Anarchia.-Patty.

L’anarchia, è l’ordine senza il potere ,è possibile in Italia oppure è pura utopia?

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Molti credono che l’anarchia sia sinonimo di caos ,vivere senza regole ma non è proprio così.

Pierre-Joseph_Proudhon

Pierre-Joseph Proudhon

Pierre-Joseph Proudhon,è stato il primo ad attribuire un significato positivo alla parola “anarchia”, all’inizio era utilizzata soltanto in senso dispregiativo,poi le cose son cambiate.
Chi è Pierre-Joseph Proudhon?
Proudhon nacque a Besançon in Francia nel 1809 da un fabbricante di barili per birra. A sedici anni, dopo un’infanzia spesa in lavori familiari per lo più rurali, entrò nella scuola della città, nonostante la famiglia fosse troppo povera per garantirgli i libri necessari. Si formò da autodidatta. A diciannove anni entrò a lavorare nel campo della stampa, per poi diventare revisore di opere ecclesiastiche in via di pubblicazione. Acquistò in questo modo una discreta conoscenza in ambito teologico che coltivò studiando ebraico e comparandolo al greco, al latino e al francese. Scrisse anche un trattato di grammatica generale, Essai de grammaire génerale, che costituisce una prima prova della sua audacia intellettuale. Nel 1838 ottenne la borsa di studio Suard di 1500 franchi annui per tre anni, offerta in dono dall’Accademia di Besançon come incoraggiamento per le giovani promesse.
L’Utilité de la célébration du dimanche è il trattato che scrisse nel 1839 e contiene le prime idee rivoluzionarie.
Nel 1840 pubblicò Qu’est-ce que c’est la propriété? tradotto Che cos’è la proprietà?,dove sostiene la sua ormai celebre tesi secondo cui “la propriété, c’est le vol” “la proprietà è un furto”, che gli valse l’antipatia dei membri direttivi dell’Accademia di Besançon, che tuttavia non riuscirono a ritirargli la borsa di studio. Infine nel 1846 diede alla luce la sua più grande opera, il Systéme des contradictions économiques ou Philosophie de la misère (Il sistema delle contraddizioni economiche o La filosofia della povertà). Per qualche tempo Proudhon portò avanti una piccola tipografia a Besançon, ma senza successo. Successivamente divenne una sorta di manager per un’impresa commerciale di Lione. Nel 1847 tuttavia lasciò questo impiego e alla fine si stabilì a Parigi, dove era ora celebrato come uno dei massimi esponenti dell’innovazione. In quest’anno aderì per poco tempo alla Massoneria . Nella corrispondenza con Giuseppe Ferrari sull´unione italiana Proudhon criticava Mazzini in quanto massone (Correspondance, vol. IX, Paris, éd. A. Lacroix, 1875) e si lamentava spesso di essere perseguito dalla massoneria. Criticando Marx lo definiva in senso spregiativo “massone ebreo”.
« Bisogna collaborare con ogni mezzo per scoprire le leggi della società, i modi in cui si realizzano queste leggi e i processi tramite cui siamo capaci di scoprirle; ma, per il buon Dio!, quando avremo demolito tutti i dogmi aprioristici, non pensiamo di indottrinare a nostra volta il popolo »
Pierre-Joseph Proudhon.

Cosa significa Anarchia?

L’anarchia è l’organizzazione societaria agognata dall’anarchismo basata sull’idea libertaria di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito compreso quello statale.
Nasce terminologicamente con gli scritti appunto del filosofo Pierre-Joseph Proudhon nella prima metà del XIX secolo, affondando idealmente in concetti propri di Thomas More (Utopia), e dell’illuminismo. Contributori allo sviluppo del pensiero anarchico, quasi contemporanei a Proudhon, furono il rivoluzionario e filosofo Michail Bakunin, lo scrittore Lev Tolstoj e, limitatamente ad alcuni sviluppi sopravvenuti nel secolo successivo, il filosofo individualista Max Stirner.
Il principio fondamentale che sta alla base del pensiero anarchico si fonda su un ideale di libertà estrema che precluda qualsiasi forma di governo.

“Tutti i partiti senza eccezione, nella misura in cui si propongono la conquista del potere, sono varietà dell’assolutismo”
“Il governo sull’uomo da parte dell’uomo è la schiavitù”
“Chiunque mi metta le mani addosso per governarmi è un usurpatore ed un tiranno: io lo proclamo mio nemico”

Secondo gli anarchici lo Stato, struttura centralizzata di oppressione e coercizione così come ogni altra gerarchia e forma di autorità, è inutile e anche dannoso. Gli anarchici propongono l’abolizione di tutti i rapporti sociali autoritari e la creazione di una società libera, l’anarchia, fondata sull’assenza di gerarchie, sull’associazione alle organizzazioni popolari, sull’auto-organizzazione dal basso del popolo, quindi l’autogoverno decentralizzato, e sull’autogestione delle risorse e dell’economia (socialismo e anarcosindacalismo).

