Soros. -Patty.

“Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

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George Soros è un imprenditore ed economista ungherese ,è il fondatore del Soros Fund Management. Nel 1970 fu uno dei co-fondatori del Quantum Fund insieme a Jim Rogers, attualmente è presidente del Soros Fund Management e dell’Open Society Institute ed è anche ex membro del Consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations.
Il suo appoggio al movimento sindacale polacco Solidarnosc, e il supporto all’organizzazione cecoslovacca per la tutela dei diritti umani Charta 77 (manifesto del 6 gennaio 1977 per una liberalizzazione del regime), hanno contribuito alla fine del dominio dell’Unione Sovietica in questi Stati. Il suo finanziamento e organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa da osservatori sia Russi che Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato “largamente sopravvalutato”.

Negli USA è noto per avere elargito larghe somme di denaro agli avversari di George W. Bush . Ha appoggiato il democratico Barack Obama alle presidenziali americane del 2008. L’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker scriveva nell’introduzione de “L’alchimia della finanza”, un libro pubblicato da Soros nel 2003: “George Soros ha lasciato un segno nella veste di speculatore dall’enorme successo, saggio abbastanza dal ritirarsi sostanzialmente quando ancora il gioco volgeva a suo favore. Il grosso delle sue enormi vincite sono oggi votate ad aiutare paesi emergenti o in via di transizione a rendersi delle “società aperte”, aperte non solo nel senso della libertà di scambi commerciali, ma soprattutto tolleranti nei confronti delle nuove idee e dei diversi approcci di pensiero e comportamentali”.
È uno dei finanziatori di movimenti rivoluzionari in Ucraina, in Georgia e anche Bielorussia.

 

Perchè è “famoso”?

 

Il 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di 10 miliardi di dollari in sterline, approfittando della riluttanza da parte della Banca d’Inghilterra sia ad aumentare i propri tassi di interesse a livelli confrontabili con quelli degli altri paesi (il Sistema Monetario Europeo) sia a lasciare fluttuante il tasso di cambio della moneta. Alla fine, la Banca d’Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros nel processo guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come “l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra”.

The Times, lunedì 26 ottobre 1992, riportò il commento di Soros: “La nostra esposizione durante il Mercoledì Nero doveva essere di quasi 10 miliardi di dollari. Noi avevamo previsto un guadagno maggiore. Infatti, quando Norman Lamont appena prima della svalutazione disse che avrebbe avuto bisogno di un prestito vicino ai 15 miliardi di dollari per difendere la sterlina, fummo contenti poiché era all’incirca la cifra che noi volevamo vendere”.

Sempre il 16 settembre 1992, Soros partecipò insieme ad altri speculatori ad un attacco contro la Banca d’Italia: vendendo lire allo scoperto contribuì a causarne una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari; in conseguenza a tale azione speculativa la Lira Italiana riportò una perdita di valore del 30% e l’uscita dal Sistema Monetario Europeo. In un’intervista a Francesco Spini disse: “Ai tempi presi una posizione sulla lira perché avevo sentito dichiarazioni della Bundesbank .Si trattava di dichiarazioni pubbliche, non ho avuto contatti personali. Quella fu una buona speculazione”.
Per rientrare nello Sme, il governo italiano fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia – circa 93 mila miliardi di lire – al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l’imposta sulla casa (Ici), oggi divenuta Imu. Soltanto cinque mesi prima il presidente del consiglio di allora Giuliano Amato, proprio a causa della difficile situazione economica in cui versava il nostro Paese anche prima dell’attacco speculativo di Soros, era stato obbligato a dare il via libera al prelievo forzoso del 6/1000 sui conti correnti nella notte tra il 9 e 10 luglio.
Nel 1997 durante la crisi finanziaria asiatica, l’allora primo ministro malese Mahatir bin Mohamad accusò Soros di volere il deprezzamento della moneta malese, il ringgit.

Soros e i Rothschild .

