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Soka Gakkai.-Patty.

Secta in latino significa   gruppo di persone che seguono una dottrina religiosa,filosofica ,politica etc.
Quando si parla di “setta” spesso il significato è negativo…
Adepti che seguono spesso alla lettera il Guru del momento…All’interno di una setta, il rapporto più intrigante è quello che si crea tra il guru (o il gruppo dei capi) e gli adepti. Il guru viene quasi sempre descritto come dominante, autoritario, carismatico, capace di influenzare e plagiare i suoi discepoli. L’adepto è invece generalmente descritto come sottomesso, subordinato, vittima passiva del carisma del capo.
Pochi giorni fa ho “scoperto” la Saka Gakkai .. Non è tutto oro quel che luccica!!!!!Mai detto fu più vero.

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Soka Gakkai.

Voglio premettere che i seguaci della soka gakkai sono, a livello periferico, delle persone sincere, che si applicano nel seguire una pratica che è stata loro presentata ed insegnata come “l’unica vera pratica buddista” valida ed efficace.
E’ da vedere però se questa pratica e i vari insegnamenti siano buddisti..

Un po’ di chiarezza su cosa sia la Soka Gakkai

E’ una scuola laica buddhista giapponese i cui insegnamenti si sono diffusi in tutto il mondo, talvolta definita come un nuovo movimento religioso, che pratica e diffonde il buddhismo così come fu codificato dal monaco riformatore Nichiren, secondo altri, una versione moderna dello stesso buddhismo Nichiren.nichirenrain

La Soka Gakkai, che in Giappone conta più di dieci milioni di fedeli, è presente in 192 Paesi del mondo. In Italia vi aderiscono circa 70.000 fedeli, pressappoco la metà dei buddhisti italiani. L’attuale leader spirituale vivente è daisaku-ikeda-e-logoDaisaku Ikeda, terzo presidente, succeduto a Josei Toda nel 1960.

La Soka Gakkai è un ente religioso che nel novero delle sue attività sociali e filantropiche si batte per il rispetto e la tutela dei diritti umani per costruire un mondo pacifico basato sulla pratica della non violenza. Collabora con molte organizzazioni internazionali ed è riconosciuta presso l’ECOSOC alle Nazioni Unite. Collabora con le più rilevanti organizzazioni non governative ed istituzioni del pianeta.
La società è nota per il suo attivismo sociale, oltre che religioso, e per le posizioni progressiste in materia di omosessualità e altri temi etici delicati, come l’eutanasia e suicidio in caso di grave malattia, l’aborto , libertà di pensiero (considerata fondamento della concezione buddhista) sulle decisioni personali dei fedeli.

La Repubblica Italiana ha sottoscritto il 27 giugno 2015 l’intesa con L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’Intesa viene stipulata ai sensi dell’articolo 8 della Carta Costituzionale e rappresenta il pieno riconoscimento dello Stato Italiano della fede Buddhista della Soka Gakkai. Questo riconoscimento delinea tutti i diritti ad esprimere l’attività religiosa dell’istituto individuando speciali prerogative tra cui: assistenza spirituale, istruzione scolastica, sepoltura, 8×1000 e deduzione fiscale.
Non mancano simpatizzanti famosi ;Roberto Baggio, Sabina Guzzanti, Carmen Consoli.

Alcune polemiche a mio avviso giustificate.

In Giappone molti dei critici sostengono che l’organizzazione religiosa non rispetti il principio sancito dall’articolo 20 della Costituzione di separazione fra religione e politica per via di legami con il partito politico nipponico Kōmeitō, un partito centrista e populista.
Anche se fondata su ideali “puri e genuini” la Soka Gakkai sembra si sia trasformata in un sistema di potere ,conta più di 12 milioni di adepti (tra i quali gli 8 milioni di elettori del Kōmeitō), amicizie influenti e frequentazioni dei maggiori leader mondiali, anche alcuni tra i più discussi e controversi, come Mao Tse-Tung, Deng Xiao Ping, Manuel Noriega, Nicolae Ceauşescu e Fidel Castro”, incontrati da Daisaku Ikeda nel corso degli anni.

La Soka Gakkai è stata in Italia citata, assieme ad altri gruppi, in un rapporto della Direzione centrale polizia di prevenzione “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia” redatto nel 1997, dove si afferma, in generale, che trattasi di “dottrine e pratiche rituali spesso molto distanti dalle confessioni di origine”, “di origine relativamente recente, ispirate alla predicazione di un capo spirituale o dottrine di tipo iniziatico” e aggiungendo in particolare che nel caso del “buddismo della Soka Gakkai, basato sul Sutra del Loto, la massima autorità buddista, il Dalai Lama, non la riconosce” (in realtà non viene precisato che il Dalai Lama non è la massima autorità del buddhismo, ma solo il capo della scuola gelug del buddhismo tibetano). In Francia una commissione parlamentare, nel 1995 e nel 1999 , e in Belgio un’analoga commissione d’inchiesta della Camera dei Rappresentanti, nel 1997, ha incluso la Soka Gakkai in una lista di
organizzazioni religiose che devono essere ritenute delle «sette» a tutti gli effetti.

La Soka Gakkai è una Setta?

Ex membri accusano la Soka Gakkai di praticare attività anti-sociali e violazione dei diritti umani. Nello specifico, gli ex membri denunciano:

L’assenza di democrazia all’interno dei gruppi Soka, con ogni decisione presa dall’alto ed un sistema di poteri interno e responsabilità simile al multilevel-marketing;
La distanza dall’ortodossia tradizionale del buddhismo e anche dal buddhismo di Nichiren;
Lo sfruttamento del lavoro personale degli adepti e la spinta ad acquistare oggetti commercializzati dalla Soka Gakkai;
Meccanismi di condizionamento mentale analoghi a quelli di altre sette.

In Giappone il partito di riferimento della Soka Gakkai è il New Kōmeitō Party, ricostruzione del partito Kōmeitō fondato da appartenenti alla Soka Gakkai negli anni sessanta e nato da una fusione, avvenuta nel 1998, con il Clean Government Party e il New Peace Party. Si tratta del terzo partito del Parlamento giapponese e del principale partner dell’attuale coalizione governativa (nell’ultimo gabinetto Abe esprime tre Ministri). Per il Japan Times non mancano tuttavia differenziazioni tra il New Kōmeitō Party e la Soka Gakkai su alcuni argomenti cruciali di politica estera, dovendo il primo rispondere alla coalizione e a diverse posizioni interne.
Secondo il giornale Peace Reporter, gli esponenti politici del Kōmeitō sono tutti membri della Soka Gakkai, nonostante il partito sia formalmente separato da essa.
Ad essere criticata è anche la dottrina: secondo le scuole buddhiste Nichiren Shoshu e Nichiren-shu, la Soka Gakkai praticherebbe e promuoverebbe un buddhismo Nichiren di tipo “spurio” ( non legittimo, falso o falsificato), talvolta assai distante dal Dharma originale del buddhismo e dai suoi principi fondamentali.

Analizzando un po’ di materiale trovato in rete sembrerebbe che questa Soka Gakkai sia proprio una setta…
Iniziamo con il fondatore;

Daisaku Ikeda maestro buddhista giapponese è il terzo presidente della Soka Gakkai International.
E’ stato definito come uno dei più importanti leader spirituali buddhisti della seconda parte del XX secolo e degli anni 2000, assieme al Dalai Lama e a Thích Nhất Hạnh, anche se per molti critici rimane una figura estremamente controversa.
Ikeda viene descritto come un despota di destra a cui interessa solo il potere, da altri viene invece designato come un comunista a causa dei suoi stretti legami con i leader cinesi. Di sicuro è una delle personalità più influenti del Sol Levante. In una classifica stilata nel 2001 del settimanale Asiaweek, Ikeda figura al 19º posto fra gli uomini più potenti dell’Asia. Tra i suoi power points vi sarebbero i 12 milioni di adepti giapponesi della Soka Gakkai e la «vasta influenza» sul sistema politico giapponese. Viene inoltre descritto come oggetto di un culto della personalità, che varcherebbe i limiti della normale venerazione buddhista tributata dall’allievo al maestro.

I membri della Soka Gakkai portano avanti la loro pratica quotidiana a casa propria recitando a voce alta delle “preghiere?” , rigorosamente in dialetto cinese (dicono del 1300) al mattino, a pranzo, la sera.Si incontrano regolarmente in riunioni di discussione tenute localmente per studiare i principi del Buddismo e confrontarsi sul modo di metterli in pratica nella vita di tutti i giorni. Durante queste riunioni, normalmente a cadenza bimensile, i praticanti si scambiano idee, speranze, dubbi ed esperienze a proposito della fede e della pratica. Spesso comprano oggetti di culto (abbastanza costosi) Queste riunioni in piccoli gruppi sono il luogo per incoraggiarsi reciprocamente e per condividere la visione buddista della vita con i propri amici.
Però è interessante sapere che dopo ogni riunione il responsabile manda una e-mail al referente regionale con la statistica dei presenti divisa per;
-Ospite
-Chi pratica da 1 anno
-Chi pratica da più anni.
Il referente una volta ricevuta la e-mail la trasmette alla sede di Roma , perchè ?

Ogni riunione sembra sia abitudine incitare le persone presenti a portarne di nuove…(Chissà perchè)
Sembra inoltre che i seguaci della Soka Gakkai frequentino solo le persone conosciute all’interno della “scuola”isolandosi dai vecchi amici. Se una persona non si presenta alle riunioni può esser cercata dai responsabili, una volta motivata l’ assenza il soggetto viene “minacciato” in svaritai modi (sempre verbali) a non rifarlo.

Insomma, una setta vera e propria ,dove il Dio denaro fa da padrone ,dove persone  spesso fragili o con problemi vengono manipolate da “santoni” senza scrupoli . Informatevi …cercate in rete , le sette sono organizzazioni che portano solo guai…guai seri!

Vi lascio alcuni link .
https://vittimesokagakkai.wordpress.com/2012/02/02/vittime-soka-gakkai-esperienze-quando-un-coniuge-convivente-parente-entrano-in-soka-gakkai/
https://it.wikipedia.org/wiki/Daisaku_Ikeda
http://www.noallasokagakkai.eu/letteradafi.html
http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/RiunioniDiscussione.php
http://www.noallasokagakkai.eu/letteradafi.html

A proposito di … Nikolas Tesla. – Nis

Periodicamente grandi esseri appaiono sulla scena del mondo con innovazioni che renderebbero piacevole la vita su questo pianeta, mentre altri uomini meschini cercano di rendere la vita su questo pianeta un inferno.

E le cose stanno andando così come le vediamo oggi perché non ci siamo meritati i doni che ci hanno portato.

Questo è successo e succede perché non li abbiamo difesi, possiamo giustificarci, ammesso che serva a qualcosa, con il fatto che non eravamo consapevoli. Avremmo dovuto difenderli non perché fossero dei deboli, ma perché non meschini da scendere così in basso come i loro oppositori che invece sono ricorsi ad ogni mezzo lecito ed illecito per toglierli di scena. Nonostante questo i grandi esseri, a differenza dei loro meschini oppositori, sono sempre benvoluti da ogni persona di sani principi che venga a sapere di loro.

Ora stiamo diventando sempre più consapevoli, diamo quindi a loro il giusto riconoscimento di benefattori dell’Umanità.

Fig.1: Louis Pasteur Fig. 2: Antoine Béchamp Se avessimo seguito Antoine Bechamp invece che Pasteur non ci sarebbero le multinazionali farmaceutiche, perché non ci sarebbe alcuna “Teoria dei Germi”, teoria che costituisce il fondamento della medicina allopatica e il mondo non sarebbe invaso da miliardi di tonnellate di schifose misture velenose chiamate farmaci e prodotti chimici, uno dei più grandi inquinamenti del pianeta. E tante altre cose.

Se avessimo seguito Arnold Ehret non ci sarebbe fame nel mondo, non ci sarebbero allevamenti, intensivi e non, non ci sarebbe stata nessuna mucca pazza, nessuna epidemia dei polli, nessun inquinamento da biogas, non ci sarebbero coltivazioni di soia transgenica in Sud America negli sterminati campi ricavati abbattendo foreste pluviali e uccidendo Indios. E il cancro sarebbe pressoché sconosciuto. E tante altre cose.The Truth About Zero Point Energy Generators

Se avessimo seguito Tesla, oggi non dovremmo confrontarci con il più grande disastro ecologico di tutti i tempi, l’inquinamento del Golfo del Messico da parte della BP, perché non ci sarebbe alcuna BP e il petrolio sarebbe una curiosità, e ai bambini di oggi diremmo: “Lo sai che alla fine dell’800 avevano provato a fare andare le auto con un motore che andava a benzina, una sostanza raffinata del petrolio? Ce n’è ancora uno in un museo!” E tante altre cose.

Tante sono state le persone che ci hanno indicato la strada per una evoluzione lineare, consapevole e pacifica, non ci sarebbero tutte queste guerre che attanagliano il mondo, non ci sarebbero i terroristi, non ci sarebbero tante delle cose che non ci piacciono con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno.

Il primo passo è diventare consapevoli e orientare il proprio pensiero alle cose giuste che è in grado di fare l’Uomo, non a dedicarsi all’espressione di rabbia e collera contro coloro che ci vogliono ridurre a zombie.

 

“Un singolo raggio proveniente da una stella molto distante, caduto in tempi remoti sull’occhio di un tiranno, può aver cambiato il corso della vita, può aver mutato la storia delle nazioni, può aver trasformato la superficie del globo terrestre… Ecco quanto intricati, quanto incomprensibilmente complicati sono i processi in Natura”.

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Il 10 Luglio 1856 a Smiljan nasceva Nikola Tesla, scienziato, fisico, inventore, o più semplicemente colui che è stato da molti definito “l’uomo che ha inventato il ventesimo secolo”.

 

Non era uno scienziato e un inventore come tanti altri, ma la sua vita fuori dal comune ed i suoi eccentrici esperimenti furono strettamente legati. Genio e follia. Questo fu chiaro fin da subito, dato che al momento della nascita era in corso un fortissimo temporale con tuoni e lampi, e l’ostetrica disse “Sarà il figlio dei temporali”, ma sua madre precisò “No, sarà il figlio della luce!”. E mai ci fu una predizione più azzeccata.

Tesla è infatti padre della moderna corrente alternata, dei neon, della radio, della TV, dei radar, dei raggi X, e molte altre invenzioni ed esperimenti che forse non furono mai portati a termine se non nella fervida fantasia dell’inventore. Fu però costretto a lottare per tutta la vita vuoi contro chi voleva sminuire le sue invenzioni, come Edison che non volle mai dare credito alla corrente alternata, vuoi con chi cercò impropriamente di rubargliele, come Marconi con la radio. Tesla morì solo, abbandonato dai suoi finanziatori e accusato di essere diventato troppo folle per fare lo scienziato.Фотография N.Tesla

Molti dei suoi appunti si dice siano misteriosamente spariti dalla sua stanza prima che il nipote Sava Kosanovic’ si recasse a visitare la salma. Altri furono sottratti alla famiglia per ricerche top secret dell’esercito statunitense e poi andarono misteriosamente persi anch’essi.

