BRRD ed il BAIL IN: Cos’è e come funziona – Nis

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banca

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di applicare la direttiva europea BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) che regolamenta le crisi bancarie.

Decisa nel giugno 2013, nei giorni della crisi di Cipro e delle sue banche, introduce in tutti i paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche. E regolamenta anche il cosiddetto bail in, il “salvataggio interno”.

Tramite il bail in si svalutano azioni e crediti e li si converte in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà (o una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali).

 

bail in 3La direttiva, per quanto ci riguarda, fornisce alla Banca d’Italia dei poteri straordinari e relativi strumenti di attuazione atti a risolvere situazioni di crisi tali da mettere a rischio il Sistema Bancario.

Potrà quindi, nei confronti della banca:

vendere una parte dell’attivo;
trasferire temporaneamente le attività e passività a una bridge bank (ossia a un veicolo costituito per proseguire le funzioni più importanti in vista di una successiva cessione sul mercato);
trasferire le attività deteriorate a una bad bank (che ne gestisca la liquidazione);
– applicare il bail in

 

Bail in

Dal bail-in sono escluse alcune passività:
– i depositi di importo fino a 100mila euro (protetti dal sistema di garanzia dei depositi);
– passività garantite come covered bonds e altri strumenti garantiti;
– passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela (come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza) o in virtù di una relazione fiduciaria (come i titoli detenuti in un conto apposito);
– passività interbancarie (ad esclusione dei rapporti infragruppo) con durata originaria inferiore a 7 giorni;
– passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni;
debiti verso dipendenti, debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare.

I RISCHI PER RISPARMIATORI E DEPOSITANTI

bail in 1

Il bail in si applica seguendo una gerarchia la cui logica prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva.

Anche per la parte eccedente i 100mila euro, i depositi ricevono un trattamento preferenziale: saranno infatti toccati solo nel caso in cui il bail-in di tutti gli strumenti con un grado di protezione minore nella gerarchia fallimentare non fosse sufficiente a coprire le perdite e a ripristinare un livello adeguato di capitale.

I depositi al dettaglio eccedenti i 100mila euro possono inoltre essere esclusi dal bail-in in via discrezionale, al fine di evitare il rischio di contagio e preservare la stabilità finanziaria a condizione che il bail-in sia stato applicato ad almeno l’8% del totale delle passività.

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