Antartide, scoperti batteri nei laghi subglaciali. -Space.

Nei laghi subglaciali dell’Antartide c’è vita, persino sotto 800 metri di calotta: lo afferma una ricerca pubblicata su Nature e realizzata da un gruppo di ricercatori internazionali, che coinvolge anche l’italiano Carlo Barbante, chimico e paleoclimatologo dell’Università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’Istituto per le dinamiche dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr). Si tratta, secondo gli autori, della più importante scoperta raggiunta in due decenni di ricerche sul sistema di fiumi e laghi che esiste sotto la calotta antartica, un sistema complesso posto a condizioni estreme: i laghi sono infatti immersi nell’oscurità, sottoposti a pressione elevatissima, da millenni isolati dall’atmosfera dalla spessa calotta glaciale.

antartide

Per realizzare la scoperta i ricercatori hanno utilizzato un’innovativa tecnologia di perforazione ‘pulita’: hanno scavato nel ghiaccio un foro di circa 60 centimetri di diametro iniettando acqua calda filtrata e purificata da fasci di raggi Uv, così da poter prelevare acqua e sedimenti direttamente dal lago senza correre il rischio di contaminarli. Tramite questa tecnica, il team è riuscito a prelevare i microrganismi viventi nelle acque del lago subglaciale Whillans, coperto da 800 metri di calotta glaciale. Secondo gli studiosi, la presenza di ecosistemi nei laghi subglaciali è tale da influenzare la composizione chimica e biologica dell’Oceano Meridionale, il mare vasto e biologicamente produttivo che circonda il continente Antartico.

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La scoperta deriva dal progetto di ricerca internazionale Wissard, finanziato con oltre 10 milioni di dollari da National Science Foundation, Nasa, Noaa e Gordon and Betty Moore Foundation, con il supporto in Italia del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra). Nel 2013 Barbante aveva partecipato alla missione Wissard per la raccolta di acqua e sedimenti dal lago. Alcuni di quei campioni sono stati analizzati chimicamente a Venezia, nella clean room del Dipartimento di scienze ambientali di Ca’ Foscari, un laboratorio a contaminazione controllata nel quale gli scienziati possono identificare ultratracce, cioè la presenza di sostanze a bassissima concentrazione.

“Ora è evidente che forme di vita si sono sviluppate anche nelle estreme condizioni ambientali dei laghi sublaciali”, spiega Barbante, argomentando alcune delle implicazioni che possono derivare dalla scoperta: “Questi ecosistemi – continua – attraverso la rete di bacini e corsi d’acqua di cui fa parte il lago Whillans, potrebbero avere un ruolo significativo nello scambio di nutrienti con le acque delMare di Ross, uno dei mari dell’Oceano Meridionale che circonda il continente”.

Tracce di batteri erano già state trovate in passato in campioni di ghiaccio prelevati dal grande lago Vostok, ottenuti però tramite un pozzo di perforazione contaminato dall’uso di un idrocarburo. L’analisi della missione Wissard è la prima effettuata senza contaminazione.

Lago Vostok

“Le analisi chimiche condotte a Venezia hanno contribuito a dimostrare come nei laghi subglaciali, dove non c’è luce, i microrganismi assorbano e scambino energia grazie a particolari reazioni chimiche di ossidoriduzione”, conclude Barbante. “Inoltre, questa ricerca suscita grande interesse da parte degli scienziati che studiano la vita in altri ambienti estremi e negli altri pianeti”.

Fonti trovate in rete.

 

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