Ma il suo genio, era tutto frutto di studi e ricerche?

Sappiamo che fin da quando era piccolo, Tesla era solito vedere come dei lampi di luce, e da questi lampi scaturivano delle immagini, tanto che faticava a distinguere tra fantasia e realtà. Con il tempo, come dice lui stesso nella sua biografia, queste immagini divennero vere e proprie visioni, in cui lui poteva montare e smontare le sue invenzioni e vederle in funzione prima ancora di averle costruite.

Scientist's Story 2 : Nikola Tesla

Ma non sono solo queste incredibili caratteristiche a rendere Nikola Tesla un uomo troppo avanti per i suoi tempi. Come disse in uno dei suoi più famosi interventi, Tesla credeva in un futuro di pace, un mondo libero con un’energia disponibile per tutti e su larga scala.

Se estraiamo energia dal petrolio, vivremo legati ad un capitale che verrà rapidamente esaurito. Questo è un metodo barbaro e iniquamente dispendioso, che deve essere fermato nell’interesse delle generazioni future. […] La conclusione inevitabile è che l’energia idraulica sia, fino ad ora, la migliore delle risorse a disposizione. L’umanità dovrebbe investire i propri sforzi e le proprie speranze su questa fonte. Attraverso il suo completo sviluppo, e attraverso un perfetto sistema di trasmissione senza fili dell’energia a qualsiasi distanza, il genere umano potrà risolvere tutti i problemi dell’esistenza fisica e materiale. La distanza, che è il principale nemico del progresso umano, sarà completamente annientata nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. L’umanità sarà unita, la guerra diverrà impossibile e la pace regnerà sovrana.

Ovviamente questo mondo non era concepibile dai suoi contemporanei, e anche adesso ci sembra lontano anni luce. Eppure Nikola Tesla ci credeva, e molti come lui ancora ci credono e sanno che è possibile. La verità, prima o poi viene sempre a galla, le forze universali, quell’energia infinita e gratuita che aveva scoperto e stava studiando negli ultimi anni della sua vita, per cui è stato ridicolizzato e abbandonato da tutti, c’è, è reale, anima il cosmo e l’universo e continua a trasmettersi libera ovunque, che la sentiamo oppure no. Che noi ci crediamo, oppure no.

Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta dei raggi cosmici.
Ripetutamente si presero gioco di me e poi, anni dopo, hanno visto che avevo ragione.
Ora presumo che la storia si ripeterà quando affermo che ho scoperto una fonte di energia finora sconosciuta, un’ energia senza limiti, che può essere incanalata.

Nikola Tesla, “L’uomo che inventò il XX secolo”.
tratto da un articolo di L.Gianazza
fonte http://www.nikolatesla.it

Il campo di Fossoli.-Patty.

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no…

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Oggi del campo di concentramento di Fossoli sono rimasti solo i muri delle baracche . Nel 1984 l’area venne concessa a titolo gratuito al Comune di Carpi che, dopo l’apertura nel 1973 del Museo monumento al deportato, ne aveva fatto richiesta all’Intendenza di finanza.
I terremoti dell’Emilia del 20 e del 29 maggio 2012 hanno arrecato danni rilevanti alle baracche causando l’inagibilità del campo e la sua chiusura ai visitatori che vi varcano l’entrata in circa 30.000 all’anno. Il 9 novembre 2012 il museo riapre normalmente al pubblico e anche il campo torna ad essere visitabile.

Il campo di Fossoli.

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In Emilia Romagna a 5 km da Carpi in località Fossoli ,nacque nel 1942 un campo di prigionia e concentramento allestito dagli italiani fu successivamente utilizzato dalla Repubblica Sociale Italiana e quindi direttamente dalle SS come principale campo di concentramento e transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici. Nel dopoguerra, vi furono internati prigionieri dello sconfitto regime, fu inoltre usato per campo profughi e fu in esso che mosse i primi passi la comunità di Nomadelfia.
Sono ancora visibili le tracce di quello che, dal 1942 al 1947, fu un grande campo di concentramento ma anche di transito.
La Repubblica Sociale Italiana apre a Fossoli, in ottemperanza ai dettami della Carta di Verona e dell’Ordine di Polizia n. 5, il campo di raccolta speciale per gli ebrei provenienti dai campi provinciali del territorio della RSI. Dal gennaio del 1944, oltre agli ebrei, cominciano ad essere internati nel campo anche gli oppositori politici. Partono anche i primi due treni di deportazione degli ebrei verso lo sterminio a Auschwitz, il 19 e il 22 febbraio 1944. Sul secondo convoglio diretto verso questa meta, viaggia con altri 650 deportati anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine del famoso libro “Se questo è un uomo” e nella poesia Tramonto a Fossoli.

Primo Levi, il tramonto di fossoli, 7 febbraio 1946.

IMG-20150212-WA0010Io so cosa vuol dire non tornare
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
le parole del vecchio poeta:                                                            
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”

Primo levi ha scritto questa poesia dopo la fine della guerra, a quasi due anni dalla partenza da Fossoli per Auschwitz. Il sublime spettacolo del tramonto ha un sapore amaro se si vede il sole attraverso il filo spinato del lager: le speranze per un giorno nuovo lasciano il passo al vuoto della paura. Il tramonto non suggerisce solo la notte dell’ esistenza individuale, la morte, ma anche l’imminenza del buio della ragione umana, quando sulla pietà prevalgono le barbarie della distruzione della guerra e dell’ odio. Il rischio è quello di un infinito sonno senza memoria. Gli ultimi versi, tra virgolette, sono tradotti dal latino, presi in prestito dal quinto carme di Gaio Valerio Catullo(Verona, 87 a.C.-Sirmione, 54 a.C.).

Primo LeviPrimo_Levi venne trovato morto nell’aprile 1987 alla base  della tromba delle scale della propria casa di Torino , a seguito di una caduta, rimane il dubbio se la caduta, che ne ha provocato la morte, sia dovuta a cause accidentali o se sia stato un suicidio.  Il pensiero ed il ricordo del lager avrebbero  continuato a tormentare Levi anche decenni dopo la liberazione, sicché egli sarebbe in un qualche modo una vittima ritardata della detenzione ad Auschwitz .

 Primo Levi era ateo «… io, il non credente, ed ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz…» e radicalizzò il suo ateismo   dopo la terribile esperienza del lager…

«C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.», dichiarò in un’intervista.

Le spoglie dello scrittore riposano presso il campo israelitico del Cimitero monumentale di Torino.maxresdefault

Ringrazio Valentina C. studentessa presso l’ Istituto professionale di stato Cesare Musatti  di Dolo (Ve) . Mercoledì 11 febbraio 2015 è andata con la classe a visitare il campo di Fossoli, e il Museo Monumento al Deportato di Carpi, museo storico sulla deportazione e sui campi di concentramento nazisti e mi ha mandato alcune  foto . 

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In alto si può leggere il nome di Anna Frank.

 

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Omaggio di Picasso per i deportati nei campi nazisti.

 

 

Nomi dei deceduti scritti sui muri .

 

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http://vimeo.com/54359874
https://www.youtube.com/watch?v=8Du_FqBr8zM
http://www.fondazionefossoli.org/it/risorse.php

Echelon: il Grande Fratello.- Space.


Per 40 anni la più grande agenzia di intelligence della Nuova Zelanda, la Government Communications Security Bureau (GCSB) l’equivalente della americana National Security Agency (NSA) è stata aiutata dai suoi alleati occidentali a spiare nell’area del Pacifico, senza che questo fosse risaputo pubblicamente, ma neanche dalle maggiori cariche elettive dello stato. Quello che la NSA non poteva sapere è che verso la fine degli anni ottanta diversi ufficiali dell’agenzia decisero che le loro attività erano state troppo segrete e per troppo tempo e mi rilasciarono delle interviste e dei documenti che illustravano le attività dei servizi di intelligence neozelandesi. Più di cinquanta persone che lavoravano o avevano lavorato con i servizi ed in campi correlati accettarono di farsi intervistare.

Tra le attività descritte e la documentazione riportata è stato possibile, dal Sud del Pacifico, far luce su alcuni progetti nati dalla alleanza di queste agenzie e che erano stati mantenuti completamente segreti fino ad allora. Di questi senza dubbio il più importante è ECHELON.
Progettato e amministrato dalla NSA, il sistema ECHELON è utilizzato per intercettare normali e-mail, fax, telex e telefonate che viaggiano nella rete di telecomunicazioni mondiale. Diversamente dalla maggior parte dei sistemi di spionaggio sviluppati durante la Guerra Fredda, ECHELON è progettato principalmente per obiettivi non militari: come governi, organizzazioni, aziende, gruppi, ed individui praticamente in ogni parte del mondo. Potenzialmente sono sottoposte a sorveglianza tutte le comunicazioni tra le persone tra uno stato e l’altro (ma anche all’interno dello stesso paese) ovunque nel mondo.

Non è certo una novità che le agenzie di intelligence sorveglino le e-mail e gli altri mezzi di comunicazione pubblici. Quello che c’è di nuovo nei materiali fuoriusciti dai servizi segreti neozelandesi sono i dati precisi su come lavora il sistema, quali sono le basi operative, le sue capacità e le sue insufficienze e molti altri dettagli come i nomi in codice.

ECHELON non è stato progettato per spiare una particolare e-mail di un individuo o una utenza fax specifica. Al contrario il sistema lavora indiscriminatamente intercettando grandissime quantità di comunicazioni, ed usando i computer è poi in grado di estrarre i messaggi interessanti dalla massa degli altri di nessun interesse. E’ stata organizzata una catena di strutture di intercettazione in giro per il pianeta per monitorare la rete di telecomunicazioni globale. Alcune strutture controllano i satelliti di comunicazione, altre i network a terra ed altre le comunicazioni radio. ECHELON lega insieme tutte queste strutture rendendocosì possibile agli Stati Uniti ed ai suoi alleati di intercettare una grande quantità delle comunicazioni in atto nel pianeta.

I computer posti in ogni stazione del sistema ECHELON cercano tra i milioni di messaggi intercettati quelli contenenti le keywords, le parole chiave, precedentemente inserite. Le keywords includono tutti i nomi, le località, i soggetti etc. che potrebbero essere contenuti nei messaggi “interessanti”. Ogni parola di ogni messaggio intercettato viene scansionata automaticamente sia che il telefono, la e-mail o il fax siano nella lista di quelli “da controllare”, ma anche nel caso provengano da qualsiasi altra utenza o natura del messaggio.

Le migliaia di messaggi simultanei vengono letti in “tempo-reale” come giungono alle stazioni, ora dopo ora, giorno dopo giorno e i computer riescono a trovare “l’ago” scelto dagli intelligence nel “pagliaio” delle telecomunicazioni.

I computer nelle stazioni in giro per il mondo sono chiamati, all’interno del network, i “Dizionari”. Computer che possono cercare attraverso il flusso delle comunicazioni per mezzo di keywords esistevano almeno dal 1970, ma il sistema ECHELON è stato progettato dalla NSA per interconnettere tutti questi computer e permettere alle diverse stazioni di funzionare come componenti di un sitema integrato. La NSA e la GCSB sono entrambe legate alle cinque nazioni firmatarie del UKUSA Strategy Agreement, un patto di collaborazione nella raccolta di “Signal Intelligence” stretto nel 1948, la cui stessa esistenza non è mai stata ufficialmente confermata dai suoi cinque aderenti. Gli altri tre partner hanno tutti egualmente nomi abbastanza oscuri come il Government Communications Headquarters (GCHQ) in Gran Bretagna, la Communications Security Establishment (CSE) in Canada, ed il Defense Signals Directorate (DSD) in Australia.

L’alleanza nasce dallo sforzo cooperativo per intercettare trasmissioni radio durante la Seconda Guerra Mondiale, formalizzata come detto nel 1948 nell’accordo UKUSA che era orientato essenzialmente contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Le cinque agenzie firmatarie del patto UKUSA sono oggi le agenzie più grandi nei loro paesi. Con la maggior parte delle comunicazioni di affari e non che viaggiano attraverso fax, e-mail e telefonate è chiaro che le maggiori risorse vengano riservate a queste agenzie.

Per decine di anni prima dell’introduzione del sistema ECHELON, le agenzie dell’alleanza UKUSA lavoravano comunque l’una per l’altra, ma ognuna era solita intercettare ed analizzare i messaggi nelle proprie stazioni.

Con ECHELON, i computer detti “dizionari”, contengono non solo le keywords immesse dalla propria agenzia, ma anche quelle immesse dalle altre quattro agenzie. In Nuova Zelanda nella stazione di intercettazione satellitare di Waihopai (nel Isola del Sud), per esempio, il computer ha differenti liste diricerca per NSA, GCHQ, DSD, e CSE in aggiunta alle proprie. Laddove il “dizionario” incontra un messaggio contenente una delle keywords immesse dalle agenzie lo prende e lo spedisce automaticamente al quartier generale dell’agenzia competente. Nessuno in Nuova Zelanda conosce le informazioni raccolte dalle stazioni in Nuova Zelanda per le agenzie alleate.


Così le stazioni degli alleati minori della alleanza UKUSA funzionano per la NSA come se fossero proprie basi fuori dal territorio USA.Il primo componente del network ECHELON è costituito da stazioni specificatamente orientate sui satelliti di comunicazioni internazionale (Intelsats) usati dalle compagnie dei telefoni di molti paesi. Un anello formato da questi satelliti è posizionato in orbita stazionaria intorno al mondo (all’altezza dell’equatore), ognuno di questi satelliti serve come trasmettitore per decine di migliaia di chiamate telefoniche simultanee, fax ed e-mail. Cinque stazioni UKUSA sono state attrezzate per intercettare le comunicazioni trasmesse dai satelliti Intelsats.

La stazione britannica del GCHQ si trova in cima alle alte scogliere sul mare a Morwenstow in Cornovaglia. Le antenne paraboliche, accanto agli edifici di calcolo, puntano i satelliti Intelsats sull’Atlantico, l’Europa e inclinando le antenne verso l’orizzonte anche sull’Oceano Indiano. Una stazione della NSA a Sugar Grove, posizionata a 250 chilometri a sud-ovest di Washington, DC, nelle montagne della Virginia occidentale copre le trasmissioni Atlantiche degli Intelsats verso Nord e Sud America. Un’altra stazione sta nello stato di Washington [nord-ovest degli USA ndt], 200 chilometri a sud ovest di Seattle, all’interno di una base militare, Yakima Firing Center. Le sue parabole satellitari sono puntate sugli Intelsats del Pacifico verso Est.

Ciò che non viene intercettato a Yakima arriva in Nuova Zelanda ed in Australia. La loro posizione nel Sud del Pacifico garantisce la copertura globale delle intercettazioni. La Nuova Zelanda con la stazione di Waihopai e l’Australia con quella di Geraldton nell’Australia Occidentale (che punta sugli Intelsats dell’Oceano Pacifico e su quelli sull’Oceano Indiano).