Malatesta

Errico Gaetano Maria Pasquale Malatesta

Errico Gaetano Maria Pasquale Malatesta è stato un anarchico e scrittore italiano, tra i principali teorici del movimento anarchico.
Collaborò ad un gran numero di testate rivoluzionarie ed è nota la sua amicizia con Michail Bakunin. Assieme a quest’ultimo e a Pierre-Joseph Proudhon, rappresenta uno dei pensatori più importanti della corrente libertaria, da alcuni ritenuto il più importante teorizzatore e rivoluzionario dell’anarchia.
Fu fermamente convinto, così come l’amico Pëtr Kropotkin, dell’imminente avvento di una rivoluzione anarchica nel 1916. Pochi mesi dopo iniziò infatti la Rivoluzione Russa, che ebbe il supporto anche degli anarchici, ma terminò con la presa di potere da parte dei bolscevichi. Solamente dopo 19 anni arrivò una vera rivoluzione anarchica, la fallita Rivoluzione spagnola.
La parte conclusiva del Programma Anarchico sintetizza gli intenti degli anarchici e l’Anarchia, ovvero la società che essi intendono creare sulla base dell’anarchismo:

Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza.

E per raggiungere questo scopo supremo noi crediamo necessario che i mezzi di produzione siano a disposizione di tutti, e che nessun uomo, o gruppo di uomini possa obbligare gli altri a sottostare alla sua volontà né esercitare la sua influenza altrimenti che con la forza della ragione e dell’esempio.

Dunque, espropriazione dei detentori dei suolo e del capitale a vantaggio di tutti, abolizione del governo. Ed aspettando che questo si possa fare: propaganda dell’ideale; organizzazione delle forze popolari; lotta continua, pacifica o violenta secondo le circostanze, contro il governo e contro i proprietari per conquistare quanto più si può di libertà e di benessere per tutti.
(Errico Malatesta, sezione conclusiva de Il Programma Anarchico, 1919)

Insomma l’idea di Anarchia prevede al livello sociale che individui e collettività scelgano per relazionarsi fra loro un insieme di rapporti non-gerarchici e non-autoritari.
Anarchia è anche la ricerca e sperimentazione di una organizzazione sociale orizzontale.
Una società anarchica è una società che vuole basarsi sul libero accordo, sulla solidarietà, sulle libere associazioni, sulle unioni, sul rispetto per la singola individualità che non volesse farne parte, secondo il principio che le decisioni valgono solo per chi le accetta.

In una società anarchica si rifiutano quindi leggi, comandi, imposizioni, principi fondati sul volere della maggioranza, rappresentanze, discriminazioni, guerre come metodo per risolvere contrasti, realizzando la gestione ed il superamento dei conflitti attraverso chiarimenti ed accordi tra i diretti interessati.

È importante, in quanto contrario al pregiudizio diffuso, notare che nessuna teoria anarchica ha mai teorizzato l’assenza di regole e di interazioni sociali, in quanto l’anarchismo non lascia nulla al caso-caos, ma propone un nuovo modo di concepire la società, costruito intorno a norme e/o principi etici egualitari, condivisi e non imposti dall’alto.

Gli anarchici vogliono perciò l’abolizione dello Stato, che dev’essere sostituito dalle organizzazioni e dalle associazioni popolari; anche il potere economico è consegnato nelle mani del popolo, che controlla i mezzi di produzione (quasi tutte le correnti anarchiche, infatti, si dicono socialiste).

Secondo gli anarchici, i problemi sociali come il crimine, l’ignoranza e l’apatia delle masse sono un prodotto della stessa società autoritaria: secondo gli anarchici, mantenere gli individui perennemente sotto un’autorità superiore fa sì che questi non siano più capaci di comportarsi autonomamente, senza un capo che gli comandi cosa fare; inoltre qualsiasi capo cercherà sempre di mantenere il proprio potere, e quindi cercherà il più possibile di rendere i sottoposti non autonomi, e di creare bisogni negli stessi sottoposti (come la necessità di protezione dal crimine); secondo la prospettiva libertaria quindi lo Stato non ha alcun reale interesse a risolvere i problemi sociali, perché altrimenti verrebbe meno il bisogno del potere.

Il liberalismo, ideologia alla base del pensiero democratico, propone invece la difesa del diritto individuale di parola, religione ecc, l’anarchismo sprona l’individuo anche a liberarsi di quelle particolari forme sociali che, secondo una visione anarchica, impediscono l’espressione libera della personalità dell’individuo, per esempio i rapporti sociali capitalistici e la religione; riguardo a quest’ultima, mentre la teoria ufficiale e la maggioranza degli anarchici si proclamano atei, vedendo la religione come “l’oppio dei popoli” marxiano, di fatto già con Camillo Berneri si introduce un antidogmatismo che permette all’individuo, che deve essere libero in tutti gli aspetti, di professare individualmente una religione, se di sua scelta e non imposta dall’infanzia; tutti gli anarchici, però sono per l’abolizione delle organizzazioni clericali di ogni tipo, basate non sulla libera predisposizione e scelta razionale ma sull’indottrinamento.

Alla fine l’anarchia è così brutta? 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Errico_Malatesta
http://www.answers.com/topic/pierre-joseph-proudhon
http://www.filosofico.net/filosofiaanarchica.htm
http://www.federazioneanarchica.org/archivio/programma.html
http://ita.anarchopedia.org/albero_dell’anarchismo
http://ita.anarchopedia.org/anarchia

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