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Abbiamo capito che la fortuna di Soros è dovuta alle speculazioni finanziarie in tutto il mondo… grazie alla sua azienda di fondi di investimento la “Quantum Fund”, i cui dirigenti, e allo stesso tempo i suoi rappresentanti, sono finanziatori italiani e svizzeri.Il collegamento tra Soros e i Rothschild si ottiene attraverso una rete di persone riservate che siedono in comitati amministrativi di fondi, trust, società, banche. Una di quelle persone era un certo Richard Katz un membro del comitato della “Quantum Fund”. Allo stesso tempo Katz era a capo della “Rothschild Italia SpA” e membro del comitato della banca commerciale “NM Rothschild & Sons “di Londra. Un altra pedina importante è Nils O. Taube, anche lui un membro della Quantum e partner del gruppo di investimento “St. James Place Capital”, che ora appartiene a Nathaniel Rothschild.Il collegamento si realizza anche attraverso la Société Générale Bank e il suo amministratore Michael Cicurel, presidente del direttivo di Edmund Rothschild e membro del Rothschild & Cie Banque board. Un altro partner frequente di Soros è stato James Goldsmith , collegato anch’esso alla dinastia Rothschild.

 

Gli “invisibles” …..speculazione svalutazione privatizzazione.

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Sono gli organizzatori del meeting dei banchieri della City tenutosi sul Britannia, alla presenza della regina Elisabetta II, il 2 giugno 1992 per complottare la privatizzazione dell’industria di stato italiana che doveva far seguito alla svalutazione della lira provocata da Soros e co. Citando dal discorso tenuto sul Britannia nelle acque del porto di Dublino, Irlanda, nel 1995, da Neil Jaggers, membro dell’esecutivo del BI e direttore per gli affari dell’Europa orientale, “il British Invisibles è un ente privato che ha per scopo la promozione della City di Londra”. Gli “invisibles” sono i “servizi” dell’alta finanza della City. BI funziona come punto di unione tra la finanza privata e il governo britannico. BI conta attualmente 114 membri, tutta l’élite finanziaria di Londra, parecchi rappresentanti del governo e della Bank of England, la banca centrale.
Naturalmente  Rothschild ha un ruolo di primo piano negli Invisibles. Ad esempio, secondo il rapporto del 1996 della BI, Sir Derek Thomas , direttore della NM Rothschild & Sons, già ambasciatore britannico a Roma nel periodo 1987-89, membro del BI dal 1992, è stato fino al 10 settembre 1996 presidente del comitato LOTIS (Liberalization of Trade in Services Committee, Comitato per la liberalizzazione del commercio in servizi). Rory Allan, della NM Rothschild & Sons, è membro del comitato del BI per l’Unione degli Stati Indipendenti ( l’ex URSS). William Lamarque, della NM Rothschild & Sons, è membro del “gruppo Cina” del BI. British Invisibles organizza seminari in tutti i punti strategici del globo appetibili alla City, soprattutto elaborando piani di privatizzazioni, apertura dei mercati alla finanza derivata, eliminazione di ogni barriera alla penetrazione del liberismo selvaggio della City. In molti casi, dice Jagger, BI ha il privilegio di usare lo yacht reale “Britannia”, spesso in combinazione con le visite della regina Elisabetta II o del duca di Kent, gran maestro della massoneria di rito scozzese. Il British Invisibles nel passato ha organizzato ogni anno una decina di simili incontri con o senza la regina.

 

 

La Russia di Vladimir Putin sotto attacco.