Ognuna delle cinque stazione dove sono i “dizionari” possiede un nome in codice che la distingue dalle altre della rete. Ad esempio la stazione di Yakima, posizionata in un paese deserto tra le Saddle Mountains e le Rattlesnake Hills, ha il nome in codice di COWBOY Dictionary, mentre la stazione di Waihopai ha quello di FLINTLOCK Dictionary.

Questi nomi in codice sono registrati all’inizio di ogni messaggio intercettato prima che sia distribuito attraverso il network di ECHELON, e permette così all’analizzatore di individuare subito quale stazione ha effettuato l’intercettazione.
Il personale dei servizi neozelandesi è stato strettamente collegato al lavoro della base del NSA di Yakima fin dal 1981 quando la NSA spinse il GCSB a contribuire ad un progetto che aveva come obiettivo il sistema di comunicazione delle rappresentanze diplomatiche giapponesi. Fin da allora, tutte le cinque agenzie dell’accordo UKUSA, sono state responsabili di aver monitorato le comunicazioni diplomatiche giapponesi dalle loro basi sparse per il mondo.

Fino all’integrazione della Nuova Zelanda in ECHELON, avvenuta nel 1989 con l’apertura della stazione di Waihopai, la propria quota di comunicazioni giapponesi veniva intercettata a Yakima e spedita grezza al quartier generale del GCSB a Wellington per la decrittazione, la traduzione e la codifica nel formato UKUSA (i programmi di decrittazione erano forniti dal NSA).

Il successivo componente del sistema ECHELON intercetta una serie di comunicazioni satellitari non veicolate dal sistema Intelsats. In aggiunta alle cinque stazioni UKUSA che hanno come obiettivo i satelliti Intelsats ci sono almeno altre cinque stazioni che sorvegliano i satelliti per comunicazione russi ed altri sistemi di comunicazione regionale. Queste stazioni sono Menwith Hill nel Nord dell’Inghilterra ; Shoal Bay, vicino Darwin nell’Australia settentrionale (che punta sui satelliti indonesiani); Leitrim, a sud di Ottawa in Canada (che sembra debba seguire i satelliti latinoamericani); Bad Aibling in Germania; e Misawa nel Nord del Giappone.

Un insieme di strutture che monitora direttamente le comunicazioni via terra è l’elemento finale del sistema ECHELON. Oltre alle comunicazioni radio e satellitari, l’altro maggiore metodo per trasmettere grandi quantità di comunicazioni (pubbliche, di business, governative e quant’altro) è costituito da una combinazione di cavi sottomarini, che passano sotto gli oceani, e reti a microonde sulla terraferma. Pesanti cavi, posati nel fondo marino tra i vari stati, si fanno carico del grosso delle comunicazioni internazionali mondiali. Dopo che escono dall’acqua ed arrivano alle basi a terra dei network a microonde sono molto vulnerabili alle intercettazioni.
Le reti a microonde sono costituite da una catena di tralicci di antenne che trasmettono i messaggi dalla cima di una collina all’altra per tutto il paese. Queste reti smistano enormi quantità di comunicazioni in tutto il paese. L’intercettazione di queste da possibilità di accesso alle comunicazioni internazionali sottomarine (una volta che queste escono in superficie) e a quelle attraverso i continenti. Sono ovviamente anche un bersaglio ovvio per intercettazioni su larga scale di classiche comunicazioni nazionali tra le persone.

Dato che le strutture per le intercettazioni satellitari richiedono l’uso di enormi antenne paraboliche che è difficile mantenere a lungo nascoste, possiamo dire di avere un quadro ragionevolmente ben documentato di questa rete di stazioni di intercettazione. Ma tutto quello che serve per controllare la rete di comunicazioni via terra è un edificio situato sul percorso delle microonde o un cavo nascosto che va dalla rete ordinaria di telecomunicazioni a qualche edificio “anonimo”. Anche se tutto ciò suona come tecnicamente molto difficile da realizzare, avvengono anche intercettazioni di microonde da parte dei satelliti spia statunitensi.

Fonti reperite in rete.

‘ALTERNATIVE 3′: IL PIANO DEGLI ILLUMINATI PER L’IMMINENTE NUOVA ERA GLACIALE. UNO SCHERZO O UNA MEZZA VERITÀ? – Space.


Negli anni ’70, in Inghilterra, veniva trasmessa una serie televisiva che si occupava di inchieste sul mondo scientifico, chiamata Science Report. A metterla in onda settimanalmente era l’emittente britannica Anglia TV. Nonostante fosse seguita da un grandissimo numero di telespettatori, nel giugno del 1977 la trasmissione venne improvvisamente soppressa, dopo la messa in onda di un particolare episodio chiamato ‘Alternative 3’.

science-report-alternative-3

Quando la programmazione di Science Report fu interrotta dopo la messa in onda dell’episodio intitolato Alternative 3, le proteste dei telespettatori furono molto accese, ma del tutto inutili, perché la trasmissione non fu mai più ripresa.
A chi domandava il perché di una decisione tanto incoerente, anche da un punto di vista commerciale, venne risposto che la cancellazione era stata decisa da tempo e che l’ultima puntata era stata progettata appositamente come uno scherzo per gli spettatori, uno scherzo che doveva andare in onda il primo aprile 1977, ma che poi, per via di alcuni problemi tecnici, era stata posticipata al mese di giugno.
A dimostrazione indicarono che sui titoli di cosa era scritto chiaramente 1 Aprile 1977 e che, a differenza delle puntate precedenti, gli scienziati intervistati erano tutti attori. La versione dei fatti venne confermata anche dal team che aveva preso parte all’episodio, gli stessi attori, il regista, lo sceneggiatore, tutti.
Lo scherzo, a loro dire, consisteva nel rivelare ai telespettatori che gli esseri umani si sarebbero estinti nella prima metà del XXI secolo a causa di una nuova glaciazione, i cui segni premonitori sarebbero stati un aumento dell’attività vulcanica, il susseguirsi di terremoti sempre più violenti, ondate anomale di calore che avrebbero provocato incendi, inverni eccessivamente miti, cui sarebbero seguiti inverni polari.
Se non fosse che la trasmissione fosse andata in onda nel 1977, sembrerebbe un documentario sul periodo che il periodo sta attraversando oggi e quindi, per quanto possa essere o non essere davvero uno scherzo, potrebbe essere nell’interesse comune essere informati su quanto fu detto in quella puntata di Science Report.

In vista della fine del mondo, i leader e gli scienziati delle due superpotenze mondiali, Stati Uniti e Russia, avevano ipotizzato tre alternative per salvare se stessi, le alte sfere della finanza, i vertici dei servizi di intelligence, i militari e, naturalmente, le loro famiglie.

La prima alternativa prevedeva l’utilizzo di armi nucleari e sostanze chimiche da immettere nell’atmosfera terrestre, con lo scopo di riscaldare alcune aree del pianeta per scongiurarne il congelamento.

La seconda alternativa consisteva nel costruire città sotterranee sia sulla Terra che sulla Luna.

La terza alternativa, infine, era quella di dotare Marte di un atmosfera capace di ospitare la vita terrestre e costruirvi una città. Nonostante si diede avvio a tutti e tre i progetti, si scelse di puntare tutto sulla terza alternativa, perchè ritenuta la più sicura.

Russia e Stati Uniti, dunque, avrebbero costruito una base segreta sulla faccia nascosta della Luna, e dove lontano da occhi indiscreti, avrebbero assemblato una flotta di velivoli spaziali tanto evoluta da sembrare aliena.

Per ottenere lo scopo, avrebbero sequestrato le menti più brillanti del nostro pianeta e bombardato Marte tramite testate nucleari. Nel 1961, infatti, si scatenarono apocalittiche tempeste che avvolsero tutto il Pianeta Rosso restituendogli l’atmosfera.

Il successo dell’esperimento fu verificato da un modulo privo di equipaggio che vi atterrò nel 1964. La telecamera mostro un cielo azzurro su Marte, una temperature di 4 gradi, venti di appena 21 km/h e pressione di 707.7 millibar, ovvero, condizioni perfettamente compatibili con la vita terrestre. Inoltre, si rilevò una forma di vita muoversi nel sottosuolo, un grosso lombrico che sollevava della Terra.

L’episodio Alternative 3 terminava mostrando proprio questa ripresa ai telespettatori, dicendo che la sua messa in onda era costata la vita del radioastronomo che l’aveva captata, Sir William Ballantine, del Jodrell Bank Observatory, morto negli anni ’70 in un misterioso incidente stradale.

L’astronomo aveva registrato sotto forma di segnali spaziali una comunicazione altamente intelligente, al punto che pensò si trattasse di una comunicazione da parte di una civiltà extraterrestre. Si recò alla Nasa convinto di aver fatto una scoperta sensazionale per il pianeta Terra.

E invece, una volta decodificata la trasmissione tramite la strumentazione adatta, ottenne un messaggio audio-video dove l’atterraggio su Marte veniva accompagnato da ovazioni e commenti entusiastici, in lingua americana e sovietica. Fu allora, che comprendendo che l’avrebbero ucciso, decise di inviarne una copia al direttore di un giornale, suo vecchio amico, Robert Henry, che fu poi colui che lo consegno ai curatori di Science Report.

Benchè il video sia stato poi spacciato come un pesce d’Aprile, l’investigatore Adam Kadmon ha messo  in evidenza una serie di coincidenze che rendono il contenuto della trasmissione degli anni ’70 estremamente attuale.

Primo: la trasmissione parla di un’indagine in merito alla sparizione di 400 scienziati, di cui 24 scomparsi nel nulla e altri morti in circostanze misteriose, tra cui Ballantine. Ebbene, non tutti sanno che nella Jet Computer, una ditta inglese realmente esistente, morirono circa 30 persone e tutte in incidenti stradali o suicidi altamente improbabili. Anche loro avevano preso parte ad un programma di ricerca per strumentazione spaziali.

Con queste nuove informazioni fornite da Kadmon, acquisisce un nuovo significato un articolo che abbiamo scritto qualche tempo fa sulla morte di diversi ricercatori di vita extraterrestre morti in circostanze poco chiare.

Secondo: i cambiamenti climatici descritti nel presunto scherzo televisivo andato in onda nel giugno del 1977, corrispondono esattamente a quelli attuali. E non solo: coincide anche l’attività vulcanica e i terremoti devastanti. Un documentario trasmesso da NatGeo qualche mese fa, descrive proprio tutti questi eventi che potrebbero gettare il nostro pianeta in una nuova era glaciale.

Un altra coincidenza è l’alternanza di inverni miti ad inverni glaciali, così come lo sono le ondate di calore, gli incendi e i malori in tutto il mondo. Secondo il documentario di NetGeo, è proprio l’aumento della temperatura che determinerà l’inizio di una nuova era glaciale, dato che lo scioglimento dei ghiacciai dell’Artico determinerà l’interruzione della Corrente del Golfo, il grande regolatore termico che mantiene il clima terrestre estremamente mite e stabile.

Sono coincidenze anche le miriadi di avvistamenti ufo registrate a partire dagli anni ’60, con il famoso incidente di Roswell. Recentemente, il governo degli Stato Uniti ha ammesso addirittura l’esistenza della fatidica Area 51, benché non si siano visti velivoli né terrestri, né extraterrestri.
Gli avvistamenti si sono visti fin sopra la Luna, proprio lì dove dovrebbe esserci la base segreta costruita dalle superpotenze mondiali, una base che a quanto pare non è extraterrestre, ma tutta terrestre!

Infine, non si può non prendere in considerazione quanto avvenuto nel marzo del 1989, quando la sonda spaziale sovietica Phobos 2, un attimo prima di interrompere le comunicazioni, aveva trasmesso le immagini di un oggetto ellittico dalle estremità appuntite. La sua forma aerodinamica la rendeva compatibile con l’ipotesi che si trattasse di un velivolo.

Gli scienziati esaminarono attentamente ogni fotogramma, stabilendo che quanto si era frapposto tra la sonda e il pianeta Marte non era un’illusione ottica, perchè la presenza e la consistenza erano le medesime in ogni tipo di ripresa effettuata, compresa quella agli infrarossi. E non è tutto!
Sull’equatore di Marte erano chiaramente visibili forme rettangolari formate da linee parallele e perpendicolari di varia dimensione: un’area di ben 600 chilometri quadrati che emetteva calore, delineando complesse strutture, così complesse geometricamente da escludere a priori l’ipotesi di fenomeni naturali come radioattività o geyser. Gli stessi scienziati dichiararono che molto probabilmente si trattava di una città sotterranea.

ufo sonda phobos
Più recentemente, un utente di Youtube, David Martines, con l’ausilio di Google Mars ha scovato alcune formazioni sulla superficie del Pianeta Rosso che richiamano le immagini di un possibile avamposto. Martines ha battezzato le due strutture Bio Station Alpha e Bio Station Delta. Già alla fine degli anni ’80 il fisico Bob Lazar aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero non solo una base sulla Luna, ma anche una base segreta su Marte.
In questo contesto fantascientifico, si inseriscono le informazioni riservate raccolte da Luca Scantamburlo, un giornalista scrittore e ricercatore freelance, secondo le quali la NASA nel 1970 avrebbe organizzato ben due missioni segrete su Marte in collaborazione con l’allora Ente Spaziale Sovietico.

In un estratto di un enigmatico video della Nasa, è possibile vedere il viaggio degli astronauti a bordo del modulo spaziale che li ha portati su Marte, mentre in alcuni fotogrammi, invece, si vede un astronauta che cammina sul terreno rosso di Marte, ricco di ossidi idrati di ferro.

Viene il dubbio che tutta la questione sugli avvistamenti ufo e la possibile vita extraterrestre sia una gigantesca montatura per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica sui reali piani segreti degli illuminati: salvarsi la pelle in vista della glaciazione. Ma queste sono solo le fantasie di una contorta mente complottista… o no?

Fonti trovate in rete.

🙂

La visione è una memoria – Nis

La visione è una memoria.

Il principo di (ri)formazione: un eco (ri)cordo.

C’erano dei dubbi? A proposito di cosa? Beh… a proposito della “fine” che attendeva i “terroristi islamici” di Parigi. La morte era dietro l’angolo. Ciò che (ri)accade, sempre, a tutti i “fenomeni mediatici”, attrezzati per l’occasione di turno dal medesimo tipo di “controllo”.
Qualcosa d’insieme, che rende la (sud)divisione tra Stati e relative convinzioni (appartenenza), come un “bruscolino nell’occhio”, nel senso che:

  • il controllo è uno ed unico
  • mentre
  • gli Stati “servono” il principio unico (scenografia)
  • con (d)entro tutte le persone (recita).
Gli umani sono dei (ri)tornanti, ma non lo (ri)cordano più, tranne coloro che fanno di questa verità, un segreto, grazie al quale poter inscenare questo modello di realtà tanto (s)fuggevole, misero, sofferente.
Il morire sembra, allora, come qualcosa di tremendo, di a sua volta… “unico e definitivo”.

