Julian Paul Assange.-Patty.

julian_assange_2010-front1Wikileaks

Julian Paul Assange,è un giornalista, programmatore e attivista australiano, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks, del quale è co-fondatore e caporedattore.


Il 28 novembre 2010 il sito ha pubblicato un’ingente rassegna di documenti riservati sull’operato del governo e della diplomazia statunitense nel mondo. Si tratta, stando a WikiLeaks stessa, della diffusione non autorizzata di 251.287 documenti contenenti informazioni confidenziali inviate da 274 ambasciate americane in tutto il mondo al dipartimento di Stato degli Stati Uniti a Washington.
Nei documenti sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato europei, sui rapporti tra Stati Uniti ed Estremo Oriente e sulle posizioni dei più importanti Stati alleati inclusa l’Arabia Saudita, principale fiancheggiatore degli Stati Uniti e nel contempo, segretamente, principale finanziatore della rete terroristica di Al-Qaida. In tali comunicazioni gli ambasciatori riferiscono a Washington informazioni e opinioni su una molteplicità di personaggi di spicco di molti Stati. Tale fuga di notizie ha comportato un certo imbarazzo all’amministrazione americana per via dei contenuti di carattere riservato e non sempre propriamente elogiativi nei confronti dei soggetti sottoposti all’attenzione. Fra tali soggetti vi sono fra l’altro l’ex presidente del consiglio italiano Berlusconi, l’ex presidente francese Sarkozy, quello russo Putin e quello kazako Nazarbaev.
A seguito di tale pubblicazione, il sito wikileaks.org ha subito ripetuti e imponenti attacchi informatici di tipo DDoS (Distribuited Denial of Service)]. Il Dipartimento di Stato USA ha inviato tramite i suoi legali una lettera di diffida all’avvocato di Assange, appellandosi all’illegalità insita nel semplice possesso di quei documenti da parte dei gestori di Wikileaks, e negando al contempo ogni tentativo di negoziazione per bloccare la pubblicazione. Il governo statunitense e il Pentagono avevano già in precedenza bollato le rivelazioni come pericolose su vari fronti: per le fonti di informazioni confidenziali che verrebbero così perdute; per le operazioni di sicurezza nazionale, come quelle contro il terrorismo; per le relazioni diplomatiche degli Stati Uniti con gli alleati e la cooperazione internazionale su minacce di portata globale. Il 1º dicembre 2010, Barack Obama ha creato una task force denominata Interagency Policy Committee for Wikileaks per contrastare eventuali altre fughe di documenti dagli uffici dell’amministrazione americana.
Il 4 dicembre 2010 sul social network Twitter, WikiLeaks ha lanciato l’operazione “I’m WikiLeaks”. Da quel momento sotto l’hashtag Twitter centinaia di mirror  hanno iniziato a diffondere a macchia d’olio i contenuti del sito web. L’intento è una decentralizzazione per impedire oscuramenti, in questo modo a WikiLeaks basterà essere online anche una sola ora al giorno ed i mirror duplicheranno i contenuti. La hashtag su Twitter permette di avere dei mirror che nascono e muoiono continuamente ad indirizzi diversi, eliminando così la possibilità di Denial of service.

Il 14 dicembre 2010 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha citato in giudizio Twitter, intimando di fornire informazioni sugli account iscritti o associati a WikiLeaks. Twitter ha deciso di informare i propri utenti.
Le sommosse popolari in Tunisia scoppiate nel dicembre 2010 sono in parte riconducibili alla rivelazione di alcuni documenti confidenziali del cablegate.

Oggi.

Londra, 18 ago. Julian Assange, il fondatore di Wikileaks rifugiato da due anni nell’ambasciata ecuadoregna a Londra, potrebbe valutare di lasciare la sede diplomatica e consegnarsi alla polizia. A quanto apprende Sky News, dopo avere trascorso due anni all’interno dell’edificio nel centro di Londra, Assange, australiano di 43 anni, sarebbe pronto a tenere una conferenza stampa, nella quale si presume possa annunciare la sua prossima mossa.

Secondo alcune notizie, si legge ancora, il fondatore di Wikileaks avrebbe bisogno di cure ospedaliere per problemi cardiaci e polmonari. Ma, sotto continua sorveglianza da quando ha richiesto asilo politico nel giugno 2012 e con la polizia stazionata davanti all’ambasciata, una volta fuori verrebbe arrestato.


https://it.notizie.yahoo.com/wikileaks-media-assange-potrebbe-valutare-di-lasciare-ambasciata-082000027.html

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