, molto spesso, un vero e proprio miscuglio fra la dottrina cristiana e le presunte rivelazioni degli esseri superiori extraterrestri, a volte identificati come “fratelli maggiori”, “fratelli cosmici”, “spiriti guida”, ecc.
Per gli spiritisti ed i cultori del New Age gli extraterrestri rappresentano gli “angeli”, i “maestri”, gli “esseri superiori” nella scala della conoscenza e della reincarnazione, in grado di guidarci, consigliarci ed assisterci.
La sintesi di tutto ciò è che nel popolo si verifica sovente uno stato di smarrimento, incertezza e messa in dubbio del credo religioso che fino ad allora aveva alimentato la loro fede.
Ad aumentare il senso di dubbio contribuiscono alcuni fenomeni preternaturali riconducibili alla mistica cristiana quali le stimmate, le estasi, le levitazioni ed altri fenomeni che vengono esibiti per attestare la veridicità delle testimonianze di questi pseudo-mistici. Esistono dottrine ben studiate ed alimentate dal soffio dello spirito diabolico per ingannare i meno avveduti, mescolando concetti canonici a vere e proprie eresie.
Il concetto promulgato che sta alla base delle rivelazione degli extraterrestri non differisce molto da quello dello spiritismo e della New Age. Riemergono termini quali “reincarnazione”, “illuminazione”, “evoluzione umana”, “risveglio” ecc. Si parla di messaggi riguardanti il futuro dell’umanità, di castighi imminenti, di rivelazioni tenute nascoste dalla Chiesa Cattolica (come ad esempio la versione “non ufficiale” del Terzo Segreto di Fatima), di nuovi ammonimenti e indicazioni da seguire per essere salvati. Lo stesso Gesù viene considerato come una semplice creatura “illuminata” ma non certamente come il Figlio di Dio. Anche la Chiesa sarebbe ipocrita, incompleta e fallace; solo i messaggi dei “fratelli” alieni sarebbero degni di ascolto in quanto provenienti da dimensioni superiori alla nostra e perciò sicuramente più attendibili.
In molte sette di stampo ufologico viene richiesto di rinnegare la propria fede di appartenenza, soprattutto si tratta di fede cristiana. Nel caso in cui gli adepti provengano dal cristianesimo viene richiesto loro di calpestare la croce o di sputare su di essa, atteggiamenti che possiamo ritrovare in molti rituali gnostici, massonici e satanici.
Ci sono molti casi in cui le sette di tipo ufologico hanno spinto al suicidio di massa i loro adepti con promesse visionarie di abbandono del corpo fisico, inteso come prigione dello spirito, per raggiungere livelli di vita superiore insieme ai “fratelli extraterrestri”.
Lo spiritismo si rivela a pieno titolo come matrice di origine principale dei moderni culti dei dischi volanti; contatti mentali o telepatici con extraterrestri si sarebbero infatti verificati nell’ambiente dei medium già dal secolo scorso, sebbene il primo avvistamento di dischi volanti sembri risalire al 1946 da parte di George Adamski.

Il sociologo Jean-Bruno Renard ha identificato sette caratteristiche generali dei culti ufologici, che è possibile riscontrare anche in movimenti molto diversi tra loro:

– Gli extraterrestri sono esseri benevoli che vengono “dall’alto” e molto più perfetti degli uomini;
– Viene trasmessa una “nuova rivelazione” al fondatore del movimento, con l’incarico di diffonderla nel mondo. Talvolta si tratta di svelare il “vero” significato delle scritture religiose (in particolare della Bibbia), mostrando ad esempio che le grandi civiltà antiche provengono dallo spazio o che gli uomini sono stati creati non da Dio, ma dagli extraterrestri;
– L’annuncio di catastrofi ed eventi apocalittici (spesso una guerra nucleare o un disastro causato dall’inquinamento) da cui potremo essere salvati solo grazie all’intervento dei “fratelli dello spazio”;
– Un messianismo fondato sulla credenza dell’imminente manifestazione pubblica degli extraterrestri sul nostro pianeta, che deve essere adeguatamente preparata da una minoranza “illuminata”;
– La venuta degli extraterrestri inaugurerà una nuova era di benessere (l’Età dell’Acquario secondo il New Age);
– La tendenza a definire i vari culti ufologici con termini “scientifici”, come conseguenza del fascino esercitato dalla scienza e dalla tecnologia (raramente vengono infatti identificati come “chiese”);
– Gli “antecedenti mistici” dei fondatori e di molti adepti dei culti dei dischi volanti, il cui linguaggio e teorie indicano una familiarità con la Teosofia, con lo spiritismo e altre dottrine orientali quali lo Yoga.

A proposito di UFO e alieni può essere utile riportare quanto riferito in un’intervista da un Sacerdote esorcista (Don Giuseppe Tomaselli), morto, a quanto sembra, “in odore di santità”:

“Da tempo e particolarmente in questo tempo, si parla di dischi volanti e di persone extraterrestri, che si mettono a contatto con noi della terra. Lei cosa ne pensa?”
“E’ un altro meraviglioso trucco di Satana e vi rispondo con le sue stesse parole, poiché gli chiesi spiegazione in un esorcismo:”

E: Nel nome di Dio, rispondi! Come ti chiami?
S: Astort. Ero prima un ufficiale delle schiere angeliche.
E: I dischi volanti sono opera tua?
S: No, sono frammenti di pianeti in dissoluzione, che al contatto con l’atmosfera si dissolvono.
E: Ci sono di quelli che credono siano astronavi cosmiche, popolate di persone extraterrestri.
S: Maledetto prete! Non è così. Noi facciamo credere che sia così.
E: Dunque, voi demoni approfittate del fenomeno delle uranoliti per invogliare gli uomini a mettersi in rapporto con voi ed anche vi fate vedere prendendo forme umane, strane ed evanescenti.
S: Ebbene, cosa vuoi sapere?
E: Rispondi: Siete voi ad apparire in forma umana e poi dite di essere uomini extraterrestri?
S: Maledetto prete! Siamo noi.
E: Se gli uomini sapessero che siete voi demoni a presentarvi come extraterrestri, di certo non si metterebbero in comunicazione con voi. Essi sono nell’ignoranza.
S: Ci sono gli ignoranti e ci sono quelli che lo sanno.
E: Rispondi ancora!
S: E basta, maledetto prete!
E: Cosa mi dici di coloro che si mettono in rapporto con voi e che si chiamano «fratelli cosmici»?
S: Sono tutti figli miei, come sono figli miei i Testimoni di Geova ed i Bambini di Dio. Maledetto prete, ora finiscila!

