Schettino. -Patty.

Costa_Concordia_in_Palma,_Majorca,_Spain

Il naufragio della Costa Concordia è stato un sinistro marittimo avvenuto venerdì 13 gennaio 2012 alle 21:45:05. Al comando c’era il comandante Francesco Schettino .

La nave era salpata dal porto di Civitavecchia con 4 229 persone a bordo (3 216 passeggeri e 1 013 membri dell’equipaggio), avrebbe dovuto successivamente fare scalo nei porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, per poi far ritorno a Civitavecchia. Nelle acque dell’Isola del Giglio ha urtato uno scoglio riportando l’apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato sinistro dell’opera viva. L’impatto ha provocato la brusca interruzione della crociera, un forte sbandamento e il conseguente arenamento sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto.

L’incidente avvenuto ha provocato la morte di 32 persone . È la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata della storia.
Qualche giorno dopo il naufragio sono state pubblicate le registrazioni di alcune telefonate in cui il capitano di fregata Gregorio De Falco della capitaneria di porto di Livorno, quella notte intimava al comandante di risalire sul relitto ormai coricato sul fianco; questi rispondeva che stava coordinando le operazioni da una lancia di salvataggio, essendo ormai il relitto impraticabile.Durante la terza telefonata, quella delle 01:46, De Falco ordinò al comandante Schettino di tornare a bordo della nave e di coordinare lo sbarco dei passeggeri, non ottenendo però il risultato desiderato. Come può ,un capitano lasciare la nave e i suoi passeggieri ? Schettino forse ha avuto paura? paura di morire? ha avuto una crisi di panico?
Oggi 6 agosto 2014.
“Sono qui perché sono un esperto, ho navigato in tutti i mari del mondo e so come comportarmi e come reagire”. A parlare davanti agli studenti della facoltà di Medicina a La Sapienza di Roma non è un normale docente ma Francesco Schettino, l’ex capitano della Costa Concordia chiamato per tenere un intervento sul tema della gestione del panico per un master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense.

L’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, parla agli studenti della Sapienza. Non una Lectio magistralis, ma un breve intervento per spiegare, dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico. È accaduto un mese fa, il 5 luglio, durante il seminario «Dalla scena del crimine al profiling» organizzato dal Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina dell’università romana. L’intervento di Schettino ha provocato immediate polemiche. A iniziare dal rettore dell’università, Luigi Frati che ha deferito al Comitato etico il docente che organizza il master, il criminologo Vincenzo Maria Mastonardi: «La partecipazione di Schettino è una iniziativa autonoma e indegna presa da un docente – afferma – La libertà accademica non può essere irresponsabilità, prendiamo le distanze da quello che è avvenuto». Anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ammette che «la partecipazione di Schettino è un fatto sconcertante».

Foto: Schettino.
-Patty.

Il naufragio della Costa Concordia è stato un sinistro marittimo  avvenuto venerdì 13 gennaio 2012 alle 21:45:05. Al comando c'era il comandante Francesco Schettino .

La nave era salpata dal porto di Civitavecchia con 4 229 persone a bordo (3 216 passeggeri e 1 013 membri dell'equipaggio), avrebbe dovuto successivamente fare scalo nei porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, per poi far ritorno a Civitavecchia. Nelle acque dell'Isola del Giglio ha urtato uno scoglio riportando l'apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato sinistro dell'opera viva. L'impatto ha provocato la brusca interruzione della crociera, un forte sbandamento e il conseguente arenamento sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto.

L'incidente avvenuto ha provocato la morte  di  32 persone  . È la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata della storia.
Qualche giorno dopo il naufragio sono state pubblicate le registrazioni di alcune telefonate in cui il capitano di fregata Gregorio De Falco della capitaneria di porto di Livorno, quella notte intimava al comandante di risalire sul relitto ormai coricato sul fianco; questi rispondeva che stava coordinando le operazioni da una lancia di salvataggio, essendo ormai il relitto impraticabile.Durante la terza telefonata, quella delle 01:46, De Falco ordinò al comandante Schettino di tornare a bordo della nave e di coordinare lo sbarco dei passeggeri, non ottenendo però il risultato desiderato. Come può ,un capitano lasciare la nave e i suoi passeggieri ? Schettino  forse ha avuto paura? paura di morire? ha avuto una crisi di  panico?
Oggi 6 agosto 2014.
"Sono qui perché sono un esperto, ho navigato in tutti i mari del mondo e so come comportarmi e come reagire". A parlare davanti agli studenti della facoltà di Medicina a La Sapienza di Roma non è un normale docente ma Francesco Schettino, l'ex capitano della Costa Concordia chiamato per tenere un intervento sul tema della gestione del panico per un master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense. 

 L’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, parla agli studenti della Sapienza. Non una Lectio magistralis, ma un breve intervento per spiegare, dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico. È accaduto un mese fa, il 5 luglio, durante il seminario «Dalla scena del crimine al profiling» organizzato dal Master in Scienze criminologiche e psicopatologico-forensi della facoltà di Medicina dell’università romana. L’intervento di Schettino ha provocato immediate polemiche. A iniziare dal rettore dell’università, Luigi Frati che ha deferito al Comitato etico il docente che organizza il master, il criminologo Vincenzo Maria Mastonardi: «La partecipazione di Schettino è una iniziativa autonoma e indegna presa da un docente - afferma - La libertà accademica non può essere irresponsabilità, prendiamo le distanze da quello che è avvenuto». Anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ammette che «la partecipazione di Schettino è un fatto sconcertante».

 

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