Noam Chomsky e le strategia per la manipolazione mentale attraverso i massmedia – Nis

ChomskyThe Nation: “Noam Chomsky è una fonte inesauribile di sapere”. The Guardian: “Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura”.

Queste sono solo un paio di considerazioni che la stampa americana esprime su Chomsky, noto linguista, filosofo e teorico della comunicazione. Tra i vari suoi meriti Chomsky ha, c’è quello che nel corso degli anni ha provveduto ad evidenziare il grado di collusione fra intellettuali e politiche dello stato americano, anche quando queste politiche sono chiaramente oppressive, violente o illegali.

Egli assicura che c’è un deliberato tentativo da parte degli intellettuali e dei rappresentanti del governo (e dei giornalisti, sebbene in modi differenti) di mascherare i fatti semplici con un linguaggio ottuso, in modo da tenere la “folla” fuori gioco.

Questo deliberato oscurantismo dei fatti è, nella sua visione, tipica del periodo cosiddetto post-moderno, e sintomatico di un problema molto più grande che concerne il controllo sociale.

In Chomsky c’è un netto rifiuto del socialismo autoritario, dei governanti illuminati, e di altri organi che tentano di dettare alla gente ciò che essa dovrebbe considerare come il proprio interesse.

Dall’inizio degli anni ‘60 Chomsky è impegnato in un numero imprecisato di dibattiti roventi, affrontando gruppi pro-Israele, gruppi anti-comunisti, gruppi pro-guerra fredda, suscitando violente reazioni. In prima fila nelle lotte della sinistra radicale americana, è da sempre impegnato nell’analisi e nella contestazione del colonialismo americano (culturale e non solo) e nella critica del sistema mediatico e del suo impatto sulla società.

Facendo un’analisi delle sue riflessioni circa il controllo che i media possono esercitare sulla popolazione, ne esce una sorta di decalogo che proponiamo qui di seguito.

 

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1- La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, la quale consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, tramite un profluvio di distrazioni e informazioni insignificanti.
 La strategia della distrazione è indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nella area della scienza, la economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.

“Deviare l’attenzione del pubblico dai reali problemi sociali, imprigionata da temi senza importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali”
Dal testo Armi silenziose per guerre tranquille 

2 – Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato problema – reazione – soluzione”.
Si crea un problema per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. 
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Ad esempio, lasciare che dilaghi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi così che il pubblico stesso richieda leggi e politiche per la sicurezza e a discapito della libertà. O creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 – La strategia della gradualità
Per fare accettare una misura inaccettabile, introdurla gradualmente per anni consecutivi. E’ così che condizioni socio-economiche nuove furono imposte durante gli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4 – La strategia del differimento
Altro sistema per imporre una decisione impopolare è presentarla in anticipo come ‘dolorosa e necessaria’, ottenendo l’accettazione pubblica immediatamente per una applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. In primo luogo perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi alla idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
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5 – Rivolgersi al pubblico come a un bambino
Gran parte della persuasione diretta al grande pubblico usa termini, argomenti, personaggi, intonazioni particolarmente infantili, come se lo spettatore sia una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se ci si rivolge a una persona come se avesse 12 anni o meno, in base alla suggestionabilità essa tenderà con certa probabilità a una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.”
6 – Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttare la emozione è una tecnica classica per provocare il corto circuito della analisi razionale e del senso critico dello individuo. Inoltre l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta di accesso allo inconscio per impiantare idee, desideri, paure, compulsioni, o indurre comportamenti.
7 – Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Fare in modo che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.”
8 – Stimolare nel pubblico una compiacenza verso la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere alla moda essere stupidi, volgari e ignoranti.
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9 – Rafforzare l’auto-colpevolizzazione
Far credere all’individuo che sia egli il colpevole delle proprie stesse disgrazie, a causa di una insufficiente intelligenza, capacità o impegno. Così invece di ribellarsi contro il sistema economico l’individuo si auto-svaluta e incolpa, cosa che crea uno stato depressivo, tra i cui effetti vi è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10 – Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni i progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, neurobiologia e psicologia applicata il sistema gode di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune meglio di quanto esso stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo sugli individui maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.
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