“Avete sentite le risposte del Demonio. Che ve ne pare?”
“Ma non avrebbe potuto dire delle menzogne?”
“Avrebbe voluto dirle, ma non poteva. Durante l’esorcismo la potenza sacerdotale lo domina; infatti rispondeva, ma con rabbia e maledicendomi.”
“Se il Demonio sta agendo così nel mondo, avrà dei fini specifici.”
“Certo! Nel caso degli extraterrestri e dei loro messaggi i fini sono:

– Fare inorgoglire gli uomini, che oggi si credono in grado di uscire dalla cerchia terrestre e di mettersi a contatto con esseri superiori vaganti nello spazio;
– Fare dubitare o annullare quanto Dio ha rivelato riguardo agli uomini per mezzo della Bibbia, che è verità assoluta.
– Screditare quanto insegna la Chiesa, maestra di verità, perché nei messaggi ricevuti dagli extraterrestri (…che sono demoni…) si dice: Non si presti fede a quanto insegna la Chiesa, perché essa ha travisato gli insegnamenti divini.

Prima di chiudere l’esorcismo, il Demonio aggiunse: “Siamo noi demoni che stiamo lavorando negli spazi e questo è un segno del cielo. Prima che venga il castigo di Dio nel mondo ci saranno ancora altri segni nel cielo”.

All’umanità non resta che guardarsi dagli inganni diabolici, di quelli che si stanno verificando e di quelli che ancora la grande bestia potrà attuare. A conferma di ciò troviamo gli avvertimenti dello stesso Gesù: “… sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.” (Marco 13, 22-23), e poi “Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.”(Apocalisse 13, 14) e ancora “… sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.”(Apocalisse 16, 14)

I cerchi nel grano

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Alla casistica dei dischi volanti e degli extraterrestri è ragionevole aggiungere il fenomeno dei cosiddetti “cerchi nel grano” (Crop Circles), costituiti da articolate figure realizzate nei campi di grano. Queste figure sono generalmente piuttosto complesse dal punto di vista geometrico, molto grandi e dalle proporzioni perfette.

Secondo quanto riferito da alcuni studiosi del fenomeno, le caratteristiche principali riscontrate nella formazione dei cerchi sono le seguenti:

– I cerchi compaiono in una notte, qualunque sia la loro dimensione, ma si sono riscontrati casi di aggiunte fatte in notti successive, anche piuttosto distanti da quella della creazione.
Molti di tali cerchi, soprattutto quelli del sud dell’Inghilterra, si trovano nei pressi di antichi siti sacri della tradizione celtica, in particolare vicino ai cerchi megalitici come quelli di Stonehenge e ad alcuni tumuli funerari, o nelle adiacenze delle grandi figure animali incise sui pendii delle colline dell’area del Wiltshire.
– Il grano è piegato, non spezzato, in senso orario o antiorario, con una linea di spighe piegata nel senso opposto, sul margine, per rendere più netto il disegno. A volte, oltre che piegato, il grano è anche intrecciato, molto raramente presenta lievi bruciature. Gli insetti tra le spighe sono tutti morti, secondo alcuni studi letteralmente “esplosi”, come se fossero stati esposti ad un forte calore. Un povero porcospino, trovato in un cerchio, era schiacciato fino a raggiungere uno spessore di due centimetri e gli aculei ancora presenti sul corpo erano piegati nello stesso senso del grano.
– Non ci sono impronte tra il grano né vicino ad esso, le spighe, inoltre, si spezzano e rovinano sotto i piedi dei primi visitatori del sito.
– Si contano cerchi formatisi su tutte le specie di cereali, su comune erba, su neve, ghiaccio, sabbia ed una moltitudine di altri terreni.
– All’interno di alcuni cerchi sono riscontrate anomalie dello spettro elettromagnetico e radioattivo che suscitano nausee e mal di testa. Molti sostengono che all’interno dei cerchi appena formati si può sentire un basso ronzio o, a volte, un fischio costante ed ipnotico. Le spighe piegate presentano mutazioni genetiche, con deformazione dei chicchi, ingrossamento dei nodi, esplosione dei pori delle cellule, riproducibile mettendo le spighe in un comune forno a microonde per due minuti.
– I cerchi compaiono sempre in zone in cui gli avvistamenti UFO sono più frequenti del normale. Molti testimoni, senza prove a confermare le loro affermazioni, confermano di aver visto “sfere luminose” volare basse sui campi ad alta velocità.
Anche nel caso dei cerchi nel grano, escludendo le possibili riproduzioni da parte dell’uomo, è ragionevole ricondurre ciò a un intervento preternaturale di origine demoniaca. Lo scopo è sempre quello di attrarre la curiosità e l’interesse delle persone verso ciò che è misterioso, sfuggevole ed imputabile all’opera di qualche presunto essere “superiore” di provenienza aliena.

Concludo con una riflessione personale: E’ più facile che una persona creda “agli ufo, alle testimonianze di rapimenti ecc” che al Dio vivente, Cristo Gesù che ci dona la vita eterna soltanto se crediamo in Lui e solo a Lui. Dio è un Padre sempre disponibile e disposto ad ascoltarci. Gesù dice che la porta è sempre aperta, non servono preti, sacerdoti,santini o altro, ma LUI , soltanto LUI. Chiuditi in una stanza e prega Cristo con tutto il tuo cuore di entrare nella tua vita  e vedrai il cambiamento nella tua vita in Cristo.

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Ezechiele 11,19

Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, perché seguano i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.

