Quante civiltà extraterrestri? – Nis

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OTTIMISMO E PESSIMISMO

Iniziamo dunque col primo dato. Quante stelle esistono nella nostra galassia? Circa trecento miliardi, si ritiene. Per un calcolo pessimistico diciamo solo 100 miliardi. Scriviamo quindi le nostre prime due cifre.

NUMERO DELLE STELLE NELLA NOSTRA GALASSIA
Ottimista: 300 miliardi.
Pessimista: 100 miliardi.

Quante di queste stelle possono avere un sistema è solare simile al nostro? Se si scartano stelle doppie, quelle troppo grandi, quelle più piccole eccetera si arriva alla seguente valutazione (che tengono conto del fatto che la vita media di una stella deve essere abbastanza lunga per dare il tempo alla vita di evolversi su un pianeta).

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO
Ottimista: 1.7% di 300 miliardi=5 miliardi
Pessimista: 0.1% di 100 miliardi=100 milioni.

Ma se esistano sistemi solare simile al nostro, quante probabilità vi sono che esista un pianeta nella posizioni giusta, cioè non troppo caldo e non troppo freddo? Alcuni studiosi, come Micheal Hart, ritengono che non sia estremamente raro che un pianeta possa trovarsi a distanza giusta, e che forse non siamo gli unici. Tuttavia la maggior parte degli esperti e piuttosto incline a credere che un pianeta in orbita giusta non dovrebbe costituire un eccezione. La stima ottimistica è del 20%, la pessimistica può scendere al 10%.

NUMERO DEI SISTEMI SOLARI SIMILI AL NOSTRO CHE POTREBBERO AVERE UN PIANETA IN POSIZIONE GIUSTA u2
Ottimista: 20% di 5 miliardi=1 miliardo
Pessimista 10% di 100 milioni=10 milioniCome si vede, in due passaggi, il pessimista si trova a una valutazione cento volte inferiore, rispetto all’ottimista (13 milioni rispetto a un miliardo).

A questo punto nasce una domanda importante: ammesso che esista un pianeta adatto, quale è la probabilità che la vita sia poi veramente cominciata? Questo è il punto più controverso.
Tutti sono d’accordo che si possono formare ovunque molto facilmente delle molecole organiche, le quali sono già in pratica i mattoni della vita: quanto però alla probabilità che si uniscano insieme per creare delle grandi molecole capaci di replicarsi, e poi dare origine a delle forme di vita di tipo batterico, questo dipende da valutazioni veramente soggettiva, perché oggi non disponiamo di parametri validi.
Alcuni ritengono che ciò sia assai poco probabile, altri invece ritengono che se il tempo a disposizioni per un evoluzione biochimica è sufficiente, ci sono buone probabilità che questo processo si verifichi. Altri ritengono addirittura che si tratti di un fenomeno quasi spontaneo, così come avviene per la formazione di amminoacidi. Asimov è fra questi, e nel suo libro da queste evento al 100%, considerandolo praticamente una conseguenza spontanea, quando il pianeta è adatto alla vita.
A questo punto ci sembra ragionevole sdoppiare le ipotesi pessimistiche. Un moderato (cioè che accoglie le precedenti valutazioni pessimistiche, ma in questo caso si dimostra assai più possibilista) potrebbe valutare queste evento al 50%.
L’ipotesi estrema potrebbe, in teoria, scendere a zero: ma in realtà nessuno di coloro che studiano questi problemi esclude che ciò sia avvenuto.. Una probabilità su 10 mila (lo 0,01%) sembra poter rappresentare una valutazione abbastanza pessimistiche. Si hanno quindi a questo punto tre cifre.

