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Eravamo quattro amici al bar …-Nis

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Rosina è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Rosina diventa il più importante della città.bacaro_do_mori-640x426

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

bancaLa banca di Rosina, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Rosina e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.af4e858dc565aea8d5bc59d07dfa1446

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Rosina arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Rosina, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Rosina non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

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Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Rosina, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Rosina perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

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Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

Fonte:Web

Anton LaVey.-Patty

“Amatevi gli uni con gli altri”, questo è stato detto, è la legge suprema, ma quale potere si
comporterebbe  così? Sopra quale razionale autorità è fondato il vangelo basato sull’amore?
Chi sarei io senza i miei odiati nemici – se li amassi sarei oggetto della loro misericordia?

‘Odiate i vostri nemici con tutto il cuore, e se uno vi colpisce su una guancia, fracassategli l’altra, colpitelo di fianco e di fronte per autopreservarvi, questa è la legge suprema! Colui che porge l’altra guancia è un cane codardo! Rendete colpo al colpo, disprezzo al disprezzo, condanna alla condanna – con un maggior interesse liberamente aggiunto! Occhio per occhio, dente per dente, sempre quadruplicato, centuplicato! Diventate voi stessi un Terrore per il vostro avversario, in modo che sia ossessionato dall’essere molto prudente nei vostri confronti. In tal modo, sarete rispettati in tutti i cammini della vita, ed il vostro spirito, -il vostro spirito immortale- sarà vivo, non in un astratto paradiso ma nelle menti e nelle azioni di coloro il cui rispetto vi sarete guadagnati!’

Tratto da ; Il Libro di Satana (pag. 17.)copj170.asp

Sto leggendo in questi giorni La Bibbia di Satana e strano ma vero,la trovo molto interessante, naturalmente bisogna leggerla senza preconcetti , quest’opera è stata pubblicata per la prima volta in America nel 1969 .Mi ritrovo con LaVey in alcuni punti ,infatti lui propone il culto dell’uomo come “Dio”al contrario della Chiesa che impone la venerazione di Dio in modo assoluto .
Cercando in rete troverete molti siti/blog che parlano di LaVey e della sua filosofia,molti sono però scritti da cattolici e quindi spesso alcuni concetti di LaVey vengono snaturati . Ho letto anni fa il testo sacro della religione ebraica e cristiana ovvero la Bibbia e onestamente l’ho trovata una lettura molto fantasiosa quasi surreale , al contrario la Bibbia di Satana è ,per alcuni versi ,più realistica.

Quanti di voi conoscono Anton Szandor Artur LaVey?lavey

Nato a Chicago, l’11 aprile del 1930 e morto di infarto a San Francisco,il 29 ottobre 1997.
Questo personaggio è stato portato alla ribalta dai media negli anni 60 quando fondò la Chiesa di Satana chiesa che rappresenta il satanismo ateo .
Era il 1966 quando LaVey si rasò la testa nella tradizione degli antichi carnefici e annunciò la formazione de La Chiesa Di Satana (The Church of Satan).
Egli sentiva il bisogno di una chiesa che riacquistasse il corpo dell’uomo ed i suoi desideri carnali come oggetti di celebrazione. “Dall’adorazione di cose carnali che provocano piacere”, affermò, “si otterrebbe un tempio di gloriosa indulgenza…
Durante gli anni sessanta grazie a personaggi come Roman Polanski la Chiesa di Satana gode di notorietà .
Nel 1969 esce The Satanic Bible scritto da LaVey dove spiega la sua personale visione del satanismo, Satana qui ha un ruolo puramente allegorico,nel 1972 pubblica The Satanic Rituals qui vengono descritti i “riti” che la Chiesa di Satana .LaVey inizia a interessarsi all’occultismo già nel 1951, attraverso le teorie di Aleister Crowley, che era a capo di uno dei rami dell’Ordo Templi Orientis, un ordine iniziatico. Nel 1961 LaVey inizia a distaccarsi dalle idee di Crowley e, insieme all’amico regista Kenneth Anger, fonda il Magic Circle, che dal 1966 diventerà la Chiesa di Satana.
Forse è bene ricordare che LaVey Egli era un discendente di nonni Georgiani, Rumeni e Alsaziani, incluse nonne zingare che gli tramandarono leggende vampiresche e di stregoneria della loro terra nativa, la Transilvania. Fin da bambino, LaVey lesse riviste di storie magiche e libri come Frankenstein di Mary Shelly e Dracula di Bram Stoker. Benché fosse un bimbo differente dagli altri, fu definito come un leader nelle marce e manovre beffarde degli ordini militari.
Nel 1942, quando LaVey era dodicenne, la passione per i soldatini portarono il suo interesse fino alla seconda guerra mondiale. Egli effettuò ricerche attraverso manuali militari e scoprì che i componenti degli arsenali per l’equipaggiamento dell’esercito, potevano essere comprati tranquillamente dal droghiere o nel supermarket, usati così per conquistare le nazioni. L’idea che prese forma nella sua testa, contrariamente a ciò che predicava la bibbia cristiana, era appunto che la terra non poteva appartenere agli umili e ai sottomessi, ma ai forti e potenti. Nel periodo scolastico, LaVey fu definito per un certo verso un bambino prodigio. Destinando i suoi studi più seri al di fuori della scuola, egli fece ricerche in ambito musicale, metafisico e segreto dell’occulto. A quindici anni, divenne il secondo oboista nell’Orchestra Sinfonica del Balletto di San Francisco. Stanco ed annoiato dall’ambiente scolastico, LaVey lasciò la scuola appena adolescente, andò via di casa e si unì al Circo di Clyde Beatty come “ingabbiatore”, abbeveratore e nutritore di tigri e leoni. Gli ammaestratori d’animali del circo scoprirono ben presto che LaVey lavorava a proprio agio con i gattoni e lo promossero come aiuto-istruttore. Posseduto da una grande passione per l’arte e la cultura, e non soddisfatto del proprio mestiere, LaVey scelse di partecipare attivamente allo show. Cominciò inoltre ad imparare a suonare il pianoforte. Questo gli tornò utile quando una volta egli si offrì come sostituto al suonatore d’organo del circo, ubriaco e incapace di lavorare. Ciò permise a Betty, il padrone del circo, di notare la sua superiore capacità di suonare l’organo, così l’ubriaco fu licenziato e LaVey prese permanentemente il suo posto. Egli accompagnò personalmente “L’uomo cannone” Hugo Zacchini e la funambola Wallenda. Quando LaVey ebbe diciott’anni, lasciò il circo e si unì ad un lunapark. Divenne assistente dei
maghi, apprendisti ipnotisti e poté dedicarsi meglio al mondo dell’occulto. Era una curiosa combinazione. Da una parte lavorava in un’atmosfera di vita cruda; sapeva riconoscere gli animali selvaggi dal loro odore, effettuava spettacoli dove il minimo errore poteva essergli fatale, performance adatte soltanto a ragazzi forti e robusti; un mondo di eccitazione fisica quasi come un’attrazione magica. Dall’altra parte studiava la magia inerente al lato più oscuro della mente umana. Probabilmente è stata proprio questa strana combinazione ad influenzare la strada che lo portò a scorgere la vera umanità, attraverso l’accompagnamento d’organo per gli spettacoli.
“Il sabato sera…”, LaVey raccontò in uno dei suoi lunghi discorsi, “…avrei visto uomini arraparsi dopo che donne mezze nude avevano danzato alla fiera, e alla domenica mattina, quando avrei suonato l’organo per gli evangelisti d’avanspettacolo dall’altro lato del campo fiera, avrei visto quegli stessi uomini seduti sulle panche con le loro mogliettine e i loro figlioletti chiedere a dio di perdonarli e purificarli dai desideri della carne. tanto il sabato sera successivo essi sarebbero tornati alla fiera o in qualche altro luogo d’indulgenza. Allora ho capito che la chiesa cristiana prospera sull’ipocrisia, e quella natura carnale di quegli uomini riusciva sempre a cavarsela!”
Benché LaVey non se ne fosse ancora accorto, era prossimo a formulare una religione che sarebbe stata una vera e propria antitesi del patrimonio cristiano e giudaico. Una vecchia religione, più antica del cristianesimo o del giudaismo. Ma nessuno l’aveva mai formalizzata,
nessuno l’aveva ancora predisposta per la dottrina e per i rituali. Questo è stato per l’appunto il ruolo di LaVey nella civiltà del ventesimo secolo. Una volta sposato nel 1951 all’età di ventun’anni, LaVey abbandonò il mondo del lunapark per dedicarsi ad una carriera più adatta alla vita familiare. Si iscrisse così alla facoltà di criminologia del miglior College City di San Francisco. Ciò lo portò al suo primo lavoro conformista: fotografo del Dipartimento di Polizia di San Francisco. Come egli stesso disse, questo lavoro gli aprì la strada verso il Satanismo meglio dei precedenti. “Vedevo il lato più sanguinoso e sudicio della natura umana”. In una sessione riguardante il proprio passato, LaVey raccontò: “Persone uccise da svitati, accoltellate dagli stessi amici, piccoli bambini schizzati nei fossi da autisti sfrenati. Tutto era così disgustoso e deprimente. Chiesi a me stesso: ma Dio dov’è? Cominciai a detestare con tutto me stesso la santa attitudine della gente a dire, di fronte a fatti di violenza, ‘è il volere di Dio’”. Così, questo disgusto durato ben tre anni, lo portò a lasciare il lavoro di fotografo e a ritornare a suonare l’organo, questa volta nei night club e nei teatri per guadagnarsi da vivere e continuare i suoi studi di passione vitale: le arti oscure. Una volta a settimana egli preparava “convegni” in materia arcana: presenze spettrali, E.S.P., sogni, vampiri, lupi mannari, divinità, magia cerimoniale ecc. Affascinò molta gente che lo frequentava, o era lì per la prima volta, dandogli una certa fama nel mondo della scienza dell’arte e del business. Finalmente, si sprigionò dal suo gruppo un “Circolo Magico”. Lo scopo principale del Circolo era quello di compiere riti magici che LaVey stesso aveva scoperto o concepito. Accumulò nel tempo una libreria di attività che descrissero la Messa Nera e altre ignobili cerimonie, condotte da gruppi come Knight Templar nel quattordicesimo secolo in Francia, Hell-Fire Club e il Golden Dawn nel diciottesimo-diciannovesimo secolo in Inghilterra. L’intento di alcuni di questi ordini segreti era di tipo blasfemo, satirico nei confronti della chiesa cristiana e indirizzante al Demonio, descritto come una divinità antropomorfica contraria a dio. Dal punto di vista di LaVey, il Diavolo non è affatto questo, ma più che sinistra, una forza naturale responsabile di tutto ciò che accade in terra, una forza che nessuna scienza o religione ha saputo mai spiegare.
Tratto da The Satanic Bible.
Burton H. Wolfe

Aleister-Crowley

Aleister Crowley

LaVey inizia a interessarsi all’occultismo già nel 1951, attraverso le teorie di Aleister Crowley, che era a capo di uno dei rami dell’Ordo Templi Orientis, un ordine iniziatico. Nel 1961 LaVey inizia a distaccarsi dalle idee di Crowley e, insieme all’amico regista Kenneth Anger, fonda il Magic Circle, che dal 1966 diventerà la Chiesa di Satana.
Durante gli anni sessanta grazie a personaggi come Roman Polanski la Chiesa di Satana gode di notorietà .
Nel 1969 esce The Satanic Bible scritto da LaVey dove spiega la sua personale visione del satanismo, Satana qui ha un ruolo puramente allegorico,nel 1972 pubblica The Satanic Rituals qui vengono descritti i “riti” che la Chiesa di Satana .
Fino all’inizio degli anni novanta circolavano molte leggende sulla vita di LaVey, in gran parte alimentate da lui stesso; molti particolari furono smentiti dal giornalista del New Yorker Larry Wright in una serie di articoli dopo accurate indagini.