Chi uccide, uccide per sempre?
Questa è una logica alternativa alla “tua”. Non serve il giudizio, in SPS. Non “serve niente e nessuno”. Evitalo e potrai godere di una visione prospettiva differente dalla solita.

“Non sono Charlie, sono Ahmed, il poliziotto ucciso. Charlie ridicolizzava la mia fede e la mia cultura e sono morto difendendo il suo diritto a farlo”.
Dyab Abou Jahjah
Parigi, finisce l’incubo: uccisi i 3 terroristi, uno in fuga. Morti 4 ostaggi…
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SPS te lo ripete (da) sempre:
che cosa sai?.

Quello che ti dicono. Tu sei quello che sai, ossia, quello che ricevi dall’esterno.
Se l’esterno è controllato, tu sei ciò che quel controllo decide (in)direttamente per te.
Ok?

Che altro? È bello filo narrare dell’amore e di quello che “si sa sull’amore” (nulla). Ma… “ora”, che non sai in realtà cosa sia l’amore, a cosa serve quel concetto arido che “ti sei fatto” su di essa?
Sai, l’umano passa dalla meditazione, all’ascensione, dall’attivismo, all’ideologismo, etc. per poi essere solo una “passività” (in)scritta nel registro (Anti)Sistemico del Nucleo Primo; una passività com’è considerata la creazione di nuovo denaro pubblico, per parte della Zecca di Stato (banca centrale).
Una passività come viene considerato un mutuo erogato dalla banca…

Una passività che “serve” per questioni di “bilancio” o, meglio, di “finanza creativa” liberamente autorizzata/ispirata dalla “legge”.
L’umano (con)segue passivamente (anche se reagisce sempre, ad esempio, facendosi la guerra dei poveri). È (in)utile che tu pensi all’opposto, perché sei stato reso (anti)ciclico, ossia, ti (ri)trovi sempre dalla parte opposta (ritardo, differita) rispetto al “senso di ciò che sta accadendo”. Che cosa ti resta da fare? Beh, vivendo (nel)la crisi, ti adegui, ti adatti e cosa fai?
Te ne approfitti se, appena appena puoi farlo. Altrimenti te la (as)sorbisci passivamente.

Osserva come l’istituzione più grande giochi con te, come il gatto con il topo… mandando a pallino qualsiasi ambito inerente al morale/etico e compagnia bella.
8 gennaio 2015:
Bce: Draghi, possibile acquisto titoli di Stato. Le Borse corrono (+3,69%)…
Link
9 gennaio 2015:
la Bce spaventa le banche, borse in picchiata. Milano -3, 27%
Link

Ok? Serve altro?
Ripeto: ti serve altro?

Per “cosa”? Per renderti conto che è tutta una sceneggiata, per il tuo (auto)intrattenimento.
Anche a cancelli aperti, certi “animali” non provano più l’istinto di scappare.

Questo accade quando sai interiormente che:
“tutto il Mondo è paese”.

Ossia, quando “senti” che non hai scampo alcuno, perché il Pianeta intero è sotto al controllo della medesima “fonte di potere” (Uno). Lo capisci perchè la realtà non cambia, anche se vai agli “antipodi”.
Sovverti il tuo “sentire” e ti (ri)troverai, magicamente, molto più vicino all’essenza delle “cose”, rispetto al “dove ti (ri)trovi sempre, (con)seguendo docilmente senza rendertene conto, perché (pre)visto”…

Pensi che non sia possibile?
Se lo pensi, significa che il firewall funziona a pieno e molto bene (esegue il proprio compito).
Ormai, per sapere che “tempo farà domani”, leggi nel tuo smartphone. Aprendoti a questa “divinazione”, ti adegui ed accetti ciò che è scritto da altri, adoperandoti sottilmente perché la (pre)visione possa accadere.
Questo scenario si (di)parte da almeno due direzioni:
  • lo scenario è artificiale ed il tempo è deciso a (pre)scindere dal tuo apporto
  • lo scenario è naturale ed il tempo è deciso attraverso il tuo apporto.

È possibile anche un mix, tra le due realtà o una… sovrapposizione, del parallelismo gerachico, etc.
Comunque, l’esito di ogni possibilità affine a queste due, è che “tu (con)segui, (con)segnando il tuo potere nelle mani di un e(s)terno, che ti (s)fugge (da)sempre”.
Qualcosa che hai imparato, addirittura, ad “adorare”…

“L’anno scorso le stampanti 3D erano in fase di concezione e con un numero limitato di applicazioni. Adesso quello che vedete sono stampanti 3D che creano oggetti di uso quotidiano, per la casa, puoi ricreare gli oggetti che vuoi”.
Al Consumer Electronic Show molti stand traboccano di stampanti 3D con modelli che sfornano di tutto dagli scacchi alla gioielleria.
Non c‘è fine alle loro applicazioni.
Link
Non c‘è fine alle loro applicazioni

Le stampanti 3D segnano il frattale della tua capacità creativa dipendente da qualcosa d’esterno rispetto a te. Tu che, dunque, “non sei mai solo, anche se lo puoi pensare”…
Lo Spirito Santo è il grande dimenticato nelle nostre preghiere.
Spesso preghiamo Gesù, il Padre, ma non tanto frequentemente preghiamo lo Spirito Santo…
Papa Francesco

A livello frattale: “chi è lo Spirito Santo?”.
Chi non vedi, di/in questa realtà?
Chi non (p)rendi in considerazione?
Chi agisce al di là della tua capacità di visione e di (ri)cordo?

Ieri è stata aggiornata la pagina di “Aggiornamento”, (ri)portando il focus ed il Filtro di Semplificazione a livello di Nucleo Primo. Il “Programma” è stato un tentativo di sondaggio della gente e della relativa disponibilità all’aprirsi anche ad un “sogno”. Un sondaggio che ha dato un esito ben preciso:
la gente è l’(A)gente.

Il primo livello di firewall, è la gente stessa, che “non crede”
Per questo motivo, SPS è (ri)tornato in pianta stabile a denunciare il Nucleo Primo.
SPS “vede”. Mantiene il focus, in maniera tale da non perdere di vista/dimenticare, il punto dal quale (di)scende in questa realtà.

SPS lo farà sino a quando anche altri inizieranno ad irrobustire il “proprio focus” (visione) verso la breccia frattale, (d)entro alla quale si auto propaga il segnale portante del Nucleo Primo… in maniera tale da “non dimenticare”.

In questa forma di realtà (con)seguente, tutto, risulta come un prodotto del controllo. Anche ogni livello successivo, si comporta come quello da cui deriva, assumendo la relativa somiglianza e denunciando frattalmente l’impianto d’imprinting che, in ogni caso, rimane sempre visibile attraverso l’utilizzo – ad esempio – dell’Analogia Frattale.
Lo “sport” non fa differenza alcuna, ovviamente.

Ad esempio, ho seguito i due ultimi incontri tra Napoli e Juventus e… che cosa ho percepito?
Odore di raggiro (truffa), perché “dietro” si celano, nemmeno tanto velatamente, grandi interessi, che vengono (per)seguiti dai livelli inferiori, umani, che si generano nella scia della (ri)polarizzazione by Nucleo Primo.
In un luogo simile, ti sembra che non ci sia “controllo”?
Leggi le due partite a livello sensoriale. Se le hai vedute, avrai notato che:
  • a Doha, la Juventus non (do/po)teva vincere
  • a Napoli, ieri sera, (do/po)teva vincere.
Uno “scambio di favori societari”? Di più… una imposizione, da parte dell’industria del business (scommesse), che costituisce una lobby molto potente, al di là di ogni questione di “tifo” o di appartenenza alla competizione sportiva.

Juventus Napoli, Doha (la Juventus conduce sempre, ma non affonda il colpo, molto stranamente):
Juve, quanti rimpianti – La Juve torna a casa tra mille recriminazioni. Ha giocato complessivamente meglio nell’arco dei 120′, è stata quasi sempre avanti, ha a lungo comandato le operazioni. Le è mancata la capacità di gestire il risultato. C’è da chiedersi soprattutto se abbia fatto bene Allegri a cambiare sull’1-0 Pirlo, l’unico in grado di dettare tempi e ritmi con lucidità in casa bianconera. Ma è anche vero che se Tevez o, ancor di più, Chiellini e Padoin avessero avuto maggior freddezza dagli 11 metri tutto, in fondo, sarebbe finito nel dimenticatoio…
Tevez riporta avanti la Juve – La Juve ha reagito con la forza e la classe dei numeri uno e il Napoli si è visto costretto a mettersi sotto schiaffo. Solo l’imprecisione di Tevez, Llorente e Vidal hanno consentito agli azzurri di portare la sfida ai supplementari. Qui i bianconeri hanno insistito e, dopo aver sciupato altre 4-5 palle-gol, sono meritatamente tornati avanti al 106′ grazie ad un’altra perla di Tevez, bravo a sfruttare un’azione personale di Pogba.

Higuain, la zampata del campioneAlle corde per mezz’ora, d’incanto il Napoli si è riacceso. Ha mancato due occasioni d’oro con Higuain e Callejon, presentatisi davanti a Buffon, ma alla terza occasione, al 118′, ha fatto centro:

su un cross dalla destra di Gargano, “el Pipita” si è scaraventato come un falco e con un bel destro in spaccata ha insaccato regalando agli azzurri i rigori.

Padoin, errore decisivo – Nella lotteria dagli 11 metri Tevez non ha capitalizzato l’iniziale errore di Jorginho spedendo il pallone sul palo. Poi è toccato a Chiellini e Pereyra non approfittare di due prodezze di Buffon sui tiri di Mertens e Callejon. Koulibaly ha ringraziato e al resto ha pensato Rafael compiendo una prodezza su Padoin…

Sequenza rigori:

Jorginho (parato), Tevez (palo), Ghoulam (gol), Vidal (gol), Albiol (gol), Pogba (gol), Inler (gol), Marchisio (gol), Higuain (gol), Morata (gol), Gargano (gol), Bonucci (gol), Mertens (parato), Chiellini (parato), Callejon (parato), Pereyra (alto), Koulibaly (gol), Padoin (parato).
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Mhm… un risultato che odora di combine, come non pochi (al di là di ogni questione di tifoseria o di “facciata”, per mantenere tensione ed interesse sul settore)… La Juventus non la poteva vincere. Era scritto. In “cambio” che cosa ha ricevuto? He He He…

Il frattale che (oc)corre “respirare” è che…il risultato è qualcosa che va al di là di tutto”. La fede sportiva di una società, non è mai vera fede… essendo la società “una società per azioni” o una società a scopo di lucro (affaristica).
Le direzioni (ri)siedono ad un livello dell’interesse che non coincide solo con il risultato sportivo. Ci sono alleanze e ci sono cerchie di potere, che rendono secondario l’atto sportivo naturale…

Napoli Juventus, Serie A (il ritorno dello scambio. 14 anni che la Juventus non vinceva a Napoli):
Dal 38’ st Duvan Zapata… al 92’ ha sul piede la palla del 2-2 e pensa bene di simulare. Perché?
Un Napoli… molto meno ordinato del solito…
Dal 15’ st Dries Mertens… entra e cambia la partita degli azzurri, regalando finalmente anche sbocchi di gioco a sinistra. Perché se ne è rimasto in panchina per un’ora pulita?
Gonzalo Higuain… Lontano parente del leone visto a Doha. L’unico spunto giunge ormai fuori tempo massimo, al 91’. E Chiellini gli nega il gol. Lotta relativamente e, soprattutto, non si fa mai vedere al momento del dunque. Mistero
Rafa Benitez… Ti aspetti che esca de Guzman e se ne va Hamsik. Non penseresti mai che potrebbe togliere Callejon e lui lo leva. Che dire, poi, dell’impatto di Mertens? L’impressione è che questa volta abbia completamente sbagliato la lettura della partita, regalando la propria fascia sinistra alla Juventus per 60’
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Due partite. Due interessi/esigenze diversi, dietro allo stesso “interesse superiore”.
Risulta difficile pensare “così” da tifoso ma, la sensazione è qualcosa che conta. Vedere una squadra giocare come “non deve” è strano, a certi livelli. Il pubblico pagante, sono certo, che capisce cosa intendo. Come anche il pubblico più aperto…

Ci sono dei “blocchi”, che contano più della prestazione sportiva. Perché, oltre, c’è un interesse che si avvale solo della prestazione sportiva (capro espiatorio) per portare a compimento le proprie trame (invece che gettare i dai, utilizzi uno sport d’azione ad alto gradimento).
Qualcosa che, ovviamente, “non esiste” e “non deve esistere”: per carità!

Max Rheiner:

“Avevamo bisogno di una soluzione che potesse sensibilizzare e far divertire, che coniugasse tutela degli uccelli col fascino del volo, quindi abbiamo elaborato un simulatore che consente di volare come un uccello”.

Volare con le ali, alcuni ci hanno già provato senza grande successo ma la tecnologia del 21esimo secolo schiude nuove prospettive e questa volta senza rischi, c‘è solo il senso della vertigine davanti al grande vuoto….

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La “simulazione” è la notizia che SPS ha attratto, mentre era focalizzato sull’argomento calcistico (pre)cedente. Un caso? Naa… un linguaggio vero e proprio.
Ieri, il Napoli ha giocato con un solo giocatore italiano. Arrigo Sacchi lo ha fatto notare in diretta (“agli italiani basta solo vincere”), nell’indifferenza generale dello Studio, molto più interessato a commentare e sorreggere lo “spettacolo” e, certamente, nell’indifferenza di coloro che assistevano alla trasmissione da casa, molto più attratti dalle “occhiatacce” alternate, delle telecamere, al/sul lato B della conduttrice.

Essi non possono davvero “parlare”. Lo spettacolo deve andare avanti.

Una nuova forma di “comunismo”?
Perchè? Non sono capace di disegnare…
All’origine dei risultati, ad esempio…
Da Felipe Anderson a Dybala, la Serie A è già schiava dei fondi d’investimento.

Suona forte l’allarme lanciato da Il Giorno:

la Serie A è già schiava delle thirdy-party ownerships meglio note come Tpo, che stanno prendendo sempre più piede in tutti i campionati internazionali.

Il Quotidiano Sportivo, infatti, ha cercato di approfondire attraverso le dichiarazioni di un decano fra gli agenti sportivi il pericolo che le società italiane stanno scegliendo di percorrere interfacciandosi con i fondi d’investimento internazionali che governano il calcio.

L’anonimato è stato garantito all’agente, ma le sue dichiarazioni non cadranno nel vuoto:

“È ora di dire basta a questi trafficanti che trattano i calciatori come carne umana da vendere al miglior offerente. C’è gente che ricatta i ragazzi e tiene sotto scacco le società“…

“So che ci sono indagini in corso, anche in Italia (con le procure di Piacenza e Napoli) si parla di frode fiscale e riciclaggio di denaro sporco, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Il marcio parte da lontano, dal Sudamerica. Lì si appoggiano i nostri club per evitare la pressione fiscale italiana“.