u1NUMERO DEI PIANETI ADATTI ALLA VITA SU CUI PUO’ ESSERSI SVILUPPATA UNA FORMA DI VITA DI TIPO BATTERICO
Ottimista: 100% di 1 miliardo=1 miliardo
Moderato: 50% di 10 milioni=5 milioni
Pessimista: 0.01% di 10 milioni=1000Il passo successivo è l’evoluzione della vita. Qui c’è abbastanza accordo sul fatto che la vita, una volta partita, possa in qualche modo evolvere. Per gli ottimisti la apparizione di essere pluricellulari e solo questione di tempo:70% di probabilità. Il moderata potrebbe dire: venti probabilità sul cento. Il pessimista potrebbe scendere a 5 probabilità su cento.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI DA FORME DI VITA DI TIPO BATTERICO AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI FORME DI VITA DI TIPO PLUCELLULARE
Ottimista: 70% di 1 miliardo=700 milioni
Moderato: 20% di 5 milioni=1 milione
Pessimista: 5% di 1000=50Vediamo ora il gradino successivo: lo sviluppo dell’intelligenza. Per l’ottimista il passaggio dall’essere pluricellulari a forme intelligenti e quasi certo (90%). Il moderato potrebbe valutare questa probabilità al 25%; il pessimista il 2%.

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI PARTENDO DA FORME DI VITA DI TIPO PLUCELLULARE AVREBBERO POTUTO SVILUPPARSI FORME INTELLIGENTI u4
Ottimista: 90% di 700 milioni=600 milioni
Moderato: 25% di 1 milione=250000
Pessimista: 2% di 50=1

Una volta che si arriva agli esseri intelligenti, gli ottimisti ritengono che il passaggio a forme di vita sociale, con sviluppo di forme di tecnologia, sia ovvio (100%). Anche moderato si sbilancia e accetta l’idea che partendo da forme di vita intelligenti (dato un tempo sufficiente) si possa raggiungere a una società tecnologica (100%). Il pessimista, invece, ritiene che ciò possa avvenire solo molto raramente (5%).

NUMERO DEI PIANETI SUI QUALI, PARTENDO DA FORME INTELLIGENTI, AVREBBE POTUTO SVILUPPARSI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA
Ottimista: 100% di 600=600 milioni
Moderato: 100% di 250000=250000
Pessimista: 5% di 1=0.05Ma subentra a questo punto un altro notevole passaggio restrittivo.

Se vogliamo comunicare con altra civiltà extra terrestri, infatti, noi non siamo ovviamente interessati alle eventuali civiltà già scomparse o quelle non ancora nate: noi siamo interessati solo a quelle contemporanee, cioè che esistano in questo momento. Per fare questo calcolo occorrerebbe sapere quanto dura una civiltà tecnologica. Perché si duro un tempo molto lungo, allora ci sono più probabilità che la nostra esistenza si incrociano; se la durata è molto breve, allora le probabilità diminuiscono notevolmente.
Mediamente sulla terra un mammifero, come specie, dura cinque o dieci milioni di anni; l’uomo con la sua civiltà tecnologica, durerà più o di meno? Asimov dice di meno: solo un milione di anni. Se si applica un criterio analogo per gli altri pianeti, facendo un po’ di conti che solo una probabilità su mille (cioè lo 0,1%) che un altra civiltà tecnologica sia nostro contemporanea. Questa è l’ipotesi più ottimistica.
Il pessimista moderato potrebbe dire che la durata di una civiltà tecnologica è molto inferiore al milione di anni: solo 20 mila anni. Tuttavia, poiché un sistema solare del nostro tipo (e quindi un pianeta come alla terra) e solo a metà strada della sua esistenza (e quindi ancora qualche miliardo di anni di vita), potrebbero riemergere in seguito, sullo stesso pianeta, varie volte, altre civiltà. Diciamo 10 altre volte, per complessivi duecentomila anni. Quindi lo 0,02%. Il pessimista, invece, potrebbe dire che una civiltà tecnologica dura solo duemila anni, poi si autodistrugge e in seguito non appare mai più. Ecco quindi le nostre ultime cifre.