Giovanni 3:16

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Dio concede perdono e salvezza a tutti coloro che ripongono la loro fede in Gesù, confidando nella Sua morte come pagamento per i nostri peccati

Romani 5,1-11
Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,
mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio;
e non soltanto questo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza,
e la esperienza speranza.
Or la speranza non rende confusi, perché l’amor di Dio è stato sparso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è stato dato.
Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi.
Poiché a mala pena uno muore per un giusto; ma forse per un uomo dabbene qualcuno ardirebbe morire;
ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall’ira.
Perché, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, essendo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
E non soltanto questo, ma anche ci gloriamo in Dio per mezzo del nostro Signor Gesù Cristo, per il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.
Dio ti benedica!!!

Il caso AMICIZIA. -Sapce.

Uno straordinario caso Italiano di contatto alieno con gli uomini, rimasto segreto per mezzo secolo, finalmente viene alla luce.
A Pescara, negli anni ’50/’70, un gruppo di extraterrestri avrebbe contattato direttamente un insospettato numero di persone, forse centinaia. Il progetto fu chiamato Amicizia. Gli umani sarebbero stati portati nelle loro basi e a bordo degli UFO. I personaggi coinvolti sono di alto livello sociale e culturale. Tra questi, il noto Console Alberto Perego.
I testimoni di questa incredibile vicenda hanno deciso di parlare. I documenti filmati e fotografici sono eccezionali.
Amicizia: un caso che cambia la visione dell’interazione tra l’uomo e le civiltà extraterrestri.

Titolo:
Genere:
Durata:
Anno:
Formato:

Autore:
Regia:
Produttore esecutivo:
Testo e Sceneggiatura:
Montaggio:
Produzione:
Lingua:
 Il caso Amicizia
Documentario
1 x 52′
2009
HDV
Pier Giorgio Caria
Luca Trovellesi Cesana
Diego Corvaro
Diego Corvaro
Pietro Di Stefano, Giorgio Di Stefano
Studio3 TV
Italiano – Inglese

 

Fonti reperite in rete.

Il Manuale dei Vigili del Fuoco USA e gli UFO. -Space.

Negli Stati Uniti è stato ristampato il manuale operativo destinato all’ addestramento dei Vigili del fuoco americani: si intitola “ Fire Officer’s Guide To Disaster Control”.

Il manuale ha attirato l’attenzione degli ufologi in quanto, oltre alla prevenzione sui disastri naturali e nucleari, da trasporti, da incendio, da sostanze tossiche e ai relativi addestramenti delle reclute, viene dedicata, una sezione al potenziale attacco da parte di UFO”. La riflessione è: “Corre l’obbligo di interrogarsi sul perché un manuale ufficiale di training includa, fra i disastri, anche una minaccia extraterrestre. Non si spiega come gli Usa, che da sempre hanno negato ufficialmente l’esistenza del fenomeno Ufo, possano preoccuparsi di avere un corpo specializzato in interventi d’emergenza causati da invasori alieni.
Le risposte possibili sono due. Gli autori potrebbero aver operato secondo un loro personale punto di vista e di questo dubitiamo in quanto un’opera di questo tipo viene pianificata attentamente a priori; oppure la pubblicazione del capitolo 13 del manuale risponde ad un preciso disegno governativo che, ben conoscendo la realtà del fenomeno, prevede contromisure adeguate in caso di palese ostilità. Non va neppure esclusa la possibilità che il Fire Officer’s Guide rientri nel programma di indottrinamento subliminale sul fenomeno Ufo che gli Usa stanno portando avanti da alcuni decenni nei confronti dell’opinione pubblica”.

Il manuale è acquistabile on line come e-book.

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Fire Officer's Guide to Disaster Control

Germania: trovati gli X-files tedeschi negli Archivi Federali. -Space.

Anche la Germania ha i suoi X-file. Nonostante per decenni il Governo abbia sempre sostenuto di non aver mai avuto il minimo interesse ad investigare sugli Oggetti Volanti Non Identificati, si scopre invece che i servizi segreti dell’allora Repubblica Federale tedesca, negli anni della Guerra fredda, se ne interessarono eccome… A rendere pubblica l’esistenza di quei documenti redatti dal Bundesnachrichtendienst è stato Andreas Mueller, editore del blog Grenzwissenschaft-aktuell, che si occupa di argomenti di frontiera.

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Anche l’ex ministro degli Interni Wolfgang Schäuble, nel 2008, ad una precisa domanda sugli Ufo, aveva ribadito la posizione assunta da tutti i suoi predecessori. “Non conosco agenzie, istituzioni oppure organi che investighino sugli avvistamenti di oggetti volanti sconosciuti, i cosiddetti Ufo. Inoltre non mi risulta che sia mai esistito un progetto del genere a livello ufficiale.” Schäuble mentiva o non ne sapeva proprio niente?
Mueller ha scovato un dossier, prodotto dagli 007 di Bonn- capitale occidentale ai tempi delle due Germanie: 67 pagine dal titolo chiarissimo, “Ufo”. Gli argomenti trattati in questo fascicolo sono gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati lungo il confine della Repubblica Federale con la DDR e la Cecoslovacchia. Gli X-files sono conservati presso il Bundesarchiv- l’Archivio federale- nella città di Coblenza e sono sottoposti ad embargo: non potrebbero essere resi pubblici fino al 2021, in virtù di una legge.
Tuttavia- spiega il sito  è possibile domandare l’accesso anticipato. E se qualcuno ottiene il permesso di visionare un dossier, anche altri richiedenti- in seguito- ne possono usufruire. Esattamente quello che è successo per questi faldoni, già aperti in passato alla lettura nelle parti relative ad altre informazioni sugli ex confini traGermania Ovest e Germania Est. Così l’intera documentazione- incluso il capitolo dedicato agli Ufo- può essere liberamente consultato. Peccato, però, che questa informazione non sia mai stata data ufficialmente e così i file risultavano ancora classificati. Nessuno si era preso la briga di andare a verificare. Fino ad oggi, almeno.