Ma l’agente non si limita alle accuse generiche, puntando il dito contro due noti agenti internazionali:

“È dal sudamerica che proviene un certo Betancourt, che nell’ambiente conoscono tutti. Si definisce un agente uruguaiano, ma è un misterioso personaggio peruviano. Il problema con i fondi di investimenti è semplice, vengono gestiti da personaggi come Betancourt e Jorge Mendes che mettono i club davanti a scelte obbligate. Vuoi un giocatore? Bene ma ti devo piazzare anche uno o due giocatori della mia scuderia”…

I trasferimenti sono ben definiti secondo uno schema consolidato:

“La società che detiene i diritti del calciatore riceve dal club che acquista il giocatore i fondi per il trasferimento e ne trattiene soltanto una quota. Il giocatore però vale meno di quanto pagato perchè una parte della torta va ai procuratori e ai direttori sportivi, che acquistano e vendono gli stessi giocatori”…

E così è andata secondo l’agente per il trasferimento di Felipe Anderson e Dybala:

“Il fondo Elenko Sport, agenzia consorziata al Fondo Sonda che ha un miliardo e 200 milioni di fatturato in Brasile ha anche Felipe Anderson. L’intermediario Mendes nella trattativa dell’estate 2013 e per la quale Lotito pagò 9 milioni di euro, ha rifilato alla Lazio pure Postiga e Pereirinha”.
E lo stesso, racconta il Giorno, successe per Dybala due anni fa. Pagato 12 milioni di euro, insieme a lui arrivò Sebastian Sosa Sanchez, attaccante uruguaiano mancino. Nessuno si ricorda chi sia e oggi gioca in Albania nel Vllaznia della città di Scutari.
Ma l’agente del giocatore (Mascardi lo stesso che spostò Iturbe dal Porto al Verona e poi alla Roma), che riteneva di non essere stato pagato per il passaggio di Sanchez, costrinse il Palermo davanti al Tas che obbligò il pagamento di 8 milioni di euro. Oltre il danno la beffa
Link

“Tutto il Mondo è paese”.
E tu sai quello che “devi sapere”. Ossia, ti limiti a guardare la partita e a “fare tifo”

Anzi, tu sei reso il primo baluardo di quello che pensi di sapere “perché ti hanno detto che”…
Tu sei il firewall. Tu permetti questa forma di realtà.

Tu, che ti lamenti… (sos)tieni (lanci “sos” – ti lamenti – ma “tieni” ciò che ti sembra di “avere”, ossia, l’unica realtà in cui ti rifletti e che ti risulta impossibile lasciare).
Sembra solo un paradosso, che la lingua ha addomesticato e reso comprensibile solo attraverso un senso unico, che è l’abitudine al dipendere dalla convenzione.

  • abitudine
  • dipendere
  • convenzione…

(Con)seguenza.

I batteri che disinquinano il mare.

Il mare è spesso in grado di mantenersi pulito da solo. I microorganismi che vivono nell’acqua rimuovono la maggior parte degli agenti inquinanti ingerendoli.

Ma questo procedimento richiede tempo

Rimuovere le perdite è difficile, ma non c‘è tempo di aspettare che lo facciano naturalmente i microorganismi marini. E se i batteri potessero mangiare il petrolio più velocemente? È quello che si cerca di ottenere con il progetto europeo “Kill Spill”, coordinato da un‘équipe in Grecia.

Nicolas Kalogerakis, docente di ingegneria biochimica dell’Università di Creta, precisa:

“Il principale obiettivo della nostra ricerca è trovare nuove tecnologie che possano incrementare la biodegradazione realizzata dai microbi del mare.

Raggiungeremo questo obiettivo con una serie di misure che consentano ai microbi di mangiare tutto il petrolio più velocemente”.

Ma cosa serve esattamente per rimuovere il petrolio in maniera più semplice ed ecologica? I ricercatori simulano una perdita per testare il loro metodo. Con una sostanza biodegradabile che deriva dalla fermentazione degli oli vegetali, fanno miscelare il petrolio con l’acqua.

“Spruzzare del tensioattivo sul petrolio non lo fa sparire” racconta Roger Marchant, dell’Università dell’Ulster. “Ciò che si ottiene è di ridurlo in gocce più piccole, che poi possano essere attaccate dai microorganismi dell’ambiente fino a dissolverlo completamente.”

Non c‘è bisogno di ricorrere all’ingegneria genetica per creare batteri che mangino petrolio: essi appaiono nel mare ogni volta che c‘è una perdita di petrolio. Ciò che serve è aiutarli a mangiare più velocemente.

“Il nostro approccio” riferisce Michail Yakimov, microbiologo marino dell’Iamc (Istituto Sperimentale Talassografico di Messina) “è questo:

dal mare prendiamo un campione di acqua inquinata, lo portiamo in laboratorio e coltiviamo i microorganismi di quel campione. Quando abbiamo ottenuto una grande biomassa di batteri mangia-petrolio, la reimmettiamo nella perdita. Quindi acceleriamo soltanto il processo marino naturale di auto-pulizia.

Per stimolare l’appetito dei batteri, i ricercatori hanno inventato particelle “intelligenti” che rilasciano nelle aree inquinate del mare particolari sostanze di cui i batteri si nutrono.

Come precisa Philippe Corvini, microbiologo ambientale dell’Università svizzera Fhnw, “i batteri, una volta nell’acqua, hanno determinati bisogni nutritivi, per esempio mancano di fosforo e azoto”.
“Liberiamo i nutrimenti a contatto con i batteri” aggiunge il suo collega Patrick Shahgaldian, “quindi i batteri potranno degradare il petrolio in modo molto più efficiente”.
I batteri mangiano il petrolio, il plancton mangia i batteri e la catena alimentare continua. Il metodo che permette di velocizzare il naturale assorbimento delle perdite di petrolio in mare diventerà presto disponibile.
Link

Non c‘è bisogno di ricorrere all’ingegneria genetica per creare batteri che mangino petrolio: essi appaiono nel mare ogni volta che c‘è una perdita di petrolio. Ciò che serve è aiutarli a mangiare più velocemente…
Essi appaiono nel mare ogni volta che c‘è una perdita di petrolio

Hai presente quando lasci delle briciole di pane, da qualche parte in casa? Ebbene, dopo qualche tempo, (ri)trovi delle formiche. Da dove sono uscite? In casa tua non ci sono formicai o percorsi aperti alle formiche, Ci fai i mestieri ogni giorno. Tanto che hai reso la casa un luogo (in)ospitale per la Vita.

Essi appaiono nel mare ogni volta che c‘è una perdita di petrolio

È una forma di “tecnologia naturale”. Qualcosa di (pre)visto a livello di circuito principale. Ciò che esiste ancora, prima della (ri)formazione di Nucleo Primo, che è un circuito secondario (che non sa, ma che si limita a “copiare/(ri)utilizzare”, come un parassita… ciò che esiste e che (ri)trova in loco):
ciò che serve è aiutarli a mangiare più velocemente…

Non c‘è bisogno di ricorrere all’ingegneria genetica per creare… Serve… aiutarli a… (interesse).
Anche se ciò (ri)manda la questione “Creatore” all’indefinito, non importa perché prima occorre accorgersi della (com)presenza del Nucleo Primo (il Creatore di ordine secondario, dal quale derivi tu nella forma attuale).

Il tuo mix di nature (che ti rende un ibrido) permea la realtà, di (con)seguenza, spalmando tutto nelle pieghe del reale (posibile) e tra le righe dell’immaginario (impossibile).
A livello frattale, tutto ciò rende sempre più complessa la decodifica, essendoci più livelli interfacciati, (in)dipendenti, (di)staccati, non locali, fisici, multi prospettici, etc. se… ti limiti all’osservazione del reale, a partire da “quello che sai, perché ti hanno detto che…”.

Il tuo “credo”, a livello frattale, deve sparire… se intendi “vedere al di là di una montagna, che ti sbarra la vista”.
Ok?

I debiti di Tiziano Renzi li ha pagati lo Stato

Morale della favola chi ha pagato il debito contratto da padre del Primo Ministro? Lo Stato!

Link

Questa vicenda fa capire “come fanno” ad (usu)fruire di te (che, ti dicono, sei parte dello Stato e, dunque, sei lo Stato… nella misura in cui esso viene diviso in due: “buono e cattivo”. Nella parte “buona” chi c’è? Visto che tu sei in quella “cattiva”… Cattivo = chi paga. Buono = chi incassa).

Il “morale della favola” non è mai chiaro a sufficienza, se tu ti limiti a (con)seguire. O se, al limite, te ne approfitti (contaminazione virale).
Non esiste nulla di quello che sai, nei termini che credi (illusione che contribuisci a rendere solida).
Anonymous contro gli jihadisti: “Chiuderemo i vostri account”.

In un video il collettivo hacker Anonymous ha dichiarato guerra ad al Qaida e ai terroristi dell’Isis dopo i recenti fatti successi a Parigi:

una persona, con la maschera di Guy Fawkes e la voce camuffata, annuncia questa lotta e la chiusura di tutti i loro account per vendicare le vittime della recente strage avvenuta nella capitale francese…

Link

Non esiste Al Qaida e l’Isis, per cui non “esiste” nemmeno Anonymous.
Il collettivo hacker, se esistesse, non cadrebbe in trappole di questo tipo. Oppure è SPS che sopravvaluta una entità di questo tipo (idealizzazione).

In questa maniera tutto si corrode dall’interno, tutto si (s)vuota… perché certe realtà rimangono segrete, ergo, non esistono.
“Ufo degli anni ’50? Era la Cia”.

La Cia ha ammesso che i presunti Ufo avvistati tra gli anni ’50-’60 erano frutto di test segreti dell’intelligence.

In un documento svelato dalla stessa agenzia risulta che gli avvistamenti si riferivano ai test compiuti degli aerei spia U-2.
Nell’account ufficiale su Twitter, la Cia scrive:
“Le notizie sull’attività inusuale nei cieli negli anni Cinquanta? Siamo stati noi”.
L’aereo testato dalla Cia era in grado di volare a 70mila piedi, un’altitudine che all’epoca sembrava impossibile all’uomo poter raggiungere, facendo sospettare, specialmente ai piloti, che qualcosa di strano stesse accadendo nei cieli. “In quegli anni, la maggior parte degli aerei commerciali volava a 20mila piedi e quelli militari a 40mila”, si legge nel documento pubblicato con tanto di link.
“Di conseguenza, una volta che gli U-2 iniziarono a volare sopra i 60mila piedi, i controllori del traffico aereo iniziarono a ricevere testimonianze dell’avvistamento di Ufo”.
La Cia, in realtà, fece un controllo incrociato con le segnalazioni e i suoi registri di volo, ma quando capì che si trattava degli aerei spia U-2 mantenne il silenzio, sottolinea il documento. Il rapporto fa parte dei documenti declassificati nel 2013 che rivelarono l’esistenza della famosa Area 51 nel Nevada, la base top-secret militare dove venivano fatti vari test.
Link

In questa maniera, sei tu a mettere tutto a tacere (senza colpo ferire).
Ti stanno dicendo la verità, ma la verità non è quello che sei portato a pensare.

“Tutto è vero” (Prima legge di SPS) significa che:
anche davanti alla falsità, c’è sempre dietro una verità, ossia, una (com)presenza.

Il “mentitore” si (com)porta così, perché (c’è un motivo). Il “motivo” è lo st®ato di vero, che si ammanta (d/n)el falso.
L’FBI rivela: trovati corpi alieni a bordo di dischi volanti precipitati.

“Tre corpi di forma umanoide su ogni disco volante”.

L’agenzia ha pubblicato sul proprio sito Internet (http://vault.fbi.gov/) alcuni documenti segretissimi, che svelano gli avvistamenti di dischi volanti avvenuti in Messico nel 1950, e nello Utah nel 1949
Link 

Questa è Metodo Indiretto:
se era la Cia negli anni 50, allora l’Fbi sta dicendo il vero. Ergo, gli alieni esistono…

A proposito di Fbi e di verità.

Charlie Hebdo: confessione shock di Paul Craig Roberts, “siamo stati noi americani a fare False Flag in Francia”.

Un ex funzionario della Casa Bianca in un articolo pubblicato Giovedì ha dichiarato che l’attacco terroristico in cui sono state uccise 12 persone a Parigi è stata una operazione False Flag, progettata per fare della Francia uno stato vassallo di Washington.

Il Dr. Paul Craig Roberts, che è stato l’Assistente del Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan ed editor del giornale Americano Wall Street Journal, ha inoltre ribadito:

I sospett(at)i possono anche essere colpevoli e capri espiatori. Basta ricordare tutte le trame terroristiche create dall’FBI che servivano per rendere il terrorismo una minaccia reale per gli americani“…

Link

“I sospett(at)i possono anche essere colpevoli e capri espiatori”…
Questo è il terzo stato quantico. Ciò che non (ri)conosci più.
Questa è la Prima legge di SPS:

tutto è vero.

  • colpevole
  • e
  • capro espiatorio.

La consueta strategia, che impera da sempre…

Che (s)vuota tutto, compreso te.

Sicurezza, chi sono i Nocs: le teste di cuoio italiane.

Nati negli anni ’70 durante gli anni di Piombo, dopo l’attacco all’aeroporto di Fiumicino, i Nocs sono la risposta italiana – in materia di sicurezza – al terrorismo

I Nocs intervengono… solo come unità di assalto

Link

Infatti, i ”terroristi” sono tutti uccisi, perchè (s)comode verità di facciata.

Ma, ad esempio, a Parigi:
  • tu hai visto?
  • tu c’eri?
  • tu che ne sai? Quello che ti hanno fatto vedere alla tv, che hai letto
“Non sono Charlie, sono Ahmed, il poliziotto ucciso. Charlie ridicolizzava la mia fede e la mia cultura e sono morto difendendo il suo diritto a farlo”.
Dyab Abou Jahjah

Sei spezzato in mille pezzi (in due), da qualsiasi atto di cronaca e, nella fattispecie, da questa forma tagliente di realtà. Qualcosa che ti viviseziona (per questo “fa male”).
Perché soffri, “qua”?
Perché c’è una certa “tensione” da mantenere:
la tensione è differenza di potenziale, che genera corrente/energia (attenzione, focus, credo, conseguenza… status quo, realtà).

Un corpo fisico, suscettibile alle forze del campo (ad esempio una certa massa nel campo gravitazionale o una certa carica nel campo elettrico), tende a spostarsi verso il potenziale più basso e, nello spostamento, libera una quantità di energia proporzionale alla differenza di potenziale tra la partenza e l’arrivo
Link

Ciò che si “libera” è subito “catturato” (consumo elettrico, lavoro).

Mentre tu (s)corri sul piano inclinato della realtà di (ri)ferimento
generi energia
che “serve”…

Che cosa hai (s)cordato?

