Trame, intrighi e cospirazioni: la Massoneria nella Repubblica Italiana. – Nis

th

Massoneria, trame, intrighi, cospirazioni.

La storia della Repubblica è piena di gialli nei quali i massoni sono sempre presenti, quasi a fare da collante tra Stato, mafie, eversione, terrorismo, e servizi segreti deviati o stranieri.

E’ il caso, ad esempio, del processo a Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia. Il gup Piergiorgio Morosini, nel suo decreto che dispone il giudizio contro gli imputati (tra gli altri i mafiosi Bagarella, Brusca e Riina, il figlio di Vito Ciancimino, CatturaMassimo, l’ex politico di Forza Italia Marcello Dell’Utri, l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, l’ex capo dei Ros Mario Mori), ne parla in modo esplicito.

 

 

 

Trattativa Stato-mafia e P2.

E non lesina particolari e  dettagli. Siamo nei primi anni Novanta, anni della cosiddetta (presunta) trattativa tra Stato e mafia per far cessare omicidi di personalità politiche della allora Dc, come Salvo Lima, e le stragi mafiose a colpi di tritolo. “Il primo obiettivo, più ambizioso e di ‘lungo termine’ di quell’associazione – annota il gup Morosini nel suo decreto – consisterebbe nel convergere verso un ‘sistema criminale’ più ampio capace di includere in sé altre consorterie di diversa estrazione (massoneria ‘deviata’-P2, frange della destra eversiva, gruppi indipendentisti, mafia calabrese) interessate a sfruttare la crisi politico-istituzionale italiana e ad acuirla con azioni destabilizzanti (‘strategia della tensione’) in vista dei nuovi equilibri”. Nonostante il caso P2 sia del 1981, ancora oggi si parla di quella loggia – e di quelle presunte deviazioni istituzionali – in un processo tutt’ora in corso sui misteri d’Italia.

moro

Aldo Moro

p2

Dalle carte Moro spunta un dossier sul gran maestro di Piazza del Gesù.br

Nell’archivio delle carte di Aldo Moro presso l’Archivio centrale dello Stato di Roma, è conservato un appunto riservato del Viminale che dimostra due cose. La prima, l’attenzione che lo statista ucciso dalle Brigate Rosse aveva nel tenere sotto osservazione la massoneria. La seconda, che il ministero dell’Interno vigilava con estrema attenzione le obbedienze. Al punto da redigere un documentato dossier nei confronti del più noto dei gran maestri della massoneria italiana, Giovanni Ghinazzi. Il questore di Bologna ne fa un ritratto  dal quale emerge una personalità forse poco conosciuta di quello che è stato per anni il riferimento della massoneria francese al punto che ancora oggi i frateli di Piazza del Gesù vengono sopprannominati “ghinazziani”.

 

verdini

Denis Verdini

Da allora altre inchieste hanno coinvolto in qualche modo la massoneria, al punto da indurre i magistrati a battezzare le loro inchieste evocando la loggia di Licio Gelli. Dopo il 2010, ci sono state in particolare le indagini P3 e P4 che hanno in qualche modo chiamato in causa ancora il ruolo delle “obbedienze”.

Nella vicenda P3 erano stati coinvolti anche il parlamentare del Pdl, Denis Verdini

e l’ex senatore Marcello Dell’Utri. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli ipotizzarono che avevano costituito una “super loggia segreta” divenuta punto di riferimento di imprenditori e politici per “influenzare decisioni politiche, a pilotare processi e a decidere le nomine dei componenti di organi dello Stato di rilievo costituzionale”.

dell'Utri

Marcello Dell’Utri

Il figlioccio di Licio Gelli.

licio gelli

Licio Gelli

Il termine P4 è utilizzato per riferirsi ad una inchiesta giudiziaria su una presunta associazione a delinquere che avrebbe operato nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Indagati in tale procedimento giudiziario furono, tra gli altri, il faccendiere Luigi Bisignani e il deputato Alfonso Papa.

bisignani papa

Luigi Bisignani – Alfonso Papa

La cosiddetta P4 invece avrebbe avuto l’obiettivo di gestire e manipolare informazioni segrete o coperte da segreto istruttorio, oltre che di controllare e influenzare l’assegnazione di appalti e nomine, interferendo anche nelle funzioni di organi costituzionali. L’origine della sigla P4 non fu solo frutto di immaginazione giornalistica, ma si deve anche al fatto che il nome di Luigi Bisignani comparisse negli elenchi della loggia Propaganda Due (detta P2) di Licio Gelli (il quale lo ha recentemente definito “il mio figlioccio”), benché Bisignani si sia sempre dichiarato estraneo a tale loggia.

 

mas

 

 

Fonti:

– Repubblica.it intervista di A. Custodero

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: