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Eravamo quattro amici al bar …-Nis

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Rosina è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Rosina diventa il più importante della città.bacaro_do_mori-640x426

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

bancaLa banca di Rosina, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Rosina e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.af4e858dc565aea8d5bc59d07dfa1446

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Rosina arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Rosina, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Rosina non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

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Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Rosina, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Rosina perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

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Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

Fonte:Web
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Il Referendum Trivelle – Nis

 

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Con il Referendum Trivelle del 17 aprile i cittadini devono pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni solo per le parole “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. La norma sottoposta a referendum abrogativo si trova nella legge di stabilità 2016.

L’oggetto del referendum sono solo le trivellazioni effettuate entro le 12 miglia marine (che corrispondono a circa venti chilometri). Non sono quindi la maggior parte delle trivellazioni in acque italiane, complessivamente 66 e collocate soprattutto oltre le 12 miglia, e dunque fuori dal referendum. Parliamo solo di quelle localizzate entro le 12 miglia. In tur1tto sono 21:

  • 7 in Sicilia,
  • 5 in Calabria,
  • 3 in Puglia,
  • 2 in Basilicata,
  • 2 in Emilia Romagna,
  • 1 nelle Marche,
  • 1 in Veneto.

Queste vengono effettuate da compagnie estrattive diverse, sulla base di una concessione che dura inizialmente 30 anni, poi prorogabile per due volte, cinque anni ciascuna. In totale: 40 anni. Più altri cinque possibili.

 

Cosa succede dopo i 40/45 anni?

 

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Secondo la normativa vigente oggi scaduta la concessione finisce la trivellazione. Il provvedimento del governo Renzi, cioè la norma inserita nella legge di stabilità, dice che anche quando il periodo concesso finisce, l’attività può continuare fino a che il giacimento non si esaurisce. I referendari chiedono che questa novità sia cancellata e si torni alla scadenza “naturale” delle concessioni. Il quesito del referendum del 17 aprile oltre a non riguardare le trivellazioni oltre le 12 miglia, non riguarda neanche possibili nuove trivellazioni entro le 12 miglia che rimangono vietate per legge. Si decide il destino di 21 trivellazioni già esistenti e in funzione nel nostro mare, entro le 12 miglia. Il decreto legislativo 152 prevede già il divieto di avviare nuove attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi gassosi o liquidi entro le 12 miglia, per cui il referendum agisce solo su quelle già in essere.

 

Le ragioni del SI

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Se al referendum vincesse il SI, entro 5-10 anni le concessioni verrebbero a scadere e quindi l’attività estrattiva dovrebbe cessare. Oggi le concessioni hanno una durata di trent’anni, prorogabili di dieci. Con il Sì non si elimina la possibilità di proroga: ci sarebbe la cessazione nel giro di alcuni anni delle attività attualmente in corso, tra cui quelle di Eni, Shell e di altre compagnie internazionali.

Il Sì al referendum è sostenuto da una rete di comitati, il No Triv. I comitati locali sono principalamente nelle regioni interessate dalle trivellazioni.

Per il Sì sr2ono anche le principali organizzazioni ambientaliste, comprese GreenpeaceLegambiente e Wwf.

Una vittoria del Sì avrebbe un effetto politico e simbolico ben più forte dello specifico referendario. Spingendo la politica a fare quei passi verso le energie rinnovabili che in altri paesi europei sono stati fatti negli anni passati e che in Italia sono al palo, o quasi.

 

Le ragioni del NO

 

I contrari al referendum non si trovano solo nel governo o tra i petrolieri. Dubbi sono stati espressi anche nella Cgil, che teme la perdita dei posti di lavoro: il progressivo abbandono delle concessioni causerebbe una emorragia di posti di lavoro. Il settore estrattivo occupa circa 40mila persone.

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C’è un’altra obiezione, più generale, che i sostenitori del No (o del mancato quorum) avanzano. È quella del fabbisogno energetico. Le trivellazioni nel mare italiano, in particolare quelle entro le 12 miglia oggetto del referendum, estraggono principalmente gas metano coprendo circa il 10% del fabbisogno nazionale. In misura minore si estrae petrolio. In prospettiva anche i sostenitori del NO auspicano la crescita dell’utilizzo delle delle energie verdi ma nel frattempo non si può rinunciare a quello che abbiamo. Andrebbe sostituito da corrispondenti importazioni.

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Essendo referendum abrogativo, un’eventuale bocciatura lascerebbe la situazione inalterata: cioè, le ricerche e le attività petrolifere attualmente in corso potranno proseguire fino alla scadenza. Dopo la scadenza, le compagnie potranno presentare una richiesta di prolungamento, che deve essere approvata in base a una valutazione di impatto ambientale. Se vince il no (o se non si raggiunge il quorum) le estrazioni di idrocarburi non avranno scadenza certa: in molti casi potrebbero proseguire fino all’esaurimento del giacimento.

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fonte:
http://eresia.altervista.org

Anarchia.-Patty.

L’anarchia, è l’ordine senza il potere ,è possibile in Italia oppure è pura utopia?

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Molti credono che l’anarchia sia sinonimo di caos ,vivere senza regole ma non è proprio così.

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Pierre-Joseph Proudhon

Pierre-Joseph Proudhon,è stato il primo ad attribuire un significato positivo alla parola “anarchia”, all’inizio era utilizzata soltanto in senso dispregiativo,poi le cose son cambiate.
Chi è Pierre-Joseph Proudhon?
Proudhon nacque a Besançon in Francia nel 1809 da un fabbricante di barili per birra. A sedici anni, dopo un’infanzia spesa in lavori familiari per lo più rurali, entrò nella scuola della città, nonostante la famiglia fosse troppo povera per garantirgli i libri necessari. Si formò da autodidatta. A diciannove anni entrò a lavorare nel campo della stampa, per poi diventare revisore di opere ecclesiastiche in via di pubblicazione. Acquistò in questo modo una discreta conoscenza in ambito teologico che coltivò studiando ebraico e comparandolo al greco, al latino e al francese. Scrisse anche un trattato di grammatica generale, Essai de grammaire génerale, che costituisce una prima prova della sua audacia intellettuale. Nel 1838 ottenne la borsa di studio Suard di 1500 franchi annui per tre anni, offerta in dono dall’Accademia di Besançon come incoraggiamento per le giovani promesse.
L’Utilité de la célébration du dimanche è il trattato che scrisse nel 1839 e contiene le prime idee rivoluzionarie.
Nel 1840 pubblicò Qu’est-ce que c’est la propriété? tradotto Che cos’è la proprietà?,dove sostiene la sua ormai celebre tesi secondo cui “la propriété, c’est le vol” “la proprietà è un furto”, che gli valse l’antipatia dei membri direttivi dell’Accademia di Besançon, che tuttavia non riuscirono a ritirargli la borsa di studio. Infine nel 1846 diede alla luce la sua più grande opera, il Systéme des contradictions économiques ou Philosophie de la misère (Il sistema delle contraddizioni economiche o La filosofia della povertà). Per qualche tempo Proudhon portò avanti una piccola tipografia a Besançon, ma senza successo. Successivamente divenne una sorta di manager per un’impresa commerciale di Lione. Nel 1847 tuttavia lasciò questo impiego e alla fine si stabilì a Parigi, dove era ora celebrato come uno dei massimi esponenti dell’innovazione. In quest’anno aderì per poco tempo alla Massoneria . Nella corrispondenza con Giuseppe Ferrari sull´unione italiana Proudhon criticava Mazzini in quanto massone (Correspondance, vol. IX, Paris, éd. A. Lacroix, 1875) e si lamentava spesso di essere perseguito dalla massoneria. Criticando Marx lo definiva in senso spregiativo “massone ebreo”.
« Bisogna collaborare con ogni mezzo per scoprire le leggi della società, i modi in cui si realizzano queste leggi e i processi tramite cui siamo capaci di scoprirle; ma, per il buon Dio!, quando avremo demolito tutti i dogmi aprioristici, non pensiamo di indottrinare a nostra volta il popolo »
Pierre-Joseph Proudhon.

Cosa significa Anarchia?

L’anarchia è l’organizzazione societaria agognata dall’anarchismo basata sull’idea libertaria di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale.
Nasce terminologicamente con gli scritti appunto del filosofo Pierre-Joseph Proudhon nella prima metà del XIX secolo, affondando idealmente in concetti propri di Thomas More (Utopia), e dell’illuminismo. Contributori allo sviluppo del pensiero anarchico, quasi contemporanei a Proudhon, furono il rivoluzionario e filosofo Michail Bakunin, lo scrittore Lev Tolstoj e, limitatamente ad alcuni sviluppi sopravvenuti nel secolo successivo, il filosofo individualista Max Stirner.
Il principio fondamentale che sta alla base del pensiero anarchico si fonda su un ideale di libertà estrema che precluda qualsiasi forma di governo.

“Tutti i partiti senza eccezione, nella misura in cui si propongono la conquista del potere, sono varietà dell’assolutismo”
“Il governo sull’uomo da parte dell’uomo è la schiavitù”
“Chiunque mi metta le mani addosso per governarmi è un usurpatore ed un tiranno: io lo proclamo mio nemico”

Secondo gli anarchici lo Stato, struttura centralizzata di oppressione e coercizione così come ogni altra gerarchia e forma di autorità, è inutile e anche dannoso. Gli anarchici propongono l’abolizione di tutti i rapporti sociali autoritari e la creazione di una società libera, l’anarchia, fondata sull’assenza di gerarchie, sull’associazione alle organizzazioni popolari, sull’auto-organizzazione dal basso del popolo, quindi l’autogoverno decentralizzato, e sull’autogestione delle risorse e dell’economia (socialismo e anarcosindacalismo).

Malatesta

Errico Gaetano Maria Pasquale Malatesta

Errico Gaetano Maria Pasquale Malatesta è stato un anarchico e scrittore italiano, tra i principali teorici del movimento anarchico.
Collaborò ad un gran numero di testate rivoluzionarie ed è nota la sua amicizia con Michail Bakunin. Assieme a quest’ultimo e a Pierre-Joseph Proudhon, rappresenta uno dei pensatori più importanti della corrente libertaria, da alcuni ritenuto il più importante teorizzatore e rivoluzionario dell’anarchia.
Fu fermamente convinto, così come l’amico Pëtr Kropotkin, dell’imminente avvento di una rivoluzione anarchica nel 1916. Pochi mesi dopo iniziò infatti la Rivoluzione Russa, che ebbe il supporto anche degli anarchici, ma terminò con la presa di potere da parte dei bolscevichi. Solamente dopo 19 anni arrivò una vera rivoluzione anarchica, la fallita Rivoluzione spagnola.
La parte conclusiva del Programma Anarchico sintetizza gli intenti degli anarchici e l’Anarchia, ovvero la società che essi intendono creare sulla base dell’anarchismo:

Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza.

E per raggiungere questo scopo supremo noi crediamo necessario che i mezzi di produzione siano a disposizione di tutti, e che nessun uomo, o gruppo di uomini possa obbligare gli altri a sottostare alla sua volontà né esercitare la sua influenza altrimenti che con la forza della ragione e dell’esempio.

Dunque, espropriazione dei detentori dei suolo e del capitale a vantaggio di tutti, abolizione del governo. Ed aspettando che questo si possa fare: propaganda dell’ideale; organizzazione delle forze popolari; lotta continua, pacifica o violenta secondo le circostanze, contro il governo e contro i proprietari per conquistare quanto più si può di libertà e di benessere per tutti.
(Errico Malatesta, sezione conclusiva de Il Programma Anarchico, 1919)

Insomma l’idea di Anarchia prevede al livello sociale che individui e collettività scelgano per relazionarsi fra loro un insieme di rapporti non-gerarchici e non-autoritari.
Anarchia è anche la ricerca e sperimentazione di una organizzazione sociale orizzontale.
Una società anarchica è una società che vuole basarsi sul libero accordo, sulla solidarietà, sulle libere associazioni, sulle unioni, sul rispetto per la singola individualità che non volesse farne parte, secondo il principio che le decisioni valgono solo per chi le accetta.

In una società anarchica si rifiutano quindi leggi, comandi, imposizioni, principi fondati sul volere della maggioranza, rappresentanze, discriminazioni, guerre come metodo per risolvere contrasti, realizzando la gestione ed il superamento dei conflitti attraverso chiarimenti ed accordi tra i diretti interessati.

È importante, in quanto contrario al pregiudizio diffuso, notare che nessuna teoria anarchica ha mai teorizzato l’assenza di regole e di interazioni sociali, in quanto l’anarchismo non lascia nulla al caso-caos, ma propone un nuovo modo di concepire la società, costruito intorno a norme e/o principi etici egualitari, condivisi e non imposti dall’alto.

Gli anarchici vogliono perciò l’abolizione dello Stato, che dev’essere sostituito dalle organizzazioni e dalle associazioni popolari; anche il potere economico è consegnato nelle mani del popolo, che controlla i mezzi di produzione (quasi tutte le correnti anarchiche, infatti, si dicono socialiste).

Secondo gli anarchici, i problemi sociali come il crimine, l’ignoranza e l’apatia delle masse sono un prodotto della stessa società autoritaria: secondo gli anarchici, mantenere gli individui perennemente sotto un’autorità superiore fa sì che questi non siano più capaci di comportarsi autonomamente, senza un capo che gli comandi cosa fare; inoltre qualsiasi capo cercherà sempre di mantenere il proprio potere, e quindi cercherà il più possibile di rendere i sottoposti non autonomi, e di creare bisogni negli stessi sottoposti (come la necessità di protezione dal crimine); secondo la prospettiva libertaria quindi lo Stato non ha alcun reale interesse a risolvere i problemi sociali, perché altrimenti verrebbe meno il bisogno del potere.

Il liberalismo, ideologia alla base del pensiero democratico, propone invece la difesa del diritto individuale di parola, religione ecc, l’anarchismo sprona l’individuo anche a liberarsi di quelle particolari forme sociali che, secondo una visione anarchica, impediscono l’espressione libera della personalità dell’individuo, per esempio i rapporti sociali capitalistici e la religione; riguardo a quest’ultima, mentre la teoria ufficiale e la maggioranza degli anarchici si proclamano atei, vedendo la religione come “l’oppio dei popoli” marxiano, di fatto già con Camillo Berneri si introduce un antidogmatismo che permette all’individuo, che deve essere libero in tutti gli aspetti, di professare individualmente una religione, se di sua scelta e non imposta dall’infanzia; tutti gli anarchici, però sono per l’abolizione delle organizzazioni clericali di ogni tipo, basate non sulla libera predisposizione e scelta razionale ma sull’indottrinamento.

Alla fine l’anarchia è così brutta? 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Errico_Malatesta
http://www.answers.com/topic/pierre-joseph-proudhon
http://www.filosofico.net/filosofiaanarchica.htm
http://www.federazioneanarchica.org/archivio/programma.html
http://ita.anarchopedia.org/albero_dell’anarchismo
http://ita.anarchopedia.org/anarchia

Soros. -Patty.

“Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

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George Soros è un imprenditore ed economista ungherese ,è il fondatore del Soros Fund Management. Nel 1970 fu uno dei co-fondatori del Quantum Fund insieme a Jim Rogers, attualmente è presidente del Soros Fund Management e dell’Open Society Institute ed è anche ex membro del Consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations.
Il suo appoggio al movimento sindacale polacco Solidarnosc, e il supporto all’organizzazione cecoslovacca per la tutela dei diritti umani Charta 77 (manifesto del 6 gennaio 1977 per una liberalizzazione del regime), hanno contribuito alla fine del dominio dell’Unione Sovietica in questi Stati. Il suo finanziamento e organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa da osservatori sia Russi che Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato “largamente sopravvalutato”.

Negli USA è noto per avere elargito larghe somme di denaro agli avversari di George W. Bush . Ha appoggiato il democratico Barack Obama alle presidenziali americane del 2008. L’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker scriveva nell’introduzione de “L’alchimia della finanza”, un libro pubblicato da Soros nel 2003: “George Soros ha lasciato un segno nella veste di speculatore dall’enorme successo, saggio abbastanza dal ritirarsi sostanzialmente quando ancora il gioco volgeva a suo favore. Il grosso delle sue enormi vincite sono oggi votate ad aiutare paesi emergenti o in via di transizione a rendersi delle “società aperte”, aperte non solo nel senso della libertà di scambi commerciali, ma soprattutto tolleranti nei confronti delle nuove idee e dei diversi approcci di pensiero e comportamentali”.
È uno dei finanziatori di movimenti rivoluzionari in Ucraina, in Georgia e anche Bielorussia.

 

Perchè è “famoso”?

 

Il 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di 10 miliardi di dollari in sterline, approfittando della riluttanza da parte della Banca d’Inghilterra sia ad aumentare i propri tassi di interesse a livelli confrontabili con quelli degli altri paesi (il Sistema Monetario Europeo) sia a lasciare fluttuante il tasso di cambio della moneta. Alla fine, la Banca d’Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros nel processo guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come “l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra”.

The Times, lunedì 26 ottobre 1992, riportò il commento di Soros: “La nostra esposizione durante il Mercoledì Nero doveva essere di quasi 10 miliardi di dollari. Noi avevamo previsto un guadagno maggiore. Infatti, quando Norman Lamont appena prima della svalutazione disse che avrebbe avuto bisogno di un prestito vicino ai 15 miliardi di dollari per difendere la sterlina, fummo contenti poiché era all’incirca la cifra che noi volevamo vendere”.