Dopo la sua morte l’organizzazione venne diretta da Diane Hegarty, Blanche Barton, moglie di LaVey. ed infine da Peter H. Gilmore. Poiché la Chiesa di Satana non rivela pubblicamente l’identità dei suoi membri, non è noto se sia in ascesa o in declino dopo la scomparsa di LaVey, sebbene il suo attuale reggente Peter H. Gilmore assicuri che un numero costante di persone sia affascinato dal culto.

 

Consiglio a tutti di leggere La Bibbia di Satana al contrario di quello che si possa pensare, e’ un libro che tratta  principalmente di filosofia , non sono contenuti ne rituali magici ne formule per evocare Satana , si legge una scuola di pensiero , non una vera e propria religione, non è un libro per non credenti diciamo che  spiega l’altra faccia della medaglia .

 

 

http://www.esolibri.it/testi/demon%20ita/La%20Bibbia%20Satanica%20%28Anton%20Szandor%20Lavey%29.pdf

I bambini di Satana: Il caso di Marco Dimitri – Nis

Il 24 gennaio 1996 i carabinieri arrestano Marco Dimitri, Gennaro Luongo e Piergiorgio Bonora, i vertici dell’associazione Bambini di Satana, un gruppo satanista di Bologna. Sono accusati di aver narcotizzato e stuprato Elisabetta Dozza, ex fidanzata di Luongo, durante una messa nera.b1

Marco Dimitri era una ex guardia giurata che era diventata nota tra la fine degli Anni Ottanta e l’inizio degli Anni Novanta dopo aver partecipato a qualche trasmissione televisiva e aver rilasciato interviste a giornali nazionali. A volte giocava un po’ con gli stereotipi dei satanismo made in Hollywood perché avrebbero forse facilitato la veicolazione del nome dei Bambini di Satana. Che è un’associazione legalmente costituita, fondata dallo stesso Dimitri nel 1982 dopo un percorso tra un’adolescenza difficile e ardori giovanili per l’esoterismo. Più avanti li aveva abbandonati per passare a un’impostazione prettamente materialistica. A quei tempi, non aveva pendenze penali né aveva subito condanne: prima del ’96 era stato oggetto di un paio di inchieste, ma erano b2state entrambe archiviate perché non erano stati ravvisati elementi di reato.

I ragazzi vengono scarcerati il 13 febbraio, ma nel frattempo emerge la storia di un bambino di tre anni, conosciuto con il nome di Federico, che sarebbe stato infilato dentro una bara e violentato durante un rito satanico. Le indagini proseguono e nel frattempo i media innescano l’allarme sociale, utilizzando il satanismo e la pedofilia come argomenti di sicuro sconcerto e indignazione.

Nel primo periodo di carcerazione, tenta il suicidio e quando il Tribunale delle Libertà ne dispone il rilascio, l’etichetta del mostro gli è già stata apposta con tutto ciò che ne consegue. I primi mesi corrispondono a un crollo emotivo per lui, che comunque continua a professarsi innocente. Con la seconda carcerazione e il progredire dell’impalcatura accusatoria, paradossalmente, inizia a reagire e dimostra per tutta la durata della vicenda un certo temperamento nel difendersi.Nel giugno dello stesso anno, i tre indagati sono di nuovo tradotti in carcere. L’inchiesta si allarga a macchia d’olio, si srotola una teoria di accusati e ipotesi fantasiose, che i giornali trasformano in mostri e certezze. A sentire i giornali e le notizie in TV, i Bambini di Satana sono un gruppo di criminali e pervertiti sessuali in contatto con il demonio.b4

Che cosa c’è di vero in tutto ciò?

Assolutamente nulla. In quei primi mesi, i giornali – senza distinzioni – hanno usato toni forcaioli basati solo su fantasia. O meglio hanno dato per scontata la colpevolezza di Dimitri e dei suoi coimputati: dunque le dichiarazioni che venivano rilasciate ai giornali da parte dei cosiddetti “esperti” – sociologi, prelati, psichiatri, eccetera – erano orientate in una sola direzione. Occorrerà attendere l’ingresso sulla scena di Luther Blissett perché qualcuno cominci a porsi dei dubbi.

Ci sono diversi aspetti inquietano in questa triste storia, dove il nulla si sostituisce al buon senso. Per esempio, le testimonianze clamorose della teste Elisabetta Dozza.

Perché la ragazza si era inventata tutto?

Non si sa. Di questa vicenda si conoscono il chi e il come, il perché è una domanda a cui non è stato possibile dare risposta. L’unica cosa certa è che esiste la sentenza del tribunale nel quale si afferma che la teste non era credibile per diversi motivi: tra questi, le continue ritrattazioni di fronte a “emergenze processuali”, come dicono gli atti, fatti che non collimano con gli accertamenti, dichiarazion

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i non confermate da altri testi chiamati a deporre.

Come si è proceduto nel raccogliere e interpretare la sua testimonianza sulle presunte violenze commesse sui Federico?

In modo strano nel senso che il bambino non viene mai sentito direttamente, ci sarà sempre qualcuno che parlerà per lui. Addirittura che disegnerà per lui. Sempre nella sentenza, si dice che è possibile che in lui sia stato ingenerato il meccanismo del “falso ricordo”. Peraltro la sentenza dice anche che forse a qualche evento traumatico potrebbe essere stato davvero sottoposto, ma non ciò di cui erano accusati gli imputati e soprattutto non per mano loro.

Quello che lascia allibiti è stata la condotta dei media. In particolare, il Resto del Carlino si distinse con articoli “sconvolgenti”, dove ogni dettaglio dell’inchiesta si trasformava in un orrore degno

di un B-movie.

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A rinforzare l’allarme sociale arrivarono gli immancabili esperti: studiosi del GRIS (un’associazione privata cattolica di ricerca e informazione socio-religiosa), sacerdoti, esorcisti… quello che uscì dalla TV e dai giornali non poteva essere altro che una condanna, da parte della religione egemonica, di una cultura che esercitava il diritto di tirarsi fuori dalla religione stessa. b6

La vicenda giudiziaria si chiude il 20 luglio 2004, con il risarcimento stabilito dalla Corte d’Appello di Bologna per il periodo di ingiusta detenzione, durato 400 giorni, di centomila euro per Marco Dimitri. Lui non ha mai commesso ciò che gli è stato imputato.

Fonte:

Dieci buoni consigli – Nis

1.  Se credi di saperla lunga, sappi che sbagli.
“So di essere intelligente, perché sono cosciente di non sapere.”
“Sono più sapiente di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo un bel niente; però lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò ne so un tantino più di costui.”

2. Vivi con meraviglia e volontà di comprendere.

“Col credere che si debba far ricerca delle cose che non si sanno, diventiamo migliori, più forti e meno inetti, che non se ritenessimo impossibile trovare ciò che non sappiamo.”

“La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.”

“Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta.”

3. Non perdere di vista le cose essenziali nascoste dietro le sovrastrutture.

“Ho gettato la mia tazza quando ho visto un bambino bere al ruscello dalle proprie mani.”

4. L’obbedienza alla Legge Morale e la coerenza fanno di te un essere umano.

“Hai torto, amico, se pensi che un uomo di qualche merito debba calcolare il rischio di vita e morte, invece di pensare se ciò che fa è giusto o ingiusto e se si è comportato da uomo onesto o malvagio.”

“Dovendo scegliere tra il commettere un’ingiustizia e il subirla, preferirei subirla.”

“Io cerco di persuadervi, giovani e vecchi, che non dei corpi dovete prendervi cura, né delle ricchezze né di altra cosa prima e con maggiore impegno che non dell’anima in modo che diventi buona il più possibile, perché la virtù non nasce dalle ricchezze, ma dalla virtù stessa nascono le vere ricchezze e tutti gli altri beni per gli uomini, in privato e in pubblico.”

“La strada della gloria è lottare per essere ciò che ti auguri che si pensi di te.”

“Ciò che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo coincide con la realizzazione della propria essenza.”

“Datemi bellezza nell’anima interna; fate che l’uomo sia uguale dentro e fuori.”
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5. Non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare la tua vita.
“Chi vuol muovere il mondo, muova se stesso.”

6. Le parole sono incantesimi; usale bene e diffida di quelle altrui.

“Le parole false non sono cattive solo nella forma, ma infettano l’anima con il male.”

“Le menti superiori discutono le idee; le menti normali discutono gli eventi; le menti mediocri discutono le persone.”

“Segui la regola del Triplo Filtro.”

7. Coltiva il rispetto per te stesso.

“L’importante non è vivere, ma vivere bene.”

“I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.”

C’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù.”

“Il saggio non si espone al pericolo senza motivo poiché sono poche le cose che gli stiano davvero a cuore; ma per queste è disposto a combattere, sapendo che a talune condizioni non valga la pena vivere.”