DOC.UFO2

I documenti in questione non avevano ovviamente come scopo lo studio delle astronavi aliene, ma erano finalizzati al controllo dei Paesi del Patto di Versavia e dell’Urss: strani oggetti in movimento nel cielo potevano rivelarsi armi nemiche o strumenti di spionaggio. Per questo motivo sono poche le segnalazioni da parte di comuni cittadini: quasi tutte provengono invece da guardie di frontiera e pattuglie al confine.
Molti di questi avvistamenti possono facilmente essere spiegati come droni o palloni sonda: le descrizioni spesso collimano, ad esempio, con il velivolo “Tupolev M-141″ usato dai sovietici. Ma alcuni episodi segnalati sfuggono a questa casistica, non soltanto per le caratteristiche insolite degli oggetti osservati, ma anche per la difficoltà o l’impossibilità da parte delle autorità preposte di capirne la reale natura, almeno per quanto viene detto in questi rapporti.
Il caso più interessante venne segnalato da quattro funzionari nel 1986 sull’isola di Fehmarn,  nel land Schleswig-Holstein, di fronte alla Danimarca.
Ecco cosa dicono i documenti del Bundesnachrichtendienst: “Nel primo mattino del 26.08.1986, tra le 3 e le 3,30, tre agenti della Guardia di Confine di Puttgarden, che stavano facendo il turno di notte, dalla finestra del loro ufficio hanno notato un oggetto volante che viaggiava a bassa velocità in direzione dell’imbarco  dei traghetti. Nello stesso momento, questo velivolo è stato visto anche da un doganiere dal parcheggio del molo, a circa 300 metri di distanza.”
Il rapporto prosegue con l’elenco di una serie di circostanze verificate dall’autore dell’indagine tramite approfonditi interrogatori. Le versioni dei testimoni coincidono e portano ad affermare che quell’oggetto volante non identificato si era avvicinato ad unavelocità bassa, comunque inferiore a quella di un normale aereo, arrivando da ovest, e ad un’altezza di 50-60 metri. Non appena giunto sulla porto di Puttgarden, aveva ridotto ulteriormente la velocità fino quasi a fermarsi, rimanendo sospeso in aria.
Durante l’avvistamento, gli agenti di frontiera sentirono un suono che essi descrivevano come un “ronzio relativamente silenzioso”, paragonabile a quello di una turbina. Ma nessuno fu in grado di descrivere dimensione, forma e colore dell’oggetto misterioso. Non solo perchè era buio, ma anche perchè esso emetteva una luce accecante che rendeva impossibile osservarlo nel dettaglio. Anzi, un agente ipotizzava che l’intensa illuminazione fosse un’espediente per impedirne l’identificazione, visto che quelle non erano nè luci di navigazione nè  proiettori, dato che non emettevano fasci luminosi diretti verso il basso.
Dopo essersi pressochè fermato proprio di fronte all’ imbarco di Puttgarden, l’oggetto aveva poi proseguito la sua rotta in direzione est, passando sopra la stazione della Guardia Costiera a Marienleuchte. In seguito, i vari tentativi dell’investigatore di verificare questi racconti con altre fonti erano falliti, malgrado le sue richieste alle caserme distribuite sull’isola, agli addetti alla sicurezza dei traghetti, alle compagnie di navigazione e persino alla polizia danese.  Ma anche se i testimoni escludevano la possibilità che si fosse trattato di un aeroplano o di un altro velivolo convenzionale, il rapporto sosteneva che ci fosse un legame con l’avvistamento di un presunto elicottero sovietico sulla città di Lubecca, registrato – secondo la stampa locale- quella stessa mattina, verso le 7 (quindi circa 4 ore più tardi) . Sulla base di questa ipotesi vennero svolte altre indagini che però non portarono ad alcun risultato.
Al di là dalla spiegazione che gli ufologi potranno dare di questo e di altri avvistamenti contenuti in quelle 67 pagine,  la scoperta di questi X-file ha comunque importanza proprio perchè essi contraddicono in toto la posizione ufficiale da sempre tenuta dal governo tedesco. L’affermazione che mai enti, ministeri, organizzazioni, istituzioni militari o servizi segreti si siano interessati dell’argomento Ufo risulta- alla luce di questi documenti- palesemente falsa.
DOC.UFO
Inoltre, l’esistenza di questi dossier compilati dall’ Intelligence tedesca dà maggior forza alla valutazione espressa dal Wissenschaftliche Dienste (il Servizio di Ricerca Scientifica,  un organo indipendente in seno al parlamento di Berlino) in merito alla posizione del Governo sulla questione aliena e sugli ipotetici visitatori extraterrestri.“Il fatto che sia la Gran Bretagna che la Francia, oltre a molte altre Nazioni, si siano occupate degli Ufo e delle forme di vita aliena e abbiano pubblicamente confermato il loro interesse pubblicando persino online i loro file precedentemente classificati, suggerisce che anche le agenzie della Germania e i suoi ministeri federali siano stati coinvolti in questi problemi.”
Le pagine di quegli X-file lo provano. E dimostrano che sono esistiti precisi meccanismi utilizzati per investigare sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati da parte sia di civili sia di personale militare o di polizia. Ad esempio, un rapporto è contrassegnato dalla scritta aggiunta a mano “per favore, creare una procedura Ufo”. Altri invece indicano che venne chiesta l’assistenza legale ed amministrativa per ulteriori investigazioni e non soltanto ad altre unità militari, ma allo stesso Ministero degli Interni che dunque non poteva non sapere.
L’interrogativo che ci ponevamo prima su Wolfang Schäuble ,bugiardo o male informato,  ha un’evidente  risposta !

Fonti trovate in rete.