Sempre il 16 settembre 1992, Soros partecipò insieme ad altri speculatori ad un attacco contro la Banca d’Italia: vendendo lire allo scoperto contribuì a causarne una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari; in conseguenza a tale azione speculativa la Lira Italiana riportò una perdita di valore del 30% e l’uscita dal Sistema Monetario Europeo. In un’intervista a Francesco Spini disse: “Ai tempi presi una posizione sulla lira perché avevo sentito dichiarazioni della Bundesbank .Si trattava di dichiarazioni pubbliche, non ho avuto contatti personali. Quella fu una buona speculazione”.
Per rientrare nello Sme, il governo italiano fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia – circa 93 mila miliardi di lire – al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l’imposta sulla casa (Ici), oggi divenuta Imu. Soltanto cinque mesi prima il presidente del consiglio di allora Giuliano Amato, proprio a causa della difficile situazione economica in cui versava il nostro Paese anche prima dell’attacco speculativo di Soros, era stato obbligato a dare il via libera al prelievo forzoso del 6/1000 sui conti correnti nella notte tra il 9 e 10 luglio.
Nel 1997 durante la crisi finanziaria asiatica, l’allora primo ministro malese Mahatir bin Mohamad accusò Soros di volere il deprezzamento della moneta malese, il ringgit.

Soros e i Rothschild .

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Abbiamo capito che la fortuna di Soros è dovuta alle speculazioni finanziarie in tutto il mondo… grazie alla sua azienda di fondi di investimento la “Quantum Fund”, i cui dirigenti, e allo stesso tempo i suoi rappresentanti, sono finanziatori italiani e svizzeri.Il collegamento tra Soros e i Rothschild si ottiene attraverso una rete di persone riservate che siedono in comitati amministrativi di fondi, trust, società, banche. Una di quelle persone era un certo Richard Katz un membro del comitato della “Quantum Fund”. Allo stesso tempo Katz era a capo della “Rothschild Italia SpA” e membro del comitato della banca commerciale “NM Rothschild & Sons “di Londra. Un altra pedina importante è Nils O. Taube, anche lui un membro della Quantum e partner del gruppo di investimento “St. James Place Capital”, che ora appartiene a Nathaniel Rothschild.Il collegamento si realizza anche attraverso la Société Générale Bank e il suo amministratore Michael Cicurel, presidente del direttivo di Edmund Rothschild e membro del Rothschild & Cie Banque board. Un altro partner frequente di Soros è stato James Goldsmith , collegato anch’esso alla dinastia Rothschild.

 

Gli “invisibles” …..speculazione svalutazione privatizzazione.

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Sono gli organizzatori del meeting dei banchieri della City tenutosi sul Britannia, alla presenza della regina Elisabetta II, il 2 giugno 1992 per complottare la privatizzazione dell’industria di stato italiana che doveva far seguito alla svalutazione della lira provocata da Soros e co. Citando dal discorso tenuto sul Britannia nelle acque del porto di Dublino, Irlanda, nel 1995, da Neil Jaggers, membro dell’esecutivo del BI e direttore per gli affari dell’Europa orientale, “il British Invisibles è un ente privato che ha per scopo la promozione della City di Londra”. Gli “invisibles” sono i “servizi” dell’alta finanza della City. BI funziona come punto di unione tra la finanza privata e il governo britannico. BI conta attualmente 114 membri, tutta l’élite finanziaria di Londra, parecchi rappresentanti del governo e della Bank of England, la banca centrale.
Naturalmente  Rothschild ha un ruolo di primo piano negli Invisibles. Ad esempio, secondo il rapporto del 1996 della BI, Sir Derek Thomas , direttore della NM Rothschild & Sons, già ambasciatore britannico a Roma nel periodo 1987-89, membro del BI dal 1992, è stato fino al 10 settembre 1996 presidente del comitato LOTIS (Liberalization of Trade in Services Committee, Comitato per la liberalizzazione del commercio in servizi). Rory Allan, della NM Rothschild & Sons, è membro del comitato del BI per l’Unione degli Stati Indipendenti ( l’ex URSS). William Lamarque, della NM Rothschild & Sons, è membro del “gruppo Cina” del BI. British Invisibles organizza seminari in tutti i punti strategici del globo appetibili alla City, soprattutto elaborando piani di privatizzazioni, apertura dei mercati alla finanza derivata, eliminazione di ogni barriera alla penetrazione del liberismo selvaggio della City. In molti casi, dice Jagger, BI ha il privilegio di usare lo yacht reale “Britannia”, spesso in combinazione con le visite della regina Elisabetta II o del duca di Kent, gran maestro della massoneria di rito scozzese. Il British Invisibles nel passato ha organizzato ogni anno una decina di simili incontri con o senza la regina.

 

 

La Russia di Vladimir Putin sotto attacco.

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Esiste una strategia statunitense che dopo la caduta del muro di Berlino si è sviluppata in tutta una serie di Paesi dell’ex Unione Sovietica fino a colpire di recente la Russia di Vladimir Putin.Questa è la teoria  dello studioso e professore di Scienze politiche all’Università del Massachusetts Gene Sharp nel libro Dalla dittatura alla democrazia. Come abbattere un regime. Manuale di liberazione non violenta (nel 1993), è riuscita nel giro di pochi anni a ribaltare governi sfavorevoli agli interessi occidentali fino ad insediarne nuovi organici all’ordine liberale. La “tecnica della rivoluzione colorata” è una combinazione di simboli e immagini forti che ruota intorno ad alcuni elementi imprescindibili come le organizzazioni non governative promotrici della democrazia, le associazioni per i diritti umani, gli intellettuali, gli studenti, i mass media, il “marketing rivoluzionario” e i servizi segreti.
I primi laboratori in cui gli scritti di Gene Sharp sono stati sperimentati, risultano quei Paesi dell’Europa dell’Est e caucasici, che seppure staccati dall’Unione Sovietica rientravano nella sfera d’influenza russa: dal 1989 fino alla recente crisi ucraina si sono registrati infatti una serie di capovolgimenti estremamente simili fra loro. Tra queste, la rivoluzione di velluto in Cecoslovacchia (novembre-dicembre 1989), la rivoluzione del 5 ottobre in Serbia (2005), la rivoluzione delle Rose in Georgia (2003), la rivoluzione Arancione in Ucraina (2004), la rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan (2005), fino ad arrivare ai recenti sollevamenti in Macedonia e in Armenia.
Il copione è sempre stato lo stesso: le organizzazioni non governative (Amnesty International, Ocse, ecc.) finanziate e manovrate dagli istituti finanziari occidentali (Soros Foundation, ecc.) trovano il pretesto per alimentare lo scontro (brogli elettorali come in Ucraina nel 2004 oppure l’omofobia di Vladimir Putin ai giochi invernali di Sochi). I mass media creano consenso nel blocco statunitense, delegittimano il presidente di turno, e il più delle volte lo dipingono come un sanguinario dittatore. Le associazioni studentesche “chiedono” riforme attraverso un marketing politico sottile quanto provocatorio: si costruiscono di fatto attorno a un colore, un logo ben identificabile e slogan fortemente evocativi (“Otpor!” in Serbia che significa “Resistenza!”), in maniera da rendere le manifestazioni di grande impatto. Gli intellettuali o personalità dello Star System occidentale arrivano in soccorso dei “rivoltosi” per dare “autorevolezza morale” ai sollevamenti (vedi le visite del filosofo francese Bernard Henri Levy a Kiev in sostegno dei manifestanti pro-Ue, l’atto provocatorio dell’ex deputato italiano Vladimir Luxuria ai giochi invernali di Sochi, l’esaltazione delle “Pussy Riot” in Russia).vladimir-luxuria-omosessualità-sochi2014-1
In meno di vent’anni la Russia ha così perso terreno nelle aree storicamente sotto la sua influenza fino ad essere circondata dall’apparato militare della Nato. In un mondo dove la comunicazione giornalistico-televisiva riesce da sola a compiere cambiamenti epocali, Vladimir Putin è corso ai ripari. Già un paio di anni fa la Duma aveva approvato un disegno di legge che disciplina l’attività delle organizzazioni non governative finanziate dall’estero e che sono attive politicamente sul territorio russo. Il testo recita così: “possono essere dichiarate indesiderabili tutte quelle organizzazioni che minacciano l’ordine costituzionale della Federazione, la sua capacità di difesa, o la sicurezza dello Stato”.

 

Faccio presente che Soros controlla  media e non solo in Serbia.