8. Non sposarti, anzi sposati.
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“Il mio consiglio per te è di sposarti; se troverai una buona moglie sarai felice; se non la troverai diventerai un filosofo.”
“Sposati, oppure non sposarti. In entrambe i casi te ne pentirai.”

9. Sappi che il male è solo assenza di bene, esattamente come l’ignoranza è assenza di conoscenza.

“Non esiste il male, ma solo assenza di bene.”

“Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza.”


10. Viaggia felice perché il tragitto è breve e il capolinea potrebbe essere meno brutto di quanto temi.

“L’essere contenti è una ricchezza naturale, il lusso è una povertà artificiale.”

“Siate felici, agite nella felicità, sentitevi felici, senza alcuna ragione particolare.”

“Sappi che tu hai una malattia mortale chiamata morte. Pochi anni in più o in meno fanno poca differenza. Sii felice oggi, senza ragione, o non sarai mai più felice.”

“La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l’anima e il corpo.”
“Aver paura della morte è voler sembrare sapiente senza esserlo, cioè credere di sapere ciò che non si sa. Perché nessuno sa se per l’uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure tutti la temono come se sapessero con certezza che sia il più grande dei mali. Ed il credere di sapere quello che non si sa non è forse la più vergognosa forma di ignoranza?”

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fonte:
http://www.anticorpi.info

Omraam Mikhaël Aïvanhov. -Space.

«L’esistenza è una lunga strada che riserva delle sorprese e comporta dei pericoli, ma questa non è una buona ragione per vivere continuamente nel timore. Perché esiste una legge in base alla quale più si ha paura di qualcosa, più la si attira. Dunque, se non volete attirare disgrazie su di voi, non immaginatele, non temetele! Dovete riflettere, certo, prendere delle precauzioni e soprattutto rafforzarvi, ma non lasciate che il timore si instauri in voi! Quante persone sono alla mercé delle loro paure senza rendersi conto che queste sono ispirate loro da una mancanza di conoscenza, una mancanza di luce.
Ecco la prova: quando vi trovate in un luogo buio, non vi sentite tranquilli fino al momento in cui potete accendere una luce. Ora, da questo esempio proviamo a trarre delle conclusioni per il piano psichico: l’oscurità – ossia l’ignoranza – vi fa correre tutti i pericoli, ed è per questo che avete paura. Ma proiettate la luce, ossia armatevi delle verità necessarie per affrontare le situazioni: la vostra paura sparirà».

Aivanhov


Omraam Mikhaël Aïvanhov nacque il 31 gennaio 1900 a Serbzy, in una famiglia povera di un piccolo villaggio della Macedonia ai piedi della Babouna Planina. Il suo nome originario è Michael Ivanoff.

L’ambiente nel quale trascorre la sua infanzia è estremamente difficile in quanto la Macedonia, dominata dagli ottomani, è afflitta da continue lotte condotte dai popoli vicini. Anche le condizioni famigliari sono difficili. Ancora bambino, Mikhaël ha una forte attrazione per i libri spirituali dei quali viene in possesso fin da bambino: il Vangelo di S.Giovanni, il Libro dei Proverbi di Salomone, la Genesi. Gesù rappresenta una grande fonte di ispirazione per i suoi pensieri e i suoi sentimenti.

Diventa un frequentatore assiduo delle biblioteche presso le quali trova, malgrado le difficoltà socio-politiche della Bulgaria, i classici di tutte le grandi religioni … legge tra gli altri, i libri di Steiner, della Blavatsky, di Spinoza e Paracelso.

All’eta di 13 anni scopre, tramite la lettura di alcuni libri, il Budda, i Maestri induisti, le tecniche yoga di respirazione di Ramacharaka sulle quali si concentra in modo particolarmente assiduo.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Aïvanhov già da bambino è animato da uno straordinario desiderio di perfezionamento, da un ideale elevato di aiutare l’umanità, e da un bisogno profondo di raggiungere la piena conoscenza delle cose e ciò lo induce a dedicare molto tempo alle letture e agli esercizi spirituali.
E’ attratto fortemente dalla ricerca concreta del mondo spirituale e delle facoltà nascoste dell’uomo. Sperimenta le tecniche di concentrazione, la forza del pensiero, il contatto interiore con il mondo invisibile, studia la luce, i suoi effetti sul prisma e i colori che ne derivano.

Una straordinaria intuizione quindi gli consente di cogliere e presagire i legami tra i fenomeni fisici e quelli spirituali. Ma è ancora troppo giovane. Dirà in una conferenza “… mi ero lanciato perdutatamente in certi esercizi di yoga, di respirazione, di concentrazione erano notti e giorni di studio, di digiuno, di meditazione”.

Questa esperienza che Aïvanhov ha vissuto in modo cosi intenso nell’età giovanile, in realtà, sotto forme più tenui, si verifica per tutti gli uomini. Tutti noi, infatti, ci troviamo di fronte a delle scelte, siamo indotti nella vita a compiere scelte di valori e talvolta non ne siamo consapevoli e ne sottovalutiamo le conseguenze.” Il Creatore ha lasciato la sua creatura libera; tocca quindi a lei capire la direzione da seguire per svilupparsi veramente. Mi chiederete: “Perché? Non sarebbe meglio che Dio si imponesse agli esseri umani e dettasse loro la condotta da seguire?” No, sono loro che devono impegnarsi per capire dov’è che risiede realmente il loro interesse; è compito loro rendersi conto del perché è meglio prendere una direzione o fare una scelta piuttosto che un’altra. Bisogna che ne siano veramente convinti. Cosa guadagnerebbero veramente se fossero spinti, contro la loro volontà, sul cammino del bene e della luce? Molto poco, e dovrebbero ogni volta ricominciare tutto daccapo. Il Creatore e gli spiriti celesti lasciano perciò libero l’uomo poiché sta a lui capire e sentire quale sia la strada migliore per sé”.

Fonti: https://it.wikipedia.org

Sex ed.-Patty.

Ieri ho parlato degli studi  di genere (gender) oggi parlerò del “sex ed” .

Piccola premessa.

In Italia ancora non è legge in quanto la Chiesa si oppone a tale insegnamento e la nostra politica si adegua a tale scelta ,nel tempo ci son state svariate proposte di legge ma per ora nessuna è stata accolta.
A fondo pagina troverete svariati link che daranno conferma di ciò che state leggendo, premetto ancora che non sono del tutto contraria a determinati insegnamenti,per esempio trovo giusto spiegare ai ragazzi metodi contraccettivi,spiegare che esistono malattia sessualmente trasmissibili,spiegare che il colore della pelle non rende una persona diversa , accettare che esistono persone che provano attrazione verso lo stesso sesso etc. ma non credo sia giusto spiegarlo a bimbi di 4 anni,loro  sono “puri” non hanno in tenera età preconcetti…e trovo sbagliato dover instillare loro cose che non capirebbero…. credo sia giusto forse riservare tali ” insegnamenti” agli adulti ,i figli sono lo specchio dei genitori,se un genitore è omofobo razzista insegnerà ai figli l’intolleranza… è questo a mio avviso il problema…dove c’è ignoranza una società non potrà mai evolvere,dove non c’è tolleranza l’odio verso il diverso esisterà sempre.

Sex ed.SexEdChalkboard

Il sex ed è un programma “educativo” volto a garantire la salute fisica e psicologica della popolazione, ridurre le gravidanze precoci e contrastare la diffusione delle malattie.

Si legge in Policies for Sexuality Education in the European Union, report pubblicato nel 2013 dalla Direzione generale per le politiche interne del Parlamento Ue che l’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’unione ad eccezione di ; Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. In Italia abbiamo la Chiesa che si oppone a questo programma e la politica segue a ruota tale decisione .
Nel 1955 la Svezia fu il primo Stato a rendere obbligatorio questo insegnamento, si legge in Sexuality Education in Europe, studio finanziato dalla Commissione Ue. In una società molto libera da condizionamenti di carattere religioso e in cui lo Stato investe numerose risorse in programmi didattici sul tema, l’età in cui i ragazzi iniziano a studiare la sex ed varia a seconda degli istituti ma non supera mai i 12-13 anni. Nel 2011 nelle scuole è arrivato Sex på kartan, cartoon dai contenuti espliciti prodotto dalla Riksförbundet för sexuell upplysning, l’Associazione svedese per l’educazione alla sessualità, e dalla società pubblica Swedish Educational Broadcasting Company, che racconta la storia di 5 studenti che si ritrovano in biblioteca per una lezione supplementare di matematica e invece seguono una lezione di educazione sessuale. Trasmesso in anteprima il 17 gennaio da Sveriges Television, la tv pubblica, è destinato agli studenti delle superiori.
Dal 1970 la materia è obbligatoria in Danimarca è stata inserita nel 1991 nella scuola primaria e del primo anno delle superiori.

Il piano è molto avanzato, prevede che il tema venga trattato in tutte le materie; gli studenti possono fare in qualsiasi momento una domanda sull’argomento e tutti i docenti possono quando vogliono farne oggetto di lezione; le scuole possono invitare prostitute, omosessuali e persone legate alla tematica delle malattie sessualmente trasmissibili a parlare delle loro esperienze. I genitori non possono chiedere che i figli siano esentati. Dal 2007, poi, tutte le scuole di formazione per docenti hanno l’obbligo di prevederne l’insegnamento, ma la frequenza non è obbligatoria.

In Olanda si comincia a 4 anni ,due i programmi usati;
Relationship and Sexuality per le elementari e Long Live Love per i corsi successivi. Creato nel 1990 e adottato nel 2010 da circa 350 scuole (il 10% del totale) per un totale di 70 mila alunni, R&S è rivolto ai bimbi tra i 4 e i 12 anni e prevede 50 ore di lezione sui temi più disparati: conoscenza del corpo umano, nudità, differenze tra uomo e donna. Con gli studenti tra i 10 e i 12 anni invece si discute di cambiamenti durante la pubertà, amicizia e amore, contraccezione. Dal 1993 la materia entra a far parte del curriculum scolastico dei primi 3 anni delle superiori. Aggiornato tre volte dal 1990, il teaching pack di Long Live Love (messo a punto tra gli altri da Rutgers Wpf, osservatorio sulla sessualità olandese, e dall’università di Maastricht) è costituito da 6 dvd, una rivistarivista, e un sito web, e il programma prevede 6 lezioni in un anno in cui studenti tra i 13 e i 15 anni discutono di autopercezione, percezione dell’altro
genere,amore, significato di sesso, abuso sessuale.