 

SETI e l’aspetto teologico – Nis

SETI e Teologia

Contributo al SETI day, Turin, Academy of Sciences, June 26, 1998

G. Tanzella-Nitti

Pontificio Ateneo della S. Croce, Roma

Facoltà di Teologiaformerly, Istituto di Radioastronomia, C.N.R. – Bologna

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G. Tanzella-Nitti


I. Premessa

— L’invito rivolto alla teologia di fornire un contributo a questa giornata risponde probabilmente ad una curiosità, ma offre allo stesso tempo un’opportunità. La curiosità è quella di conoscere quali possano essere le ricadute di un successo SETI sul pensiero religioso dei terrestri; l’opportunità offerta è disporre di una riflessione sul tema SETI che tenga conto di tutta la fenomenologia umana, e quindi anche di quella religiosa, al momento di promuovere iniziative, valutare impatti, studiare protocolli di comunicazione. Cercherò di soddisfare prima la curiosità, e poi di sfruttare l’opportunità che qui mi viene offerta.

— Lo farò principalmente dalla prospettiva della teologia che nasce dalla tradizione giudeo-cristiana, sebbene inquadrandola nel contesto più ampio della religione come fenomeno umano. La rivelazione cristiana può essere utilizzata a ragione come primo riferimento di un discorso come questo a motivo delle sue profonde relazioni culturali e filosofiche con lo sviluppo del pensiero scientifico e con il pensiero occidentale in genere.

— Prima di soddisfare la curiosità di cui abbiamo appena parlato, vorrei però soffermarmi su alcuni chiarimenti epistemologici.

a) Il motivo per cui la teologia può condividere un interesse per SETI non dipende né da calcoli probabilistici, né dall’obbligo di ritenere la vita nel cosmo un fatto necessariamente comune, il risultato di un processo casuale, un epifenomeno. L’interesse del teologo si giustifica invece in base al valore della vita intelligente in quanto tale, per quello che essa è e per quello che essa rappresenta. Questo valore sta nel suo essere partecipazione e riflesso di quella Vita e di quella Intelligenza, stavolta con maiuscola, che è Dio Stesso.

b) Un secondo chiarimento, corollario del primo, è che considerare la vita come un fenomeno relativamente diffuso nell’universo non obbliga la teologia ad abbandonare la sua visione della vita intelligente come dono di Dio, né le vieta di considerarla il risultato di una progettualità che trascende l’ordine fisico dei fenomeni empirici; e questo sia perché la finalità resta inaccessibile alle scienze, sia perché l’equazione di Drake concerne condizioni necessarie, ma non necessarie e sufficienti.

c) Un terzo chiarimento, infine, è che la domanda sul significato e il senso della vita umana, e della vita in genere, il cui desiderio di risposta è certamente fra le motivazioni più importanti del programma SETI, è una domanda dello scienziato prima ancora che della scienza; essa va cioè affrontata in quadro epistemologico più ampio, capace di trattare l’intera fenomenologia umana e dunque anche le sue risonanze esistenziali, filosofiche e religiose. A questo interrogativo le grandi religioni dell’umanità rispondono affermativamente: la vita umana ha un senso, e all’interno della teologia cristiana potrei aggiungere che la vita intelligente, ovunque essa eventualmente appaia e si sviluppi, ha un senso.

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II. Ricaduta di un successo SETI sul pensiero religioso cristiano

— Qualcuno potrebbe pensare che un successo di SETI si ponga in aperto contrasto con il pensiero teologico cristiano, perché quest’ultimo leggerebbe il cosmo secondo un criterio antropocentrico e, comunque, vedrebbe la vita secondo un registro di singolarità-unicità, non di pluralità. Questo paradigma non è del tutto corretto: fra religione cristiana e vita extraterrestre non vi sono incompatibilità congenite. Possiamo offrire alcune piste per mostrarlo:

a) Considerare la persona umana come il destinatario della pienezza della Rivelazione, specie ad opera dell’incarnazione del Figlio di Dio, il Verbo di Dio fatto uomo, è quanto potremmo chiamare — per usare un’analogia con la fisica teorica — una soluzione classica. È la soluzione che oggi la teologia ha a disposizione, e non è necessario che vi rinunci a priori in quanto essa le consente di interpretare un’ampia gamma di fenomeni, cioè un insieme di verità religiose piuttosto importanti.

Tuttavia, potrebbe essere appunto solo una soluzione classica. Al pari di quanto avviene in meccanica quantistica o in relatività, ove le soluzioni classiche non perdono il loro significato di verità, ma vengono comprese all’interno di un contesto più ampio, tutto quanto noi oggi associamo alla dignità religiosa del genere umano, come l’essere creato a immagine e somiglianza di Dio, l’essere stato redento dal Figlio di Dio fatto uomo e l’essere destinato ad una vita di eterna comunione con Dio, non verrebbe contraddetto da un contatto con civiltà ET, ma obbligherebbe solo a ricomprendere queste verità alla luce dei nuovi dati. Questo è stato già fatto, seppure con certo travaglio intellettuale, dopo Cristoforo Colombo, Copernico e Darwin, e non vi sono motivi per non ritenerlo possibile anche dopo un eventuale successo di SETI.

Come per l’eliocentrismo e l’evoluzione biologica, la teologia aveva già degli strumenti per effettuare tale ricomprensione (pensiamo all’esegesi non letterale della sacra Scrittura, disponibile anche ai tempi di Galileo, o alla visione evolutiva contenuta nelle rationes seminales di Agostino), così ne possiede oggi per il tema della vita ET: basti pensare ad esempio che già san Paolo aveva presentato la capitalità e la centralità di Cristo nella sua dimensione cosmica, come opera di Dio che corona e dà senso a tutta la storia della creazione, e non solo nella sua dimensione di redenzione dal peccato. Questo aspetto fu messo bene in luce, come è noto, da Teilhard de Chardin.

b) Una seconda pista di interesse, che qui non ho tempo di sviluppare, è la dottrina della tradizione ebraica e cristiana sull’esistenza degli angeli. Questa fede mostra un fatto molto importante, e cioè che il senso della creazione non si gioca tutto sul rapporto fra l’uomo e Dio, ma resta aperto su altre creature le quali, pur dipendendo da Dio, hanno una storia ed un’economia di salvezza distinta da quella del genere umano: dunque un registro di pluralità, come lo abbiamo prima chiamato, è possibile. Tommaso d’Aquino, ad esempio, diede ragioni di convenienza per sostenere che il numero degli angeli sarebbe ingentissimo, tale da superare qualsiasi molteplicità materiale (S. Th. I, q. 50, a. 3).