E’ importante sapere che i media “indipendenti”, come B92, Studio B, TV Pink, TV Panonija, ANEM (le stazioni TV Devic, RTV Globus, RTV M +, RTV Kraljevo, RTV Nisava , RTV Pancevo, Spektar RTV, RTV Trstenik, le stazioni radio Radio 021, Bum 93, Radio Sombor, Radio Index, Radio Subotica, Radio Pirot, Radio Ozon …), la radio “Free Europe” … La TV via cavo della rete FFS e la televisione satellitare TV TOTAL che sono in espansione, sono di proprietà di Soros. Le società di produzione VIN e PG si assicurano che l’informazione promulgata sia unitaria e coerente. Il Media Centre fa pubblicità addizionale per il cosiddetto settore ONG In aggiunta ai mezzi di comunicazione elettronici, la lista di Soros include i giornali e le riviste Danas, Vreme, Evropa, Republika, l’associazione indipendente dei mezzi di comunicazione locali “Local Press” (i giornali Pancevac, Kikindske, novine Vranjske, rec Nasa …), la case editrici Samizdat, Dan graf, cultura Stubovi, knjiga Fabrika, Klio, pres Aleksandrija; gli editori Bookbridge e Beopolis … Controlla anche l’agenzia di informazione Sense e le due maggiori agenzie di informazione della Serbia – Beta e Fonet. Allo stesso tempo, queste agenzie sono filiali di AP (Associated Press) e Reuters, che sono di proprietà del Rothshilds fin dal 19 ° secolo. Soros si e’ anche infiltrato nelle istituzioni educative e culturali, nei teatri, nella Biblioteca Nazionale, nell’Archivio Storico, nella SANU (L’Accademia delle Arti e delle Scienze serba) … Ha raccolto intorno a sé un folto gruppo di attori, registi, drammaturghi, musicisti, scrittori, scienziati, analisti, ex diplomatici, che lo assistono nel coinvolgere sempre piu’ seguaci.

Soros e i migranti.

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«Il futuro dell’Ue si decide sui migranti: investire nell’accoglienza può dare grandi frutti»

Soros ora preferisce impegnarsi nelle sue fondazioni che aiutano i rifugiati e i migranti in Italia, in Grecia, lungo tutte le rotte dei Balcani e in Ungheria. Si è convinto che le prospettive dell’Europa inclusa la ripresa dell’economia si decidano sulle sue capacità di assorbire i nuovi stranieri.

Ricordo questa  notizia di pochi giorni fa ;

Passato sotto l’assoluto silenzio della stampa italiana, lo scoop di Sky News il cui inviato Jonathan Samuels ha trovato, presso l’Isola di Lesbo in Grecia, un vero e proprio manuale operativo del perfetto clandestino, ancora in buone condizioni tra giubbotti di salvataggio e resti di gommoni arenati sulla spiaggia, intitolato “w2eu”, cioè “benvenuti in Europa” e recante sulla copertina la suggestiva fotografia di un giovane su una spiaggia al tramonto, mentre guarda il mare, un paio di remi ai suoi piedi. Il “codice” è scritto in arabo e contiene i numeri di telefono delle organizzazioni in grado di aiutare gli immigrati durante il viaggio, come la Croce Rossa e l’Unhcr – alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.

A questo punto la domanda sorge spontanea: chi finanzia questa guida distribuita ai migranti e le associazioni che li sostengono? Molti sostengono che sia la guida dell’immigrato via mare sia le due principali organizzazioni che lo sostengono rimandino niente meno che alla grande ricchissima associazione per di diritti umani Human Rights Watch (HRW), a sua volta finanziata per 100 milioni di dollari sui 128 del capitale dichiaratamente detenuto dalla Ong dal leggendario finanziere, speculatore e presunto filantropo George Soros. In effetti, la HRW è citata più volte nei portali w2eu e WatchTheMed. Oltre a collimare perfettamente con le indiscrezioni riportate in agosto dal periodico austriaco InfoDirekt, sembra palese il  ruolo del magnate americano di origine ungherese, insieme al Dipartimento di Stato Usa, nella promozione dell’invasione europea da parte delle masse di immigrati irregolari, lo stesso premier magiaro Viktor Orban, uno che di solito non le manda a dire, ha puntato il dito proprio contro George Soros in una recente intervista al giornale Hungary Today , accusandolo di sostenere direttamente e indirettamente le Ong che favoriscono l’immigrazione illegale, le quali si stanno costruendo “una fortuna” sulle rovine della crisi immigratoria.

 

 

 

 

 

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_26/george-soros-se-premier-porta-termine-riforme-l-italia-crescera-piu-resto-d-europa-0d6deb1e-6417-11e5-a4ea-e1b331475bf0.shtml

http://www.movisol.org/soros2.htmhttp://www.cfoss.com/wizard.html

https://aurorasito.wordpress.com/2015/04/25/nato-e-soros-puntano-sullestrema-balcanizzazione-per-sabotare-il-turkish-stream/

http://www.truedemocracy.net/hj37/01a.html

https://www.radioislam.org/islam/english/jewishp/serbia/soros-serbia.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/russia-contro-ong-cui-soros-1151548.html

http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/benvenuti-europa-la-guida-del-perfetto-clandestino-gentilmente-offerta-george-soros-30950/

http://ria.ru/politics/20150708/1120603753.html

 

 

La Russia fa sul serio in Siria – Nis

Syria-Latakia-Airbase-Satellite-Sept-20-092115-BSecondo il sito specializzato IHS Jane’s, le forze russe in Siria ammontavano il 21 settembre a 1000 militari, di cui 500 soldati dell’810.ma Brigata Indipendente della Fanteria della Marina della Flotta del Mar Nero, di stanza a Sebastopoli e schierati sull’aeroporto Basil al-Assad di Lataqia, dove in media arrivano ogni giorno 2 aerei da trasporto militari russi. Inoltre la base aerea militare al-Hamaymat, presente nell’aeroporto di Lataqia, ospita 4 caccia multiruolo Sukhoj Su-30SM Zhuravlik, 12 aerei d’attacco Su-25 Grac, 12 cacciabombardieri Su-24M Fencer e diversi elicotteri, tra cui possibilmente elicotteri d’attacco Kamov Ka-52 Alligator, e velivoli non pilotati (UAV) da ricognizione Pchela-1T. Sarebbero presenti anche una squadra del Primo Direttorato dell’intelligence militare russa (Glavnoe razvedyvatelnoe Upravlenie, GRU) collegata al Muqabarat del Ministero della Difesa siriano, e un’unità Zaslon delle forze speciali del servizio d’intelligence estero russo (Sluzhba Vneshnej Razvedkij, SVR). E a proposito di SVR, secondo la rivista tedesca Bild am Sontag, ufficiali della CIA avrebbero incontrato a porte chiuse, a Mosca, degli omologhi del SVR per discutere della situazione in Siria e di cooperazione riguardo lo Stato islamico. Le forze russe sono supportate dalle unità della Flotta del Mar Nero della Marina russa che compongono il cosiddetto ‘Syrian Express‘: la nave d’assalto anfibio Classe Ropucha Tsezar Kunikov, che ha trasportato parte del personale, la nave d’assalto anfibio Classe Alligator Nikolaj Filchenkov e la nave d’assalto anfibio classe Ropucha Azov, che hanno trasportato i mezzi e le attrezzature dell’unità della Fanteria di Marina russa. Infine, secondo fonti dell’Esercito arabo siriano (EAS), presenza ed attività militari cinesi sono programmate nelle prossime 6 settimane a Tartus.
russia-hands-off-my-friends-syria-will-be-free-400x640 Secondo lo specialista militare russo Igor Korotchenko, la Federazione Russa fornisce una massiccia assistenza militar-tecnica alla Siria, e inoltre specialisti militari e tecnici russi sono arrivati a Damasco per istruire i siriani sull’uso dei nuovi armamenti ed equipaggiamenti. La missione, guidata dal capo-consigliere militare russo in Siria, è protetta probabilmente dall’unità Zaslon, che ne garantisce la sicurezza. Probabilmente, la Russia trasmette allo Stato Maggiore delle forze armate siriane intelligence satellitare e radio-elettronica e supporto nella pianificazione delle operazioni contro i terroristi, dove i siriani impiegano gli UAV di fabbricazione russa. Sempre secondo Korotchenko, le unità russe non parteciperanno alle battaglie terrestri, essendo un compito che potrebbe essere svolto dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, in coordinamento con le forze armate siriane. E infatti, il generale dell’esercito iraniano Ataollah Salehi rivelava che il supporto militare di Teheran e Mosca a Damasco non rientrano in un unico piano e che ogni Paese seguiva un proprio piano, “Non siamo legati a nessuno nell’aiutare la resistenza e facciamo il nostro lavoro. La Russia aiuta i suoi alleati nel quadro dei suoi trattati e noi agiamo attraverso il nostro metodo“, aveva detto Salehi, secondo cui “Gli Stati Uniti guidano il SIIL e noi combattiamo il SIIL, quindi non possiamo avere una qualsiasi forma di cooperazione“. “La Siria accoglie la collaborazione militare di Iran e Russia nella lotta al SIIL e gli sforzi compiuti da questi Paesi come legali e distanti dai doppi standard, in linea con la salvaguardia della nostra sicurezza nazionale“, ribadiva il deputato siriano Jamal Rabih. Inoltre, il ministro degli Esteri siriano aveva affermato che Damasco potrebbe chiedere a Mosca d’inviare truppe a combattere a fianco delle forze governative contro i gruppi terroristici nel Paese. E l’inviato della Siria alle Nazioni Unite aveva dichiarato che la Russia ha tutto il diritto di effettuare attacchi aerei contro il SIIL sul suolo siriano. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, aveva detto che “Se c’è una richiesta, allora naturalmente verrebbe discussa e vista nel quadro dei contatti e del dialogo bilaterali“. Inoltre, Iran e Siria hanno firmato diversi accordi di cooperazione nella Difesa, in base cui Teheran consiglia Damasco nella lotta ai gruppi terroristici.