NUMERO DEI PIANETI DELLA GALASSIA SUI QUALI ESISTE OGGI UNA CIVILTA’ TECNOLOGICA u3
Ottimista: 0.1% di 600 milioni=600000
Moderato: 0.02% di 250000= 50
Pessimista: 0.0002% di 0.05=0.0000001

La cifra ottimista è molto elevata: secondo Asimov uno esisterebbero oggi nella nostra galassia 600000 civiltà extraterrestri. Ci sembrano decisamente troppe, anche se non abbiamo prove per dimostrare il contrario.
Il pessimista moderato arriva alla cifra conclusiva di 50. Cioè noi saremmo una delle poche civiltà tecnologiche oggi esistenti nella galassia.
Tra queste due cifre, 50 e 600000, esiste dunque un ventaglio di probabilità ,in cui si possono situare coloro che ritengono possibile o probabili l’esistenza di altre civiltà e nella galassia. Quanto al pessimista egli è sceso molto al di sotto dello zero, e secondo i suoi calcoli noi non dovremmo praticamente esistere se non per puro caso. C’è infatti solo una probabilità su dieci milioni che esistano oggi una civiltà tecnologica nella nostra galassia. Siamo stati eccezionalmente fortunati ad apparire. E’ come se avessimo azzeccato cinque volte di seguito un en plein alla roluette. Una sorprendente moltiplicazione.
Non so quale di queste varie opzioni è più vicina al vostro modo di vedere. Si tratta, naturalmente, di un esercizio teorico e ognuno può scegliere delle strade intermedie o zigzaganti o diverse. E rifare i conti per le sue ipotesi. Se però sostanzialmente le vostre conclusioni rimangano nell’arco di queste valutazioni, c’è un fatto molto sorprendente che succede.
Infatti, queste cifre si riferiscono soltanto alla nostra galassia.

E nell’universo esiste un numero immenso di galassie: si calcola vi siano almeno dieci miliardi osservabili. A questo punto le cifre cambiano completamente, perché bisogna moltiplicare il tutto per almeno dieci miliardi, e allora si sale a cifre sbalorditivo.
Il pessimista, in tal caso, salirebbe da 0,0000001 a mille. Vale dire e che, in base alle sue percentuali di valutazione e restrittive, vi sarebbero oggi nell’universo almeno mille civiltà extraterrestri. Il moderato salirebbe a 500 miliardi. L’ottimista a sei milioni di miliardi di civiltà extra terrestri contemporanea alla nostra! Ecco quindi i dati conclusivi per l’universo:

u5NUMERO DI CIVILTA’ TECNOLOGICHE OGGI NELL’UNIVERSO
Ottimista: 6 milioni di miliardi
Moderato: 500 miliardi
Pessimista: 1000

Sono cifre che ci appaiono strabilianti ed anche eccessive: d’altra parte si deve pur ammettere che per escludere l’esistenza di altre civiltà nell’universo bisognerebbe ricorre a percentuale ancora più basse di quelle adottate nell’ipotesi pessimistica. Cioè bisognerebbe a essere più pessimisti del pessimista. In altre parole, questo esercizio probabilistico ci mostra che il numero di stelle è talmente elevato che, pur mantenendosi bassi, si ottengono in definitiva cifre sorprendenti, anche se non riusciamo a valutare quali sono queste probabilità, perché ognuno può rendersi conto che le variabili sono troppe, e nessuna cifra attendibile può uscirne fuori. Questi calcoli, insomma, pur non potendo dimostrare alcunché, sembrano indicare che valga la pena di tentare una ricerca seria, e di passare dalla teoria alla pratica: cioè di arrivare alla fase sperimentale. Infatti nella scienza c’è una regola d’oro che alla base di tutto il processo delle conoscenze: qualsiasi ipotesi o teoria è la benvenuta, però non hanno alcun valore scientifico fino a quando non vi sono delle verifiche sperimentali.
Il metodo sperimentale è il solo valido. Altrimenti uno può dire una cosa, un altro il contrario, un terzo un’altra cosa ancora, senza poter provare nulla. Le teorie sono certamente utilissime, perché sono stimolanti e servono per impostare una ricerca. Senza verifiche sperimentali restano che sul punto: che sull’ipotesi. Ma allora come si fa a verificare se esistono delle civiltà extra terrestri. C’è, per ora, in un solo metodo sperimentale possibile: quello di mettersi in ascolto dello spazio con dei radiotelescopi, e cercare di capitale di segnali radio.

fonti:

tratto dal libro Nel cosmo alla ricerca della vita -di Piero Angela

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