Google: utilizzare le nanotecnologie per “sconfiggere la morte” -Space.

Da quando Google ha smesso di essere “solamente” un motore di ricerca ha cominciato ad espandersi verso praticamente qualsiasi settore della scienza e delle tecnologia. Uno dei campi verso i quali il colosso di Mountain View sembra mostrare il maggior interesse è quello della salute. Gli esempi da questo punto di vista sono molteplici: dalla mappatura completa di un corpo umano sano al tentativo di sviluppare delle lenti a contatto in grado di monitorare i livelli di glucosio nei diabetici, passando per Google Fit, che con la nuova versione di Android permetterà di gestire i dati delle app relative al fitness o alla sperimentazione dei consulti online con dei medici.

Nanotecnologia

L’ultima novità in ordine di tempo è rappresentata dagli sforzi di sviluppo di nanotecnologie in grado di individuare i primi segni di una malattia. Il progetto è stato annunciato da Andrew Conrad, direttore della divisione Life Sciences di Google, nel corso di una conferenza organizzata dal Wall Street Journal.

Conrad ha una vasta esperienza nel campo, essendo stato co-fondatore e, dal 1991 al 2013, responsabile scientifico del National Genetics Institute, un laboratorio specializzato nello sviluppo di metodi all’avanguardia per i test del sangue: “Stiamo cercando di prevenire la morte prevenendo le malattie”, ha spiegato lo scienziato. Fondamentalmente, il nostro nemico è la morte. Il nostro nemico è la morte non necessaria. Dal momento che abbiamo la tecnologia per intervenire, dovremmo spendere più energia e sforzi a questo proposito”.

L’idea alla base del progetto è al tempo stesso estremamente semplice ed enormemente complessa: Google vorrebbe impiegare minuscole nanoparticelle magnetiche (di dimensioni pari ad 1/1.000 rispetto a quelle di un globulo rosso) in grado di entrare nel flusso sanguigno ed “agganciarsi” a determinate cellule e valutarne lo stato di salute.

Per lo sviluppo di una tecnologia del genere saranno necessari ancora alcuni anni (almeno cinque, secondo il report del WSJ), in quanto esistono numerosi ostacoli da superare, sia di tipo tecnico che legislativo: Google dovrà dimostrare che queste nanoparticelle sono sicure (ed efficaci, ovviamente) nel corso di trial clinici molto estesi prima di poter ricevere l’autorizzazione a procedere dalla statunitense Food & Drug Administration (FDA).

Nanotecnologia

Da un punto di vista tecnico, il concetto di base sembra essere fondato: se prendiamo l’esempio del cancro, le cellule tumorali tendono a comportarsi in modo diverso da quelle sane, ad esempio producendo determinate proteine o enzimi. Le nanoparticelle di Google dovrebbero essere in grado di agganciarsi alle cellule, verificare la loro condizione e comunicare i risultati ad un dispositivo magnetico indossabile deputato a fornire un quadro della situazione quasi in tempo reale. Se la cosa appare complessa è perché lo è, ma potrebbe essere una tecnologia rivoluzionaria, e distante solamente pochi anni.

 Fonti reperite in rete.

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