c) Ancora, un sincero atteggiamento credente, non impone mai limiti alla potenza e alla ricchezza dell’amore di Dio, né rinchiude nei suoi schemi ciò che un Creatore dell’universo abbia previsto o abbia voluto fare. Molti scienziati credenti lo hanno ricordato lungo la storia. Ad esempio, P. Angelo Secchi, sacerdote e pionere della classificazione spettrale delle stelle, affermava nelle sue Lezioni elementari di fisica terrestre del 1879: “La vita riempie l’universo e con la vita va associata l’intelligenza. Come abbondano gli esseri a noi inferiori, così possono in altre condizioni esisterne altri immensamente più capaci di noi”.

d) In senso più generale, vorrei dire che un eventuale contatto con civiltà ET non può essere considerato una sorta di verifica della validità della coscienza religiosa dell’umanità. L’idea che un nostro ingresso nel Club della Galassia (per dirlo con la nota immagine di Ron Bracewell) libererà l’uomo da una fase religiosa infantile di tipo freudiano, rendendoci consapevoli del nostro posto nell’universo, può essere suggestiva, ma è in realtà assai ingenua. La maggior parte dei grandi temi esistenziali, e quindi religiosi, della vita umana sulla terra, non verrebbero risolti dagli amici di questo Club.

A sostegno dell’idea che un contatto ET non può avere l’onere di confermare o negare la verità della religione, vorrei ancora citare un fatto: né la placca montata a bordo del Pioneer 11 con dati figurativi e in codice sulla civiltà umana, né la trasmissione radio inviata da Arecibo verso M13, contenevano alcun riferimento all’idea di una dipendenza da un Creatore, pur trattandosi in questo caso di un convincimento condiviso dalla maggior parte degli abitanti del pianeta terra. Inoltre non va dimenticato, come già accennato, che non conosciamo a priori i piani di Dio: nel Club della Galassia potrebbe forse corrispondere ai terrestri il compito di parlare di un Dio Creatore.


III. Ruolo del pensiero religioso in un programma SETI

— Vengo all’ultimo punto del mio intervento, e cioè quello di quale contributo possano offrire le religioni, la teologia cristiana in particolare, ad un programma SETI.

a) In primo luogo, vedere la vita intelligente come un dono di Dio dispone ad un atteggiamento di fratellanza verso coloro che partecipano di questo dono. La religione non sarebbe pertanto un target passivo della ricaduta culturale di SETI, secondo alcuni il più sfavorito, ma essa può svolgere al contrario un ruolo-guida nell’orientare correttamente tale ricaduta a motivo della sua influenza spirituale sulle coscienze degli uomini.

b) In secondo luogo la religione fa vedere con un certo ottimismo di fondo la possibilità di instaurare rapporti significativi con civiltà ET. Se, come la teologia ricorda, l’universo è razionale e denso di significato, perché effetto di una parola intenzionale del Creatore, allora la vita intelligente, ovunque essa appaia, appartiene ad un piano sensato. Questa sensatezza fonda sia la capacità che una civiltà ha di conoscere la natura, sia la capacità che più civiltà hanno di comunicare fra loro.

c) La religione può suggerire infine anche delle riflessioni sul contenuto dei protocolli di comunicazione. Il riferimento ad un Creatore comune, la cui esistenza può essere dedotta per inferenza dalla contingenza del mondo, dalle sue specificità formali, dall’esperienza estetica o da quella morale, può rientrare a pieno titolo in tale scambio comunicativo. La religione cristiana suggerirebbe poi di dare priorità ad un linguaggio universale, quello dell’amore, specie verso il più debole e indifeso, con i corrispondenti gesti che lo esprimono, non ultimo quello di dare la vita per l’altro.

La scienza e la religione, affermava Giovanni Paolo II in una lettera indirizzata alcuni anni or sono al Direttore della Specola Vaticana, hanno un’influenza troppo grande sulla coscienza dei popoli per ignorarsi: “Non si può leggere la storia del secolo scorso senza accorgersi che la responsabilità della crisi ricade su ambedue le comunità. L’uso della scienza si è dimostrato in più di un’occasione largamente distruttivo, e le riflessioni sulla religione sono state troppo spesso sterili. Abbiamo ambedue bisogno di essere quello che dobbiamo essere, quello che siamo stati chiamati ad essere”.

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IV. Conclusione

La teologia non può non vedere con interesse un programma SETI. In fondo, come segnalato negli ultimi anni da non pochi autori, la motivazione di fondo di SETI ha qualcosa che assomiglia ad una istanza religiosa: il desiderio di conoscere fino in fondo l’universo in cui viviamo, di porsi in rapporto con qualcuno che possa eventualmente chiarire quale ruolo abbiamo in esso… Molte opere letterarie mettono specie in luce il ruolo positivo e chiarificatore — e dunque implicitamente religioso — di un contatto con altre civiltà ed altri mondi.

Allo stesso tempo, sento la necessità di ricordare che SETI, pur assomigliando sotto certi aspetti a quanto si richiederebbe ad una religione, non può, né deve essere una religione. SETI non contiene le risposte ai più profondi interrogativi esistenziali che hanno accompagnato la storia del genere umano: il significato del dolore, l’esperienza del limite e della finitezza, la coscienza del bene e del male, il significato della bellezza e dell’amore, il senso della vita e della morte. La loro risposta non può provenire da alcuna creatura intelligente, ma solo da quella Vita con la maiuscola, che è anche la ragione ultima del perché di tutte le cose.

Recita così il Salmo 8: ” O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza […] Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato”.

L’ultima parola sulla questione SETI non spetta alla teologia, ma alla scienza. L’esistenza di vita intelligente in pianeti diversi dalla terra non viene né richiesta, né esclusa da alcun argomento teologico: alla teologia, come a tutta quanta l’umanità, non resta che attendere.