Beh… il tuo “strumento”, come minimo (He He He).

Ma fai attenzione, perché il suono che (ri)generi non è mai casuale.

C’è sempre una frequenza all’opera e qualcosa da alimentare/mantenere.

Proprio ciò che eviti sempre di prendere in considerazione, perché “non vedi”.

Non vedere è dimenticare, alias, non (ri)cordare.

La visione è una memoria
 
 
di D. Nebuloni 
fonte:
http://sacroprofanosacro.blogspot.it/

Il Mistero del Gruppo Sanguigno RH Negativo – Nis

Molti di noi hanno avuto modo di sapere qualcosa in merito ai gruppi sanguigni dalle lezioni di scienze apprese a scuola. Tuttavia se confrontiamo le nozioni scolastiche con gli studi ed i dibattiti pubblicati sulle riviste scientifiche … ebbene, ci si accorge come gli elementi più interessanti di questo tema siano stati ‘accidentalmente’ omessi dai programmi didattici di base.

Non esiste plausibile spiegazione scientifica circa la provenienza del gruppo RH negativo. La scienza ortodossa si è limitata a ipotizzare che si tratti di una non meglio identificabile, casuale mutazione genetica. 

Circa l’85% degli esseri umani possiede il gene scimmiesco RH, mentre nel restante 15% non è riscontrabile il fattore RH (RH-) e ciò potrebbe essere spiegato dalla presenza di un gene alieno. Questo articolo esplora la tesi che l’umanità sia stata allevata come una razza di schiavi, dal momento che il 97% del nostro codice genetico risulta disattivo, e possiamo disporre di appena il 3%, utile semplicemente alla sopravvivenza.
scimmia-rhesus

Il più comune tipo di sangue umano è il gruppo 0, che è universale. I tipi di sangue sono suddivisi ulteriormente in due gruppi: positivi e negativi in relazione al fattore RH. Il fattore RH è così denominato perché collegato al fattore Rhesus, cioè il nesso genetico esistente tra umanità e scimmie, individuabile da una specifica proteina ematica.

Quando nel sangue di un individuo è presente il fattore RH, si dice che il suo sangue sia di tipo RH positivo (RH+). Se il test restituisce esito negativo, vuol dire che il fattore Rhesus è assente.

E’ stato provato che uno dei fattori ereditari più stabili e meno suscettibili di mutazioni generazionali sia proprio il sangue. Come si diceva, la maggior parte delle persone – circa l’85% – possiede sangue RH positivo, elemento a sostegno della tesi secondo cui gli esseri umani si sarebbero evoluti dai primati. Tuttavia esiste un restante 15% che risulta del tutto sprovvisto del fattore RH. Se è vero che il gruppo sanguigno rientri tra le caratteristiche genetiche meno mutevoli, da dove proverrebbe il tipo RH negativo?

Si tratta di un interrogativo che per decenni ha lasciato perplessi gli scienziati. Alcune prove suggeriscono che il fattore RH negativo sia apparso sul pianeta circa 35.000 anni fa, all’interno di alcune aree geografiche molto circoscritte, al punto da sembrare collegato con alcuni particolari gruppi sociali e tribù. Le aree in cui  la sua presenza fu maggiormente riscontrata sono la Spagna settentrionale, la Francia meridionale e la etnia basca. Un altra etnia con alta concentrazione del fattore RH- è quella ebraica dell’Est.

sangue-rh-negativo-tabella

In generale, circa il 40% della popolazione europea possiede il fattore RH-. Solo il 3% degli africani e circa l’1% degli asiatici e dei nativi americani è RH-. Sulla scorta di tali informazioni statistiche, non è difficile intuire dove il fattore RH- potrebbe essere stato introdotto, originariamente, nel codice genetico umano. Stiamo parlando della regione caucasica.

caucaso

Dal punto di vista scientifico, se il fattore RH-negativo fosse realmente una tipologia ‘normale’ di sangue, a cosa potrebbero addebitarsi gli inconvenienti che sorgono quando una madre RH- dà alla luce un bambino RH+? Si tratta di una malattia emolitica, o meglio di una reazione allergica che può produrre conseguenze gravi quando i due diversi gruppi sanguigni si mescolino nel corso della gravidanza, dal momento che le sostanze antigeniche presenti nel tipo RH- attaccano le cellule RH+.

Ciò detto, a cosa può addebitarsi una lotta genica tra due tipi di sangue ugualmente umano? Abbiamo a che fare con un gruppo sanguigno alieno? Esiste un unico altro caso in natura in cui ha luogo una simile reazione tra organismi che si accoppiano: quando asini e cavalli vengono incrociati per la produzione di muli. Tutto ciò è comprensibile, in quanto si tratta di un incrocio ‘innaturale’, che allo stato brado non esiste. L’ibridazione che dà vita ai muli ha luogo esclusivamente a causa dello intervento umano. Dunque, è possibile che esistano due tipologie di esseri umani, simili ma geneticamente diverse?

Peculiarità.
Nella maggioranza delle persone con sangue di tipo RH- si tende a riscontrare una serie di caratteristiche comuni. Ecco un elenco tratto dal sito RH Negative Registry.

• Senso di non appartenenza
• Tendenza a ricercare la verità
• Senso di dovere compiere una ‘missione’ nella vita
• Empatia e compassione
• Una costola e/o una vertebra supplementare
• Quoziente intellettivo superiore alla media
• Percettività extrasensoriale
• Amore per lo Spazio e la Scienza
• Maggiore sensibilità della vista
• Non è possibile clonarle
• Temperatura corporea inferiore alla media
• Pressione sanguigna più alta della media (oppure più bassa della media)
• Colore degli occhi blu, verde o nocciola
• Capelli rossi o con riflessi rossastri
• Elevata sensibilità al calore e alla luce solare
• Fobie inspiegabili
• Sguardo profondo
• Tendenza ad essere guaritori
• Empatia per le malattie
• Tendenza a provocare malfunzionamenti nei dispositivi elettrici
• Tendenza ad essere vittime di rapimenti alieni
• Tendenza ad assistere a fenomeni inspiegabili
• Tendenza a fare sogni molto vividi
• Barriere immunitarie più forti
• Condizioni di autoimmunità e markers dell’antigene HLA B27
• Pelle chiara, squilibri di melanina e carenze di vitamina D
• Capacità di processare la CO2 in modo più efficiente della media.
• Squilibri di Ferro e Rame
• Sensibilità alle allergie ambientali

Cosa si potrebbe concludere dagli elementi illustrati? E’ stato dimostrato che il sangue è l’organo con minori probabilità di mutazione. Se si esclude quella di cui stiamo dibattendo, la scienza non ha mai registrato altre mutazioni genetiche nel sangue. Elemento che supporta la tesi secondo cui il fattore RH- sia stato introdotto da una fonte esterna, ad esempio esseri simili agli umani, ma non terrestri. E’ possibile che una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l’uomo moderno?

La Stirpe Giunta dal Cielo.
Molti testi antichi, compresa la Bibbia, sembrano supportare questa teoria. Molte storie nei testi antichi, in particolare quelle contenute nei testi pre-cristiani, narrano di una stirpe giunta dal cielo che avrebbe creato l’uomo a propria immagine. L’uomo primitivo li identificò come divinità dalla straordinaria longevità, e capaci di compiere prodigi, ad esempio volare su strani veicoli e provocare assordanti boati sparando fuoco da tali mezzi. Gli esseri umani assistettero alla edificazione di mastodontici monumenti e splendide città da parte di queste creature apparentemente divine. Perché dal punto di vista di un umanoide primitivo non potevano che apparire come divinità.

Ma in realtà chi erano, tali divinità? I miti ci dicono molto su di esse. Mediante ciò che si suppone fosse tecnologia avanzata potevano volare in cielo e nello spazio. Erano maestri di aviazione, metallurgia, astronomia, medicina e – ovviamente – genetica. Conoscevano l’energia atomica ed utilizzarono il suo potere distruttivo, a giudicare dalle prove prodotte da studi di paleo-geologia (v. correlati). Conoscevano le tecniche dell’agricoltura e sapevano come creare cereali più nutrienti ed altri derivati alimentari. Tutte le granaglie con cui gli esseri umani ancora oggi si alimentano sono apparse contemporaneamente sul pianeta nel corso di un periodo non più lungo di 10.000 anni. Tempo molto breve, biologicamente parlando, oltre il quale non fu più sviluppata alcuna nuova forma di grano.

I nostri testi antichi narrano che un giorno queste creature iniziarono ad accoppiarsi con gli esseri umani. La Bibbia dice che gli dei guardarono le donne e le trovarono piacevoli per gli occhi, e quindi le presero in mogli, e concepirono figli, molti figli.

Nella prima parte di questo articolo ho descritto cosa accade quando due specie geneticamente simili ma non uguali, vengano incrociate. Esse producono ibridi, ad esempio i muli risultanti dalla ibridazione di cavalli ed asini. Tuttavia la non perfetta compatibilità genica fa si che i muli nascano sterili. Di conseguenza quando sarebbero stati creati gli esseri umani, essi potrebbero essere stati il frutto di una ibridazione ottenuta in un laboratorio e ottimizzata mediante tecnologia avanzata, dal punto di vista delle facoltà riproduttive.

Potrebbero essere stati creati tre prototipi, ognuno più avanzato del precedente. I primi due avrebbero funto solo da iter sperimentale per giungere all’ultimo e definitivo tipo (v. correlati). Si sospetta che l’uomo di Neanderthal sia stato uno dei primi risultati di questi esperimenti, mentre sarebbe molto più elevata la possibilità che il Cro-Magnon sia stato prodotto da tali sperimentazioni. L’ultimo tipo sarebbe corrisposto a ciò che oggi definiamo proto-umanità, e da esso sarebbe disceso l’uomo moderno, cioè il risultato finale degli incroci tra gli ‘dei’ e la proto-umanità.

Questo incrocio in larga parte non avrebbe prodotto inconvenienti dal punto di vista della riproduzione, ad eccezione di una linea di sangue che sviluppò il fattore RH-negativo, che cioè non ereditò la proteina ematica connessa agli antenati scimmieschi.

Guerra tra Bloodlines
Per secoli i regnanti europei sono stati perseguitati dalla emofilia o ‘malattia del sangue.’ Sembra che la regina Victoria fosse una ‘vettrice’ di emofilia, e che la trasmise a tutti i propri figli i quali a propria volta si sposarono con regnanti di altri paesi europei, infettando praticamente tutte le case reali europee tra il 1800 ed il 1900.

Di conseguenza l’emofilia fu ribattezzata ‘Malattia Reale.’ Per riuscire a porre in connessione gli elementi appena citati, bisogna aggiungere che attualmente solo il 5% degli appartenenti a tutte le case reali del pianeta sono portatori di un tipo di sangue RH-. Insomma, una percentuale che si pone al di sotto della media della popolazione generale. Ciò indica che la maggior parte dei sovrani non è RH-. E’ questo il motivo dei cosiddetti ‘matrimoni combinati’?
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Berberi del Marocco

Per la cronaca, il gruppo culturale con i più elevati tassi di sangue RH- è quello dei berberi del Marocco. Dal punto di vista territoriale, uno studio ha indicato che la più alta concentrazione di RH- si trovi nello attuale Iraq. A quanto pare la stirpe dei berberi ebbe origine migliaia di anni fa sul confine tra Siria ed Iraq.

E’ possibile che i regnanti europei rifiutino i matrimoni misti con individui RH- per non mischiarsi con la linea di sangue ‘arabo’? In effetti sembra che il ceppo RH- dei popoli baschi provenga dai viandanti berberi giunti in quei territori via mare già nello 8000 aC. Molte antiche pitture rupestri rinvenute in quei territori potrebbero essere attribuite a questi ‘stranieri’ dalle grandi capacità artistiche.
L’unica cosa certa è che se le case regnanti europee si rifiutano di mischiare il loro sangue con individui RH-significa che questi ultimi rappresentano una ‘linea di sangue’ avversaria.
Curioso constatare come l’istituto del matrimonio in taluni casi, oltre che come ‘impresa dinastica’ potrebbe essere sfruttato sotto forma di perversa ‘guerra genica.’ Ad esempio attraverso il contagioso passaggio deliberato di una antica malattia. Per sapere quanto antica, bisogna esaminare la figura di El Zarhawi.

Il padre della chirurgia moderna fu El Zarhawi o Albucasis. Egli descrisse nei suoi studi una malattia che conduceva i maschi di una determinata famiglia a morire come conseguenza delle più banali lesioni.
Il nome esteso era Abul Qasim Khalaf ibn al-Abbas al-Zahravi. Nacque e crebbe presso Zahra, il borgo reale di Cordova (in arabo: Qurtuba), capitale della Spagna musulmana. Come la storiografia ci insegna, Zahra gareggiava con Baghdad in grandezza e magnificenza. Al-Zahravi occupò il ruolo di medico di corte del re di Al-Hakam-II di Spagna, e morì nel 1013 dC dopo una lunga e brillante carriera in cui ideò e sviluppò molti strumenti chirurgici moderni. Introdusse nuove procedure quali la cauterizzazione delle ferite, la frantumazione dei calcoli all’interno della vescica, la vivisezione e la dissezione, ed ideò numerose nuove tecniche mediche. Tra le altre cose, Al-Zahravi fu il primo a fornire una dettagliata descrizione della emofilia.

regina-vittoria
Victoria

Sulla base di queste premesse non è difficile domandarsi se il buon medico abbia mai preso in cura qualche componente di famiglie reali arabe di ‘mori’, nella Spagna dell’epoca, ammalato di emofilia. E non è difficile chiedersi in che modo un presunto sangue aristocratico come quello della regina Victoria possa aver contratto tale strana malattia di origine araba. Era presente all’interno dei suoi antenati della famiglia reale spagnola? Sembra infatti che Victoria fosse una diretta discendente del re spagnolo Ferdinando di Castiglia, vissuto nell’XI secolo dC.

In altre parole, è possibile che le discendenti femmine di Victoria, portatrici sane del gene della emofilia, unendosi in matrimonio con numerosi componenti di stirpi reali di mezza Europa, siano state usate per sabotare le future stirpi reali, contaminando i discendenti maschi della linea di sangue concorrente?

Il Sangue Blu.
Concludiamo con una curiosità. L’espressione ‘sangue blu’ con cui si usa definire gli individui sprovvisti del fattore RH, deriva dallo spagnolo sangre azul, che indica l’appartenenza ad una stirpe nobile, e si riferisce al fatto che nei nativi spagnoli dalla pelle più chiara le vene si staglino visibilmente sul corpo pallido come linee di colore azzurro, attributo non posseduto da quelli di discendenza araba. L’espressione fu coniata dopo l’occupazione della Spagna da parte dei Mori (VIII – XV sec dC.), quando le due etnie si mescolarono mediante i matrimoni misti. L’aristocrazia spagnola, in particolare alcuni Castiglia, si rifiutarono di mescolarsi con i Mori, e conservarono questa caratteristica. Da allora la locuzione sangue blu fu usata per descrivere le famiglie più antiche ed aristocratiche.

