L’Aura: come interpretare l’Effetto Kirlian – Nis

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Come spesso avviene quando si ragiona di fenomeni a cavallo tra il mondo fisico visibile e quello invisibile (che per ragioni ignote è ancora ritenuto da alcuni appannaggio della spiritualità o dell’esoterismo), anche per l’Effetto Kirlian esiste un gruppo di sostenitori e un gruppo di detrattori. 

k9Tra gli scettici c’è il dottor Terence Hines, professore di psicologia presso la Peace University di New York, secondo il quale l’aura è causata dall’umidità che circonda k12l’oggetto.

“Le cose viventi sono umide. Quando l’elettricità attraversa un oggetto vivente, essa produce una ionizzazione del gas intorno all’oggetto fotografato.

k10Secondo il MIT Technology Review, alcune forme di vita batterica e altri tipi di cellulek13 utilizzano onde elettromagnetiche ad alta frequenza per comunicare e immagazzinare energia. Secondo alcuni ricercatori, questa facoltà permetterebbe a virus e batteri di colpire le cellule di un corpo e danneggiarlo.k14

 

 

k11Il dottor Victor Stenger, University of Colorado, ha criticato questa teoria, definendola una “spiegazione creativa” dell’aura. A suo parere, il bagliore percepito nelle immagini ha a che fare con la temperatura dei corpi:

“è il risultato dei movimenti casuali di tutte le particelle cariche. Quando aumenta la temperatura, si può cominciare a vedere l’aura”.

k15Il dottor Gary Schwartz, docente di psichiatria e psicologia prima a Yale e poi presso l’Università dell’Arizona, e la dottoressa Katherine Creath, docente aggiunto di scienze ottiche presso l’Università dell’Arizona, hanno condotto uno studio sull’emissione di biofotoni nelle piante, relativo alle ricerche sull’aura.

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I due ricercatori hanno scattato e studiato migliaia di immagini nel corso di due anni, scoprendo che ai tessuti sani è associato un ben visibile aumento di biofotoni, mentre in quelli compromessi è osservabile una netta carenza di bioluminosità.

Schwarz e Creath ipotizzano che la bioluminosità sia l’effetto di una sorta di energia che le piante utilizzano per comunicare tra loro. L’effetto, infatti, è apparso più intenso quando le piante erano in stretta vicinanza l’una alle altre.

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In una sintesi della storia e delle tecniche utilizzate per fotografare le aure, John D. Zakis della Monash University, Australia, ha spiegato che le malattie, prima di manifestarsi nel corpo fisico in qualsiasi forma diagnosticabile, si presentano in un modello disturbato dell’aura, il quale sembra essere influenzato dal giorno e dalla notte, dai disturbi cosmici come i brillamenti solari e dagli stati psicologici di stress. I punti più luminosi del corpo umano corrispondono a quelli noti per l’applicazione dell’agopuntura.

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Fonti:

http://www.stampalibera.com/?a=27938

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