La chiesa e la caccia alle streghe.-Patty.

Comincerò questo post con lo spiegare cos’è l’inquisizione …

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L’inquisizione era l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica ,ovvero le eresie.

Le origini vanno collocate tra la fine del 12° sec. e gli inizi del 13°, quando la Santa Sede ritenendo non sufficienti alla repressione dell’eresia i mezzi ordinari e l’autorità vescovile , nominò propri delegati inquisitori con l’incarico di ricercare e giudicare gli eretici.

Questi processavano gli eretici, determinando la gravità delle loro colpe e stabilendo le pene, in genere spirituali, quando gli eretici si pentivano. Nel caso non si pentissero c’era la condanna a morte, di norma eseguita dalle autorità statali. Alla fine del 15° secolo venne istituita la prima inquisizione stabile centralizzata, quella spagnola, cui seguirono nel secolo 16° secolo l’Inquisizione portoghese e quella romana.

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Nel 12° e nel 13° secolo si diffuse in Europa l’eresia dei catari, i quali, in polemica contro la Chiesa, predicavano un rinnovamento morale fondato su una netta opposizione tra bene e male, spirito e materia. La predicazione dei frati domenicani e francescani e i processi condotti dai vescovi non furono sufficienti ad arrestare l’eresia, che in Francia venne repressa con una crociata . Anche la Chiesa divenne intollerante: il papa e l’imperatore stabilirono pene più severe contro i catari, compresa la pena di morte. Il papa inoltre nominò, nel 1231 in Germania e subito dopo in Italia e Francia, alcuni giudici speciali che dipendevano direttamente da lui: gli inquisitori. Le città non accettarono sempre di buon grado i loro interventi e ci furono alcuni episodi di violenta opposizione. I processi degli inquisitori nella seconda metà del Duecento, pur con poche sentenze capitali, limitarono molto la diffusione del catarismo, che scomparve all’inizio del 14° secolo.

 

Nei secoli 14° e 15° la repressione dell’eresia si burocratizzò: nacquero i questionari fissi, furono scritti diversi manuali. La competenza del tribunale si estese a nuovi campi: abuso di alcuni sacramenti, bestemmia ereticale, bigamia , mancato rispetto dell’Ufficio inquisitoriale e soprattutto magia e stregoneria. Si cominciarono a mandare a morte streghe e stregoni con il rogo.rogo

A differenza di quanto si crede durante il Medioevo le persecuzioni sono rivolte soprattutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi), e comunque contro “fedi altre”, accusate di concubinaggio con il diavolo. È solo a partire dall’età moderna dopo la scoperta delle Americhe, nel momento in cui nasce l’Umanesimo e in cui appare la stampa che incomincia la caccia alle streghe, persecuzione definita da alcuni sessista infatti è l’unica del genere nella storia , altri hanno voluto chiamarla genocidio .
In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, all’80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, tanto nessuno era assolto.
La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.
La caccia alle streghe….tortura

Benché le prime tesi sulla stregoneria vengano fatte risalire alla letteratura cattolica del 1400 circa, fu in particolare nelle regioni protestanti che durante l’Umanesimo e il Rinascimento il fenomeno ebbe maggiore rilevanza . In quell’epoca, le streghe, ritenute sospette e pericolose dalle autorità civili e religiose, furono oggetto di persecuzioni che sovente terminavano con condanne a morte a seguito delle quali le stesse venivano arse vive sul rogo.
Donne sospettate di compiere atti di magia quali sortilegi, malefici, fatture,  o di intrattenere rapporti con forze oscure e infernali dalle quali ricevere i poteri per danneggiare l’uomo, specialmente nella virilità… questi, nell’immaginario popolare hanno da sempre delineato la figura della strega.

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Moltissime “streghe” vennero torturate e bruciate vive con le motivazioni ufficiali più varie, ma spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni e, in molti casi, per avidità: ottenendo sotto tortura, in cambio della riduzione dei tormenti, che venisse fatto il nome di persone possibilmente benestanti, ree di complicità, in modo da poter istruire il processo successivo, considerato fortemente remunerativo dato che il condannato subiva anche la confisca dei beni.

 

Malleus Maleficarum .. tradotto ; Il martello delle streghe.

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E’ un testo in latino pubblicato nel 1487 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di reprimere in Germania l’eresia, il paganesimo e la stregoneria.

Il Malleus Maleficarum rimase, fino alla metà del XVII secolo, il più consultato manuale sulla caccia alle streghe, sia da parte degli inquisitori cattolici, sia dei giudici protestanti, poiché spiega proposizione per proposizione come comportarsi in ogni singola occasione. Nonostante l’enorme popolarità dell’opera, la sua credibilità e diffusione subirono un brusco arresto, quando l’Europa conobbe tra il 1520 e il 1560 un periodo di stasi nella caccia alle streghe, tanto che in alcune zone, fra cui possono citarsi i territori germanici, i processi diminuirono, per ragioni mai del tutto chiarite.

