L’Isola di Pasqua .-Patty.

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L’isola nella lingua nativa si chiama Rapa Nui si trova nell’Oceano Pacifico meridionale e fa parte del Cile.

E’ la più isolata del mondo!

I più la conoscono per i famosi Moai..

ovvero statue di pietra che si trovano

lungo le sue coste…pasqua039

I Polinesiani furono i primi a colonizzarla .. L’esploratore norvegese Thor Heyerdahl sosteneva che una popolazione bianca proveniente dal Sud America avesse colonizzato la Polinesia e dimostrò che si poteva navigare dal Perù alle Isole Marchesi con una semplice zattera, il famoso Kon-Tiki. Studi etimologici della lingua parlata dalla popolazione indigena, ritrovamenti archeologici e, infine, analisi genetiche cui sono stati sottoposti gli scheletri degli antichi abitanti dell’isola, hanno dimostrato che essi fossero indubitabilmente polinesiani. Pertanto il contributo di Heyerdahl si limita all’aver egli per primo dimostrato la possibilità di un interscambio tra Polinesia e Sud America, scambio peraltro di cui non si sono per ora trovate tracce.
Ma cosa sono i Moai?

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I Moai sono grandi busti il loro scopo ancor oggi è un mistero.. alcune teorie dicono che sarebbero capi tribù morti , nella credenza popolare questi avrebbero permesso il contatto ai vivi con il mondo dei morti.
Sono alti tra i 2,5 e i 10 metri. Ne esiste uno, incompleto, alto 21m. Quelli di 10 m pesano tra le 75 e le 86 tonnellate!!!!.

Spesso, sono visibili solo le teste delle statue, ma recenti scavi hanno trovato  un corpo sotto di esse.1081028906

Venivano scolpiti direttamente nelle cave, sdraiati con la faccia in su. Successivamente venivano staccati e trasportati sino alla costa dove altri operai li rifinivano. Il viaggio poteva durare anche un anno e non è chiaro come ciò avvenisse. L’ipotesi che riscuote più favore è anche quella più suggestiva: il moai sarebbe stato trasportato in posizione eretta e questa idea rispecchia la tradizione orale che vuole che i moai raggiungessero la loro destinazione camminando. In realtà Thor Heyerdahl, nel corso di una spedizione effettuata nel 1955, dimostrò come il trasporto fosse fattibile con l’uso di corde e pali in pochi giorni ad opera di una squadra di qualche decina di persone. pasqua1

I Moai hanno tutti un aspetto simile: le labbra serrate con il mento in alto; l’atteggiamento è ieratico e severo tale da suscitare rispetto

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Oggi le orbite degli occhi sono vuote, ma un tempo avevano una pupilla di ossidiana circondata da una sclera di corallo bianco, come si può osservare nell’unico moai vedente rimasto (e restaurato).
I Moai stati ricavati da un tufo basaltico del cratere Rano Raraku, dove si trovano quasi 400 statue incomplete. Questa roccia a grana eterogenea è relativamente tenera, a differenza del basalto, che deriva dalla solidificazione di un magma. I cappelli sono invece stati ricavati da un tufo rossastro proveniente dal piccolo cratere di Puna Pau, distante circa 10 chilometri da Rano Raraku.Questa cava sembra essere stata abbandonata all’improvviso, con alcune statue lasciate ancora incomplete nella roccia. Tra queste vi è la statua più grande, lunga 21 metri. Praticamente tutti i moai completati furono probabilmente abbattuti dagli indigeni qualche tempo dopo il periodo della costruzione, ma anche i terremoti potrebbero aver contribuito al ribaltamento delle statue.