N.d.t. – piccolo consiglio: se scopriste di possedere il fattore RH- evitate di diffondere la notizia e non correte ad iscrivervi presso gli appositi registri.
fonte
http://quinazagga.wordpress.com/2012/04/01/the-mystery-of-rh-negative-blood-genetic-origin-unknown/

I Templari a Venezia – Nis

ve7Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam

 

Per moltissimo tempo le acque di Venezia hanno fatto da sfondo a numerosissimi scambi di merci e uomini da oriente ad occidente.

Il legame tra il leggendario ordine dei Templari ed una delle quattro Repubbliche Marinare, appunto Venezia, risale all’epoca delle Crociate, quando la città di Venezia era uno dei principali porti del mar Mediterraneo. Infatti nella Laguna e nel suo fiorente porto, in quel tempo ormai lontano, confluivano numerosi pellegrini e cavalieri diretti in in Terra Santa.

Secondo quanto afferma un noto scrittore, Alberto Tosei Fei, il passaggio obbligato nella città lagunare era il modo più veloce e sicuro per far giungere delle reliquie sacre in Europa. Infatti, proprio Venezia era vista come vera e propria porta d’accesso al resto del continente europeo.ve6

Il primo riferimento della presenza dei cavalieri Templari a Venezia è un documento, per la precisione un’atto di donazione dell’arcivescovo Gherardo di Ravenna. Questo particolare atto affermerebbe come l’ordine dei cavalieri Templari aveva la possibilità di sostare liberamente in laguna, oltre a concedere loro la possibilità di un punto d’appoggio sia per soldati che per pellegrini. Proprio grazie alla posizione strategica della città di Venezia, l’ordine dei Templari ne ha fatto una vera e propria “base”, un punto strategico di collegamento tra la Terra Santa e il vecchio continente.v e

L’idea che i cavalieri Templari, abbiano lasciato dei tesori sul suolo italiano nasce appunto da quando le cose in Terra Santa, hanno iniziato ad assumere una piega poco positiva, per le spedizioni di soldati europei che intrapresero le Crociate. Infatti proprio in seguito alle numerose disfatte durante la Guerra Santa da parte della compagine devota al Cristianesimo, l’ordine dei cavalieri Templari, ha pensato di usare l’allora Repubblica Marinara per custodire i numerosi tesori e le innumerevoli reliquie provenienti da Gerusalemme e dalle zone circostanti.


immagine del simbolo dei cavalieri Templari

Numerose sono le storie che vengono narrate su questo misterioso ordine, una di queste risale alla prima meta del 1300, con precisione al 13 ottobre 1307.

La leggenda narra che quando Filippo il Bello emanò un’ordine d’arresto immediato verso tutti i cavalieri dell’ordine dei Templari, perché accusati di Eresia, alcuni membri facenti parte dell’ordine riuscirono a fuggire e per mettersi in salvo, si nascosero proprio a Venezia.

Secondo le testimonianze giunte fino ad oggi, i rappresentanti dei Templari, che raggiunsero in quel tempo la città lagunare, portarono con loro un tesoro. Questo tesoro sempre secondo la storia, sarebbe stato sepolto nella piccola isola di San Giorgio in Alga. La particolarità in tutta questa vicenda, è che ad oggi di questo tesoro non si conosce niente, l’unica cosa è il manoscritto che i cavalieri Templari hanno lasciato su di esso c’è un iscrizione che afferma che l’ordine dei cavalieri, sarebbe tornato a riprendere il tesoro occultato. Il manoscritto per molto tempo è stato custodito gelosamente in città, anche se ormai del prezioso documento sono state perse le traccie. Sono molti i dubbi in merito sul perché scegliere proprio Venezia come “sepolcro” di un tesoro così importante, e per quale motivo ancora oggi a distanza di cosi tanto tempo nessuno è mai venuto a reclamare questa reliquia. Le teorie in merito a questa suggestiva storia sono molte, infatti c’è chi sostiene che il tesoro nascosto a Venezia da parte dei Templari sia stato ormai perso, altri invece credono che questo ipotetico tesoro non sia mai stato portato in laguna, altri ancora che i cavalieri Templari, abbiano già recuperato la reliquia nascosta molto tempo addietro.


isola di San Giorgio in Alga

Riflettendo su questa incredibile storia sono molti i punti a favore che avvalorano la teoria del tesoro nascosto.

Infatti se pensiamo bene a tutta la vicenda, Venezia è stata la base strategica, il punto di collegamento tra l’Europa e Gerusalemme durante tutta la durata della Guerra Santa e durante tutte le Crociate, quindi è sicuramente possibile che i cavalieri Templari abbiano optato per questo luogo per nascondere un così importante tesoro.

Ma quale sarà mai stato il tesoro, di così grande valore, che l’ordine dei Templari a deciso di nascondere proprio a Venezia?

Secondo alcune teorie, il tesoro che i cavalieri Templari, avrebbero portato in occidente dalla terra santa, passando per Vanezia appunto, era nientemeno che il Santo Graal, la coppa con la quale Gesù ha celebrato l’ultima cena e nella quale Giuseppe d’Arimatea ha raccolto il sangue di Cristo dopo la crocifissione.

Quali sono le traccie dei cavalieri Templari a Venezia?

Sono quattro le traccie in particolare che i cavalieri Templari hanno lasciato nella città di Venezia, che legano appunto la storia della laguna a quella del leggendario ordine.

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Palazzo Lorendan Vendramin Calerigi

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La chiesa di San Pietro di Castello

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L’Hotel Luna

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L‘isoletta di San Giorgio in Alga

Proprio nell’isola di San Giorgio sarebbe custodito ancora oggi una reliquia appartenente all’ordine dei cavalieri Templari. Ma come detto in precedenza non è dato sapere cosa essa sia, se ancora e nascosta nell’isola oppure è già stata recuperata dai rappresentanti che ancora oggi segretamente appoggiano l’ordine.

L’unica cosa certa in tutta questa vicenda e che per moltissimo tempo i cavalieri Templari, hanno usato la città di Venia come punto strategico per i numerosi viaggi in Terra Santa, è quindi anche tutto quello che ne conviene in merito è sicuramente possibile.

fonte
http://www.misteridelmondo.it

 

Atlantide – Nis

Atlantide è da sempre uno dei più grandi misteri a cui l’umanità non sa rispondere. Si narra di Atlantide come un grande continente perduto, un paradiso terrestre e la casa di una grande civiltà molto evoulta, che fù colpita da una immensa catastrofe naturale al culmine del suo potere che scomparve in pochi attimi infondo all’oceano, con tutta la sua storia e i suoi segreti.
Per altri, Atlantide è solo un luogo, inventato da Platone, il filosofo greco, come sfondo per due dei suoi dialoghi, il Timeo e il Crizia, dove descrisse Atlantide e ne raccontò la storia.
Atlantide è stato un vero precursore della civiltà moderna e non è detto che si trovi proprio nell’Atlantico, secondo molti Atlantide potrebbe essere collocata in varie località, come le isole greche di Creta e Santorini, le Azzorre, o le isole Canarie. La leggenda dice che tuttora le cime delle montagne più alte del continente di Atlantide sarebbero sopra la superficie marina, se la leggenda fosse vera queste isole potrebbero essere proprio queste cime.
Il nome di Atlantide deriva da Atlante, il gigante Dio greco che si dice che abbia sostenuto il cielo. In greco, Atlantide significa “figlia di Atlante”.

Atlantide secondo Platone

Platone nei suoi scritti racconta una leggenda secondo la quale oltre le Colonne d’Ercole era anticamente presente un’isola chiamata Atlantide. I dialoghi di Platone (Timeo e Crizia) in cui si parla per la prima volta di Atlantide, sono stati scritti dal Filosofo greco intorno al 400 a.c. e descrive Atlantide come una grande civiltà scomparsa 9000 anni prima, (quindi circa 11500 anni fa) infondo all’oceano Atlantico, con solo le cime delle montagne più alte rimaste in superficie.
Nel Timeo Platone fa riferimento per la prima volta ad Atlantide, Il sacerdote di Sais racconta a Solone come una grande potenza si oppose ad Atene in tempi remoti, vediamo uno stralcio del Timeo:

“Perché dicono le scritture come la vostra città distrusse un grande esercito, che insolentemente invadeva ad un tempo tutta l’Europa e l’Asia, movendo di fuor dell’Oceano Atlantico. Questo mare era allora navigabile, e aveva un’isola innanzi a quella bocca, che si chiama, come voi dite, colonne d’Ercole. L’isola era più grande della Libia e dell’Asia riunite, e i navigatori allora potevano passare da quella alle altre isole, e dalle isole a tutto il continente opposto, che costeggiava quel vero mare. Perché tutto questo mare, che sta di qua dalla bocca che ho detto, sembra un porto d’angusto ingresso, ma l’altro potresti rettamente chiamarlo un vero mare, e la terra, che per intero l’abbraccia, un vero continente. Ora in quest’isola Atlantide v’era una grande e mirabile potenza regale, che possedeva l’intera isola e molt’altre isole e parti del continente. Inoltre di qua dallo stretto dominavano le regioni della Libia fino all’Egitto e dell’Europa fino alla Tirrenia. E tutta questa potenza raccoltasi insieme tentò una volta con un solo impeto di sottomettere la vostra regione e la nostra e quante ne giacciono di qua dalla bocca.”

Questo si può facilmente interpretare, l’isola di Atlantide si trovava nell’Oceano Atlantico, nel tratto in cui parla di passare da questa isola ad altre e poi al continente di fronte, si presume che le isole in questione possano essere Cuba, Giamaica o la Hawaii per poi arrivare al continente Americano.
Nei suoi testi Platone descrive ampiamente Atlantide; riportare tutti i testi sarebbe molto lungo, comunque il filosofo Greco descrive Atlantide come un’isola rettangolare, circondata su tre lati da alte montagne, un giardino dell’Eden, con abbondanza di preziosi minerali e cristalli, in particolare di oricalco che era di colore rosso e considerato più preziosa dell’oro. Questo paradiso terrestre era una combinazione di imponenti montagne, pianure fertili, fiumi, paludi e laghi, con una popolazione fiorente e molte specie animali tra cui elefanti, particolare non trascurabile per il fatto che suggerisce una connessione con le leggende e le raffigurazioni degli elefanti in America.
La città principale aveva una forma circolare, formata da cerchi concentrici dove il più piccolo era il centro politico, culturale e religioso della città. Qui sotto una ricostruzione:

 

Ricostruzione Atlantide

Su Atlantide vi erano costruiti templi, palazzi e porti, che venivano edificati con una pietra naturale bianca, nera e rossa che venivano estratte da sotto il centro dell’isola. Alcuni di questi erano semplici edifici, mentre altri erano molto elaborati, rivestiti e decorati con oro, ottone, stagno e oricalco rosso; Su Atlantide una delle strutture più importanti era sicuramente il tempio dedicato a Poseidone, il dio del mare e dei terremoti. Il tempio era sicuramente una meraviglia dato che il tetto era fatto in avorio, le pareti e pilastri erano rivestiti con oricalco e per il resto era completamente ricoperto di oro ed argento. Al suo interno erano presenti molte statue d’oro, tra cui la statua principale alta dal pavimento al soffitto, che raffigurava Poseidone in piedi su un carro a sei cavalli alati.
Gli abitanti di Atlantide non disdegnavano neanche l’estetica e il relax; Ogni edificio era decorato con finiture pregiate, in giro per le città si potevano trovare fontane, alberi, giardini, statue e luoghi dedicati esclusivamente allo svago come terme ed ippodromi.
Il grande porto era occupato da navi e mercanti da tutte le parti del mondo, in quanto Atlantide con le sue ricchezze e le sue conoscenze era considerato il centro commerciale e culturale del mondo antico.
Le montagne circostanti di grande altezza e bellezza erano abitate dai contadini che stranamente stavano molto bene dato che la fertilità e la conformazione del terreno consentiva la coltivazione abbondante di molti tipi di verdura e frutta e quindi c’era cibo sufficiente per tutti. Lunghissimi canali larghi un centinaio di metri furono scavati per agevolare il trasporto di legname e frutti dalle montagne alle città in pianura fino ad arrivare alla costa.
Gli abitanti sono suddivisi in classi, capeggiati da una sorta di dirigenti locali che erano responsabili di una particolare area. Per molte generazioni il popolo ha obbedito alle leggi e possedeva una grande saggezza e tranquillità; Hanno vissuto una vita divina, avevano una grande abbondanza di ricchezze e di cibo che sfruttavano saggiamente e responsabilmente senza mai abusarne. Credevano nei valori dell’amicizia e della pace. Si dice anche che su atlantide c’erano molti guaritori, massaggiatori e terapisti, che lavorano solo per il benessere del loro prossimo senza ricevere niente in cambio.
Ma poi Platone oltre a descriverla, racconta anche come Atlantide venne distrutta:

“Ma nel tempo successivo, accaduti grandi terremoti e inondazioni, nello spazio di un giorno e di una notte tremenda, tutti i vostri guerrieri sprofondarono insieme dentro terra, e similmente scomparve l’isola Atlantide assorbita dal mare; perciò ancora quel mare è impraticabile ed inesplorabile, essendo d’impedimento i grandi bassifondi di fango, che formò l’isola nell’inabissarsi.”

Sempre riferendosi a Solone, il sacerdote racconta come anche i guerrieri Ateniesi scomparsero insieme ad Atlantide; Secondo Platone, Atene iniziò in tempi remoti una guerra con Atlantide e la vinse. Probabilmente durante un invasione successe la grande catastrofe e si sparse la voce che l’Oceano Atlantico fosse un luogo inesplorabile in quanto pieno di detriti e fanghiglia residui dell’antico continente scomparso.

Presunte posizioni di Atlantide

CRETA E SANTORINI

Ci sono ipotesi che collocano Atlantide nei pressi delle isole greche di Creta e Thera (Santorini), a sostegno di questo c’è da segnalare un grave terremoto che il 9 luglio 1956 mosse gli strati più bassi in una cava di Thera e successivamente riemersero le rovine di ciò che sembrava essere una antica civiltà; Ossa umane, denti e legno carbonizzato, ceramiche e altri reperti artistici che datati al carbonio-14 dal professor Galanopoulous diedero risultati stupefacenti e i risultati di questo essere rilevato i resti di Atlantide. D’altro canto se Atlantide si trovasse realmente a Thera la descrizione di Platone non combacerebbe; infatti il filosofo greco colloca il continente perduto oltre le colonne d’Ercole (Stretto di Gibilterra) e quindi per forza nell’oceano Atlantico, ma come vedremo la definizione di colonne d’Ercole potrebbe non combaciare con la nostra e potrebbero essere state pensate da Platone in un altro luogo.