In Italia non esiste una legge, nonostante ci siano richieste di formazione, alcuni istituti organizzano incontri e i consultori offrono corsi nelle scuole.
Svariate proposte sono state fatte in merito a questo argomento nel 2007 prova Franco Grillini (è stato presidente nazionale di Arcigay dal 1987 al 1998 e dal 2001 al 2008 ed è stato parlamentare alla Camera dei deputati italiana.) con la proposta di legge.2741.
Qui un breve accenno;
Le molteplici ragioni di ordine sociale,culturale, psicologico e formativo che rendono indispensabile oggi l’inserimento nella scuola italiana di un percorso educativo nella sfera della sessualita sono raccolte in libri e riviste che riempiono interi scaffali di biblioteche e di librerie.L’analisi della crescente globalizzazione dell’informazione, per fare un esempio,mostra che oggi, più che in passato, i giovani e i giovanissimi hanno accesso diretto a una massa d’informazioni su sesso e sessualità che sono spesso contraddittorie, imprecise o sbagliate. Da questa prospettiva, l’approvazione della presente proposta di legge consentirebbe, attraverso lo strumento dell’educazione sessuale, la difesa della salute propria e dell’altro da traumi, delusioni e malattie sessualmente trasmesse.
Se volete leggere questo il link.http://www.giovannimarafon.it/pdf/PDL_2741-educazione-sessuale.PDF

Il documento Oms.educazione-sessuale_OMS_genitori

L’11 gennaio 2011 papa Benedetto XVI condannava la “minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”. Contro i corsi a scuola si è scagliato il 26 marzo 2014 anche il cardinale Angelo Bagnasco parlando di tre libretti distribuiti in alcuni istituti nell’ambito di Educare alla diversità a scuola, iniziativa del governo Monti in tema di lotta all’omofobia. Per il presidente della Cei si tratta di “una vera dittatura che vuole appiattire le diversità . Viene da chiederci se si vuol fare della scuola dei campi di rieducazione, di indottrinamento”. E anche le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità destano sospetto: nel novembre 2013 Paola Binetti, cattolica, deputata di Scelta Civica, si accorge di un report pubblicato nel 2010 dall’Oms,
“Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” (che invita a trattare il tema in maniera curricolare fin dalla scuola primaria), e presenta un’interrogazione in cui etichetta il testo come “un manuale di corruzione dei minori”.
Punto 43.(sotto troverete il link)
Invita gli Stati membri ad assicurare che l’insegnamento dell’educazione sessuale sia obbligatorio per tutti gli alunni nelle scuole primarie e secondarie e che a questa materia sia dedicato sufficiente spazio nei programmi scolastici; raccomanda l’importanza che i programmi di educazione sessuale siano regolarmente rivisti e aggiornati, riservando particolare attenzione ai temi del rispetto della donna e della parità di genere.
Questo lo potete leggere a pagina 23 del documento OMS.

In linea generale si può dire che durante i primi sei anni di vita i bambini passano presto dalla completa dipendenza
a una indipendenza limitata. Acquisiscono consapevolezza del proprio corpo. I bambini provano sensazioni
sessuali perfino nella prima infanzia. Tra il secondo e il terzo anno di vita scoprono le differenze fisiche tra maschi e femmine. In questo periodo cominciano a scoprire il proprio corpo (masturbazione della prima infanzia-autostimolazione) e può succedere anche che cerchino di esaminare il corpo delle loro amichette o dei loro amichetti (gioco del dottore). I bambini imparano a conoscere il loro ambiente sperimentando e da questo punto di vista la sessualità non è diversa dalle altre aree. Ampi studi osservazionali hanno identificato comportamenti sessuali comuni nei bambini, facendo sì che tali forme di comporamento siano considerate normali.
Esplorando sensazioni e desideri sessuali e facendo domande, i bambini imparano a conoscere ulteriormente la sessualità. A partire dai tre anni essi capiscono che sull’argomento gli adulti sono reticenti. Essi mettono alla prova i limiti degli adulti, ad esempio spogliandosi senza preavviso o utilizzando un linguaggio con doppi sensi e
riferimenti sessuali. I bambini piccoli sono estremamente curiosi e pongono molte domande. Mano a mano che perdono il loro egocentrismo essi diventano sempre più in grado di assumere il punto di vista altrui e a mano a mano che si sviluppano le abilità verbali il contatto fisico tende a passare in secondo piano. I bambini, poi, si possono esprimere in molti modi. I bambini più grandicelli iniziano a sviluppare il senso di vergogna, al quale, di  frequente, concorre il contesto familiare.

Ambiente educativo…. pag.34
Comprende l’insegnare a bambini e giovani i dati di fatto fondamentali, il facilitare l’apprendimento e la comunicazione, il mettere a disposizione materiale educativo adatto ai loro bisogni e alle loro domande particolari. Allo stesso tempo, andrebbero creati spazi e opportunità di apprendimento in cui bambini/ragazzi possano fare le proprie esperienze in un ambiente protetto e stimolante. CHE SIGNIFICA un ambiente protetto e stimolante ?

 

Chiudo con una frase presente nell’articolo 30 della Costituzione Italiana .

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

Siamo stati tutti assolti?

 

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/08/educazione-sessuale-in-olanda-si-inizia-a-4-anni-in-italia-non-ce-una-normativa/1008863/

http://www.langlevedeliefde.nl/

http://www.langlevedeliefde.nl/sites/default/files/folder/long_live_love_english/index.html

http://legislature.camera.it/_dati/leg12/lavori/stampati/pdf/52863.pdf

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A7-2013-0306&language=IT

http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf

http://www.plannedparenthood.org/educators/implementing-sex-education&prev=search

https://istruzionefamiliare.wordpress.com/le-norme-di-riferimento/articolo-30-della-costituzione-italiana/

http://lupoalberto.agenzia2d.it/images/articoli/COME%20TI%20FREGO%20IL%20VIRUS.pdf

http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=2888473

 

 

 

 

Gli studi di genere.-Patty.

“La teoria del gender è un’ideologia a sfondo utopistico basata sull’idea, già propria delle ideologie socio-comuniste e fallita miseramente, che l’eguaglianza costituisca la via maestra verso la realizzazione della felicità.imagesNegare che l’umanità è divisa tra maschi e femmine è sembrato un modo per garantire la più totale e assoluta eguaglianza – e quindi possibilità di felicità – a tutti gli esseri umani. Nel caso della teoria del gender, all’aspetto negativo costituito dalla negazione della differenza sessuale, si accompagnava un aspetto positivo: la totale libertà di scelta individuale, mito fondante della società moderna, che può arrivare anche a cancellare quello che veniva considerato, fino a poco tempo fa, come un dato di costrizione naturale ineludibile”.
Questo che avete letto è stato scritto dalla storica Lucetta Scaraffia (”La teoria del ‘gender’ nega che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine”, L’Osservatore Romano, 10 febbraio 2011).

E’ davvero così?

Gli studi di genere …Gender.

Comincio con il dire che questo studio si sviluppò nel Nord America verso gli anni 70 e si diffuse in Europa negli anni 80 questo approccio socio culturale sulla sessualità partì da un filone di pensiero femminista .
Lo studio gender tratta diversi aspetti della vita umana; identità,rapporto individuo /società e individuo/cultura.
Soprattutto ai loro inizi, ma in parte anche oggi, gli studi di genere sono caratterizzati da una impronta politica ed emancipativa. Sono infatti strettamente connessi alla condizione femminile e a quella di soggetti minoritari. Non si limitano quindi a proporre teorie e applicarle all’analisi della cultura, ma mirano anche a realizzare cambiamenti in ambito della mentalità e della società. Sono strettamente legati ai movimenti di emancipazione femminile, omosessuale e delle minoranze etniche e linguistiche e spesso si occupano di problematiche connesse a oppressione razziale ed etnica, sviluppo delle società postcoloniali e globalizzazione.

Noi tutti siamo “divisi” in uomini e donne . Gli studi di genere (gender) propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell’identità:
Il sesso costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un binarismo maschio / femmina.images
Il genere rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna.
Il genere sarebbe un carattere appreso e non innato. Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa.

Il rapporto tra sesso e genere varia a seconda delle aree geografiche, dei periodi storici, delle culture di appartenenza. I concetti di maschilità e femminilità sono quindi concetti dinamici che devono essere storicizzati e contestualizzati. Ogni società definisce quali valori additare alle varie identità di genere, in cosa consiste essere uomo o donna. Maschilità e femminilità sono quindi concetti relativi.
« Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso »
Alfred Charles Kinsey, “Il comportamento sessuale nel maschio umano”.

 

Ogni individuo deve essere libero di esprimere la propria sessualità , credo però che la società in cui viviamo stia evolvendo nel modo sbagliato,uomo-pizzo4 veniamo bombardati da messaggi a mio avviso forvianti …ho visto pubblicizzare biancheria intima da uomo che poteva benissimo essere da donna .

Non ci credete???

Homme Mystere è un brand australiano specializzato in intimo per uomo , l’intimo in questione viene chiamato Mangerie ( Man e Lingerie) e si presenta come una versione “rinforzata” del più classico campionario di mutande, reggiseni e corpetti presente nei cassetti delle ragazze di mezzo mondo.mah

Avranno  un futuro? Pare che soprattutto in Australia e negli States la linea abbia un discreto successo e che le nuove collezioni siano attese con ansia da migliaia di ragazzi (non gay) pronti a sfoggiare la propria esclusiva Mangerie.

 

Personalmente trovo che parlare di emancipazione e parità di diritti sia una cosa giusta,la donna è ancor oggi penalizzata ,guadagna meno dell’uomo e spesso è trattata con sufficienza. Trovo giusto anche difendere i diritti degli omosessuali .E’ palese che un individuo venga influenzato dalla società che lo circonda e dall’epoca in cui vive, ma è  giusto che questa teoria venga  introdotta nelle scuole materne ?  Le nuove generazioni come crescerebbero? Siamo sicuri che sia volta ad emancipare la futura società in modo corretto? Secondo me tutto questo porterebbe al caos ,un uomo non potrà mai essere uguale ad una donna e viceversa,quello che determina la personalità di un singolo individuo sta dentro di noi ,la società può interferire può forviare ma se un uomo è uomo nulla potrà farlo cambiare…la mia ultima frase è riferita alla biancheria intima ,se un uomo è maschio non credo indosserebbe mai le mutande con il pizzo,e mai nessuna donna potrebbe trovare attraente un uomo conciato così!