 

Fonti:

http://www.seti-italia.cnr.it/Page01-Frame%20Ita.htm

Quante civiltà extraterrestri? – Nis

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OTTIMISMO E PESSIMISMO

Iniziamo dunque col primo dato. Quante stelle esistono nella nostra galassia? Circa trecento miliardi, si ritiene. Per un calcolo pessimistico diciamo solo 100 miliardi. Scriviamo quindi le nostre prime due cifre.

NUMERO DELLE STELLE NELLA NOSTRA GALASSIA
Ottimista: 300 miliardi.
Pessimista: 100 miliardi.

Quante di queste stelle possono avere un sistema è solare simile al nostro? Se si scartano stelle doppie, quelle troppo grandi, quelle più piccole eccetera si arriva alla seguente valutazione (che tengono conto del fatto che la vita media di una stella deve essere abbastanza lunga per dare il tempo alla vita di evolversi su un pianeta).

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO
Ottimista: 1.7% di 300 miliardi=5 miliardi
Pessimista: 0.1% di 100 miliardi=100 milioni.

Ma se esistano sistemi solare simile al nostro, quante probabilità vi sono che esista un pianeta nella posizioni giusta, cioè non troppo caldo e non troppo freddo? Alcuni studiosi, come Micheal Hart, ritengono che non sia estremamente raro che un pianeta possa trovarsi a distanza giusta, e che forse non siamo gli unici. Tuttavia la maggior parte degli esperti e piuttosto incline a credere che un pianeta in orbita giusta non dovrebbe costituire un eccezione. La stima ottimistica è del 20%, la pessimistica può scendere al 10%.

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO CHE POTREBBERO AVERE UN PIANETA IN POSIZIONE GIUSTA u2
Ottimista: 20% di 5 miliardi=1 miliardo
Pessimista 10% di 100 milioni=10 milioniCome si vede, in due passaggi, il pessimista si trova a una valutazione cento volte inferiore, rispetto all’ottimista (13 milioni rispetto a un miliardo).

A questo punto nasce una domanda importante: ammesso che esista un pianeta adatto, quale è la probabilità che la vita sia poi veramente cominciata? Questo è il punto più controverso.
Tutti sono d’accordo che si possono formare ovunque molto facilmente delle molecole organiche, le quali sono già in pratica i mattoni della vita: quanto però alla probabilità che si uniscano insieme per creare delle grandi molecole capaci di replicarsi, e poi dare origine a delle forme di vita di tipo batterico, questo dipende da valutazioni veramente soggettiva, perché oggi non disponiamo di parametri validi.
Alcuni ritengono che ciò sia assai poco probabile, altri invece ritengono che se il tempo a disposizioni per un evoluzione biochimica è sufficiente, ci sono buone probabilità che questo processo si verifichi. Altri ritengono addirittura che si tratti di un fenomeno quasi spontaneo, così come avviene per la formazione di amminoacidi. Asimov è fra questi, e nel suo libro da queste evento al 100%, considerandolo praticamente una conseguenza spontanea, quando il pianeta è adatto alla vita.
A questo punto ci sembra ragionevole sdoppiare le ipotesi pessimistiche. Un moderato (cioè che accoglie le precedenti valutazioni pessimistiche, ma in questo caso si dimostra assai più possibilista) potrebbe valutare queste evento al 50%.
L’ipotesi estrema potrebbe, in teoria, scendere a zero: ma in realtà nessuno di coloro che studiano questi problemi esclude che ciò sia avvenuto.. Una probabilità su 10 mila (lo 0,01%) sembra poter rappresentare una valutazione abbastanza pessimistiche. Si hanno quindi a questo punto tre cifre.

u1NUMERO DEI PIANETI ADATTI ALLA VITA SU CUI PUO’ ESSERSI SVILUPPATA UNA FORMA DI VITA DI TIPO BATTERICO
Ottimista: 100% di 1 miliardo=1 miliardo
Moderato: 50% di 10 milioni=5 milioni
Pessimista: 0.01% di 10 milioni=1000Il passo successivo è l’evoluzione della vita. Qui c’è abbastanza accordo sul fatto che la vita, una volta partita, possa in qualche modo evolvere. Per gli ottimisti la apparizione di essere pluricellulari e solo questione di tempo:70% di probabilità. Il moderata potrebbe dire: venti probabilità sul cento. Il pessimista potrebbe scendere a 5 probabilità su cento.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI DA FORME DI VITA DI TIPO BATTERICO AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI FORME DI VITA DI TIPO PLUCELLULARE
Ottimista: 70% di 1 miliardo=700 milioni
Moderato: 20% di 5 milioni=1 milione
Pessimista: 5% di 1000=50Vediamo ora il gradino successivo: lo sviluppo dell’intelligenza. Per l’ottimista il passaggio dall’essere pluricellulari a forme intelligenti e quasi certo (90%). Il moderato potrebbe valutare questa probabilità al 25%; il pessimista il 2%.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI PARTENDO DA FORME DI VITA DI TIPO PLUCELLULARE AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME INTELLIGENTI u4
Ottimista: 90% di 700 milioni=600 milioni
Moderato: 25% di 1 milione=250000
Pessimista: 2% di 50=1

Una volta che si arriva agli esseri intelligenti, gli ottimisti ritengono che il passaggio a forme di vita sociale, con sviluppo di forme di tecnologia, sia ovvio (100%). Anche moderato si sbilancia e accetta l’idea che partendo da forme di vita intelligenti (dato un tempo sufficiente) si possa raggiungere a una società tecnologica (100%). Il pessimista, invece, ritiene che ciò possa avvenire solo molto raramente (5%).

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI, PARTENDO DA FORME INTELLIGENTI, AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 100% di 600=600 milioni
Moderato: 100% di 250000=250000
Pessimista: 5% di 1=0.05Ma subentra a questo punto un altro notevole passaggio restrittivo.