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Esiste una strategia statunitense che dopo la caduta del muro di Berlino si è sviluppata in tutta una serie di Paesi dell’ex Unione Sovietica fino a colpire di recente la Russia di Vladimir Putin.Questa è la teoria  dello studioso e professore di Scienze politiche all’Università del Massachusetts Gene Sharp nel libro Dalla dittatura alla democrazia. Come abbattere un regime. Manuale di liberazione non violenta (nel 1993), è riuscita nel giro di pochi anni a ribaltare governi sfavorevoli agli interessi occidentali fino ad insediarne nuovi organici all’ordine liberale. La “tecnica della rivoluzione colorata” è una combinazione di simboli e immagini forti che ruota intorno ad alcuni elementi imprescindibili come le organizzazioni non governative promotrici della democrazia, le associazioni per i diritti umani, gli intellettuali, gli studenti, i mass media, il “marketing rivoluzionario” e i servizi segreti.
I primi laboratori in cui gli scritti di Gene Sharp sono stati sperimentati, risultano quei Paesi dell’Europa dell’Est e caucasici, che seppure staccati dall’Unione Sovietica rientravano nella sfera d’influenza russa: dal 1989 fino alla recente crisi ucraina si sono registrati infatti una serie di capovolgimenti estremamente simili fra loro. Tra queste, la rivoluzione di velluto in Cecoslovacchia (novembre-dicembre 1989), la rivoluzione del 5 ottobre in Serbia (2005), la rivoluzione delle Rose in Georgia (2003), la rivoluzione Arancione in Ucraina (2004), la rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan (2005), fino ad arrivare ai recenti sollevamenti in Macedonia e in Armenia.
Il copione è sempre stato lo stesso: le organizzazioni non governative (Amnesty International, Ocse, ecc.) finanziate e manovrate dagli istituti finanziari occidentali (Soros Foundation, ecc.) trovano il pretesto per alimentare lo scontro (brogli elettorali come in Ucraina nel 2004 oppure l’omofobia di Vladimir Putin ai giochi invernali di Sochi). I mass media creano consenso nel blocco statunitense, delegittimano il presidente di turno, e il più delle volte lo dipingono come un sanguinario dittatore. Le associazioni studentesche “chiedono” riforme attraverso un marketing politico sottile quanto provocatorio: si costruiscono di fatto attorno a un colore, un logo ben identificabile e slogan fortemente evocativi (“Otpor!” in Serbia che significa “Resistenza!”), in maniera da rendere le manifestazioni di grande impatto. Gli intellettuali o personalità dello Star System occidentale arrivano in soccorso dei “rivoltosi” per dare “autorevolezza morale” ai sollevamenti (vedi le visite del filosofo francese Bernard Henri Levy a Kiev in sostegno dei manifestanti pro-Ue, l’atto provocatorio dell’ex deputato italiano Vladimir Luxuria ai giochi invernali di Sochi, l’esaltazione delle “Pussy Riot” in Russia).vladimir-luxuria-omosessualità-sochi2014-1
In meno di vent’anni la Russia ha così perso terreno nelle aree storicamente sotto la sua influenza fino ad essere circondata dall’apparato militare della Nato. In un mondo dove la comunicazione giornalistico-televisiva riesce da sola a compiere cambiamenti epocali, Vladimir Putin è corso ai ripari. Già un paio di anni fa la Duma aveva approvato un disegno di legge che disciplina l’attività delle organizzazioni non governative finanziate dall’estero e che sono attive politicamente sul territorio russo. Il testo recita così: “possono essere dichiarate indesiderabili tutte quelle organizzazioni che minacciano l’ordine costituzionale della Federazione, la sua capacità di difesa, o la sicurezza dello Stato”.

 

Faccio presente che Soros controlla  media e non solo in Serbia.

E’ importante sapere che i media “indipendenti”, come B92, Studio B, TV Pink, TV Panonija, ANEM (le stazioni TV Devic, RTV Globus, RTV M +, RTV Kraljevo, RTV Nisava , RTV Pancevo, Spektar RTV, RTV Trstenik, le stazioni radio Radio 021, Bum 93, Radio Sombor, Radio Index, Radio Subotica, Radio Pirot, Radio Ozon …), la radio “Free Europe” … La TV via cavo della rete FFS e la televisione satellitare TV TOTAL che sono in espansione, sono di proprietà di Soros. Le società di produzione VIN e PG si assicurano che l’informazione promulgata sia unitaria e coerente. Il Media Centre fa pubblicità addizionale per il cosiddetto settore ONG In aggiunta ai mezzi di comunicazione elettronici, la lista di Soros include i giornali e le riviste Danas, Vreme, Evropa, Republika, l’associazione indipendente dei mezzi di comunicazione locali “Local Press” (i giornali Pancevac, Kikindske, novine Vranjske, rec Nasa …), la case editrici Samizdat, Dan graf, cultura Stubovi, knjiga Fabrika, Klio, pres Aleksandrija; gli editori Bookbridge e Beopolis … Controlla anche l’agenzia di informazione Sense e le due maggiori agenzie di informazione della Serbia – Beta e Fonet. Allo stesso tempo, queste agenzie sono filiali di AP (Associated Press) e Reuters, che sono di proprietà del Rothshilds fin dal 19 ° secolo. Soros si e’ anche infiltrato nelle istituzioni educative e culturali, nei teatri, nella Biblioteca Nazionale, nell’Archivio Storico, nella SANU (L’Accademia delle Arti e delle Scienze serba) … Ha raccolto intorno a sé un folto gruppo di attori, registi, drammaturghi, musicisti, scrittori, scienziati, analisti, ex diplomatici, che lo assistono nel coinvolgere sempre piu’ seguaci.