 

 

 

http://www.internazionale.it/opinione/chiara-lalli/2015/03/31/teoria-gender-diritti

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Alfred_Kinsey

http://www.vicariatusurbis.org/diaconatus/__nuovo/articoli/formazione/formazione0911.asp

http://www.hommemystere.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli anni silenziosi di Gesù.-Patty.

In questo post parlerò degli anni oscuri di Gesù,sappiamo com’è stato “concepito” e come secondo la chiesa è morto . In realtà della vita di Gesù “giovane” cosa sappiamo? Poco o nulla. Questo post non vuole far altro che portare alcune teorie sulla vita di Gesù prima della sua crocifissione ,ipotesi che riguardano la sua famiglia ,parlerò di Giacomo,Lazzaro e della possibile linea di sangue reale che potrebbe portare alla luce ipotesi a mio avviso interessanti.

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Gli anni silenziosi, gli anni sconosciuti o gli anni oscuri si riferiscono al periodo che va dall’infanzia di Gesù e l’inizio del suo ministero .

 

Naturalmente gli anni silenziosi non vengono quasi mai menzionati nella letteratura accademica che riguarda il Nuovo Testamento.
Al contrario spesso si trovano scritti nella letteratura esoterica dove si parla della vita di Gesù prima della sua crocifissione.
Già nel tardo medioevo esattamente nelle leggende arturiane si legge del viaggio di Gesù in Bretagna ovviamente non hanno valore storico .
Ricordo che le leggende arturiane si svilupparono nel XII secolo nella Francia settentrionale contemporaneamente all’epopea delle chanson de geste.image.axd
Le leggende arturiane o meglio il Ciclo arturiano o Ciclo bretone sono l’insieme delle leggende sui celti e la storia mitologica proprio delle isole britanniche,chi non ha mai sentito parlare di Re Artù? Dei cavalieri della Tavola Rotonda? Le loro vicende vennero elaborate attraverso secoli a partire da Basso Medioevo,ovviamente il ciclo arturiano ha origine nella leggenda ….per molti questo ciclo non può definirsi concluso,molti autori “moderni” hanno contribuito introducendo elementi di rilievo nell’immaginario collettivo.

E’ solo una leggenda ovviamente,

ma la leggenda potrebbe avere un fondo di verità?

La leggenda arturiana narra che un giovane Gesù andò in Britannia e visse nel villaggio Priddy sulle colline Mendips nel Somerset il poema del XIX secolo di William Blake “And did those feet in ancient time” fu ispirato proprio da questa storia .In alcune versioni, Giuseppe era apparentemente un mercante di stagno si prese cura di Gesù quando sua madre Maria divenne vedova.9780863154799
Il teologo Gordon Strachan nel 1998 scrisse l’opera Jesus the Master Builder: Druid Mysteries and the Dawn of Christianity (Gesù, Maestro Costruttore: misteri druidi e gli albori del Cristianesimo) , che è stata la base di un documentario TV intitolato And Did Those Feet.
Strachan credeva che Gesù si fosse recato in Britannia per studiare insieme ai Druidi.

( I racconti di Gesù che visita la Britannia da ragazzo sono una creazione medievale basata sulle leggende connesse a Giuseppe di Arimatea.Durante il tardo XII secolo, Giuseppe di Arimatea venne collegato col ciclo arturiano, apparendovi come il primo custode del Santo Graal.Questa idea appare la prima volta in Joseph d’Arimathie di Robert de Boron, dove Giuseppe riceve il Graal da un’apparizione di Gesù e lo invia coi suoi seguaci in Britannia. Questo tema viene elaborato ulteriormente in episodi successivi che Boron produsse e in altre opere arturiane scritte da altri.)
La storia di Artù colpito a morte e successivamente sepolto in una cappella, pare destinato in futuro a risorgere dai morti,
Vi ricorda qualcuno? I cavalieri della tavola rotonda, non risultano simili ai discepoli di Gesù?

Cosa ha fatto Gesù prima della sua crocifissione?Abbiamo la leggenda arturiana,ma non essendo riconosciuta dagli storici non vale nulla.Forse bisognerebbe cercare qualcosa riguardo la sua famiglia,sappiamo che aveva una mamma Maria e un papà, Giuseppe, ma Gesù era figlio unico come la chiesa racconta o forse aveva fratelli e sorelle?

Nel Nuovo Testamento e in alcuni scritti cristiani si leggono i nomi di Giacomo,Giuseppe,Simone e Giuda come fratelli di Gesù,ci sarebbero pure sorelle ma non si sa ne quante siano ne si conoscono i loro nomi.
Visti gli scarsi accenni e la polisemia del termine fratello nelle lingue semitiche ci sono possibili alternative ….
-che fossero figli di Maria e di Giuseppe;
-che fossero figli di un matrimonio precedente di Giuseppe;
-che fossero cugini di Gesù.
I cattolici secondo voi come li hanno preferiti definire? Che domanda assurda vero? I cattolici li han considerati cugini!!!!!!

Ora vorrei parlare un attimo di Giacomo in quanto la sua figura potrebbe rilevarsi interessante .Sveti_apostol_Jakov_brat_Gospodnji

Giacomo detto il Giusto fu il primo Patriarca consacrato dai discepoli dopo la crocifissione di Gesù aveva un ruolo di primo piano nella Chiesa di Gerusalemme .Giuseppe Flavio afferma che morì per lapidazione su comando del sommo sacerdote Anano nel 62 d.C.
La chiesa però non lo riconosce come martire.
Giacomo è una figura scomoda per la chiesa ;
1- E’ “fratello” di Gesù.
2-Dalle lettere di Paolo e degli Apostoli si evince che il vero e unico capo della comunità cristiana di Gerusalemme fosse proprio Giacomo.

Di quale Giacomo parliamo?

Giacomo il Maggiore o Giacomo il Minore, di Giacomo il fratello del Signore secondo Paolo (Galati 1,19 Ga1,19), oppure di Giacomo il Giusto secondo Egesippo e altri? , Oppure parliamo di Giacomo di Gerusalemme, Giacomo Adelphotheos etc etc…

Eusebio di Cesarea identificava Giacomo , per la sua forte figura morale, con Giacomo il Giusto, personaggio storicamente accertato nella sua qualità di primo capo della Chiesa di Gerusalemme, uno dei fratelli del Signore e autore (o pseudo-autore) della Lettera di Giacomo: ma tale identità non è stata mai accettata dalle Chiese orientali e viene molto contestata dai più recenti esegeti delle Sacre Scritture anche della Chiesa occidentale.
Per la Chiesa cattolica è considerata un’ ipotesi la morte di Giacomo il Giusto per lapidazione nel 62 d.C., che appunto non lo celebra col titolo di martire.

Le informazioni sulla vita di Giacomo sono scarse e ambigue; esclusi una manciata di riferimenti nei vangeli (Mc6,3-4; Mt13,55-56), le fonti principali della sua vita sono gli Atti degli apostoli (At12,17;15,13;21,18), le lettere di Paolo (Gal1,19;2,9), le Antichità giudaiche e san Girolamo (il quale cita la definizione di Egesippo). La lettera di Giacomo del Nuovo Testamento è tradizionalmente attribuita a lui.
Nel Nuovo Testamento il suo nome ricorre quasi esclusivamente nelle liste dei dodici Apostoli di Gesù Cristo, dove viene indicato come Giacomo d’Alfeo (Matteo 10,3, Marco 3,18, Luca 6,15, Atti 1,13). Il patronimico consente di distinguerlo chiaramente dall’altro apostolo di nome Giacomo, il cui padre era Zebedeo: quest’ultimo viene chiamato dalla tradizione Giacomo il Maggiore, mentre il figlio di Alfeo viene generalmente indicato col nome di Giacomo il Minore.

Come venne ucciso Giacomo il Giusto?

Giacomo venne lapidato intorno al 62 d.C. Così decise Anano.

“Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un’occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio; convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse Giacomo, fratello di Gesù, detto il Cristo, e alcuni altri, avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.”
Ma le persone più equanimi della città, considerate le più strette osservanti della Legge si sentirono offese da questo fatto. Perciò inviarono segretamente (legati) dal re Agrippa supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione. Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autorità di convocare il Sinedrio senza il suo assenso. Convinto da queste parole, Albino inviò una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena dovuta. E il re Agrippa, a motivo della sua azione depose Anano dal sommo pontificato che aveva da tre mesi, sostituendolo con Gesù, figlio di Damneo. »
(Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XX, 200-203)
La morte di Giacomo per molti considerato un eroe ,fu l’ evento che avrebbe dopo poco scatenato la rivolta che condusse alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.

Gesù quindi aveva fratelli e “forse” sorelle come credo sia ovvio , visto che Maria e Giuseppe erano sposati non si comprenda il senso e lo scopo di un “matrimonio bianco” quando la predicazione apostolica raccomandava vivamente i rapporti tra i coniugi

(1 Corinzi 7,5).

Perchè la chiesa sostiene il contrario?

Forse perchè la linea di sangue di Gesù era un pericolo e per questo doveva rimanere un segreto?

La madre di Gesù chi era?Mammina

Maria nacque a Nazareth da devoti genitori di nome Gioacchino ed Anna. Gioacchino della stirpe di Davide ed Anna della stirpe di Aronne ,pur essendo piccoli proprietari erano di modeste condizioni economiche tuttavia erano ricchi in santità e di virtù.

Maria bambina fu offerta al tempio per l’educazione e il culto venne alloggiata in edifici adiacenti al tempio, dove vivevano donne addette alla cura degli arredi (Es 38,8) e alla preghiera (Lc 2,36).