Sistemi di Difesa Aerea missilistici S-300 a Lataqia

Preoccupato da tutto ciò, il segretario della Difesa degli USA Ashton Carter aveva telefonato al Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, il 18 settembre, dove Shojgu indicava la natura difensiva delle operazioni di russe. Questo era il primo contatto ad alto livello tra il Pentagono e il Ministero della Difesa russa dall’avvio della crisi ucraina. “È interessante notare che un paio di giorni prima di tale discussione, i rappresentanti ufficiali di Washington esclusero categoricamente la possibilità di un contatto diretto tra le istituzioni della difesa russe e statunitensi. Il che significa che la situazione cambia”.
Nel frattempo, il coordinamento operativo tra Russia, Iran, Iraq, Siria ed Hezbollah, l’“alleanza 4 + 1”, nella lotta al terrorismo islamista-atlantista inizia a dare risultati, come gli attacchi aerei del governo siriano di attaccare sui concentramenti del SIIL a Raqqa e Tadmur:
Il 20 settembre, grazie alle immagini satellitari fornite dai consiglieri militari russi, la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione corazzata e la Liwa Suqur al-Sahra dell’EAS, ed Hezbollah liberavano Tal SyriaTel, presso Tadmur, eliminando oltre 20 terroristi e 4 tecniche del SIIL.
Il 21 settembre, la 105.ta Brigata della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano, in coordinamento con Forze di Difesa Nazionale (NDF) ed Esercito di Liberazione della Palestina (PLA), eliminavano 55 terroristi del Jaysh al-Islam nel Ghuta orientale, a Jisrin, e presso Adra. La Syrian Arab Air Force (SAAF) colpiva le posizioni a Duma del Jaysh al-Islam, soprattutto le basi di campo Wafadin, della fabbrica al-Shabis e delle fattorie al-Aliyah, e quindi a Dair al-Asafir, Arbin, Ayn Turma e Harasta. La Syrian Arab Air Force (SAAF) colpiva le basi del SIIL a camp al-Thala, a Raqqa, eliminando 25 terroristi. In seguito, l’intelligence satellitare avvertiva la SAAF della presenza di un battaglione del SIIL composto da 45 terroristi azeri; la base che li ospitava veniva distrutta dalla SAAF quello stesso pomeriggio, assieme a una fabbrica tessile trasformata in officina per autobombe e ordigni esplosivi improvvisati (IED) del SIIL.
Il 22 settembre, mentre la 67.ma Brigata della 18.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, in coordinamento con le Forze di Difesa Nazionale (NDF) ed Hezbollah, liberava al-Bayarat e Tal SyriaTel, la Syrian Arab Air Force (SAAF) colpiva le posizioni del SIIL intorno Tadmur, eliminando 40 terroristi e mezza dozzina di tecniche. 24 carri armati e oltre 900 combattenti delle Forze di Difesa Nazionale (NDF) arrivavano dal Governatorato di Hama schierandosi ad Aleppo con l’EAS e la Liwa al-Quds, presso il Centro di Ricerca Scientifica di al-Rashidin. EAS, NDF e Qataib al-Baath liberavano presso Aleppo Tal Rayman e al-Salihiyah, lungo il percorso per l’aeroporto militare di Quwayris, assediato dal SIIL.
11737992Nel frattempo, un ufficiale statunitense affermava che 71 terroristi addestrati dagli Stati Uniti erano stati infiltrati in Siria. Ma subito dopo aver attraversato il confine, i 71 terroristi addestrati dagli USA cedevano le armi a Jabhat al-Nusra. “Hanno consegnato una grande quantità di munizioni e armi e una serie di pickup“, scriveva su Twitter il terrorista di Jabhat al-Nusra Abu Fahd al-Tunisi, e un altro terrorista, Abu Qatab al-Maqdisi, affermava che il capo della cosiddetta Divisione 30 (l’unità dei terroristi addestrati negli USA) Anas Ibrahim Ubayd, “Ha promesso di rilasciare una dichiarazione… ripudiando la Divisione 30, la coalizione e coloro che l’hanno addestrato. E ha anche dato una grande quantità di armi a Jabhat al-Nusra“. Tale perdita era un’altra grave sconfitta del programma sostenuto dall’amministrazione Obama per addestrare 15000 terroristi in tre anni, dopo che un primo gruppo di 54 terroristi della Divisione 30 erano passati a Jabhat al-Nusra. Il programma di addestramento dei terroristi negli USA, sostenuto dell’amministrazione Obama e dal costo di 500 milioni di dollari, secondo il generale statunitense Lloyd Austin aveva prodotto solo 60 terroristi addestrati negli Stati Uniti, e di cui solo 4 o 5 ancora attivi in Siria. Infatti, la settimana precedente, il Generale Lloyd Austin, comandante del Comando Centrale degli USA, aveva detto al Congresso che “forse quattro o cinque” dei precedenti 54 terroristi addestrati dagli USA “continuavano la lotta contro il SIIL”. Un altro ufficiale del Pentagono aveva sempre detto al Congresso che c’erano ancora altri 120 terroristi in addestramento e destinati ad essere infiltrati in Siria. Compresi 11 terroristi addestrati dagli USA e arrestati in Turchia, il CENTCOM dichiarava che i terroristi filo-USA coinvolti nel programma di lotta al SIIL erano in tutto 20. Infine, l’ex-generale dei Marines John R. Allen, ex-comandante dell’International Security Assistance Force in Afghanistan ed inviato speciale del presidente degli USA Obama a capo della Coalizione Globale contro il SIIL, avrebbe lasciato l’incarico nel novembre 2015, secondo Bloomberg. Allen sarebbe stato frustrato dalla mancanza di risorse nel contrastare il SIIL, dopo aver inutilmente chiesto all’amministrazione Obama di usare in modo più efficace gli attacchi aerei sul SIIL. Nel luglio 2015, Allen sostenne che il SIIL stesse “perdendo” contro la coalizione guidata dagli USA, anche se altri funzionari dell’amministrazione dicevano che lo Stato islamico era ancora la più grande minaccia per gli Stati Uniti. Il 10 settembre 2014 Obama annunciò la “strategia globale antiterrorismo per degradare e distruggere lo Stato islamico, conducendo una campagna sistematica di attacchi aerei, aumentando il sostegno alle forze che combattono questi terroristi sul terreno e alle forze antiterrorismo per impedire attacchi del SIIL altrove, e fornire assistenza umanitaria ai civili sfollati dal gruppo”; una strategia poi denominata Operation Inherent Resolve. Da allora, Stati Uniti ed alleati avevano compiuto 53278 sortite “a sostegno delle operazioni” in Iraq e Siria, effettuando più di 6700 attacchi aerei, al costo di 4 milioni di dollari all’8 settembre 2015, secondo il Pentagono.
Nel mutamento di situazione in corso, rimane la questione della Turchia, che dipende dal gas russo per circa il 30% del fabbisogno energetico. “Erdogan ha grandi piani per la Turchia, farla divenire un grande polo energetico partecipando al nuovo gasdotto russo da 11,4 miliardi di euro”. Ma tale gasdotto funzionerà solo se sarà al sicuro da organizzazioni terroristiche come Ahrar al-Sham, Jabhat al-Nusra e Stato islamico, che Erdogan finanzia. Ankara dovrà scegliere tra i gasdotti russi e i sogni neo-ottomanisti. “Erdogan dovrà decidere se continuare a sostenere gli islamisti che la Russia ha deciso di eliminare, mettendo la Turchia in una situazione molto pericolosa. La Russia potrebbe, ad esempio, rifornire di nascosto i curdi che combattono lo Stato turco nell’Anatolia orientale. … La Russia ha deciso di porre fine alla guerra che Stati Uniti ed alleati conducono contro la Siria. Userà tutti gli strumenti da grande nazione per sostenere le sue posizioni. La no-fly zone o santuari dell’opposizione in Siria, pizzati dagli occidentali, sono ormai meri sogni lisergici”. Il geniale Petraeus, che avviò il programma di addestramento dei mercenari della CIA rifornendo Jabhat al-Nusra e Stato islamico, ha ancora avanzato tale pretesa ed altre sciocchezze: “Potremmo, ad esempio, dire ad Assad che l’uso delle bombe a barile deve finire. E che se continua, impediremo all’aeronautica siriana di volare. Abbiamo questa capacità“. Il delirio di un neocon, divenuto eroe della stampa atlanista di sinistra, con le sue fandonie sulle mitologiche “Bombe a Barile” (Barrel Bombs), di cui vaneggiano i propagandisti islamisti e le loro odalische della sinitrsa liberale europea e occidentale. Come afferma Moon of AlabamaGli Stati Uniti “hanno questa capacità”, solo se vuole che i suoi piloti siano morti. Il paese che decide la “no-fly zone” in Siria è la Russia. I nuovi sistemi di difesa aerea S-300 e S-400 ora appaiono a Lataqia, assicurarsi che nulla che vola nello spazio aereo della Siria senza il consenso russo (!)

di Alessandro Lattanzio

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Fonti:
http://www.almasdarnews.com
http://americasdonewrongs.blogspot.no/2015/09/leader-of-us-war-effort-against-islamic.html
http://english.farsnews.com
http://www.janes.com
http://www.moonofalabama.org
https://aurorasito.wordpress.com

World Economic Forum.-Patty.

Il forum di Davos ….sapete cos’è??

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World Economic Forum, spesso abbreviato in WEF, conosciuto come Forum di Davos è una fondazione senza fini di lucro con sede a Cologny, vicino a Ginevra, in Svizzera, nata nel 1971 per iniziativa dell’economista ed accademico Klaus Schwab.
Oltre a questo incontro, il Forum economico mondiale organizza ogni anno un meeting in Cina e negli Emirati Arabi Uniti e diversi incontri a livello regionale. La Fondazione produce anche una serie di rapporti di ricerca e impegna i suoi membri in specifiche iniziative settoriali.
Che bello!!! tutti i lupi riuniti a decidere le sorti del pianeta…

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Questo incontro fra i potenti del mondo serve per decidere l’andamento e le sorti della popolazione mondiale.
La sperduta cittadina di Davos comune svizzero del Canton Grigioni è nota in tutto il mondo perchè ospita da quasi 28 anni ,ogni anno il WEF.Questo incontro dura dai 5 ai 6 giorni .
Quest’anno (esattamente il 21 gennaio) sentite un po’ ha partecipato anche Renzi…si si proprio lui!!!! renzi

Il premier italiano, ha raccontato al Forum l’esperienza di una leadership che punta sulla trasformazione, sul cambiamento. “Trasformational Leadership”, è il gioco di parole scelto dagli organizzatori con un neologismo per l’intervento. Renzi in particolare ha spiegato cosa è richiesto a un leader per trasformare una comunità e un paese nel nuovo contesto globale.
Poteva mancare Draghi?? Ovvio che no….

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Dopo gli attentati di Parigi Davos è stata più blindata del solito …erano attese ben 2500 persone da oltre 140 paesi….
I soli capi di Stato erano 40. Oltre a Renzi c’erano ; Angela Merkel, Francois Hollande e il primo ministro cinese Li Keqiang….top manager (tra loro i vertici di Telecom, Eni, Enel, Generali), banchieri (per l’Italia il governatore Ignazio Visco), economisti, premi nobel e anche star dello spettacolo. E’ si…non si fanno mancare nulla , c’era pure il tenore Bocelli…
Sempre per l’Italia presenti i ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni e dell’economia, Pier Carlo Padoan.

Come spesso accade questi incontri sono contestati …
Tratto da Wikipedia…

Dalla fine degli anni novanta il World Economic Forum, insieme al G7, alla Banca Mondiale, al Fondo Monetario Internazionale e all’Organizzazione Mondiale del Commercio, è stato duramente contestato da parte del movimento anti-globalizzazione, secondo il quale il capitalismo e la globalizzazione erano alla base dell’incremento della povertà e della distruzione dell’ambiente. Il linguista statunitense Noam Chomsky, esponente di spicco della sinistra no global, ha definito propagandistico il ricorso al termine globalizzazione usato in riferimento alle politiche commerciali proposte dal World Economic Forum e, all’opposto, l’impiego della locuzione “no global” per chiunque propugni ogni diversa modalità di integrazione internazionale.
Un altro elemento di critica è legato al ruolo preponderante che i partner strategici del WEF, alcuni dei quali sono stati condannati per violazioni dei diritti umani, hanno nella definizione dei temi discussi nei meeting. Un terzo aspetto fortemente criticato è il progressivo allontanamento dei temi e dei relatori del meeting di Davos dall’economia propriamente detta, in favore di argomenti e ospiti in grado di attrarre maggiormente l’attenzione della stampa. Per questa ragione, e in opposizione alla scelta di tenere parte dei lavori a porte chiuse, sono sorte iniziative parallele, quali l’Open Forum Davos organizzato nella medesima località dalla Federazione delle Chiese protestanti svizzere. Un altro contro-evento organizzato dal 2000 è l’assegnazione dei Public Eye Awards alle imprese che si distinguono per le pratiche più irresponsabili.
In diverse occasioni, in concomitanza con il meeting di Davos e con le altre iniziative del WEF sono state organizzate affollate manifestazioni di protesta da parte degli attivisti no global. I media svizzeri hanno spesso stigmatizzato il costo delle imponenti misure di sicurezza previste per far fronte a tali manifestazioni, ricadente in parte sugli organizzatori del meeting, in parte sulle autorità.

 

 

Il forum di Davos è il peggio del peggio …parlano della ripresa economica…(solo gli stolti possono crederci!!!!!!) non è forse vero che il lupo si veste da pecora per arrivare all’agnello?Lupo_travestito_da_pecora
Sono privilegiati …loro governano o meglio vogliono governare l’umanità…. e forse, ci stanno riuscendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Forum_economico_mondiale
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/01/18/news/davos_forum_2015-105228409/

Legalizzare l’immigrazione. lo chiede Rothschild. – Nis

“Legalizzare l’immigrazione”, lo ordinano i Rothschild…

Quello qui sopra è il titolo che è apparso su Libération, ed è la soluzione che il giornale francese, posseduto dalla famiglia Rothschild, propone traendo spunto dalla nota «tragedia del Mediterraneo».
Interessante coincidenza, anche il New York Times si china, dall’altra parte dell’oceano, sul destino dei poveri morti negri. Sparge e una lacrima, e poi si domanda:

Who is to blame? Your guide of who's to blame for everything.

di chi è la colpa? E si risponde: «I politici europei puntano il dito sui trafficanti e pongono l’accento sulla soluzione militare; ma ciò che spinge gli immigranti nelle braccia dei criminali son proprio le politiche dell’Unione Europea, che tratta l’immigrazione non come una necessità umana ma come una questione penale da reprimere… da 30 anni stanno costruendo la fortezza europea».

Che bontà, che generosa larghezza di vedute mostra il giornale del capitalismo terminale; gareggia in altruismo con Papa Francesco. Che dico? Il New York Times sostiene la stessa cosa che sostengono la Boldrini e il senatore Luigi Manconi in Berlinguer: «Accogliamoli tutti»!, come strilla un libro del suddetto ricco senatore del PD.

Merita citare l’ultima riga del pensoso e umano articolo del New York Times, che indica a cosa tiene veramente il grande, autorevole giornale di Manhattan, e cosa vogliono i suoi finanziatori:

«Smantellare la Fortezza Europea, aprire strade legali all’immigrazione»

Notare che il Washington Post, il grande e ancor più autorevole, sostiene lo stesso giorno, più obliquamente, la stessa tesi: siamo di fronte a un esodo globale, è gente che fugge da guerre, destabilizzazioni e miseria… sparge una lacrima anche il WP, sorvolando su Chi è stato a provocare guerre, destabilizzazioni eccetera da 20 anni buoni.

Perché mi sento cattivo



Ecco dove andavano a parare, con la grancassa sui poveri morti, 700 anzi 800, anzi 900 affogati: smantellare quella che loro chiamano la fortezza europea, ed invece è già un campo aperto a tutti i venti, solo che in questo momento si tratta in segreto sul Trattato Transatlantico, e ci sono impuntature, resistenze, che il big business americano vuole spianare.

Aprire il campo al diluvio dell’immigrazione fa parte ovviamente del piano globalizzante, del Governo Mondiale dei banchieri e burocrati. È inutile ripeterne i motivi, ce li siamo già detti tante volte: sradicare le identità e le culture, onde omogeneizzare l’umanità e ridurla tutta ad essere il Consumatore Standard, con desideri standard, soddisfacibili dalle multinazionali-standard.

Mi spiego anche un mio vuoto interiore. In questi giorni, ho tentato di scrivere qualcosa sulla «ennesima tragedia nel Mediterraneo», e non mi veniva niente. Sentivo qualcosa di strano. Qualcosa nella resa mediatica dell’immane naufragio mi è suonata falsa, un diluvio di piagnistei ufficiali, di buonismi viscidi e lacrimazioni corali ad imitazione del Papa, alquanto sospette. Già ho sentito un tono stridente nell’«accorato appello alla comunità internazionale» di Papa Bergoglio e il suo invito a noi di accoglierli, motivato dal fatto che quelli «cercavano la felicità» (il diritto alla felicità non esiste se non per la Massoneria).

Quirinale: Mattarella presidente della Repubblica. ReazioniPoi il Mattarella, passato dai 450 mila euro annui di giudice costituzionale ai 2 milioni di presidente della Repubblica, che a fatica (ha difficoltà ad esprimere i concetti) spremendo una lacrima (è stitico anche in quello), pontifica: «La morte di centinaia di profughi manifesta la totale insufficienza delle iniziative assunte fin qui dalla comunità internazionale rispetto alla conseguenze delle guerre, delle persecuzioni, delle carestie che flagellano tanta parte dell’Africa e del Medio Oriente», anche lui senza dire chi è stato. In compenso minacciava noi e l’opposizione politica (rimanente), insultandoci preventivamente: «Mi auguro che la sensibilità ai diritti umani prevalga sull’indifferenza che spesso sconfina nel cinismo».

Boldrini: “Stop a Miss Italia”La Boldrini, intervistata in ginocchio dal ballarò, che arcigna contro i cinici e indifferenti che siamo noi, scandisce: «Ogni vita che abbiamo salvato con Mare Nostrum è costata solo 600 euro»: con l’aria di quella che i soldi ce li ha messi lei. Poi, ho letto Saviano, il prezzemolino di Repubblica. Alla fine, ho sentito anche accodarsi alla pietà ufficiale ed obbligatoria Alba Parietti, la subrettona rifatta coi labbroni e le tette al silicone («7 mila euro l’una mi son costate, ma sono ferri del mestiere», disse una volta), allora ho capito che non sarei riuscito a scrivere niente. Solo a vomitare.

Ma quando trovo il Papa e la Parietti che ci esortano alla stessa pietà ed accoglienza (vero è che quelle signore sono di buon cuore) di quelli che cercano la felicità – qui da noi! – allora mi scopro cattivo, spietato.

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Un false flag?

Tanto cattivo, pensate, che ho persino sospettato che l’«orrenda tragedia» del Mediterraneo sia stata una sorta di false flag, volto ad ottenere un effetto psichico su noi spettatori. O, se non proprio un false flag, qualcosa che lorsignori aspettavano, coi discorsi piagnosi già pronti, per strumentalizzare il nostro raccapriccio e soffiarci il senso di colpa che ci deve far aprire il portafoglio.

I settecento morti, poi saliti a 900, non li ha contati né visti nessuno. «Stavano chiusi nella stiva. Donne e bambini». Ah già, e chi lo dice: i 27 sopravvissuti. Fra cui un buon numero sono poi risultati scafisti, criminali recidivi, che vanno e vengono dalla Libia ai centri d’accoglienza per portare la loro carne umana, con tanto di permesso di soggiorno, anche loro ospiti per qualche giorno del centro d’accoglienza, gestito dalla Mafia, o da qualche mafia semi-pubblica, i 30 euro al dì che diamo noi contribuenti, e sigarette gratis, e ricariche telefoniche per chiamare casa.
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Adesso li hanno arrestati: fra tre giorni i nostri giudici li metteranno in libertà (vigilata, s’intende) e loro torneranno al business. Impronte digitali? Si bruciano i polpastrelli, tranquilli. Lo fanno tutti i recidivi. Nelle intercettazioni ci prendono i giro, si vantano, «ho fatto 800 mila euro».

E queste intercettazioni, i magistrati che spifferano le telefonate di qualunque avversario politico vogliano rovinare, le avevano praticamente segretate; e se non c’era una tv locale ligure a rivelarle, nessuna tv o giornale mainstream ne parlava. Noi, il pubblico gonzo, dovevamo solo piangere sui poveri morti, non vedere lo sporco affare che c’è dietro, non vedere chi finanziano questi presunti innocenti che spendono 3-4 mila euro; non una ma più volte, perché la metà viene rimandata e ci riprova, a polpastrelli bruciati, chissà quante volte.

E mai un giornale che abbia cercato di capire perché questi martiri vengano quasi tutti dall’Africa nera, persino dal Ghana; dove 3-4 mila euro sono  

uimmediata: l’Iva sale di un punto e a novembre bisognerà pagare ...na piccola fortuna. E come mai appaiono tutti così giovani e pasciuti, e le belle ragazze negre raccontino con occhioni alla Ruby di essere state violentate e ri-violentate tante volte, che ormai sembra un’abitudine (o un mestiere? Guardate come sono cattivo). Sapete?, anzi no, non vi dicono che non possono tornare a casa, in patria, perché altrimenti l’intera famiglia allargata – che ha pagato per loro perché facciano fortuna e li chiamino per ricongiungimento familiare – li schernisce, li isola, gli fa il vuoto attorno, praticamente li fa morire, perché in Africa senza il sostegno della famiglia ... Italia. E per avere un conto in banca in Italia bisognerà venire inallargata si muore: sono dei falliti, e non restituiscono i soldi. È questa la bella società negra, piena di calore umano e di valori da cui vengono: nessun giornale s’è preso la briga di fare un’inchiesta sui Paesi da cui provengono, sugli ambienti in cui sono cresciuti, sulle illusioni che bevono guardando alla tv la nostra società di lustrini e spettacolo

Ma no, non ce l’ho con loro. Il fatto è che proietto su di loro ciò che provo per i nostri: quelli che ci intimano di accoglierli, di non essere razzisti ed egoisti. Ossia i nostri mantenuti e mantenute, i giornalisti sovvenzionati, i nostri ricchi di Stato, le nostre oligarchie occupanti che ci opprimono, ci angariano e ci spogliano con l’assenza di umanità di un esercito straniero.

A loro, non so perché, non riconosco alcuna autorità morale per dar lezioni a noi che gli paghiamo gli stipendioni. Loro che ci invitano alla solidarietà e alla generosità, sono quegli stessi che non provano alcuna solidarietà verso i 7 milioni di poveri italiani che hanno nel Paese, effetto di una crisi che dura da sette anni ed è come una guerra perduta – che sotto i mille euro vengono trattati da contribuenti, a cui prendono i soldi per pagarsi gli stipendi da Sardanapalo.

Loro, non si tagliano nulla. Il Mattarella proviene da quella Corte Costituzionale di magliari da 450 mila annuali, che ha sancito per sentenza che gli stipendi della magistratura non devono essere decurtati nemmeno di un centesimo: e adesso, come inquilino del Quirinale, dispone di 2 milioni annui pubblici di «appannaggio» (come il re) e ci fa la lezione a noi. Mica comincia lui. Sparge solo qualche stitica lacrima, che è gratis. Noi stiamo già dando. Noi accettiamo paghe decurtate se abbiamo la fortuna di avere ancora un lavoro, a noi stanno meditando di tagliare le pensioni «d’oro» — ma fatte salve le loro, che sono di platino. Noi nemmeno li abbiamo voluti, questi oligarchi, nemmeno li abbiamo votati. Siamo governati da Governi non eletti ormai da tre svolte, scelti per noi da Bruxelles e Berlino, quando non da Francoforte e Wall Street.
Truffe e inganni di un governo illegittimo che scherza col fuoco

Tutto ciò che propongono costoro, i nostri oppressori, fra i loro piagnistei concertati, a me suscitano solo sospetti. «Dove vogliono andare a parare?», mi chiedo quando li vedo lacrimare ed esprimere compassione, tenerezza, pietà e umanità.

 

Adesso vedo che sta passando l’ordine dall’estero: anche Rotschild si commuove, anche Wall Street. Dunque, legalizzare l’immigrazione. Senza limiti. E guai a chi protesta: è un razzista, un cinico, probabilmente un evasore, un omofobo e negazionista di sicuro. Far tacere l’opposizione (quel poco che ne resta), ecco dove vanno a parare.

Vorrei solo ricordare le altre soluzioni che questi signori hanno proposto, anzi accettato da fuori e imposto a noi: l’euro che ci strangola e ci avevano detto ci avrebbe dato la prosperità, il trattato di Lisbona che ci cancella e vieta qualunque interesse nazionale, la UE che ci avevano assicurato sarà un paradiso, ed invece è la prigione dei popoli, con camere di tortura dove si suppliziano i greci; sono quelli che ci hanno affogato nella globalizzazione mettendo i nostri lavoratori in competizione con quelli cinesi e pakistani. Quelli che hanno accettato nella UE la Polonia e Baltici, che su mandato americano ci stanno trascinando tutti alla guerra con la Russia. Sono quelli che per obbedienza e disciplina sovrannazionale (polacca) mantengono le sanzioni a Mosca, che rovinano anche, e soprattutto, noi latini. Sono quelli che non hanno eccepito all’aggressione NATO alla Libia, che vedono nel regime di Kiev una democrazia minacciata dal cattivo Putin, che non dichiarano a chi si deve la destabilizzazione in Siria, la miseria dell’Africa, a chi si devono le disuguaglianze odiose del capitalismo nella attuale sua massima «efficienza»; sono quelli che ci sono stati messi sul collo per garantire la nostra passività (e la nostra solvibilità) anche se la crisi made in USA, unita all’euro germanico, ci ha distrutto il 25% delle imprese – sette anni di guerra, di bombardamenti a tappeto, di impoverimento, e senza che loro abbiano mai avanzato una sola idea, una sola proposta per farci uscire dalla guerra lunghissima, dalla depressione senza sbocco né prospettive.

