Il Britannia.-Patty.

2 giugno 1992, Civitavecchia, in tutta riservatez300x290xbritannia_big.jpg.pagespeed.ic.lCZ_6pil37za si verificava un avvenimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il Britannia, lo yacht della corona inglese,venne affittato a peso d’oro da alcuni dei  più grandi banchieri anglo-americani, per poter chiacchierare in perfetta riservatezza con alcuni italiani. Il Britannia gettava l’ancora presso le nostre coste con a bordo dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay’s, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d’Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell’ENI, dell’AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.

Lì venne decisa la privatizzazione dei principali beni dello Stato italiano. La SIP, le autostrade, ENI, le Ferrovie dello Stato, le Poste e addirittura la Banca d’Italia. Fino a quel momento tutti noi , con le nostre tasse, sovvenzionavamo tutte queste aziende. Dopo la riunione galleggiante, tutto venne privatizzato e svenduto alle banche. Da allora sono state licenziate migliaia di persone, i treni sono sempre più in ritardo, spedire un pacco costa sempre di più, la bolletta della luce é lievitata, il casello dell’autostrada é costantemente aumentato per ogni tratta, fino a triplicare ovunque il prezzo, senza che la qualità delle strade sia effettivamente migliorata.

Naturalmente di questa riunione , i media non ne parlarono, perchè chi organizzò la svendita del nostro paese sapeva benissimo che tutta l’attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo di Tangentopoli, che stava facendo affondare l’intera classe dirigente italiana .

Secondo l’ autrice del libro “Dittature. la storia occulta”, Antonella Randazzo,9788889482049gi principali artefici del Sacco d’Italia furono gli economisti Mario Draghi e Giulio Tremonti; l’allora presidente Iri, Romano Prodi; quello dell’Eni, Franco Barnabè; il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli. Furono loro i principali sostenitori della svendita dell’Italia alle banche straniere.

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