All’età di 14 anni fu data in sposa a Giuseppe, di mestiere falegname che abitava a Nazareth, tuttavia Maria continuò a dimorare nella sua casa di famiglia per la durata di un anno, era questo il tempo richiesto presso gli Ebrei, tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Ed è proprio in questo luogo che ricevette l’annuncio dell’Angelo. Maria sperimenta la dolorosissima esperienza della perplessità di Giuseppe messo di fronte a una maternità di cui non conosce la causa (Mt 1,18). Maria soffre e tace e attende che Dio le venga in aiuto, infatti un Angelo dissipa in sogno i timori di Giuseppe che affretta la cerimonia della festa di ingresso nella casa dello sposo.Gesù lascia la Mamma, oramai vedova e inizia la sua missione di predicatore. Ritroviamo Maria alle nozze di Cana, dove ottiene da Gesù, il Suo primo miracolo, in favore degli sposi (Gv 2,1). Maria rivedeva saltuariamente Gesù (Mt 12,46), talora lo seguiva nelle sue peregrinazioni apostoliche (Gv 2,12; Lc 8,3).Maria durante la Passione di Gesù sicuramente ha seguito la cospirazione del Sinedrio, gli eventi del Giovedì Santo, della notte e la condanna a Morte di Gesù, la flagellazione e la crocifissione. Maria è sotto la croce del Figlio morente, che le rivolge le ultime parole per affidarla al discepolo prediletto, e a Lui come Madre (Gv 19,25) cosi ebbe inizio la sua maternità spirituale. Dopo l’Ascensione, gli Atti (1,14) ricordano Maria assieme ai discepoli radunati in preghiera comune in attesa dello Spirito Santo. Cosi Maria è al centro della vita della Chiesa nascente. La tradizione ci dice che Maria seguì l’apostolo Giovanni e infine si addormentò nel Signore poco dopo risuscitò e fu assunta in cielo.
http://digilander.libero.it/monast/maria/vita.htm

Giuseppe chi era?san_jose_obrero1

Le notizie dei Vangeli canonici su San Giuseppe sono molto scarse. Parlano di lui Matteo e Luca e dicono che Giuseppe era un discendente del re Davide ed abitava nella piccola città di Nazaret. Secondo la tradizione dei Vangeli apocrifi, in particolar modo il Protoevangelo di Giacomo (II secolo) Giuseppe, discendente dalla famiglia di David ,è originario di Betlemme, prima del matrimonio con Maria si sposò con una donna che gli diede sei figli, quattro maschi (Giuda, Giuseppe, Giacomo e Simeone) e due femmine (Lisia e Lidia). Rimase però ben presto vedovo e con i figli a carico. Gli apocrifi cercavano in tal modo di giustificare la presenza di fratelli di Gesù nei Vangeli. La Chiesa ortodossa accoglie questa tradizione (come ben mostrato nei mosaici della chiesa di San Salvatore in Chora, a Costantinopoli), mentre la Chiesa cattolica rifiuta questa interpretazione, e sostiene che si trattasse di cugini o altri parenti stretti.
Seguendo ancora la tradizione apocrifa, Giuseppe, già in età avanzata, si unì ad altri celibi della Palestina, tutti discendenti di Davide, richiamati da alcuni banditori provenienti da Gerusalemme. Il sacerdote Zaccaria aveva infatti ordinato che venissero convocati tutti i figli di stirpe reale per sposare la giovane Maria, futura madre di Gesù, allora dodicenne, che era vissuta per nove anni nel tempio. Per indicazione divina, questi celibi avrebbero condotto all’altare il loro bastone, Dio stesso ne avrebbe poi fatto fiorire uno, scegliendo così il prescelto.Zaccaria entrato nel tempio chiese responso nella preghiera, poi restituì i bastoni ai legittimi proprietari: l’ultimo era quello di Giuseppe, era in fiore e da esso uscì una colomba che si pose sul suo capo. Giuseppe si schermì facendo presente la differenza d’età, ma il sacerdote lo ammonì a non disubbidire alla volontà di Dio. Allora questi, pieno di timore, prese Maria in custodia nella propria casa.
Quando Gesù iniziò la sua vita pubblica, molto probabilmente Giuseppe era già morto. Non è mai più menzionato dai Vangeli . Maria è presente da sola alla crocifissione di Gesù, cosa che non sarebbe avvenuta se Giuseppe fosse stato vivo.Mentre i Vangeli canonici non dicono nulla sulla morte di Giuseppe, qualche notizia si trova nei Vangeli apocrifi. Secondo l’apocrifo “Storia di Giuseppe il falegname”, che descrive dettagliatamente il trapasso del santo, Giuseppe aveva ben 111 anni quando morì, godendo sempre di un’ottima salute e lavorando fino al suo ultimo giorno. Avvertito da un angelo della prossima morte, si reca a Gerusalemme e al suo ritorno viene colpito dalla malattia che l’avrebbe ucciso. Stremato nel suo letto, sconvolto dai tormenti, è travagliato nella mente  solo la consolazione di Gesù  riesce a calmarlo. Circondato dalla sposa, viene liberato dalla visione della morte e dell’Oltretomba, scacciate subito da Gesù stesso. L’anima del santo viene quindi raccolta dagli arcangeli e condotta in paradiso. Il suo corpo viene poi sepolto con tutti gli onori alla presenza dell’intera Nazaret.Ancora oggi non sappiamo dove si trovi la tomba del santo, nelle cronache dei pellegrini che visitarono la Palestina si trovano alcune indicazioni circa il sepolcro di San Giuseppe. Due riguardano Nazaret e altre due Gerusalemme, nella valle del Cedron. Non esistono, tuttavia, argomenti consistenti al riguardo.

Ricapitolando;

Gesù avrebbe un patrimonio genetico unico e speciale perchè nato dalla più antica delle linee di sangue degli originari Alti Sacerdoti di Israele (la linea di Aronne), da parte di sua madre, e quella degli antichi re di Israele (la linea di Davide), da parte di suo padre Giuseppe.
I Sadduceni definivano gli Aronne  Esseni o “gli egiziani” e rappresentavano i custodi di una fede profonda in una divinità monoteistica, erano vegetariani, ed erano ossessionati dalla purezza della mente, del corpo e dello spirito.(Famiglia di Maria)

I Sadducei rappresentavano invece gli satanisti che regnarono su Israele nel corso di periodi funestati da sacrifici umani e dissolutezza, erano leggendari per la loro assenza di autocontrollo , e non condividevano in effetti alcuno dei principi religiosi degli Esseni.(Famiglia di Giuseppe).

Analizziamo il tutto; tale matrimonio avrebbe potuto dare vita ad eredi che sarebbero stati tanto legittimi Re di Israele quanto Alti Sacerdoti, quindi legittimi Re-Sacerdoti.

Si legge che Giuseppe fosse definito Ha-Rama-Theo tradotto Sua Maestà Divina. In qualità di diretto discendente della stirpe di Davide, doveva essere imparentato con il re Zedechia tramite la sola parente sopravvissuta, la Principessa Tamar.
Il titolo di Giuseppe era quello di Supremo Re d’Irlanda, l’unico discendente di sangue di Zedechia , uno dei Cuileann (esistono ancora oggi come i O’ Cuilleain, i Cullen, Collins, Cullenan e O’ Coileain).

Come nasce il cristianesimo?j0241283

Il cristianesimo fu fondato nel primo secolo da persone convinte che Gesù di Nazaret fosse il Cristo .
Queste persone erano gli apostoli in primis ,ma anche persone che non lo avevano mai incontrato ma erano stati influenzati dai suoi insegnamenti, come gli evangelisti Marco e Luca,oppure persone che affermarono di aver avuto rivelazioni mistiche della sua natura divina, come Paolo di Tarso, che favorì la fondazione di comunità cristiane, o “chiese”, dopo la sua conversione. Paolo di Tarso si convertì alla nuova fede dopo che, caduto da cavallo sulla strada di Damasco, ebbe una visione nella quale Gesù lo chiamava dicendogli: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Dopo aver appreso i principi della nuova religione da Anania, si convertì e assunse il nuovo nome di Paolo, diventando un convinto e deciso propagatore del messaggio di Cristo.
Nella Lettera ai Galati Paolo dichiara di avere ricevuto la rivelazione del Vangelo da Cristo stesso, e di essere quindi a pieno titolo un apostolo, con gli stessi compiti degli altri dodici che Gesù aveva nominato durante la sua vita terrena, malgrado si senta indegno per aver perseguitato la Chiesa.

Chi era Paolo di Tarso?Programma

Saulo nato a Tarso (Cilicia) attuale Turchia del Sud all’inizio del 1° secolo da una famiglia ebraica farisea piuttosto benestante, fu uno dei più accaniti avversari della nuova religione. Gli Atti degli apostoli raccontano che partecipò da spettatore all’uccisione di Stefano da parte degli Ebrei, i quali lo avevano giudicato colpevole di bestemmia: coloro che lapidarono Stefano «deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo . Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione Saulo intanto infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e donne e li faceva mettere in prigione» (Atti 7, 58 e 8, 1-3).
Paolo aveva ricoperto ruoli di particolare rilievo nelle alte sfere religiose ebraiche relativamente alla persecuzione dei cristiani. Il suo zelante operato è accennato direttamente in diversi passi di Atti ed in alcune lettere, mentre in altri passi sono riportate le eco indirette della sua persecuzione .
Le modalità pratiche della persecuzione paolina,forse è descritta in modo esagerato . È possibile che la sua azione si sia limitata alla sola comunità di Gerusalemme e in seguito, quando la persecuzione portò alla dispersione dei credenti, cercò di rivolgersi anche ai profughi cristiani fuori dalla città, nella fattispecie quelli residenti a Damasco (At9,2). I riferimenti biblici indicano che questa persecuzione ebraica, all’interno della quale appunto operava Paolo, inizialmente non fu rivolta a tutti i cristiani indistintamente ma solo ai cosiddetti ellenisti, ossia i cristiani di cultura greca come Stefano e Filippo. Gli apostoli (e i giudeo-cristiani) invece sembrano rimanere indisturbati (At8,1; 8,14). Dalle fonti storiche non appare chiara l’effettiva portata di questa persecuzione ebraica: Giuseppe Flavio, principale e preziosa fonte extra-cristiana circa il medio-oriente del I secolo, non fa cenno di una sistematica persecuzione, e
anche nel testo biblico le uccisioni dirette descritte sono solo quella di Stefano e dell’apostolo Giacomo “il Maggiore” (At12,1-2, attorno al 44), alle quali va aggiunta in seguito quella di Giacomo “il Giusto” (Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche 20,9, attorno al 62). È possibile che la persecuzione ebraica sia stata più una questione giuridico-religiosa, finalizzata alla scomunica e all’interdizione dei cristiani dal culto della sinagoga e del tempio, che un sistematico eccidio.