Il Malleus Maleficorum stabiliva che la strega accusata doveva essere “spesso e frequentemente esposta alle torture”. Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

Chi confessava era dichiarato colpevole di stregoneria, chi non confessava era considerato un eretico … pena, bruciare sul rogo!.

L’esecuzione non era possibile senza una confessione, che non poteva certo essere estorta con le buone maniere. Si ricordano 3 Inquisizioni: quella medievale, quella spagnola e quella romana. Sebbene si collochino in luoghi ed epoche differenti, i loro metodi di procedura furono essenzialmente gli stessi.

Alcune torture.

Pietra.
Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva gettata in acqua legata a una pietra. Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega …

Annodamento dei capelli.
Era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce, provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto.

Dissanguare il soggetto.
Si credeva  che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione, tramite fuoco, del suo sangue. Le streghe condannate venivano sfregiate sopra il naso e la bocca e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Forno.
Orribile sentenza eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima di essere cremate. Si dice che nel XVII secolo più di duemila fra ragazze e donne subirono questa pena nel giro di nove anni. Questo conteggio include anche 2 bambini.

Immersione .
Questa punizione usata più spesso sulle donne. La vittima veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall’acqua gelida. L’immersione dello sgabello era usata per le streghe in America e in Gran Bretagna nonché come punizione per crimini minori, prostituzione e ai danni dei recidivi;

Impalamento.
Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della persona, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente;

Mastectomia.
La mastectomia la carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più orribili casi noti in cui fu usata questa tortura è quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata , fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti. Questa vergogna era più di una tortura fisica; l’esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un’estrema umiliazione.

Pera.
La pera era usata oltre che sulla bocca anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità ne risultava orrendamente mutilato, spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano per aumentare il danno fisico. Questa era una pena riservata alle donne accusate di avere avuto rapporti sessuali col Maligno.

Rogo.
Forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino riservato anche agli eretici. L’esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall’emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega veniva strangolata, avendo cura di farla rimanere in uno stato di stordimento; il suo corpo, era immerso in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se poi, per qualche fortuita coincidenza la strega fosse riuscita a liberarsi dal palo e ad uscire dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.

Ruota.
Era simile alla crocifissione. Alle vittime venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.

Sega.
Metodo di esecuzione applicato, nella maggior parte delle volte, agli omosessuali. Il condannato veniva appeso a testa in giù con le gambe divaricate e con una sega veniva tagliato in 2 verticalmente. Veniva tenuto a testa in giù affinché il dissanguamento fosse più lento e perchè il maggior afflusso di sangue al cervello acuisse la sensibilità al dolore. Pare anche che la vittima restasse cosciente finchè la sega arrivava al cranio;

Il topo.
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati.

 

La più nota ” strega ” è senza dubbio Giovanna d’Arcogiovanna-d-arco che assunse il comando dell’esercito, salvò la Francia dall’invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato.

 

 

Una donna veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un’abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l’accusa di stregoneria e quindi la morte.

L’ultima strega condannata a morte in Europa fu Anna Göldi, uccisa nel 1782 per decapitazione a Glarona, in Svizzera, la cui figura è stata riabilitata dal parlamento cantonale nel 2008 .

Era nata nel 1734 nel canton San Gallo in una famiglia di modestissime condizioni economiche, Anna Göldi fu costretta fin dalla prima giovinezza a lavorare come domestica. Attorno al 1765 partorì un figlio che morì la stessa notte del parto. Per questo fu condannata alla gogna e agli arresti domiciliari per infanticidio.sriimg20080620-9242959-2-data
Nel 1780 entrò al servizio della famiglia Tschudi a Glarona. Poco tempo dopo la figlia dei Tschudi cominciò ad avere delle convulsioni e, secondo la testimonianza dei familiari, a vomitare degli spilli. Anna Göldi, sospettata di aver avvelenato la bambina, fu licenziata. Ma la donna si rivolse al magistrato per difendersi dalle accuse. Johann Jakob Tschudi la denunciò allora per stregoneria e avvelenamento.

Anna Göldi fu decapitata sulla piazza di Glarona il 13 giugno 1782.

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F. von Spee, fu il confessore delle streghe condannate al rogo , gesuita tedesco, fu il primo ad esprimersi con forza contro la tortura, argomentando che tale forma di interrogatorio non è un modo per ottenere la verità, dato che chi la subisce è disposto ad ammettere qualsiasi cosa pur di farla cessare.
L’opera indusse ad abolire i roghi delle streghe in alcuni luoghi, specialmente a Magonza, ed ebbe un considerevole impatto morale.

F. von Spee scrisse;
“Dichiaro, che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso, come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti  dei maghi.”

 

 

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Spee

http://www.swissinfo.ch/ita/riabilitata-l-ultima-strega-d-europa/411556

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