 

AZZORRE E CANARIE

Le Azzorre e le isole Canarie, piccole isole vulcaniche in mezzo all’Atlantico, sono state prese in considerazione oltre che per il fatto di combaciare con la descrizione di Platone (appena fuori dalle colonne d’Ercole), anche per via della leggenda che vedrebbe le cime delle montagne di Atlantide ancora in superficie; Soprattutto le Azzorre hanno l’aspetto di cime di montagne come possiamo vedere dalla foto in basso, con le grandi cime che salgono ripidamente direttamente dall’oceano e l’origine vulcanica dell’arcipelago rende verosimile la storia della grande catastrofe.

 

atlantide canarie
Per quanto riguarda le Canarie, anch’esse isole vulcaniche c’è da segnalare il fatto che gli scopritori al loro arrivo trovarono degli indigeni di pelle chiara chiamati “Guanci”; cosa strana data la vicinanza con l’Africa.

 

BIMINI E TRIANGOLO DELLE BERMUDE

Un’altra ipotesi più recente è stata suggerita nel 1920 da un americano con poteri psichici, Edgar Cayce, che predisse che Atlantide sarebbe risorto nel 1968 dal fondo dell’oceano vicino a Bimini (Bahamas). In effetti, nel 1968 un pilota di linea avvistò un tempio che emergeva dal mare a poche miglia di distanza dal luogo della previsione. Da allora in quella zona ci sono stati molti avvistamenti da parte di vari subacquei che hanno scoperto rampe di gradini scavati nei fianchi scoscesi della piattaforma continentale, pareti verticali, archi e quelle che sembrano essere delle piramidi sommerse. Nella stessa zona sono state avvistate grandi pietre monolitiche disposte in modo circolare, cosa che ricorda molto Stonehenge in Inghilterra. I Dr. Manson Valentine ha scoperto ed esplorato il “Bimini Road” un muro situato ad una profondità di circa 20 metri, a est di North Bimini, che sembra avere delle fondamenta sepolte sotto al fondale marino (foto sotto).

Atlantide Bimini   Atlandide bimini

È molto interessante il fatto che queste rovine si trovano nella zona conosciuta come “Il Triangolo delle Bermude”, l’area compresa tra Bermude, Florida orientale e Porto Rico. Questa zona è famosa perché all’interno di questo triangolo geografico, molti aerei, navi e piccole imbarcazioni sono state viste sparire senza lasciare alcuna traccia; Prima di sparire tutti i mezzi segnalavano malfunzionamenti agli strumenti, in particolare dei radar e delle bussole che sembravano impazzite.
Molti dicono che la spiegazione di questi avvenimenti misteriosi, è che gli abitanti di Atlantide avevano cristalli giganti capaci di immagazzinare energia elettrica da sfruttare in vari modi, come è stato riferito da Edgar Cayce attraverso le sue letture psichiche; Questi cristalli rimasti ancora carichi di energia dopo migliaia di anni, in prossimità di Atlantide disturberebbero gli strumenti moderni di cui disponiamo.

Atlantide Bermuda

SUD AMERICA

Recentemente il Sud America è diventato il luogo più favorito per la collocazione di Atlantide. Uno dei luoghi accostato maggiormente ad Atlanride è Tiahuanaco in Bolivia. La città fu apparentemente costruita tantissimo tempo fa, al punto che animali preistorici sono stati rappresentati su delle ceramiche trovate nel posto. A Tiahuanaco ci sono enormi edifici, costruiti ad un’altitudine di oltre 4000 metri, con pareti di dieci metri di spessore formate da blocchi di pietra dal peso di 10 tonnellate ciascuno. Questi edifici sono stati costruiti con una tale precisione da far pensare ai ricercatori che questi edifici avrebbero richiesto una grandissima conoscenza della fisica, cosa che le antiche popolazioni boliviane non possedevano di certo.
Nel 1995 Graham Hancock, nel libro Impronte degli dei, ha osservato che la piramide di Akapana a Tiahuanaco, è orientata a ovest, e guarda la costellazione dell’Acquario come essa era visibile nel 10450 A.C.
Nel 1965, il dottor Robert Menzies ha esaminato le foto scattate dalla nave di ricerca “Anton Bruun”, al largo della costa del Perù. Le foto hanno rivelato cose molto insolite sul fondo del mare che sembra essere fatto di fango. Foto scattate a una profondità di 6.000 piedi mostrano ciò che sembrano essere massicci pilastri e pareti, alcune delle quali sembravano avere incisioni realizzate da mano umana. Messo insieme tutto questo possiamo supporre che dopo l’inabissamento di Atlantide, i superstiti si trasferirono in Sud America dove furono i precursori delle civiltà Maya, Azteche e Incas; civiltà che anche se apparentemente primitive, possedevano una grande conoscenza delle stelle e una sorprendente abilità nel costruire grandiose città e monumenti.
A sostegno di questa ultima teoria c’è da segnalare una leggenda degli abitanti del Messico ai tempi della scoperta del continente Americano; Dopo la Conquista, si scoprì un antica leggenda degli indigeni trascritta nel Codice Aubin, iniziava con queste parole: “Gli Uexotzincas, i Xochimilacas, i Cuitlahuacas, i Matlatzincas, i Malincalas abbandonarono Aztlan e vagarono senza meta”. Aztlan era un’isola dell’Atlantico e le antiche tribù avevano dovuto lasciarla perché stava sprofondando nell’oceano. Dall’isola i superstiti avevano preso il nome: si facevano infatti chiamare Aztechi, ovvero “Abitanti di Aztlan”.
Se Atlantide fosse stata realmente in mezzo all’Atlantico, si potrebbe spiegare come le civiltà Egizie e centro americane abbiano costruito monumenti molto simili (piramidi) a distanza di migliaia di chilometri. Che Atlantide sia stata un ponte tra le due civiltà? Tiahuanaco, Machu Pichu e le altre antiche città Azteche, Maya e Inca, potrebbero essere l’eredità che i superstiti di Atlantide ci hanno lasciato?
SARDEGNA

Ebbene si… Anche noi italiani abbiamo la nostra Atlantide! Nel 2002 il giornalista Sergio Frau nel suo libro “Le colonne d’Ercole” Spiega come le colonne descritte da Platone andrebbero in realtà identificate con il canale di Sicilia, dunque l’isola di Atlantide sarebbe in realtà la Sardegna; il popolo che edificò i famosi nuraghi coinciderebbe con il misterioso popolo Shardana, citati tra i popoli del mare che secondo le cronache degli antichi egizi tentarono di invadere il Regno d’Egitto.
Rileggendo il Crizia ed il Timeo, possono venire dubbi sia sulla definizione di colonne d’Ercole che su quella di Oceano Atlantico. L’autore avrebbe potuto far confusione tra la denominazione arcaica e quella a loro nota dell’oceano Atlantico e si sa che le colonne d’Ercole per gli antichi greci stavano a rappresentare il luogo oltre il quale tutto era sconosciuto. Si sa che gli antichi greci non avevano una vasta conoscenza del mar mediterraneo oltre la Sicilia, la loro cultura si sviluppò principalmente nel bacino dell’Egeo e quindi lo stretto di Sicilia poteva essere per Platone paragonabile allo stretto di Gibilterra.
Oltre questo si suppone che la Sardegna e la Corsica nel Paleolitico formassero un’unica grande isola, (foto sotto) e che le coste erano molto più grandi, con estese aree pianeggianti per via del livello del mare più basso, permettendo cosi un maggior sviluppo per l’isola. Poi successivamente il livello del mare si alzò (la catastrofe) separando le due isole e sommergendo l’antica zona costiera sarda.
Come tutti sappiamo la Sardegna è piena di Nuraghe, costruzioni megalitiche che sono ancora un mistero per l’archeologia ufficiale, ma per chi sostiene che Atlantide sia stata in Sardegna non è poi cosi un mistero. Sarebbero dunque stati gli Atlantidei a realizzare queste costruzioni? Certo che gli scritti di Platone si adatterebbero anche a questa ipotesi se consideriamo le colonne d’Ercole lo stretto di Sicilia, come spiegato in questo video:

 

Tesi contro la leggenda

Il fatto che prima di Platone non ci sia riferimento al mito di Atlantide in nessuno scritto, ha fatto pensare che la leggenda del continente perduto sia solo una invenzione del filosofo greco per fare da sfondo ai suoi dialoghi “Timeo” e “Crizia”. La mitica città di Atlantide non sarebbe altro che la rappresentazione immaginaria dell’ideale politico di Platone, che avrebbe voluto la realtà in cui viveva come l’immaginaria Atlantide da lui descritta. C’è da dire che in vari testi latini e greci si fà riferimento ad Atlantide, ma tutti successivi ai dialoghi di Platone e quindi presumibilmente influenzati dal mito della città paradisiaca descritta negli scritti.
Una teoria recente accosta la civiltà Atlantidea a quella Minoica, che si sviluppò nell’Egeo fino al 1450 a.c e che finì improvvisamente in circostanze misteriose. La causa potrebbe essere stata l’esplosione del vulcano dell’isola di Thera (Santorini), che provocò lo sprofondamento parziale dell’isola e giganteschi terremoti; l’esplosione di Thera avrebbe propagato nel Mediterraneo una gigantesca onda anomala in grado di spazzare via gli insediamenti lungo le coste. Questa vicenda avrebbe potuto essere stata ingigantita da Platone, che avrebbe potuto prenderne spunto per creare la leggenda di Atlantide, che non sarebbe stata altro che la civiltà Minoica un po’ ingrandita e miticizzata.

 

Conclusioni

Non solo Platone in tempi passati fece riferimento ad Atlantide; Un mito Hopi, una tribù americana, descrive Atlantide come una terra pacifica in cui erano presenti grandi città e un artigianato fiorente, ma quando il popolo diventò corrotto e iniziò una cruenta guerra, un grande alluvione distrusse tutto il continente.
Come abbiamo visto ci sono varie ipotesi a riguardo, ognuna contrasta con l’altra e sembra essere abbastanza convincente. Il mito del continente perduto di Atlantide affascina da migliaia di anni chiunque ne senta parlare, ma rimane sempre un mistero, sepolto da millenni di storia e forse da metri di Oceano.

 

fonte
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L’isola delle bambole – Nis

Ci sono alcuni posti in questo mondo che sono immersi in una fitto alone di mistero, questi sono luoghi che hanno la capacità in noi di sconvolgerci davvero. Questi luoghi incriminati spesso ci inquietano al punto di tormentarci durante il sonno, con dei veri e propri incubi.

Uno di questi luoghi è veramente inquietante è un isola che si trova in Messico, conosciuta col nome di: Isla de las Munecas, la particolarità che rende unica quest’isola è che su tutta la sua area, vi sarebbero un numero incredibile di bambole impiccate.

L’isola delle bambole è situata, su quello che una volta era chiamato lago Xochimilco, l’isola è ciò che è noto come chinampas, cioè: isole artificiali costruite in zone poco profonde del lago, durante il periodo pre-ispanico come mezzo per aumentare la produzione agricola.

Le isole artificiali erano così rigogliose che erano conosciuti anche come “giardini galleggianti”, il gran numero di chinampas costruiti successivamente contribuito al progressivo restringimento del lago di Xochimilco nel sistema di canali che esistono oggi. Oggi queste numerose isole artificiali sono cadute in rovina ed abbandonate, tuttavia uno dei chinampas che tutti, vogliono evitare di vedere è la minacciosa isola delle Bambole.

alcune bambole presenti sull'isola

alcune bambole presenti sull’isola

L’isola delle bambole è uno dei luoghi più terrificanti di tutto il Messico, questo a causa della sua bizzarra storia inizia nel 1950. In quell’anno un uomo misterioso, Julian Santana Barrera, occupo uno degli isolotti del lago, vivendo in una capanna, da lui stesso costruita.

La particolarità fu che il misterioso individuo non uso l’isola per coltivare frutta e verdura, ma bensì per produrre combustibile. Un evento successo nei pressi dell’isola occupata da Barrera, fu la causa che fece iniziare l’odissea di questo macabro posto. Barrera infatti si trovo ad assistere all’annegamento, di una giovane ragazza, nei pressi dell’isola da lui abitata. Questo evento turbo l’uomo, che affermava, di essere perseguitato dallo spirito della giovane sventurata.

Successivamente a questo il comportamento dell’uomo, già molto strano, andò via via peggiorando assumendo sempre di più atteggiamenti insoliti. Un giorno Barrera, vide una bambola alla deriva, l’uomo interpreto questo come un segno, decise quindi di raccoglierla ed appenderla, credendo che avrebbe cosi allontanato lo spirito della ragazza che lo tormentava. Barrera ossessionato dagli incubi, iniziò a collezionare moltissime bambole e le appese su tutta l’isola.

La leggenda narra che le famigerate bambole di notte prendano vita, proteggendo l’isola ed il suo custode da tutto. Testimonianze affermano che, Barrerra parlasse e cantasse con le bambole, prendendosi cura di loro come fossero esseri umani. Questo andò avanti per anni, finché un giorno Barreras, fu stato trovato morto. La cosa strana era, che il suo corpo fu ritrovato nello stesso posto; dove morì quella ragazza molti anni prima.

La capanna di Barreras

La capanna di Barreras

La leggenda locale narra, che il fantasma di Barrera continui ad abitare l’isola, insieme alle sue bambole.

Oggi le bambole anche a distanza di molto tempo sono, sono ancora nell’isola.

Le storie del paranormale che pervadono La Isla de las Munecas, hanno catturato l’attenzione di chi cerca la prova che tali fenomeni si verifichino, lo show televisivo Destination Truth organizzò una spedizione sull’isola. Gli studi affermarono che effettivamente le bambole sembravano essere pervase da una certa energia soprannaturale ed inquietante e che l’isola era infestata e maledetta. L’equipe di esperti durante il soggiorno sull’isola, riusci a documentare alcuni episodi stupefacenti; infatti, strani suoni sono stati ascoltati sul tetto della baracca dell’isola. Così come altri rumori inquietanti e colpi nel buio si udirono nelle vicinanze della capanna.

Il momento clou delle ricerche è avvenuto quando una delle bambole sembrava aprire gli occhi spontaneamente quando gli veniva chiesto di farlo. L’intero evento è stato catturato dalla macchina fotografica. I più scettici possono obbiettare sulla sua autenticità, ma è indubbio che questa documentazione costituisca la prova del paranormale.

altre bambole presenti sull'isola

altre bambole presenti sull’isola

Nel corso degli anni, l’isola delle bambole è diventata veramente uno dei più famosi chinampas di Xochimilco.

Tutto questo esclusivamente basato sulla sua reputazione cupa, e la sua storia bizzarra. Ogni anno centinaia di persone affollano l’isola per vedere le sue bambole. Per i veri coraggiosi, oggi è relativamente facile da prenotare un tour per vedere l’isola, ed è facilmente raggiungibile in traghetto. Gli ospiti possono andare e venire, le bambole rimangono, i loro corpi contorti appesi sugli alberi e gli occhi piccoli e luccicanti fissano tutte le genti che passano come ad intimarle di andarsene il più velocemente possibile.

Forse Barrera è lì, tra le sue bambole per continuare prendersi cura di loro in eterno.

 

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