Il Santo Graal.-Patty.

“Che cosa sia il Santo Graal si sa:

è qualcosa di cui non si sa né cosa sia, né se ci sia.”

Piergiorgio Odifreddi.Il Vangelo secondo la Scienza .

Il_Sacro_Graal

Il poema incompiuto Le Roman de Perceval ou le conte du Graal, di Chrétien de Troyes, fu scritto all’epoca delle crociate, tra il 1175 e il 1190 circa. Commissionato da Filippo I d’Alsazia, conte di Fiandra.
È considerata la prima opera letteraria che fa cenno al Santo Graal e farà da modello ai molti successivi romanzi ispirati alla leggenda del Graal. All’interno dell’opera il Graal non viene raffigurato come il calice dell’ultima cena di Gesù Cristo. Inoltre il nome “graal” è fatto precedere dall’articolo indeterminativo “un”, il che fa pensare che l’autore volesse menzionare un oggetto convenzionale (probabilmente un bacile o un vassoio), certo non ancora identificabile col “Santo Graal” delle produzioni successive.
Il Santo Graal viene associato anche ad un libro scritto da Gesù Cristo, alla cui lettura può accedere solo chi è in grazia di Dio e le verità di fede che esso contiene non potranno mai essere pronunciate da lingua mortale senza che i quattro elementi ne vengano sconvolti. Se ciò, infatti, dovesse accadere, i cieli diluvierebbero, l’aria tremerebbe, la terra sprofonderebbe e l’acqua cambierebbe colore. Da questo si deduce che il libro-coppa possiede un temibile potere.

Inghilterra? cms176_a

I sostenitori della sua esistenza materiale affermano che durante la sua permanenza in Cornovaglia, Gesù aveva ricevuto in dono una coppa rituale da un Druido convertito al cristianesimo e quell’oggetto gli era particolarmente caro. Dopo la crocifissione, Giuseppe d’Arimatea aveva voluto riportarla al donatore ulteriormente santificata dal sangue di Cristo; il Druido in questione era Merlino.

Il Santo Graal.

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Il Graal o meglio il Santo Graal è per tradizione medievale la coppa dove Gesù celebrò l’ultima cena e nella quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue di Cristo dopo la crocifissione e proprio perchè venne raccolto il sangue di Gesù la coppa sarebbe dotata di poteri magici.
Ovviamente il Graal è presente in altre culture per esempio è associato al calderone dei Dagda .Celti15Il Calderone del Dagda, è una larga pentola che non si svuota mai e che non lascia mai nessuno affamato, è uno dei quattro tesori che i Tuatha Dé Danann portano con sé in Irlanda. Quando il calderone non viene usato serve da contenitore per la Lancia di Lug, che gronda sempre sangue.
Nella mitologia irlandese i Tuatha Dé Danann dalle sedi antiche sul Danubio si mossero verso le ‘Isole settentrionali’, dove diventarono maestri di magia e tecnica. Al momento di invadere l’Irlanda portarono con sé dalle loro quattro capitali (Fáilias, Gorias, Finias e Murias) quattro tesori rispettivamente la Pietra del Destino (Lia Fáil), la Lancia di Lug, la Spada di Luce (Claíomh Solais) e il Calderone del Dagda, detto anche ‘Coire Ansic’, Non-asciutto.

Altre tradizioni raccontano che Set terzo genito di Adamo ed Eva tornò nel Paradiso Terrestre in cerca di una cura per il padre moribondo, ed ottenne da Dio una medicina capace di curare qualsiasi male, simboleggiante il fatto che Dio non ci avrebbe mai dimenticati.
E ancora, il Graal  fu una pietra caduta dalla corona di Lucifero, staccatasi precisamente nello scontro fra gli angeli del bene e del male, e cadde sulla Terra.
Alcuni storici affermano che il Graal sarebbe una leggenda orale gotica derivata forse da alcuni racconti folcloristici precristiani e trascritta in forma di romanzo tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII secolo. Gli antichi racconti sul Graal sarebbero stati imperniati sulla figura di Percival e si sarebbero poi intrecciati con il ciclo arturiano.

Uno dei primi reperti a cui si attribuì la leggenda “del Graal”, fu quello che ad oggi viene chiamato il Sacro Catino,catino_santo_graal_oriz ovvero il piatto o calice utilizzato da Gesù nell’Ultima Cena; si tratta di un vaso, intagliato in una pietra verde brillante e traslucida, recuperato dal condottiero della Repubblica di Genova Guglielmo Embriaco Testadimaglio dalla Terrasanta, quando al fianco di Goffredo di Buglione contribuì in maniera decisiva alla caduta di Gerusalemme. Re Baldovino fece scrivere sopra la porta del Santo Sepolcro: Praepotens Genuensium Praesidium, a ricordo della incredibile impresa dei Genovesi e riportò nel 1101 il reperto, che è ancor oggi conservato al Museo del Tesoro della cattedrale di San Lorenzo a Genova.
Insomma ,il Santo Graal è una leggenda ? E’ un calice? E’ un piatto? Oppure è  la stirpe   discendente di Gesù?Potrebbe essere  il ‘Sang real’ di cui erano guardiani i Templari…???