Si narra che accompagnato dalle sue fanatiche truppe cristiane salpò in seguito per la Britannia, nel tentativo di eliminare ciò che restava della famiglia di Gesù. Giunse nell’area di Glastonbury raggiungendo la famiglia di Giuseppe, il principe ereditario in esilio, che in quel periodo pare si trovasse in Scozia.Si dice che Paolo di Tarso, fondatore del Cristianesimo, uccise l’intera famiglia di Gesù .Esiste una leggenda che narra che Giuseppe fece costruire la Cappella di Glastonbury in onore della sua regina assassinata.images
Glastonbury è la più antica costruzione cristiana in Gran Bretagna. La sua storia risale all’VIII secolo ed è connessa alla leggenda di Re Artù.
Ralegh Radford un archeologo nel 1962 condusse degli scavi nel luogo indicato dai monaci e vi trovò le tracce di una tomba antica;
“Qui giace il famoso re Artù sull’isola di Avalon” (per le popolazioni celtiche Avalon era il Paradiso e corrispondeva a Glastonbury, la “Gerusalemme dell’Occidente
Nel vangelo apocrifo di Nicodemo, scritto nel IV secolo d.C., si racconta che Giuseppe era sotto la croce e che raccolse il sangue di Gesù in una coppa. Quando la mattina di Pasqua il corpo di Cristo scomparve dalla tomba, i sospetti caddero su Giuseppe d’Arimatea che fu condannato e imprigionato dalle autorità di Gerusalemme. Fu liberato dopo che si diffuse la notizia della resurrezione di Gesù ma dovette abbandonare la Giudea.Insieme a Nicodemo, alla sorella Enygeus, al cognato Bron e altre persone di cui non si conoscono i nomi, Giuseppe salpò a bordo di una nave e arrivò nella lontana Britannia, portando con sé il calice con il sangue di Cristo.La comunità si insediò nei pressi di Glastonbury dove venne costruita una Cappella in onore della Madonna, la prima chiesa in Europa occidentale. Un’antica leggenda narra che Giuseppe d’Arimatea seppellì il calice sotto la porta di Glastonbury.

Desposyni…

La storia naturalmente ha bisogno di prove .Lo storico Giulio Africano (/Julius Africanus), vissuto tra il 160 d.C. e il 240 d.C., le cui opere furono in gran parte bruciate dai Cristiani , viene citato da Eusebio di Cesarea (275-339 dopo Cristo) per avere scritto:

“Erode, che non aveva una goccia di sangue israelita nelle vene, si preoccupò del fatto che fosse tramandata memoria delle sue effettive origini, e decise di distruggere i registri delle famiglie… I più previdenti tra i membri di tali famiglie conservarono di nascosto i propri registri, avendo trascritto i dati o avendoli altrimenti recuperati dalle copie esistenti, e preservarono orgogliosamente la memoria della propria origine aristocratica. Questi ultimi includevano i personaggi a noi noti come Desposyni, così definiti a causa della loro parentela con la famiglia del Salvatore”.
Un’altra citazione di Eusebio ; “Sopravvissero, della famiglia del Signore, i nipoti di Giuda, che fu suo fratello, in base a ciò che è noto. Questi resero noto di essere della linea di Davide e furono portati dinanzi a Domiziano Cesare Imperatore… Domiziano chiese loro se fossero della stirpe di Davide e loro lo ammisero.”

Le citazioni fanno dedurre che le chiese nazarene e i discendenti di sangue di Gesù, che ancora praticavano la fede nazarena, fossero ancora pienamente operativi almeno fino al III secolo!!!!

Gesù è veramente morto in croce?

Per questa “teoria” bisogna leggere il Vangelo secondo Giovanni.vangelo-di-giovanni

E’ il quarto vangelo canonico del Cristianesimo scritto in greco, è composto da 21 capitoli e come gli altri vangeli narra il ministero di Gesù. Il Vangelo secondo Giovanni è notevolmente diverso dagli altri tre vangeli, detti sinottici, anche se sembra presupporre la conoscenza almeno del Vangelo secondo Marco, di cui riproduce talvolta espressioni simili. Mentre i sinottici sono focalizzati sulla predicazione del Regno di Dio da parte di Gesù, il quarto vangelo approfondisce la questione dell’identità del Cristo, inserendo ampie digressioni teologiche.
La Chiesa Cattolica Romana ha tentato di sminuire questo vangelo , infatti sostiene che forse non è stato scritto da Giovanni l’apostolo ma da un altro Giovanni.

Parliamo di Lazzaro…poi capirete il perchè.resurrezione-lazzaro_412848

Lazzaro non figura nei Vangeli di Luca, Matteo e Marco anche se la sua “resurrezione dai morti” era in origine contenuta nei “primissimi” Vangeli di Marco, e dicono sia stata successivamente rimossa.

L’episodio della resurrezione di Lazzaro si trova in Giovanni 11,1-45.

L’evangelista riferisce che, mentre Gesù si trovava fuori dalla Giudea, gli fu recapitato un messaggio di Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, le quali lo informavano che egli si era ammalato. Gesù, tuttavia, non volle partire subito per Betania, dove Lazzaro abitava, e si trattenne ancora per due giorni là dove si trovava. Trascorsi i due giorni, preannunciò ai suoi discepoli che Lazzaro era morto e che egli lo avrebbe risvegliato, e si mise in viaggio.Giunse così a Betania quando Lazzaro era ormai morto da quattro giorni. Il Vangelo fa questa precisazione presumibilmente perché gli ebrei ritenevano che la decomposizione iniziasse il terzo giorno dopo la morte: questo particolare serviva dunque per fugare ogni dubbio su un’eventuale morte apparente. Si può ipotizzare, anzi, che Gesù  abbia ritardato la partenza proprio con questo scopo. Gesù incontrò per prima Marta, che gli andò incontro fuori dal villaggio: in un breve dialogo con lei, annunciò che Lazzaro sarebbe risorto e aggiunse:

« Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. » (Giovanni 11,25-26)

Questo episodio è assimilabile alla morte ed alla resurrezione di Gesù. La similitudine è tale che, in numerosi casi, i Cristiani hanno utilizzato l’episodio di Lazzaro per sostenere la resurrezione di Gesù, sostenendo che il Nuovo Testamento non fornisca solo uno, ma “due” episodi di persone ritornate alla vita.

Giovanni si riferisce a Lazzaro come a “colui che Gesù amava” più degli altri discepoli. Considerata una simile affermazione, appare strano che Giovanni menzioni nuovamente Lazzaro in altri contesti, mentre gli altri Vangeli non lo fanno.

Gesù era particolarmente legato a Lazzaro ma quando fu informato che stava male non si recò subito da lui ,strano no?
Giovanni indica che quella morte doveva essere utile a qualche scopo.

“Il nostro amico Lazzaro dorme, ma io vado, affinché lo svegli dal sonno”

(Giovanni 11:11).
http://www.biblestudytools.com/riv/giovanni/passage/?q=giovanni+11:11-21

Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.
Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.
Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.
Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;
e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!
Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!

Il riferimento a tutti gli eventi che si verificarono nel caso di Lazzaro, tutte le informazioni riguardanti questa figura importante nella vita di Gesù terminano da questo punto in avanti dai Vangeli, per poi riapparire in storie e leggende a partire dall’800 dopo Cristo.Verso la metà dell’anno 800 dopo Cristo l’arcivescovo di Magonza, Rabano Mauro Magnenzio 5_rabanus_2scrisse un libro ,“La vita di Maria Maddalena”.
Magnenzio testimonia che Giuseppe d’Arimatea si recò in Britannia accompagnato da una serie di altri personaggi, alcuni dei quali presero congedo dal resto della compagnia in Francia, mentre altri raggiunsero via nave Glastonbury, un sito collocato al centro degli antichi distretti minerari irlandesi di stagno e di oro dei Sommi (Grandi) Re d’Irlanda in Galles e Inghilterra un distretto noto anche per il fatto di rappresentare il sito dell’antica area mineraria in cui gli ebrei operavano direttamente. Una copia autentica del testo di Magnenzio si trova nella Bodleian Library dell’Università di Oxford.
“Abbandonarono le coste dell’Asia, e, favoriti da un vento che spirava da oriente, viaggiarono lungo il Mar Tirreno, tra Europa e Africa, lasciandosi la città di Roma e tutto il paese a dritta. Successivamente, favoriti dalle condizioni atmosferiche, mutarono la propria rotta, giungendo infine nei pressi della città di Marsiglia, nella provincia di Viennoise popolata dai Galli, dove il fiume Rodano sbocca nel mare. Lì, avendo invocato Dio, il Signore supremo del mondo intero, si separarono; i singoli gruppi si recarono quindi in direzione della provincia verso la quale lo Spirito Santo li aveva indirizzati; di lì a breve avrebbero predicato ovunque … ”
Il percorso che descrive è quello della nota rotta commerciale utilizzata dai fenici per recarsi in Britannia, così come descritta nelle opere dello storico greco Diodoro Siculo (90 a.C.-30 a.C.).
Nel XVII secolo, pare che la Chiesa Cattolica Romana fosse pronta a riconoscere tali affermazioni, basandosi sull’opera del cardinale Cesare Baronio , bibliotecario e storico del Vaticano, che trascrisse tale viaggio da parte di Giuseppe d’Arimatea, Lazzaro, Mariamne (Maria Maddalena), Marta, Marcella e degli altri personaggi nei suoi Annales Ecclesiastici, volume 1, sezione 35.arch12

Cesare Baronio   ebbe accesso a materiale e fonti in precedenza inediti o inutilizzati. Egli usò queste fonti nello sviluppo del suo lavoro. Di conseguenza, gli Annales Ecclesiastici vengono considerati dalla maggior parte degli studiosi come estremamente utili e completi. L’eminente storico Lord Acton la definì ;

“La più grande storia della Chiesa mai scritta”

 

Giovanni, nel suo ultimo atto quale discepolo fedele al vero messaggio di Gesù, ed alla vera fede dei Nazareni, battendosi contro le forze del male che avevano dato origine alla fasulla religione nota come Cristianesimo, si presenta nuovamente e ci fornisce un indizio fondamentale – Lazzaro è il “Santo” – Lazzaro è Gesù!

Ma allora ,Gesù morì sulla croce o riuscì a sopravvivere?

Mariamne ovvero Maria Maddalena secondo la leggenda giunse in Francia con suo figlio e con “Lazzaro” .
Gesù venne crocefisso nel 36 d.C.Maria Maddalena arrivò in Francia nel 44 d.C.
Si dice che Maria Maddalena e Lazzaro avessero avuto tre figli; due femmine (Sara e Marta)ed un maschio (Giuda) le due figlie sembrano siano  state  affidate a qualcuno prima di partire per la Francia.

Nel libro di Rabàno Mauro Magnenzio è documentato che la famiglia di “Lazzaro” risiedette a Betania,vicino il Monte degli Ulivi per diversi anni. E’ inoltre documentato che l’estensione delle proprietà di tale famiglia restò di assoluta rilevanza e che, in base a tutti i resoconti, queste ultime furono gradualmente liquidate. Fu Marta,  la responsabile dell’amministrazione di tali proprietà. Risulta che l’intero ricavato derivante dalla cessione delle proprietà fu concesso a Pietro, ed utilizzato per la costruzione della Chiesa Nazarena di Gerusalemme.Pietro venne nominato dallo stesso maestro (dopo la resurrezione?)capo dei dodici apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana. Pietro instancabile predicatore, fu il primo a battezzare un pagano, il centurione Cornelio. Entrò in disaccordo con Paolo di Tarso riguardo ad alcune questioni riguardanti giudei e pagani, risolte comunque durante il primo concilio di Gerusalemme. Secondo la tradizione, divenne primo vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, continuò la sua predicazione fino a Roma dove morì fra il 64 e il 67, durante le persecuzioni anti-cristiane ordinate da Nerone. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa. Pietro è considerato santo da tutte le confessioni cristiane, sebbene alcune neghino il primato petrino ed altre il primato papale che ne consegue.

 

Mi fermo qui… questo post è stato molto impegnativo ma per molti versi illuminante..La figura di Gesù “uomo” mi piace, Credo che ogni leggenda nasca da un fondo di verità… o forse voglio credere che Gesù fosse un uomo “normale”un uomo buono, ma senza poteri divini…un uomo che generò figli e che morì come muoiono tutti gli uomini…

 

 

 

 

Fratelli di Gesù http://www.apologeticspress.org/apcontent.aspx?category=11&article=1271
(Lc 1,32)*https://www.biblegateway.com/passage/?search=Lucas+1%3A32-33&version=RVR1960-
http://www.thenazareneway.com/desposyni.htm
http://disabilinelcorpoabilinelcuore.blogspot.it/2013/06/la-sacra-famiglia-in-francia-lazzaro-il.html
http://one-faith-of-god.org/final_testament/bible_of_god.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso
http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_di_Ges%C3%B9
http://www.treccani.it/enciclopedia/paolo-di-tarso-san_%28Enciclopedia_dei_ragazzi%29/
http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Atti+1,14;9,36.41;12,12;16,14-15&versioni%5B%5D=C.E.I.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_apostolo
http://www.goticomania.it/misteri-del-gotico/i-segreti-di-glastonbury.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Annales_Ecclesiastici

Il massacro di New Orleans nel 1891 -Patty.

 

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Uno dei più drammatici e brutali attacchi contro italiani che si ricordi, è quello del 1891 a New Orleans. Nella zona, dove molta manodopera italiana era stata impiegata nei campi di cotone, con turni massacranti per sostituire gli schiavi neri affrancati da una legge, un gruppo di siciliani venne ritenuto responsabile, senza prove, di un omicidio. Ma la loro assoluzione a seguito di regolare processo provocò l’inferno. La popolazione locale, non soddisfatta del verdetto, si riversò in strada per un linciaggio. Una folla inferocita di 20 mila persone, prelevò dal carcere gli 9 taliani  (tutti siciliani) e li trucidò senza pietà, per un reato che non avevano commesso.
Ma mentre il presidente americano dell’epoca, Harrison, per aver osato definire il linciaggio “un’offesa contro le legge e l’umanità” rischiava l’incriminazione, i giornali tentavano di giustificare l’accaduto con la “natura” negativa degli immigrati che lì approdavano…. il sindaco Joseph Shakespeare  disse;

“Il clima mite, la facilità con la quale ci si può assicurare il necessario per vivere e la natura poliglotta dei suoi abitanti hanno fatto sì che, sfortunatamente, questa parte del Paese sia stata scelta dai disoccupati e dagli emigrati appartenenti alla peggiore specie di europei: i meridionali italiani …Gli individui più pigri, depravati e indegni che esistano . Tranne i polacchi non conosciamo altre persone altrettanto indesiderabili”.

I nomi delle vittime sono: Antonio Abbagnato, James Caruso, Rocco Geraci, Antonio Marchesi, Pietro Monasterio, Emanuele Polizzi, Frank Romero, Antonio Scafidi, Charles Traina..

Per saperne di più.

http://ilazzaro.altervista.org/new-orleans-1890-il-linciaggio-degli-emigranti-siciliani/

Immigrazione.-Patty.

Parliamo dell’immigrazione,fenomeno che oggi più che mai tocca tutti noi. L’immigrazione è un fenomeno sociale problematico per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo), i problemi che si pongono riguardano la regolamentazione ed il controllo dei flussi migratori in ingresso e della permanenza degli immigrati.L’Italia vive un periodo di crisi, molti italiani faticano ad arrivare a fine mese,molti italiani hanno perso il lavoro,molti italiani non hanno più una casa, tutto questo alimenta intolleranza verso chi arriva in Italia fuggendo dalla guerra ,sale la rabbia vedere immigrati soggiornare in alberghi 4 stelle con frigorifero pieno e tv…. Gianni  Morandi ha detto che anche noi italiani siamo stati immigrati… beh è vero ! vediamo di ripercorrere la storia dell’immigrazione italiana.

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« Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? »

Questa è la risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano, sec. XIX, riportata da Costantino Ianni – Homens sem paz, Civilização Brasileira, 1972, ed esposta nel Memoriale dell’immigrato di San Paolo.

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Il fenomeno dell’immigrazione interessa l’Italia soprattutto nei secoli XIX e XX. Prima il Settentrione (Piemonte, Veneto e in particolare il Friuli ) e dopo il 1880, anche il Mezzogiorno. In particolare, dai porti del Mediterraneo partirono molte navi con migliaia di italiani diretti nelle Americhe in cerca di un futuro migliore.

Più di 10 milioni di Italiani partirono tra il 1860 e il 1885 .
Nell’arco di poco più di un secolo un numero quasi equivalente all’ammontare della popolazione che vi era al momento dell’Unità d’Italia si trasferì in quasi tutti gli Stati del mondo occidentale e in parte del Nord Africa.

Si può distinguere l’emigrazione italiana in due grandi periodi: quello della grande emigrazione tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del XX secolo (dove fu preponderante l’emigrazione americana) e quello dell’emigrazione europea, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta.

La data del 4 ottobre 1852 è la data simbolo dell’immigrazione italiana nelle Americhe ,venne fondata a Genova la compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe, il cui principale azionista era Vittorio Emanuele II. Tale compagnia commissionò ai cantieri navali di Blackwall i grandi piroscafi gemelli Genova, varato il 12 aprile 1856, e Torino, varato il successivo 21 maggio.re

L’emigrazione nelle Americhe fu enorme nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Quasi si esaurì durante il Fascismo, ma ebbe una piccola ripresa subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Le mete erano gli Stati Uniti, il Brasile e l’Argentina nel Sudamerica. In questi tre Stati attualmente vi sono circa 64,15 milioni di discendenti di emigrati italiani.

Una quota importante di Italiani andò in Uruguay, dove i discendenti di Italiani nel 1976 erano 1.300.000 (oltre il 40% della popolazione del piccolo Stato).

Quote consistenti di emigranti italiani si diressero anche in Venezuela e in Canada, ma vi furono anche nutrite colonie di emigranti italiani in Cile, Peru, Messico, Paraguay, Cuba e Costa Rica.

Nella metà del XX secolo l’emigrazione aveva come destinazione gli stati europei ;Francia,Svizzera,Belgio e Germania per molti era una migrazione temporanea ,cercavano lavoro per poter costruire in Italia un futuro migliore! Nel 1970 molti italiani rimpatriarono.
Lo stato italiano firmò nel 1955 un patto di emigrazione con la Germania con il quale si garantiva il reciproco impegno in materia di migrazioni e che portò quasi tre milioni di italiani a varcare la frontiera in cerca di lavoro. Al giorno d’oggi sono presenti in Germania circa 650.000 cittadini italiani fino alla quarta generazione, mentre sono più di 500.000 in Svizzera: prevalentemente di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese, ma anche veneta ed emiliana dei quali molti ormai con doppio passaporto e possibilità di voto in entrambe le nazioni.
In Belgio e Svizzera le comunità italiane restano le più numerose rappresentanze straniere, e nonostante molti facciano rientro in Italia dopo il pensionamento, spesso i figli e i nipoti restano nelle nazioni di nascita, dove hanno ormai messo radici.
L’emigrazione massiccia italiana nelle Americhe si esaurì negli anni sessanta del Novecento, dopo il miracolo economico italiano, anche se continuò fino agli anni ottanta in Canada e Stati Uniti.

Il 1 gennaio del 1894 il New York Times scriveva:

“Abbiamo all’incirca in questa città trentamila italiani, quasi tutti provenienti dalle vecchie province napoletane, dove, fino a poco tempo fa, il brigantaggio era l’industria nazionale. Non è strano che questi briganti portino con se un attaccamento per le loro attività originarie”.
Ad essere bersagliati, soprattutto gli italiani di origine meridionale, catalogati come “razza mediterranea” a fronte di quella “celtica” degli italiani provenienti dal Nord. I siciliani vennero censiti nel 1911 come “not white”, “non bianchi”. Gli appellativi precisi, che li identificavano, erano “dago” e “wop”, riservati peraltro in senso dispregiativo a persone dalla pelle scura di origine portoghese, spagnola e messicana.
L’intolleranza crescente verso i flussi migratori, non solo italiani, in continuo aumento al’epoca (dal 1920 al 1921 l’incremento fu di 800mila nuovi immigrati, provenienti per due terzi dall’Europa meridionale e orientale), portò la politica americana a varare, dopo la diminuzione del bisogno di manodopera, alcuni provvedimenti che ponessero un argine all’immigrazione. Il cosiddetto “Quota Act”, del 19 maggio 1921, si proponeva di mettere un freno al numero di migranti ammesso annualmente, e per nazionalità, al 3 per cento del numero dei rispettivi connazionali stabilitisi negli Stati Uniti nel 1910. Questa prima quota limitò l’emigrazione italiana a 42mila individui ammessi.

La storia si ripete…ai posteri l’ardua sentenza.

Fonte.

http://www.webalice.it/ilquintomoro/emigranti_noi/immigrati_3.html