Il campo di Fossoli.-Patty.

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no…

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Oggi del campo di concentramento di Fossoli sono rimasti solo i muri delle baracche . Nel 1984 l’area venne concessa a titolo gratuito al Comune di Carpi che, dopo l’apertura nel 1973 del Museo monumento al deportato, ne aveva fatto richiesta all’Intendenza di finanza.
I terremoti dell’Emilia del 20 e del 29 maggio 2012 hanno arrecato danni rilevanti alle baracche causando l’inagibilità del campo e la sua chiusura ai visitatori che vi varcano l’entrata in circa 30.000 all’anno. Il 9 novembre 2012 il museo riapre normalmente al pubblico e anche il campo torna ad essere visitabile.

Il campo di Fossoli.

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In Emilia Romagna a 5 km da Carpi in località Fossoli ,nacque nel 1942 un campo di prigionia e concentramento allestito dagli italiani fu successivamente utilizzato dalla Repubblica Sociale Italiana e quindi direttamente dalle SS come principale campo di concentramento e transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici. Nel dopoguerra, vi furono internati prigionieri dello sconfitto regime, fu inoltre usato per campo profughi e fu in esso che mosse i primi passi la comunità di Nomadelfia.
Sono ancora visibili le tracce di quello che, dal 1942 al 1947, fu un grande campo di concentramento ma anche di transito.
La Repubblica Sociale Italiana apre a Fossoli, in ottemperanza ai dettami della Carta di Verona e dell’Ordine di Polizia n. 5, il campo di raccolta speciale per gli ebrei provenienti dai campi provinciali del territorio della RSI. Dal gennaio del 1944, oltre agli ebrei, cominciano ad essere internati nel campo anche gli oppositori politici. Partono anche i primi due treni di deportazione degli ebrei verso lo sterminio a Auschwitz, il 19 e il 22 febbraio 1944. Sul secondo convoglio diretto verso questa meta, viaggia con altri 650 deportati anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine del famoso libro “Se questo è un uomo” e nella poesia Tramonto a Fossoli.

Primo Levi, il tramonto di fossoli, 7 febbraio 1946.

IMG-20150212-WA0010Io so cosa vuol dire non tornare
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
le parole del vecchio poeta:                                                            
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”

Primo levi ha scritto questa poesia dopo la fine della guerra, a quasi due anni dalla partenza da Fossoli per Auschwitz. Il sublime spettacolo del tramonto ha un sapore amaro se si vede il sole attraverso il filo spinato del lager: le speranze per un giorno nuovo lasciano il passo al vuoto della paura. Il tramonto non suggerisce solo la notte dell’ esistenza individuale, la morte, ma anche l’imminenza del buio della ragione umana, quando sulla pietà prevalgono le barbarie della distruzione della guerra e dell’ odio. Il rischio è quello di un infinito sonno senza memoria. Gli ultimi versi, tra virgolette, sono tradotti dal latino, presi in prestito dal quinto carme di Gaio Valerio Catullo(Verona, 87 a.C.-Sirmione, 54 a.C.).

Primo LeviPrimo_Levi venne trovato morto nell’aprile 1987 alla base  della tromba delle scale della propria casa di Torino , a seguito di una caduta, rimane il dubbio se la caduta, che ne ha provocato la morte, sia dovuta a cause accidentali o se sia stato un suicidio.  Il pensiero ed il ricordo del lager avrebbero  continuato a tormentare Levi anche decenni dopo la liberazione, sicché egli sarebbe in un qualche modo una vittima ritardata della detenzione ad Auschwitz .

 Primo Levi era ateo «… io, il non credente, ed ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz…» e radicalizzò il suo ateismo   dopo la terribile esperienza del lager…

«C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.», dichiarò in un’intervista.

Le spoglie dello scrittore riposano presso il campo israelitico del Cimitero monumentale di Torino.maxresdefault

Ringrazio Valentina C. studentessa presso l’ Istituto professionale di stato Cesare Musatti  di Dolo (Ve) . Mercoledì 11 febbraio 2015 è andata con la classe a visitare il campo di Fossoli, e il Museo Monumento al Deportato di Carpi, museo storico sulla deportazione e sui campi di concentramento nazisti e mi ha mandato alcune  foto . 

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In alto si può leggere il nome di Anna Frank.

 

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Omaggio di Picasso per i deportati nei campi nazisti.

 

 

Nomi dei deceduti scritti sui muri .

 

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http://vimeo.com/54359874
https://www.youtube.com/watch?v=8Du_FqBr8zM
http://www.fondazionefossoli.org/it/risorse.php

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