Se vogliamo comunicare con altra civiltà extra terrestri, infatti, noi non siamo ovviamente interessati alle eventuali civiltà già scomparse o quelle non ancora nate: noi siamo interessati solo a quelle contemporanee, cioè che esistano in questo momento. Per fare questo calcolo occorrerebbe sapere quanto dura una civiltà tecnologica. Perché si duro un tempo molto lungo, allora ci sono più probabilità che la nostra esistenza si incrociano; se la durata è molto breve, allora le probabilità diminuiscono notevolmente.
Mediamente sulla terra un mammifero, come specie, dura cinque o dieci milioni di anni; l’uomo con la sua civiltà tecnologica, durerà più o di meno? Asimov dice di meno: solo un milione di anni. Se si applica un criterio analogo per gli altri pianeti, facendo un po’ di conti che solo una probabilità su mille (cioè lo 0,1%) che un altra civiltà tecnologica sia nostro contemporanea. Questa è l’ipotesi più ottimistica.
Il pessimista moderato potrebbe dire che la durata di una civiltà tecnologica è molto inferiore al milione di anni: solo 20 mila anni. Tuttavia, poiché un sistema solare del nostro tipo (e quindi un pianeta come alla terra) e solo a metà strada della sua esistenza (e quindi ancora qualche miliardo di anni di vita), potrebbero riemergere in seguito, sullo stesso pianeta, varie volte, altre civiltà. Diciamo 10 altre volte, per complessivi duecentomila anni. Quindi lo 0,02%. Il pessimista, invece, potrebbe dire che una civiltà tecnologica dura solo duemila anni, poi si autodistrugge e in seguito non appare mai più. Ecco quindi le nostre ultime cifre.

NUMERO DEI PIANETI DELLA GALASSIA SUI QUALI ESISTE OGGI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA u3
Ottimista: 0.1% di 600 milioni=600000
Moderato: 0.02% di 250000= 50
Pessimista: 0.0002% di 0.05=0.0000001

La cifra ottimista è molto elevata: secondo Asimov uno esisterebbero oggi nella nostra galassia 600000 civiltà extraterrestri. Ci sembrano decisamente troppe, anche se non abbiamo prove per dimostrare il contrario.
Il pessimista moderato arriva alla cifra conclusiva di 50. Cioè noi saremmo una delle poche civiltà tecnologiche oggi esistenti nella galassia.
Tra queste due cifre, 50 e 600000, esiste dunque un ventaglio di probabilità ,in cui si possono situare coloro che ritengono possibile o probabili l’esistenza di altre civiltà e nella galassia. Quanto al pessimista egli è sceso molto al di sotto dello zero, e secondo i suoi calcoli noi non dovremmo praticamente esistere se non per puro caso. C’è infatti solo una probabilità su dieci milioni che esistano oggi una civiltà tecnologica nella nostra galassia. Siamo stati eccezionalmente fortunati ad apparire. E’ come se avessimo azzeccato cinque volte di seguito un en plein alla roluette. Una sorprendente moltiplicazione.
Non so quale di queste varie opzioni è più vicina al vostro modo di vedere. Si tratta, naturalmente, di un esercizio teorico e ognuno può scegliere delle strade intermedie o zigzaganti o diverse. E rifare i conti per le sue ipotesi. Se però sostanzialmente le vostre conclusioni rimangano nell’arco di queste valutazioni, c’è un fatto molto sorprendente che succede.
Infatti, queste cifre si riferiscono soltanto alla nostra galassia.

E nell’universo esiste un numero immenso di galassie: si calcola vi siano almeno dieci miliardi osservabili. A questo punto le cifre cambiano completamente, perché bisogna moltiplicare il tutto per almeno dieci miliardi, e allora si sale a cifre sbalorditivo.
Il pessimista, in tal caso, salirebbe da 0,0000001 a mille. Vale dire e che, in base alle sue percentuali di valutazione e restrittive, vi sarebbero oggi nell’universo almeno mille civiltà extraterrestri. Il moderato salirebbe a 500 miliardi. L’ottimista a sei milioni di miliardi di civiltà extra terrestri contemporanea alla nostra! Ecco quindi i dati conclusivi per l’universo:

u5NUMERO DI CIVILTA’ TECNOLOGICHE OGGI NELL’UNIVERSO
Ottimista: 6 milioni di miliardi
Moderato: 500 miliardi
Pessimista: 1000

Sono cifre che ci appaiono strabilianti ed anche eccessive: d’altra parte si deve pur ammettere che per escludere l’esistenza di altre civiltà nell’universo bisognerebbe ricorre a percentuale ancora più basse di quelle adottate nell’ipotesi pessimistica. Cioè bisognerebbe a essere più pessimisti del pessimista. In altre parole, questo esercizio probabilistico ci mostra che il numero di stelle è talmente elevato che, pur mantenendosi bassi, si ottengono in definitiva cifre sorprendenti, anche se non riusciamo a valutare quali sono queste probabilità, perché ognuno può rendersi conto che le variabili sono troppe, e nessuna cifra attendibile può uscirne fuori. Questi calcoli, insomma, pur non potendo dimostrare alcunché, sembrano indicare che valga la pena di tentare una ricerca seria, e di passare dalla teoria alla pratica: cioè di arrivare alla fase sperimentale. Infatti nella scienza c’è una regola d’oro che alla base di tutto il processo delle conoscenze: qualsiasi ipotesi o teoria è la benvenuta, però non hanno alcun valore scientifico fino a quando non vi sono delle verifiche sperimentali.
Il metodo sperimentale è il solo valido. Altrimenti uno può dire una cosa, un altro il contrario, un terzo un’altra cosa ancora, senza poter provare nulla. Le teorie sono certamente utilissime, perché sono stimolanti e servono per impostare una ricerca. Senza verifiche sperimentali restano che sul punto: che sull’ipotesi. Ma allora come si fa a verificare se esistono delle civiltà extra terrestri. C’è, per ora, in un solo metodo sperimentale possibile: quello di mettersi in ascolto dello spazio con dei radiotelescopi, e cercare di capitale di segnali radio.

fonti:

tratto dal libro Nel cosmo alla ricerca della vita -di Piero Angela