Soros e i migranti.

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«Il futuro dell’Ue si decide sui migranti: investire nell’accoglienza può dare grandi frutti»

Soros ora preferisce impegnarsi nelle sue fondazioni che aiutano i rifugiati e i migranti in Italia, in Grecia, lungo tutte le rotte dei Balcani e in Ungheria. Si è convinto che le prospettive dell’Europa inclusa la ripresa dell’economia si decidano sulle sue capacità di assorbire i nuovi stranieri.

Ricordo questa  notizia di pochi giorni fa ;

Passato sotto l’assoluto silenzio della stampa italiana, lo scoop di Sky News il cui inviato Jonathan Samuels ha trovato, presso l’Isola di Lesbo in Grecia, un vero e proprio manuale operativo del perfetto clandestino, ancora in buone condizioni tra giubbotti di salvataggio e resti di gommoni arenati sulla spiaggia, intitolato “w2eu”, cioè “benvenuti in Europa” e recante sulla copertina la suggestiva fotografia di un giovane su una spiaggia al tramonto, mentre guarda il mare, un paio di remi ai suoi piedi. Il “codice” è scritto in arabo e contiene i numeri di telefono delle organizzazioni in grado di aiutare gli immigrati durante il viaggio, come la Croce Rossa e l’Unhcr – alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.

A questo punto la domanda sorge spontanea: chi finanzia questa guida distribuita ai migranti e le associazioni che li sostengono? Molti sostengono che sia la guida dell’immigrato via mare sia le due principali organizzazioni che lo sostengono rimandino niente meno che alla grande ricchissima associazione per di diritti umani Human Rights Watch (HRW), a sua volta finanziata per 100 milioni di dollari sui 128 del capitale dichiaratamente detenuto dalla Ong dal leggendario finanziere, speculatore e presunto filantropo George Soros. In effetti, la HRW è citata più volte nei portali w2eu e WatchTheMed. Oltre a collimare perfettamente con le indiscrezioni riportate in agosto dal periodico austriaco InfoDirekt, sembra palese il  ruolo del magnate americano di origine ungherese, insieme al Dipartimento di Stato Usa, nella promozione dell’invasione europea da parte delle masse di immigrati irregolari, lo stesso premier magiaro Viktor Orban, uno che di solito non le manda a dire, ha puntato il dito proprio contro George Soros in una recente intervista al giornale Hungary Today , accusandolo di sostenere direttamente e indirettamente le Ong che favoriscono l’immigrazione illegale, le quali si stanno costruendo “una fortuna” sulle rovine della crisi immigratoria.

 

 

 

 

 

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_26/george-soros-se-premier-porta-termine-riforme-l-italia-crescera-piu-resto-d-europa-0d6deb1e-6417-11e5-a4ea-e1b331475bf0.shtml

http://www.movisol.org/soros2.htmhttp://www.cfoss.com/wizard.html

https://aurorasito.wordpress.com/2015/04/25/nato-e-soros-puntano-sullestrema-balcanizzazione-per-sabotare-il-turkish-stream/

http://www.truedemocracy.net/hj37/01a.html

https://www.radioislam.org/islam/english/jewishp/serbia/soros-serbia.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/russia-contro-ong-cui-soros-1151548.html

http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/benvenuti-europa-la-guida-del-perfetto-clandestino-gentilmente-offerta-george-soros-30950/

http://ria.ru/politics/20150708/1120603753.html

 

 

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