Dove si trova il Santo Graal?

Arrivano dal medioevo   testimonianze relative al luogo dove sarebbe conservato il Graal. Vediamo le più importanti;

La fonte più antica sulla coppa dell’Ultima Cena parla di un calice argenteo a due manici Grail4che era rinchiuso in un reliquiario di una cappella vicino Gerusalemme tra la basilica del Golgotha e il Martirio. Questo Graal appare solamente nel racconto di Arculfo, un pellegrino anglo-sassone del VII secolo, che l’avrebbe visto ed anche toccato. Questa è la sola testimonianza che il calice fosse conservato in Terra Santa.

Nel XIII secolo si parla di una copia del Graal a Costantinopoli. La testimonianza si trova nel romanzo tedesco del XIII secolo Titurel il giovane. Questo Graal sarebbe stato trafugato dalla chiesa del Boucoleon durante la quarta crociata e portata da Costantinopoli a Troyes da Garnier de Trainel, decimo vescovo di Troyes, nel 1204. Viene ricordato lì ancora nel 1610, ma sarebbe scomparso durante la Rivoluzione francese. Dei due calici sopravvissuti fino ad oggi e creduti essere il Graal, uno si trova a Genova, nella cattedrale di san Lorenzo. La coppa esagonale genovese è conosciuta come il sacro catino. Il calice è di vetro egiziano verde e la tradizione vuole che sia stato intagliato in uno smeraldo; tuttavia fu portato a Parigi dopo la conquista napoleonica dell’Italia e tornò rotto, rivelando in effetti la struttura in vetro verde. L’identificazione del sacro catino con il Graal non è comunque tarda, dato che si trova nella cronaca di Genova scritta da Jacopo da Varagine, alla fine del XIII secolo.

Il santo cáliz della Cattedrale di Valencia
L’altro calice identificato con il Graal è il santo cáliz,Santo-Caliz-int02 una coppa di agata conservata nella cattedrale di Valencia.Essa è posta su un supporto medievale e la base è formata da una coppa rovesciata di calcedonio. Sopra vi è incisa un’iscrizione araba. Il primo riferimento certo al calice spagnolo è del 1399, quando fu dato dal monastero di San Juan de la Peña al re Martino I di Aragona in cambio di una coppa d’oro. Secondo la leggenda il calice di Valencia sarebbe stato portato a Roma da San Pietro.

Per leggere le teorie moderne ;
http://it.wikipedia.org/wiki/Graal

 
Un ragazzo affascinato dai riti e dalle cerimonie sacre infuenzato da medium e studiosi dell’occulto che popolavano la città di Braunau… di chi sto parlando?

 

Hitler e la ricerca del Santo Graal.adolf-hitler

 

Il futuro capo del nazismo si racconta che possedesse poteri medianici che lo assalivano nel momento della sua più forte tensione nervosa. La preveggenza di Hitler sorprendeva i suoi collaboratori tanto da mutare la loro fedeltà verso il Führer in fanatismo. Si narra  che Hitler predisse l’esatta data dell’entrata delle truppe tedesche a Parigi, annunciò la data di morte di F. Roosevelt e predisse la data dell’arrivo a Bordeaux dei violatori del blocco navale.

Il mistero del Santo Graal, il sacro calice che gli studiosi esoterici nazisti del tempo mutarono in “Sang Raal”, sangue di Cristo crocifisso raccolto nella coppa e portato in Francia e poi in Bretagna da Giuseppe d’Arimatea, affascinò Hitler e lo ossessionò per tutta la vita. Si diceva che nessuno poteva porsi alla ricerca del Santo Graal se non fosse stato un cavaliere puro e casto, come Galaad figlio di Lancillotto. Ma anche questi, considerato il più generoso e valoroso cavaliere della corte di Re Artù, a causa dei rapporti adulterini che ebbe con Ginevra moglie del Re, non fu più degno di porsi alla ricerca del Santo Graal. La ricerca del Santo Graal era dunque vietata ai peccatori ed Hitler considerandosi invece degno,si pose alla sua ricerca  essendo  medium e studioso di occultismo dotato di energie misteriose, di potervi riuscire. Diramò così l’ordine a tutti i suoi collaboratori affinché si procedesse alla ricerca.
Così squadre di uomini delle SS furono impegnate nella vana ricerca del Graal ed il nazismo ci investì parecchi fondi, anche con l’ambizione che importanti scoperte archeologiche potessero permettere di riscrivere la storia e dimostrare che la razza “tedesca ed ariana” fosse la più forte ed importante della storia.Naturalmente le loro ricerche furono vane.

Sul   Santo Graal una cosa è lapalissiana  si è sempre cercato di identificare il luogo dove dimorerebbe l’oggetto senza ben sapere cosa cercare, il Graal è veramente una coppa? Oppure è un piatto?

Il Santo Graal muta la sua forma in relazione al periodo e alla religione di chi lo cerca .

 

http://www.templaricavalieri.it/santo_graal.htm

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