TORTURE SUGLI ANIMALI : ZOOERASTIA -H.M.

Esiste purtroppo una pratica orrenda: avere rapporti sessuali con gli animali. in genere domestici, quali cani, gatti, maiali, cavalli, pecore. Un fenomeno difficile da monitorare, ma che persiste, e non solo in forma teorica nei testi di psicopatologia sessuale. Così come altre perversionila zooerastia può coinvolgere individui dalla vita ordinaria, affetti dal disturbo sessuale che li induce a mettere in pratica la fantasia di accoppiarsi con un essere non consenziente ma sottomesso, come l’animale.
Oltre allo squilibrio mentale, la zoofilia può recare problemi igienico-sanitari. “La letteratura scientifica veterinaria non attesta casi di trasmissione di malattie per via sessuale. I rischi sanitari sono riconducibili a quelli esistenti in caso di stretto contatto con l’animale.” dichiara il dott. Marco Mielosi, vice presidente associazione medici veterinari italiani. Quindi maggiore rischio di contrarre le cosiddette zoonosi, malattie trasmissibili da animale a uomo, quali scabbia, salmonellosi, staffilococco aureo. Oltre al pericolo, soprattutto per le donne, di riportare lacerazioni della vagina e degli organi interni.

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Come segnalano molte associazioni animaliste, il fenomeno della zoofilia è molto diffuso. Secondo quanto riferisce l’Aidaa (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente) infatti, sono numerose le persone pronte ad offrirsi per fare sesso con gli animali oppure disposte a prestare a pagamento il proprio animale per incontri sessuali.
Tra le ultime novità anche l’elevata percentuale di prostitute che si rendono disponibili a farlo con gli animali. La richiesta di incontri di sesso con le specie più diverse è altissima e ancora più significativa è la grande quantità di siti pornografici che offrono la possibilità di scaricare a pagamento o gratuitamente filmati. Tra questi parecchi riportano annunci di offerta o richiesta di appuntamenti sessuali e, addirittura, molte volte riportano links che collegano direttamente gli utenti ad immagini di pedopornografia accessibili anche ai bambini senza nessun filtro.

Per quanto riguarda l’aspetto normativo, purtroppo, bisogna sottolineare che questa aberrante pratica, che in Italia smuove un giro d’affari che si aggira sui venti milioni di euro l’anno, non viene ancora considerata un reato sanzionabile.
Lorenzo Croce, direttore dell’Aidaa, da tempo si batte affinchè la zoofilia sia circoscritta e fermata.

L’esiguo numero di condanne connesse a tale fenomeno e segnalate nel nostro Paese configurano la fattispecie di maltrattamento di animali o atti osceni in luogo pubblico
E’ il caso della prima sentenza del genere, risalente allo scorso anno, in cui Christian Galeotti, ex proprietario di un allevamento di cani a San Genesio, vicino Bolzano, venne condannato per zoopornografia.
Le indagini del caso partirono dopo la segnalazione di alcune ragazze del posto, alle quali era stato proposto di partecipare a film porno insieme ad alcuni cani.

Le autorità, nel corso di un controllo, oltre a constatare le pessime condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano gli animali ospitati nell’allevamento, rinvennero nove cortometraggi porno con protagonista un attrice inglese ed alcuni cani.
Il gup di Bolzano condannò Galeotti a due anni di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento delle spese processuali della Lav, oltre agli ingenti costi di mantenimento, custodia, cura e riabilitazione dei cani di cui l’associazione aveva ottenuto l’affidamento, pari a 39mila euro.

Ilaria Innocenti, responsabile nazionale LAV settore Cani e gatti, in quell’occasione dichiarò:
“Si tratta di una sentenza molto importante e innovativa che riconosce anche, a ragione, come l’impiego di animali nella pornografia li costringa a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, configurando un reato ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale, ovvero maltrattamento di animali. Siamo soddisfatti anche per l’entità della pena accessoria inflitta all’allevatore, ovvero la massima prevista dall’articolo 544-sexies del Codice penale: per tre anni non potrà esercitare attività di trasporto, commercio o allevamento di animali.

Molto simile il commento di Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Zoomafia LAV:
“Il fenomeno della zooerastia è tanto diffuso quanto sconosciuto. Per la prima volta un Tribunale ha analizzato lo sfruttamento sessuale degli animali, aprendo uno squarcio su un traffico squallido e oscuro. Esiste un preoccupante mercato di materiali fotografici e video molto diffuso, finora scarsamente contrastato: è ora che si avvii una seria indagine nazionale sul fenomeno.”

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Di tutt’altro tenore la situazione normativa, al riguardo, in altri paesi europei.
Recentemente il Parlamento olandese all’unanimità ha dichiarato illegale il sesso con gli animali, anche quando questo avvenga in privato e, vietando, inoltre, la riproduzione e la diffusione di materiale pornografico con animali. Una legge che è stata ampiamente criticata ma che nonostante ciò, rappresenta l’unico caso in Europa.
Solo i Paesi Bassi, infatti, hanno vietato legalmente questa attività che sembra, al contrario, essere praticata legittimamente in paesi considerati campioni di civiltà come la Germania, la Svizzera, la Danimarca e la Spagna.
Proprio quest’ultima, insieme alla Svezia, si distingue dagli altri stati dell’Unione per sostenere persino la produzione e la distribuzione di materiale pornografico con animali.
A tal proposito, Paunero Ignacio, presidente di El Rifugio, una delle associazioni di difesa e protezione degli animali più importanti della Spagna, ha dichiarato che non è mai stato sollevato il caso ma sarebbe ora di occuparsene, visto che si tratta di una deriva veramente scandalosa.
Henry Gimbernat, professore di diritto penale all’Università Complutense di Madrid, ha controbattuto dicendo che sarebbe sciocco affrontare la questione, visto che “il diritto penale si pronuncia chiaramente su ciò che costituisce reato a sfondo sessuale, nei rapporti con i minori, con i disabili ma non si esprime assolutamente nei confronti degli animali, perché questi ultimi non hanno diritti; perciò chi pratica sesso con gli animali non è punibile, poiché non esiste una vittima. Si tratta semplicemente di una questione morale e la legge non tutela la moralità“. Non esistendo una vittima giuridica non esiste un reato e dunque un cittadino può fare ciò che vuole della sua vita sessuale.
Aldilà dei confini europei colpisce il caso della Florida che ha bandito la zoofilia, ma accidentalmente, per colpa di una poco accorta scelta dei termini, rischia di mettere fuori legge il sesso per tutti i suoi abitanti.
Come ha fatto giustamente rilevare il sito americano Gawker, che riprende il blog Southern Fried Science, infatti, nella legge approvata si parla di “sesso con animali”, dimenticando però che anche l’uomo è un animale.

Il testo, che entrerà in vigore il primo ottobre 2011, vieta esplicitamente qualsiasi «contatto, per quanto lieve, con bocca, organo sessuale o ano» dell’animale che abbia come scopo la gratificazione sessuale. Ragion per cui Gawker conclude ironicamente che non sia tollerato il sesso con qualunque esemplare di homo sapiens.
Finora, in Florida, era vietato solamente il sesso con i porcospini, ma dopo un caso molto discusso di stupro ai danni di una capra incinta, finito con la morte della povera bestia, da anni esisteva un disegno di legge che proponeva di bandire tout court la zoofilia.

Per sapere di più e firmare petizioni clicca qui:

http://www.thepetitionsite.com/775/188/975/stop-alla-zooerastia/

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