Edgar Rice Burroughs. -Space.


Edgar_Rice_Burroughs Burroughs fa parte della schiera degli autori d’avventura più letti nella storia della narrativa mondiale: è stato il creatore di una serie di cicli narrativi fra i più amati della Letteratura di ogni tempo. Uno per tutti: Tarzan.
Figlio di un fabbricante di batterie, Edgar Rice Burroughs nasce il giorno 1 settembre 1875 a Chicago; dopo aver frequentato diverse scuole private si arruola dapprima nella U.S. Cavalry, per poi cimentarsi con sua scarsa soddisfazione nelle professioni di minatore, poliziotto ferroviario e venditore in un Drugstore. Nel 1911 tenta di far decollare un’impresa per la vendita di temperini, ma senza successo. Un fallimento che avrà conseguenza amare sul suo carattere, tanto da indurlo al suicidio. Fortunatamente la pubblicazione del suo primo romanzo lo spinge a desistere dall’insano gesto e così nel giro di pochi anni riesce a emergere come scrittore di romanzi d’avventura e di Science Fiction.

Durante gli Anni ’20 e ’30 il successo che incontra come autore è a dir poco strepitoso. Ne risente anche il suo conto in banca e con questo anche il suo mai sopito spirito imprenditoriale. Fonda allora una propria società, la “Edgar Rice Burroughs Incorporated” (ERB Inc.), finalizzata alla pubblicazione dei suoi scritti. Successivamente anche Hollywood contribuisce ad aumentare la sua fama con svariati film dedicati a Tarzan, il suo personaggio più noto.

Negli ultimi anni Edgar Rice Burroughs si dedicherà soprattutto alla politica. Il 19 marzo 1950 muore nel suo Ranch dal fantasioso nome di “Tarzana”, in California, lasciando ai suoi figli un’eredità di oltre dieci milioni di dollari.

Come accennato sopra il primo romanzo di Burroughs venne pubblicato in sei puntate durante il 1912 sulla rivista All-Story Magazine; si trattava del romanzo “Sotto le Lune di Marte”, il quale nella sua versione su libro del 1917 venne reintitolato “Una principessa di Marte”. Questo rappresentò il primo libro della fortunata serie di Marte, composta di un interminabile elenco di titoli.

Benché le descrizioni di Marte forniteci da Burroughs non hanno nulla a che vedere con le conoscenze attuali riguardanti il Pianeta Rosso e nonostante l’assurdità di concetti come ad esempio la “proiezione astrale” (evidentemente all’epoca della stesura del suo romanzo questo gli sembrava l’unico modo per mandare il suo eroe su Marte) il ciclo di “Barsoon” viene considerato pura Science Fiction. D’altro canto va però constatato che spesso la componente fantasy assume un ruolo predominante ed è quindi comprensibile che alcuni critici abbiano messo in dubbio l’aspetto fantascientifico della serie.

Pochi mesi dopo la pubblicazione di “Sotto le Lune di Marte”, sempre sulla rivista All-Story Magazine fece la comparsa il romanzo “Tarzan delle scimmie”, con il quale Burroughs iniziò il fortunatissimo ciclo dedicato alle avventure di Tarzan, e che rappresentò la principale fonte della sua fortuna. Le avventure di Tarzan comprendono 25 romanzi, tradotti in più di 60 lingue, e almeno 30 film. Inoltre hanno ispirato una non precisata quantità di fumetti, telefilm e cartoni animati.

Nel 1914 apparve in quattro puntate su All-Strory il ciclo di Pellucidar, che comprende anch’esso numerosi titoli, di cui uno comparso postumo. Questa volta le avventure del protagonista Innes e il suo accompagnatore, il professore Abner Perry, si ambientano nel centro della Terra (ispirandosi chiaramente ai lavori del grande precursore Jules Verne), dove abitano degli uomini allo stadio dell’età della pietra, i quali sono costretti a vivere sotto il giogo di una aggressiva razza di rettili-umanoidi. Nel primo romanzo i protagonisti riescono a organizzare una rivolta per liberare gli uomini dal loro stato di schiavitù.

Alcuni anni più tardi apparvero sulla rivista Blue Book tre storie ? “The Land That Time Forgot”, “The People That Time Forgot”, “Out of Time’s Abyss” – le quali vengono annoverate tra le opere migliori di Burroughs. I racconti vennero poi nel 1924 integrati nel romanzo intitolato “The Land That Time Forgot”, dal quale nel 1975 venne anche tratto l’omonimo film. Anche questa volta le avventure si ambientano sulla Terra e più precisamente su di un’isola dimenticata di nome Caprona, dove gli abitanti nel corso della loro vita vivono ogni stadio dell’evoluzione: dall’unicellulare fino all’Homo sapiens.

Burroughs iniziò la sua ultima serie nel 1932 con la pubblicazione sulla rivista Argosy del romanzo “The Pirates of Venus”. Il Ciclo di Venere comprende anche i romanzi “Lost on Venus” (1935), “Carson of Venus” (1939), “Escape on Venus” (1946) e “The Wizard of Venus” (1970, postumo). Qui si possono riscontrare gli stessi elementi già presenti nel Ciclo di Marte, con la differenza al limite del delirante che questa volta il protagonista, Carson Napier – il quale vuole andare a trovare John Carter su Marte – arriva su Venere per sbaglio con una astronave costruita da lui stesso.

La fantascienza di Edgar Rice Burroughs è senza alcun dubbio illogica, palesemente esagerata e del tutto irrealistica, ma l’influenza delle sue opere nel campo di tutta la letteratura fantastica è stata grande ed ha avuto il pregio di far sognare intere generazioni di appassionati di questo inesauribile genere letterario. Soprattutto colpisce la facilità con la quale il lettore viene coinvolto nei sui romanzi: nel giro di poche pagine egli è già completamente assuefatto dalla vicenda e completamente integrato nei bizzarri mondi in cui si ambientano le avventure narrate. Ed è sotto questo aspetto che risalta l’abilità letteraria di Burroughs, vero e proprio maestro dell’avventura.

Fonti reperite in rete.

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