La cultura delle donne. -Space.

Donne

L’universo femminile, purtroppo, è stato subordinato a quello maschile dai tempi dei Sumeri, la condizione della donna, nel mondo, è il retaggio di quell’antica cultura, radicata e consolidata da costruzioni e preconcetti religiosi….c’è ancora tantissimo da fare e lavorare per rivoluzionare questo stato di cose, ma una cosa è certa, ovunque, nel mondo, tutte le donne, indiscriminatamente, sono leader della propria esistenza, quotidianamente oppressa, chi nel chiuso delle loro case, chi nei quartieri di città o villaggi, chi in nazioni dove la parità è ancora una chimera, e chi , ovviamente, è all’onore della cronaca in una nazione evoluta….tutte le donne, a prescindere dal successo mediatico, politico od aziendale, sono leder nella propria dimensione e nella propria appartenenza storico-culturale-ambientale, ognuna è speciale per quello che affronta , in un mondo maschile costruito a misura di uomo, si, proprio così, la società mondiale è patriarcale, gestita da una gerarchia che riflette la cultura dell’altro sesso: competizione, violenza, dominio finalizzati all’eredità genetica, tutte caratteristiche che non ci appartengono, che subiamo e che, nei paesi più evoluti ,assimiliamo nei nostri modelli comportamentali, in sintesi, la maggior parte delle donne in carriera, per avere successo, fa propria la cultura maschile, avvilendo la propria, perché il modello sociale è quello, in cui i ruoli sono ben definiti, comando e sudditanza, e purtroppo, nella maggior parte dei casi, il secondo diviene, obbligatoriamente, femminile. Nel secolo scorso, le contestazioni giovanili hanno rotto il muro del silenzio secolare, rivoluzionato il concetto di famiglia, di maschile e femminile, infranto i tabù che avvilivano il vivere sociale. In questa generale contestazione, questo voler cambiare le strutture basi della società, le donne hanno combattuto per la loro definizione di esistenza, si diceva – liberando la donna, si libera l’uomo – ,ed è così, perché prigionieri erano e sono entrambi, una società equa dovrebbe bilanciare il maschile e femminile, yin e yang, le due componenti della natura che si equilibrano vicendevolmente. Il percorso è ancora lungo ed impervio, ma era stato previsto, attualmente, nei paesi meno progrediti, purtroppo, la donna ricopre ancora i ruoli marginali della procreazione e servitù, mentre nei paesi evoluti, si è adeguata a quelli maschili, assimilandone schemi e comportamenti, ad esempio, tra un ginecologo ed una ginecologa la differenza è effimera, la ginecologia rispecchia il desiderio maschile di voler gestire e possedere la nascita, quello che la natura non gli ha dato, la possibilità di procreare, generare vita, allora ha ideato la ginecologia che gli ha dato il potere di gestire la nascita, e ribaltare il ruolo da spettatore ad attore, un tempo le donne partorivano da sole, oppure venivano aiutate da altre donne, la nascita era il mistero della vita e di chi dava vita. Cosa voglio dire con questo? E’ presto detto, le leggi della natura osservano regole logiche, ed è risaputo che sulla terra c’è la legge di gravità, allora mi sapete spiegare perché le donne devono partorire su di una sedia, sedute, oppure su di un letto distese ? Le indiane, quando partoriscono lo fanno in piedi, così come le indigene, allora perché le occidentali devono partorire contro natura e contro ogni logica di legge sulla gravità? Perché dal secolo scorso la nascita è diventata gestione maschile, ma anche mezzo di produzione e commercializzazione della vita, due parametri che rispettano in pieno la logica maschile, sia del possesso che della gestione e del guadagno, ebbene, in questo scenario, è avvilente che donne laureate in ginecologia, si servano di strumenti e gestioni maschili facendoli propri, senza apporvi alcun contributo e cambiamento femminile nella trattazione, quindi un’ennesima sudditanza accettata passivamente senza apportare modifiche metodologiche. La vera rivoluzione e parità delle donne sarà quando in tutte le categorie lavorative ci sarà anche la cultura femminile, noi non dobbiamo assimilare e fare nostra la concezione maschile, ma dobbiamo imporre quella femminile portandola a pari dignità, non dobbiamo assimilare modelli, ma imporre i nostri anche creando nuovi modelli, dobbiamo rompere e vincere contro gli schemi maschili che generano maschilismo, solo allora ci sarà un mondo equilibrato e di vera pace sociale.


Levrano Giovanna

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