Sono quelli che, grazie al Governo Monti, stanno inserendo negli asili infantili e scuole elementari l’insegnamento del «genere», l’educazione sessuale secondo la direttiva OMS del 2010: Da 0 a 4 anni, si prescrive l’apprendimento del «godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia». Dai 4 ai 6 anni, si insegnerà a esplorare «le relazioni omosessuali» e «consolidare l’identità di genere». A 15, le ragazzine impareranno dove andare per ottenere un aborto.
... Falsi a Napoli, ecco dove Renzi produceva la banconota da 80 euro

Voglio dire, per essere buono: questi hanno applicato politiche tutte sbagliate. Radicalmente odiose, sataniche e stupide, che aggravano tutti i problemi che pretendono di risolvere. E continuano a perseguirle ostinatamente, perché tanto, non sono loro che le subiscono e ne soffrono. Ci tengono buoni: ecco 80 euro, ecco il tesoretto, anzi no. Ai migranti, 30 euro, ricariche e sigarette. E voi, razzisti.

L’altra sera han fatto vedere un paesetto alpino del Bresciano, in cui, per ordine di Alfano, si devono accogliere una dozzina o ventina di migranti. Han fatto vedere i manifesti della Lega, intervistato il sindaco che, sgomento, si oppone: il paesino, dice, conta 200 anime… Razzista.

«Cercano la felicità», ve lo dice il Papa; e voi non volete dividere con loro la felicità che vi dà la UE, l’euro, il capitalismo terminale?

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Noi, però, non abbiamo più l’obbligo di seguirli. Non hanno autorità. L’hanno perduta.

di Maurizio Blondet

fonte:http://sadefenza.blogspot.it

1 Maggio.-Patty.

 

1° maggio festa del lavoro

Si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890.

“Lavoratori  ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l’Internazionale!”.

Festa dei lavoratori celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.
Risale a una manifestazione organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor, un’associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori vicine ai movimenti socialisti ed anarchici suggerirono come data della festività il primo maggio.
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. Anarchy63La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell’ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell’Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.

 

 
http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblica11.htm

Liberland, lo stato senza tasse – Nis

Con il motto “Vivi e lascia vivere”, Vit Jedlicka ha dato vita allo repubblica indipendente di Liberland, un fazzoletto di terra che si estende per sette chilometri tra Serbia e Crozia. La bandiera è gialla e nera con uno stemma al centro, si parla il ceco, non c’è un esercito e, cosa più importante, le tasse sono facoltative.

 Vit Jedlicka è noto in Repubblica Ceca, suo paese di origine, per aver partecipato al Partito (extraparlametare) dei Liberi Cittadini. Non è mai stato a favore dell’Unione Europea e ad oggi sta preparando una costituzione per il suo neonato Stato “che limita in modo significativo il potere dei politici, affinché non possano interferire troppo nelle libertà della nazione di Liberland”. Il suo modello? Il Principato di Monaco, il Liechtenstein e Hong Kong.

Se fosse riconosciuto, Liberland sarebbe – insieme a Città del Vaticano e Principato di Monaco – il terzo paese più piccolo al mondo. Chiunque può diventare cittadino di Liberland, basta inviare una richiesta via mail attraverso il sito ufficiale dello Stato, perché non c’è ancora un ufficio postale.

I requisiti da possedere per risiedere a Liberland sono semplici: avere rispetto per le altre persone, senza distinzione di sesso, razza, etnia e religione; rispettare la proprietà privata, inviolabile; non avere un passato comunista, nazista o estremista; e, in ultimo, non aver commesso crimini. Ad oggi, secondo il presidente autoproclamato Jedlicka, sarebbero arrivate più di 20 mila richieste.

 

Liberland sorge su una striscia di terra compresa tra i comuni di Zmajevac (Croazia) e Backi Monstor (Serbia): i due stati non sembrano interessati a questo spazio per via delle loro dispute territoriali. Jedlicka ha già informato le capitali dei due Stati, le Nazioni Unite e altri Paesi e spera in un tempestivo riconoscimento.

fonte:https://it.notizie.yahoo.com

Jade Helm 15, prove tecniche di legge marziale negli Usa. – Nis

Jade Helm 15,  prove tecniche di legge marziale negli Usa. Texas, Utah e California del sud potenzialmente ostili.

 

L’esercitazione militare Jade Helm 15 potrebbe essere la prima nella quale membri del corpo militare degli Stati Uniti si mischieranno alla popolazione civile.
Le manovre inizieranno la prossima estate dal 15 luglio  e termineranno il 15 settembre, e saranno coordinate dall U.S.S.O.C. (United States Special Operations Command), e si svolgeranno in ben sette stati americani: Texas, New Mexico, Arizona, California, Nevada, Utah and Colorado.
 Two More States Added To Jade Helm 15 Exercises - Will Include ...

Che tipo di operazione è Jade Helm?

Si tratta di una sorta di “allenamento militare realistico che si interessa di operazioni di guerra non convenzionali”.
In questo tipo di esercitazione è previsto che i militari si infiltrino tra i civili, segnalando alle forze militari che partecipano all’operazione ( Berretti Verdi, Navy Seals, Marines, 82ª Divisione aviotrasportata)  qualsiasi attività sospetta che abbia luogo sul territorio federale degli stati. Secondo la mappa pubblicata dal Commando, gli Stati interessati sono contrassegnati con dei colori ( blu, marrone, rosso, celeste) per connotarne l’ostilità, la neutralità, o l’amicizia nei confronti di questo tipo di operazione.
Ufficialmente il documento del commando giustifica la necessità dell’esercitazione per “ migliorare la capacità di adattamento a territori sconosciuti, a condizioni economiche e sociali differenti”, e operare “all’interno della comunità dove tutto quello che è al di fuori dell’ordinario sarà segnalato alle autorità (i civili del posto saranno i primi in questo compito).”
E’ proprio quest’ultimo punto a sollevare interrogativi su questo tipo di esercitazione, dove non solo la popolazione di alcuni stati viene classificata come ostile, come se i civili potessero rappresentare una minaccia per il governo federale.

Il governo degli Stati Uniti considera nemici alcuni dei suoi cittadini in dissenso con le politiche di Washington? 

 Jade Helm 15 Is a False Flag Takedown the Power Grid In Order to Quell ...
Se questa esercitazione è uno dei modi per provare la fedeltà dei cittadini americani, tramite l’infiltrazione delle forze armate tra i civili, si è piuttosto vicini all’anticamera della legge marziale negli Stati Uniti.
Si teme dunque che gli stessi cittadini americani rifiutino o disapprovino le politiche del governo federale, che in tal senso agisce con uno schema di repressione dei possibili focolai intestini che potrebbero in qualche modo ribellarsi agli ordini dell’esecutivo. Major Operation Jade Helm 15 Alert! Walmart Stores Close Same Day Same ...
 Se dunque i militari hanno l’obbiettivo di mescolarsi alla popolazione civile  senza farsi identificare, si corre il pericolo di mettere a rischio l’incolumità dei civili che verrebbero loro malgrado coinvolti in un’operazione militare.
Il potenziale beneficiario di Jade Helm potrebbe essere il governo che tramite questo tipo di esercitazioni potrebbe identificare eventuali “sacche ostili”.
L’esercito degli Stati Uniti non è stato in grado di spiegare perché il sud della California, lo Utah e il Texas siano considerati ostili e ha giustificato l’esercitazione per contrastare eventuali minacce straniere. Secondo  il portavoce del Commando Operazioni Speciali, Mark Lastoria, Jade Helm consentirà ai soldati di praticare”nuove tecniche in operazioni speciali di guerra”, e  “serve ad affinare le competenze necessarie a fronte di un continuo cambiamento della minaccia straniera”.
Nonostante le smentite ufficiali dell’Esercito che esclude l’introduzione della legge marziale negli USA, esistono dei manuali operativi in proposito ed uno è stato pubblicato nel 2006, utilizzato per un corso presso la Scuola di Polizia Militare a Fort McClellan che fornisce le direttive per contrastare eventuali insurrezioni civili. Secondo il manuale la funzione della polizia militare è quella di “ interrompere riunioni non autorizzate e pattugliare la zona di disturbo per prevenire l’esercizio di atti illegali”, aggiungendo che, “durante le operazioni per ristabilire l’ordine, le forze militari possono ricorrere all’uso della forza,  alzare dei blocchi stradali, disperdere le folle, e impiegare agenti di controllo della folla”. Cosa succede alle persone che vengono fermate dalle autorità militari? What is “Jade Helm” And Why Could it Ruin Your Summer ⋆ UFP NEWS
Secondo un documento rilasciato dal Dipartimento della Difesa, gli attivisti politici verranno portati in “campi di concentramento temporanei ”per essere pacificati da “ufficiali esperti in operazioni psicologiche ” e per far sviluppare un “apprezzamento delle politiche degli Stati Uniti”. Chi non è d’accordo con quello che sta facendo il governo va dunque rieducato.

Assurdo? Joseph Conrad scrisse che “quanto più una persona è intelligente, tanto meno diffida dell’assurdo.” Il mondo che si credeva  di aver dimenticato potrebbe tornare proprio perché ci si rifiuta di accettare una verità così intollerabile. Non si tratta di veline farneticanti o di sciocche paranoie. Il potere non si cura nemmeno più di nascondere ciò che sta facendo. 

di C.Sacchetti
 
fonte: http://www.lantidiplomatico.it