La teoria più comune è che le statue siano state scolpite dai polinesiani abitanti a partire dall’anno 1000 d.C. Il significato più comune tramandato dagli attuali discendenti maori è quello di essere monoliti augurali portatori di benessere e prosperità dove volgono lo sguardo. Per questo nell’isola di Pasqua molti di essi sono rivolti verso il mare, per auspicare sempre un’abbondante pesca. Si ritiene inoltre che i piccoli moai siano le rappresentazioni degli antenati defunti o di importanti personaggi della comunità, a cui vennero dedicate come segno di riconoscenza, mentre per quelli grandi tra le tante spiegazioni possibili vi è anche quella a sfondo religioso. I moai sono stati probabilmente artefatti molto costosi; non solo la scultura di ogni statua avrebbe richiesto anni di lavoro, ma avrebbero dovuto anche essere trasportate per tutta l’isola fino alla loro posizione finale. Non si sa esattamente come i moai siano stati spostati, ma quasi certamente il processo ha richiesto slitte e/o rulli di legno. Si pensa che la domanda di legno per spostarli abbia portato al totale disboscamento dell’isola. Questo spiegherebbe perché la cava sia stata abbandonata all’improvviso.
Intorno ai moai sono state spesso rinvenute delle tavolette di legno con incisi i misteriosi segni della scrittura di allora detta rongorongo, scrittura che sinora nessuno è riuscito a decifrare completamente. Si tratta di segni intagliati nel legno con stili di ossidiana o con denti di squalo, rappresentanti figure umane, falci di luna, animali e piante che si succedono con ritmo bustrofedico.
Dal 1500 d.C. si smette di costruire Moai e si inizia a venerare l’uomo uccello (in polinesiano: Tangata), metà uomo e metà uccello. Ad ogni primavera, ciascuna tribù sceglieva un proprio guerriero che doveva riuscire a portate, intatto, un uovo al santuario di Orongo sulla cima del Rano Kao. Il vincitore diventava, per un anno, l’uomo uccello dell’isola.
Sono stati rintracciati vari altri tipi di raffigurazioni, come ad esempio le statuette in legno di toromiro che simboleggiano, presumibilmente, gli spiriti degli antenati e le emblematiche statuette moai Kava Kava con le loro rappresentazioni di corpi umani smagriti, probabilmente a causa della scarsità di cibo.

Leggende.

Le antiche leggende dell’isola parlano di un capo clan in cerca di una nuova casa. Il posto che scelse è quella che noi oggi conosciamo come isola di Pasqua. Alla sua morte, l’isola venne divisa tra i suoi figli. Ogni qualvolta un capo di uno dei clan moriva, un moai veniva posto sulla tomba dei capi. Gli isolani credevano che queste statue avrebbero catturato i “mana” (poteri soprannaturali) del capo, oltre a favorire la protezione degli dèi. Credevano che mantenendo i mana dei capi sull’isola, si sarebbero verificati eventi propizi, sarebbe caduta la pioggia e le coltivazioni sarebbero cresciute. Questa leggenda potrebbe essere cambiata rispetto all’originale, dal momento che si è tramandata oralmente per lungo tempo. Qualsiasi cosa potrebbe essere stata aggiunta a questa leggenda per renderla più interessante.
 Curiosità.                                                                                      
Il primo ad avvistare l’Isola di Pasqua fu presumibilmente il pirata Edward Davis, che avvistò l’isola a bordo del suo battello Bachelors Delight, nel 1687. Non capendo tuttavia di aver avvistato un’isola ritenne di aver scoperto il continente meridionale. Davis non attraccò mai sull’isola.
Il primo a sbarcare invece sull’isola fu l’olandese Jakob Roggeveen, la domenica di Pasqua 1722, motivo per il quale l’isola fu battezzata Isola di Pasqua.

Il turismo è iniziato nel 1967 grazie al primo volo in direzione dell’Isola. Col passare degli anni, è diventata sempre più “a misura d’uomo”
è presente un ospedale per le emergenze, un dentista, delle farmacie, dei supermercati e ristoranti .

Nel 1994 uscì il film  Rapa Nui  ambientato sull’isola di Pasqua nel periodo  antecedente la colonizzazione europea.

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